giovedì 29 gennaio 2015

Sherlock Holmes


Adoro quando sui canali Mediaset si sbilanciano nel trasmettere qualcosa di decente!
Nel caso di ieri sera, per esempio, nel quale hanno dato il primo Sherlock Holmes del 2009 (già il 2009 O_O) e, di seguito, Sweeney Todd. Ma mi rendono felice anche quando decidono di dare intere saghe come Ritorno al Futuro, Harry Potter e tutta la compagnia dell'anello.
Insomma, qualcosa che vada oltre alle solite sciocchezze e talent show, anche se alla fine ciò che propongono lo rivedo per la ventesima volta.
Perciò, non ho trovato motivo per non doverlo guardare, ieri sera.

221 B di Baker Street. Il più misterioso e geniale investigatore del Regno Unito, e della mia amata Londra, insieme al suo fedele compagno Watson, vanno alla ricerca di misteri da svelare.
Questa volta, hanno a che fare con occulto e soprannaturale; Lord Blackwood, infatti, simpatizzante della magia nera, viene consegnato dai nostri due beniamini alla giustizia, ma non si rivelerà così semplice sbarazzarsi di lui.


Lo dico immediatamente, così evitiamo eventuali misunderstandings; il film in questione non è affatto un capolavoro, è piuttosto un filmetto per ragazzi che ha preso una bella piega nel pubblico di giovani e meno giovani.
Inserendo un attore come Downey Jr. è semplice creare qualcosa con queste caratteristiche, siccome è molto complicato immaginarselo in ruoli molto più "seri", diversi da ciò che ha interpretato fino ad ora, parlando di film recenti, perché in passato di cose più impegnate ne ha fatte. L'immagine che si è creato di sé al pubblico è, da quello che leggo in giro, molto semplice a com'è nella realtà, perciò non dev'essere un grandissimo sforzo interpretare determinati personaggi.
Insomma, un padre che spinge il figlio a fare uso di cannabis assieme a lui non è certo un padre normale...
Tornando al film, esibizione di Robert a parte, il regista Guy Ritchie, con non troppa esperienza, è voluto andare sul sicuro e su qualcosa che avrebbe funzionato. 
Così è stato. E lo è stato anche per il secondo capitolo.
Azione, scambi battute veloci (multipli tentativi di omicidio del cane di Watson) sono la combinazione vincente. Simpatica, la trovata dello spiegone a rallenty delle mosse per mettere KO il proprio avversario e la colonna sonora che non ti dimentichi più.
Un lavoro discreto. Peccato solo per gli effetti speciali, persino mia nonna (90 anni) si accorgerebbe che sono fatti coi piedi! Davvero peccato. Ma molto probabilmente il regista non puntava su questa caratteristica, o meglio, voglio crederci.
In sintesi, un film piacevole, senza tante pretese, che rivedo sempre molto volentieri ben sapendo che non sia un caposaldo della cinematografia.
Ma d'altronde, servono anche queste visioni, di tanto in tanto.

Valutazione:


martedì 27 gennaio 2015

Ex - Amici come prima!


Oggi trattiamo del mio genere cinematografico preferito, come sapere già tutti; la stupida commedia italiana.
Questo sequel è uscito nelle nostre fortunatissime sale (grazie al cielo per poco tempo) nel non molto lontano 2011 e come al solito gli italiani si sono lanciati nelle sale a vederlo.
Partiamo dalla trama, va.

Il film tratta, come nella maggior parte delle volte, di più storie narrate parallelamente e che non si intrecciano tra loro. Il tema che le collega tutte è quello del tradimento. 
Perciò vediamo Antonio, uomo napoletano sposato che inizia una storia con Olga, una donna tedesca conosciuta a Monaco, Max, architetto romano, si innamora di Sandra senza sapere che lei è l'avvocato divorzista della sua ex moglie, Marco, appena sposato con Floriana, incontra la sua vecchia fiamma Consuelo, Fabio, tradito e lasciato con un sms finge di essere psicologo per dimenticare la ex ed infine Paolo, che semplicemente corre dietro alle ragazze appena lasciate perché più semplici da conquistare.


Lo devo dire? Già la trama è un gran buco nell'acqua. Mi era capitato di vederlo poco dopo l'uscita e l'ho rivisto qualche sera fa (giuro, non per mia volontà, non sono così masochista) e mi ha dato la stessa identica sensazione.
Questi film finiscono per essere tutti uguali; i soliti malintesi o tradimenti che poi vengono a galla e bla bla bla. 
NOIA.
Non c'è assolutamente nulla di piacevole in questa pellicola, che a tratti risulta anche parecchio patetica, e con i nostri film noi italiani riusciamo sempre ad auto ridicolizzarci.
L'unico spiraglio di luce in questa pellicola tutt'altro che brillante è la presenza di due attori, principalmente, secondo il mio gusto personale; ovvero Enrico Brignano che mi è sempre piaciuto, anche se trovo che il cinema non sia proprio il suo campo ma perlomeno riesce a migliorare la situazione, ed Anna Foglietta, che ho trovato simpatica anche in altre commedie come Nessuno mi può giudicare e Mai Stati Uniti, non una grande attrice ma con il suo carisma alza il davvero basso libello che aleggia in questa commediola. 
Il regista, Carlo Vanzina, è ormai un veterano delle commedie italiane, infatti ne colleziona una bella lista, tra cui io ho avuto il dispiacere di vederne la maggior parte e si sono rivelate tutte ugualmente banali.
Che dire, di sicuro se cercate dei pareri positivi sulle commedie italiane non sono la persona giusta, o almeno, sono poche quelle che mi hanno fatto sorridere e non vergognare. 
Per assenza di altre argomentazioni, mi fermo qui.

Valutazione:


lunedì 26 gennaio 2015

Di tutto un po' #2


E' da ormai tre giorni che non pubblico niente, ma non disperate, non mi sono dimenticata del mio bloggino, sono solo un po' incasinata con l'esame che dovrò dare dopo domani, perciò non ho trovato molto tempo da dedicare ai nostri amatissimi film.
Però, c'è un però.
Ho fatto una scoperta davvero piacevole di cui sono felice di parlarvi; guardando una serie tv che ho ripreso dopo alcuni anni (poiché mi sono arresa di aspettarla in italiano siccome non se la caga nessuno a parte me) e di cui vi parlerò tra non molto, ho scoperto il Geocaching

Io, da ignorantissima in materia, sono cascata dal pero non avendo idea di cosa fosse finchè uno degli attori della serie tv (che lo pratica) non l'ha spiegato a grandi linee.
Praticamente è una sorta ti caccia al tesoro a livello mondiale. Mi spiego meglio, in tutto il mondo (ma soprattutto all'estero) sono nascosti dei cache, ovvero molto spesso delle scatole di varie dimensioni, ma altre volte anche oggetti minuscoli. Accedendo con il proprio account sull'app o sul sito tutti possono cercare nella propria zona i cache più vicini, leggere l'attività di altri utenti che lo hanno trovato in precedenza, e poi mettersi alla ricerca loro stessi.
E' davvero molto semplice, una volta scelto il cache da cercare inizi la navigazione utilizzando più spesso il GPS del proprio cellulare, questo ti porterà il più vicino possibile al cache e una volta avvicinato l'utente deve iniziare a cercarlo facendo attenzione ai suggerimenti di chi lo ha nascosto e della dimensione, molto spesso indicata.
Si ma, una volta trovato cosa bisogna fare? Nel caso si trattasse di un oggetto minuscolo, come ad esempio un magnete, una volta trovato postate sull'applicazione la vostra esperienza riguardante quel cache e lo aggiungete semplicemente alla lista dei vostri cache trovati. Nel caso dei contenitori, invece, possono essere di varie dimensioni come un porta rullino o delle vere e proprie scatole. All'interno troverete un foglio o un quaderno nel quale dovrete firmarvi col il vostro nome utente e poi troverete anche degli oggetti di poco valore, se volete potete sostituirne o aggiungerne uno di questi con qualcosa di vostro oppure lasciarli dentro. Spesso nelle scatole di dimensioni abbastanza capienti si possono trovare delle macchine fotografiche usa e getta messe lì da chi ha posizionato il cache e che voi dovrete usare per farvi una foto del ritrovamento e poi rimetterla nella scatola, una volta finito il rullino l'utente responsabile tornerà per prenderla per postare le foto sul sito.
La cosa bella di questo gioco è che ognuno può creare un nuovo cache, purché segua delle regole ben precise. E poi si può praticare ovunque ed in qualsiasi momento, se si è all'estero per una vacanza e si ha un'oretta di tempo di apre l'applicazione e si guarda dov'è il cache più vicino, così potrete aggiungere cache al vostro bottino anche all'estero e iniziare una collezione.
Se questo non basta, per i più intrepidi, spesso nei boschi si trovano cache con quiz matematici, una volta risolto l'enigma la risposta vi darà le coordinate per trovare il cache.

Io io iniziato la mia avventura ieri mattina e con grande sorpresa ho scoperto che oltre a me ed il mio ragazzo c'erano altre due persone che lo cercavano, per cui ci siamo messi a fare un lavoro di gruppo.
Diventa un modo per passare il tempo all'aria aperta e per staccare un po', che non fa mai male.
Credo proprio che domenica prossima prenderemo di mira un altro parco ed inizieremo le ricerche ^^
Se l'idea vi piace, questo è il sito più utilizzato e famoso dove potrete trovare tutte le informazioni in più che vi servono per iniziare anche questa avventura ^^
Buona caccia!

venerdì 23 gennaio 2015

I Segreti di Osage County


"Credevo che questa fosse la cena di un funerale,
non una lotta fra galli"

Il film si potrebbe tranquillamente riassumere in questa breve frase. Si, perché la pellicola si apre illustrando per bene la situazione abbastanza tragica dei due coniugi Violet e Beverly; lei malata di tumore alla bocca e alla deriva di tutti i farmaci/droghe di cui non può fare a meno, lui con entrambi i piedi ben piazzati nella disperazione e nell'alcool. 
In occasione della scomparsa di Beverly, accorrono al cospetto della madre, con una gioia che esce da tutti i pori, le tre figlie con rispettive problematiche e la sorella con rispettivi scheletri nell'armadio.
Qua inizia un vero e proprio macello. Violet, sommersa dai farmaci che continua ad assumere di nascosto, sputa sentenze tu ogni membro della famiglia, avvampando le liti precedentemente in situazioni di stallo e facendo emergere tutti i segreti ed i fallimenti della sua famiglia a suon di complimenti, ovviamente. Macché. Una gabbia di pazzi piuttosto.


Ai tempi della sua uscita, nel 2013, tutti quanti si leccavano i baffi per la combinazione di attori che avevano inglobato nel cast di questo film. 
Di personale c'è ben poco in questa pellicola. E' un riadattamento cinematografico della pièce teatrale di Tracy Letts "August: Osage County" ed il regista, John Wells, in passato ha diretto solamente 3 episodi di serie tv, da qua si capiscono molte cose.
Sono sempre abbastanza contraria a questi riadattamenti, li trovo peggio dei biopic, principalmente perché trovo le trame degli spettacoli teatrali, a parte alcune eccezioni, noiose e ripetitive. In più, i riadattamenti diretti coi piedi sono ancora peggio.
Il problema principale di questo film, infatti, è la regia. Parole, parole, parole e di nuovo parole alla base di questo film. Un'accozzaglia di discorsi e sbraiti a botta e risposta in stile Una mamma per amica, senza prendere fiato. 
Con una durata di ben due ore, che pure il mio televisore mi chiedeva pietà, sempre la stessa ambientazione, sempre gli stessi colori cupi a parte isolati episodi. Insomma, dopo solo un'ora io mi ero già stancata di sentire gente urlarsi contro, ma a quel punto il bello deve ancora arrivare.
Gli unici due spiragli di luce in quelle interminabili due ore sono stati Julia Roberts, mai vista così trasandata e calata nella parte (si vede che aveva un po' di rabbia da sfogare), e Meryl Streep, che nei ruoli delle squilibrate da sempre il meglio di sé. 
Inoltre, c'è stata una presenza alquanto inquietante di Benedict che ha interpretato una minuscola parte del solito fallito di turno, insoddisfatto e sottovalutato. Quanto spreco.

Riassumendo; non di certo una pellicola brillante, lincerei volentieri Wells per un lavoro del genere. 
Dall'altra bisogna dargli una possibilità per l'interpretazione di Julia e Meryl, sempre meravigliose.

Valutazione:

mercoledì 21 gennaio 2015

Alabama Monroe - Una storia d'amore


Ok, probabilmente sono un po' indietro dato che questo è un film del 2014.
Ne ho scoperto l'esistenza alle nominations degli Oscar dello scorso anno ma ci ho messo un po' prima di convincermi a vederlo, ed è successo solo ieri.
Un film del genere non passa inosservato. Perciò necessita di una recensione importante, attenta, dal punto di vista dei contenuti.
Partiamo dalla trama, tanto per chiarire le idee.

Didier ed Elise sono due anime libere. Il primo adora e suona la musica bluegrass, che lo fa sentire vicino alla nazione che ama, l'America, mentre la seconda è una tatuatrice che ha sul proprio corpo disegnata la sua storia, tra un uomo e l'altro. 
Quando si incontrano è un amore così fulminante che si impegnarono l'uno con l'altra, uniti da una passione travolgente, finché Elise non rimane incinta a loro insaputa. All'età di 7 anni, però, diagnosticano il cancro alla bimba.


Questo è uno di quei film che io chiamo "autodistruttivi", categoria che io stessa ho inventato (uh-uh).
Autodistruttivo perché non da tregua. E' una visione drammatica dall'inizio alla fine, una disperazione tangibile e ascendente fino a terminare con un finale da "what the fff". 
Altamente sconsigliato a chi soffre di depressione.
!Inizio Spoiler; per chiunque non avesse visto il film e non vuole sapere niente di più, salti alla conclusione.
Durante la prima manciata di minuti, se uno non ha letto la trama, non si immagina che potrebbe mai succedere uno sfacelo tale.
E' fondamentalmente la storia di due persone che traboccano di passione, prima tra di loro e poi per la loro bambina.  La perdita di un componente familiare non è mai una cosa semplice, lo so per esperienza, ma quando è un figlio a mancare, credo che per i genitori sia un dolore insopportabile.
Ed il film si snoda proprio attorno a questo punto. Dopo la morte della piccola Maybelle Didier ed Elise non sono più loro stessi. La disperazione ha preso il sopravvento nei loro cuori arrivando al punto di disintegrarli.
Punti positivi: Ho apprezzato molto le "battaglie" quasi platoniche ed impercettibili che Didier ed Elise affrontavano durante i loro spettacoli canori. Sembrava che discutessero attraverso la gestualità dei loro corpi. E' una cosa molto intima e diversa, se pensiamo che in molte altre pellicole in cui ci sono persone che si esibiscono (a meno che non sia un musical) la narrazione si ferma, viene sospesa, qui invece continua.
Un'altro punto a favore è il titolo. Normalmente sono contro il cambio del titolo dei film, in quanto lo trovo immorale. E' come se cambiassimo il nome ad un'opera solo perché viene esposta in un altro paese, non ha senso. In questo caso il titolo originale era The Broken Circle Breakdown, il cui significato è che in ogni canzone c'è un significato nascosto, nell'ambito di uno stile musicale praticamente sconosciuto.
Il titolo che conosciamo noi però, Alabama Monroe, all'inizio era inconsistente, ma andando avanti acquisisce sempre più significato, fino all'ultima scena, quando si capisce completamente. Ed assume un significato toccante, l'ho trovato molto bello. Come sono sdolcinata xD
Punti negativi: Ho detestato il modo irregolare e confuso in cui la narrazione si svolgeva, andando avanti nel tempo, tornando indietro, poi di nuovo al presente e poi di nuovo avanti. In molte altre pellicole è presente questa caratteristica ma mai come in questa occasione l'ho trovata confusionaria.
Avendolo visto in italiano, purtroppo ho dovuto sentire l'orrendo doppiaggio di Elise a cura di Valentina Carnelutti che ho trovato assolutamente antipatico ed insopportabile. Mi ha ricordato in alcuni momenti Asia Argento che, nei pochi film stranieri che fortunatamente ha fatto, si è dovuta scoppiare da sola. E questo è dire tutto.
Ho anche le idee un po' confuse riguardo la pappardella di Didier sulla religione, credo di essere d'accordo con lui ma mi è sembrata un po' fuori luogo. 
Per concludere, ma questa è tutt'altro che un'osservazione tecnica, la scena del matrimonio, in particolare il parroco strafatto, l'ho trovato a dir poco patetico.
Fine Spoiler !

Conclusione: Nel complesso il film è molto toccante, il personaggio di Elise (doppiaggio a parte) è pienamente riuscito perché lei è molto brava. Credo semplicemente che nella storia ci sia una quantità eccessiva di tristezza.
Sta a voi, dopo avergli dato una possibilità, capire se fa al caso vostro o no. Comunque lo consiglio.

PS. Colonna sonora da Oscar

Valutazione:

lunedì 19 gennaio 2015

Il film della domenica - La Teoria del Tutto


- Ospite: "Professor Hawking, lei ha detto di non credere in Dio, 
ha una filosofia di vita che la aiuta?"
- Stephen: "E' chiaro che noi siamo una razza evoluta di primati su un pianeta minore,
che orbita intorno ad una stella di medie dimensioni nell'estrema periferia di una fra
cento miliardi di galassie, ma fin dall'alba della civiltà, l'uomo si è sempre 
sforzato di arrivare alla comprensione dell'ordine che regola il mondo.
Dovrebbe esserci qualcosa di molto speciale nelle condizioni dei confini dell'universo.
E cosa può esserci di più speciale dell'assenza di confini? Non dovrebbero
esserci confini agli sforzi umani. Noi siamo tutti diversi, per quanto brutta possa
sembrarci la vita, c'è sempre qualcosa che uno può fare e con successo.
Perché finché c'è vita, c'è speranza!"

Non conoscere l'esistenza di quest'uomo è praticamente impossibile.
Come fan della serie tv The Big Bang Theory, assieme al tizio di fianco a me al cinema che prima dell'inizio disse "Sheldon ne sarebbe contento", non posso far altro che conoscerlo e già in passato mi informai sul suo contributo alla fisica e alla cosmologia, per quanto io possa intendere del settore, siccome non è esattamente il mio campo.
Stephen Hawking, assieme alla sua storia, ha la capacità di farti sentire minuscolo pur non essendo un marcantonio di ragazzo, anzi. Questo perché lui all'età di 20 anni (ovvero la mia) aveva già conseguito la laurea in Fisica a Cambridge esponendo una delle più brillanti tesi di sempre già basata su alcune sue teorie che cercano di spiegare i buchi neri e l'origine dell'universo.
Il resto della sua vita, assieme alla lotta contro la malattia, l'ha dedicata a cercare di confutare la teoria precedentemente supposta provando quindi a trovare l'equazione che spiega la nascita dell'universo e la sua futura morte, in relazione al tempo, un'altra grande tematica che lo ha appassionato profondamente.
La sua malattia, la malattia dei motoneuroni, si è abbattuta su di lui come un macigno e dalla quale è riuscito a trovare sollievo solo grazie a sua moglie Jane, incontrata non molto tempo prima della diagnosi della malattia. Questa malattia, col passare del tempo, privò il suo corpo dei movimenti di tutti i muscoli volontari; gambe, braccia, persino la parola benne compromessa, costringendolo alla sedia a rotelle per il resto della sua vita. Si pensa possa essere molto simile alla più diffusa sclerosi laterale amiotrofica, meglio conosciuta come SLA.
Ma questa disgrazia non gli ha impedito di fare ciò che voleva e cercò di vivere il più possibile, entro i limiti, ovvio.


Già in precedenza, nel 2004 per essere precisi, Benedict Cumberbatch interpretò il fisico in un film per la televisione BBC intitolato Hawking, con un discreto successo direi, già allora sfoderava le sue doti il signorino. Adesso il testimone è passato ad Eddie Redmayne che lo rimpiazza con onore, insomma, la somiglianza fisica (impressionante) non si può imparare, ma tutto il resto è stato frutto del suo lavoro, che ha implicato la perdita di 15 chili, l'osservazione e lo studio del corpo di pazienti affetti da SLA e l'incontro con Stephen in persona che gli ha permesso di capire meglio l'espressione del viso e i movimenti del corpo che avrebbe dovuto riprodurre.
Questa è una valutazione di primissimo impatto, poiché ho visto il film solo ieri e mi sento tutt'ora coinvolta. Penso che sia un film talmente ben realizzato dai due attori principali (soprattutto Eddie) che la loro interpretazione di catapulta completamente all'interno della loro storia lasciando poco spazio per osservazioni di altro genere. Per questo credo ci sia bisogno di una seconda visione per avere un punto di vista più oggettivo.


C'è poco da dire ed è inutile girarci attorno, Eddie Redmayne (che lavorò in film come Les Miseràbles e nella nuova uscita del prossimo mese Jupiter - Il destino dell'Universo, ironia della sorte) è stupefacente. E non sono solo io a dirlo; lo stesso Stephen dopo aver visto il film e pianto qualche lacrima, ha ammesso di aver rivisto in alcune scene se stesso, e penso non ci sia ricompensa più importante di queste parole per Eddie.
Anche Felicity Jones è stata brava. Non riconosco in particolare modo sue grandi performance in precedenza a questa ma l'impressione che mi hanno dato è quella di essere per la prima volta due attori molto giovani e praticamente delle new entry oltremodo professionali, molto più di altri che per ingranare ci hanno impiegato molto più tempo. Sicuramente non è il loro punto di partenza, nessuno inizia da un film con due Golden Globes in mano, però per essere il loro primo film con due ruoli così importanti mi sembra che abbiano fatto un lavoro piuttosto certosino e apprezzabile.
Non so se sono io che mi sto rammollendo, ma mi sono commossa svariate volte durante la visione, per cui almeno nel mio caso hanno raggiunto il loro scopo xD
Il messaggio principale, e conclusivo, della pellicola è "Non arrendersi mai" e cercare in qualsiasi modo, qualunque siano le tue condizioni, di riuscire a coronare il tuo sogno e raggiungere il tuo obbiettivo. E sembra poco.
Rimane un biopic, non dimentichiamocelo. Sottile, profondo ma delicato è certamente uno dei più riusciti che abbia mai visto, assieme a Ray che vi consiglio caldamente.

Valutazione:


sabato 17 gennaio 2015

Tutto può cambiare


E' stata una pessima, pessimissima idea quella di guardare questo film dopo Grand Budapest Hotel, in quanto quest'ultimo raggiunge un livello davvero alto e, probabilmente, la maggior parte dei film in circolazione paragonato a quello possono risultare "banali".
Come al solito, le impressioni che mi creo dei film sono sempre sbagliate, e dal trailer avevo capito che fosse un bel film, non un capolavoro, ma comunque ci contavo. E poi c'è Adam Levine, un motivo in più per convincere le signorine a vederlo.

Molto brevemente. Greta (Keira Knightley) è una cantante/musicista che una sera, esibendosi per caso sul palco di un locale di New York, viene notata da Dan (Mark Ruffalo). Costui è in un momento un po' difficile della sua vita perché separato dalla moglie, con un pessimo rapporto con la figlia zoccolante e senza lavoro, il quale era quello di scovare musicisti/cantanti per poi produrli.
Greta, dal canto suo, sta con Dave (Adam Levine, e beata lei), rapporto che però non sembra proseguire troppo bene. A questo punto accetta la proposta di Dan ed iniziano un percorso musicale, e non, assieme.


Di base non è malvagio, il vero problema è stata la regia, secondo me. John Carney, infatti, famoso per il film Once, l'ha tenuto un po' troppo lineare, quasi fiacco. Ci sono alcuni dialoghi che non mi hanno convinta per niente, sono tanto da americanata, quei dialoghi che dicono tante parole e non esprimono nessun concetto facendolo sembrare uno di quei film per ragazzini in cui i due fidanzati che litigano non riescono a mandarsi a quel paese e ci girano intorno. Spero di aver reso l'idea.
D'altro canto, ho apprezzato il fatto che ci sia il tema base della musica e della stessa passione per la musica ma che in un secondo momento si scopre non essere il vero tema del film quanto invece le storie e i rapporti che si creano, si ri-creano e si distruggono tra i personaggi.
Ho odiato le lunghe scene in cui suonano e cantano, non perché mi annoiassero ma semplicemente perché erano...troppo! In certi momenti sembrava davvero uno spot pubblicitario dei Maroon 5!
Il punto forte del film è Mark Ruffalo, che da quando faceva Hulk è cambiato radicalmente ed è cresciuto come attore, vederlo in ruoli impegnativi come in The Normal Heart mi ha fatto capire che sotto quel bestione verde ed incazzoso c'era davvero un bravo attore, che ho sempre snobbato. 
Anche in questa occasione è riuscito a fare un gran bel lavoro. Keira, non me ne vogliate, ma non mi ha mai fatta impazzire. La preferisco sicuramente in ruoli come questo anziché in The Imitation Game, dove l'ho trovata proprio un po' fuori posto. Qua invece, anche se continuo a dire che è troppo magra, non mi è dispiaciuta. Non che dovesse interpretare una parte estremamente difficile, ma in certe scene l'ho trovata brava ed in pieno contesto.
Adam Levine, è un cantante. In pochi casi ho apprezzato questo tipo di "scambi", giusto nel caso di Jared Leto, ma perché secondo me farebbe meglio a lasciare stare la carriera musicale e dedicarsi completamente al cinema, visto l'enorme potenziale che si ritrova. Adam, invece, può continuare a cantare che forse è molto meglio.
In conclusione, poche cose positive e tanti strafalcioni. Tiro un sospiro di sollievo per non aver speso 8 euro per vederlo al cinema, perché probabilmente non li vale. Guardatelo se vi capita a tiro ma semplicemente per Mark, perché ne vale la pena.

Valutazione:


venerdì 16 gennaio 2015

Grand Budapest Hotel


Siamo talmente indietro, noi italiani, che oltre a far uscire la metà dei film che escono in altre parti del mondo, di quei pochi che escono nelle sale cinematografiche compriamo solamente le nostre porcherie italiane (e ci piacciono soprattutto se comiche e demenziali, occhio) ed i titoli più commerciali e "semplici". Questa è una cosa che mi ha sempre dato parecchio fastidio e una rabbia immensa, e dobbiamo ringraziare i così detti "cinema di nicchia" che proiettano i film che nelle grandi multisala non si sognerebbero mai di comprare.
Sfogo personale concluso. Tutto questo per dire che non mi sembra nemmeno di aver intravisto questo titolo nei cinema italiani di mia conoscenza e se fosse solamente per pochi inutili giorni.
Ammetto che come film Grand Budapest Hotel non mi ispirava un granchè e ho fatto l'errore di fermarmi all'apparenza, forse della locandina/pugno in un occhio, forse dalla trama o ancora dal titolo non troppo allettante.
Fatto sta che l'ho visto solo due giorni fa e non appena è iniziato ho capito che 1) non era come me lo immaginavo e 2) era qualcosa di completamente diverso dal solito.

La narrazione parte dal 1968 con l'arrivo dello scrittore del celebre romanzo "The Grand Budapest Hotel" (Jude Law) allo stesso Hotel per reperire alcune informazioni su di esso. Qui conosce il proprietario Zero Mustafa (F. Murray Abraham) che lo invita gentilmente a cenare assieme a lui quella stessa sera e, durante la quale, gli avrebbe raccontato la sua storia. Lo scrittore non vedeva l'ora.
Qui si apre un lungo flashback che dura praticamente tutta la pellicola e ci riporta al 1932 da dove Zero racconta come sia effettivamente diventato il proprietario dell'Hotel partendo da quando era molto giovane. Ma ecco che entra in scena il proprietario a Zero precedente, M. Gustave (Ralph Fiennes), eccentrico uomo di mezza età amante del profumo, delle poesie e (letteralmente) delle anziane clienti alle quali "faceva compagnia".
Una di queste signore però, Madame D. (Tilda Swinton) molto affezionata a Gustave, viene assassinata in circostanze misteriose, lascia in eredità a Gustave un preziosissimo dipinto, e Gustave stesso viene accusato dell'omicidio della signora. A questo punto il figlio della defunta, ovvero il principale erede, cerca in tutti i modi di mettere nei guai Gustave e di riappropriarsi del dipinto.


Ho delle difficoltà ad iniziare questo commento. Ho ancora poca esperienza in campo di recensioni, ho creato il blog da poco tempo e sto ancora imparando, strada facendo, spero.
E' una recensione complicata perché non è un film come tanti altri.
Mi vergogno un po' ma è il primo film che vedo di questo regista, Wes Anderson, e probabilmente questo non mi aiuta. Per cui se farà schifo, mi scuso in anticipo xD
Dicevo, che non è un film come gli altri perché, anche se la trama come potete notare anche voi non è niente di complicato (e vi assicuro che non lo è nemmeno ciò che ho volontariamente omesso) ciò che ha di particolare è tutto il resto.
Mi ha dato una forte impressione, alla fine della visione; da alcune riprese, dalle immagini che suddividono la narrazione in più parti con i loro colori sgargianti la grafica particolare, e alcune azioni che vengono mostrate a velocità doppia, mi ha ricordato i film muti degli anni '30.
Mi ha lasciato totalmente a bocca aperta la visione di questi paesaggi, visibili specialmente nella parte iniziale, praticamente bidimensionali, senza profondità.
La regia è qualcosa di unico. Dovrò assolutamente andare a ripescare qualche vecchio lavoro di questo regista perché lo trovo rivoluzionario. Persino l'utilizzo dei colori lo è stato; ci sono intere scene in cui a predominare è un colore solo talmente forte che invade completamente i personaggi. Le ambientazioni sono qualcosa di assurdo ed eccentrico.
Il cast è un'altra continua sorpresa. Io non mi ero documentata a riguardo prima di vederlo e ho avuto il piacere di notare tante piccole apparizioni di grandi attori. A parte Gustave interpretato da Ralph Fiennes per gli amici potteriani Tu-Sai-Chi, troviamo anche Raoirse Ronan, che lavorò in film come Hanna e The Host, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Tilda Swinton che io personalmente conosco per Constantine e Le Cronache di Narnia, Willem Dafoe noto tra le altre cose per la vecchia trilogia di Spider-Man, il mio caro Owen Wilson, Adrien Brody celebre per Il Pianista, Bob Balaban e Jeff Goldblum.
Insomma, una vera delizia perché si sono ritrovati tutti a dover recitare dei personaggi fuori dal comune in delle situazioni altrettanto fuori dal comune.
Una volta che entrerete nell'ottica e nei tempi della narrazione vi divertirete sicuramente molto perché è un film che non lascia tempo per annoiarsi. E' un continuo susseguirsi di eventi e personaggi/stars.
Ne consiglio vivamente la visione e mi permetto di assegnare per la prima volta 4 R2-D2 e mezzo.

Valutazione:


giovedì 15 gennaio 2015

Nominations degli Oscar 2015 (+ pronostico)


Il grande momento è arrivato!
Finalmente sappiamo chi dovrà scannarsi per l'agognata statuetta. La cerimonia si terrà la notte tra il 22 e 23 febbraio e sarà presentata da Neil Patrick Harris.
Di seguito le nominations con il mio pronostico in grassetto.




Miglior Film:
Boyhood
Selma
La Teoria del Tutto
Whiplash
American Sniper
The Imitation Game
Birdman
Grand Budapest Hotel

Miglior Attore Protagonista:
Michael Keaton, Birdman
Benedict Cumberbatch, The Imitation Game
Steve Carell, Foxcatcher
Bradley Cooper, American Sniper
Eddie Redmayne, La Teoria del Tutto

Miglior Attrice Protagonista:
Julianne Moore, Still Alice
Reese Witherspoon, Wild
Rosamund Pike, Gone Girl
Felicity Jones, La Teoria del Tutto
Marion Corillard, Due giorni una notte

Miglior Attore non Protagonista:
J.K. Simmons, Whiplash
Edward Norton, Birdman
Mark Ruffalo, Foxcatcher
Ethan Hawke, Boyhood
Robert Duvall, The Judge

Miglior Attrice non Protagonista:
Patricia Arquette, Boyhood
Emma Stone, Birdman
Meryl Streep, Into the Woods
Keira Knightley, The Imitation Game
Laura Dern, Wild

Miglior Regia:
Richard Linklater, Boyhood
Alejandro Gonzalez Inarritu, Birman
Wes Anderson, Grand Budapest Hotel
Bennett Miller, Foxcatcher
Morten Tyldum, The Imitation Game

Miglior Film Straniero:   (Mi astengo)
Ida, Polonia
Tangerine Mandarin, Estonia
Leviathan, Russia
Timbukty, Mauritania
Wild Tales, Argentina

Miglior Sceneggiatura Originale:
Birdman
Boyhood
Grand Budapest Hotel
Foxcatcher
Nightcrawler (Lo Sciacallo)

Miglior Sceneggiatura non Originale:
The Imitation Game
La Teoria del Tutto
Vizio di forma
Whiplash
American Sniper

Miglior Film d'Animazione;
Big Hero 6
Dragon Trainer 2
The Boxtrolls
Song of the Sea
The Tail of Princess Kaguya

Miglior Scenografia:
Grand Budapest Hotel
Mr. Turner
Into the Woods
Interstellar
The Imitation Game

Miglior Fotografia:
Birdman
Unbroken
Grand Budapest Hotel
Ida
Mr. Turner

Migliori Costumi:
Grand Budapest Hotel
Vizio di forma
Into the Woods
Maleficent
Mr. Turner

Miglior Make Up:
Foxcatcher
Grand Budapest Hotel
I Guardiani della Galassia

Migliori Effetti Speciali:
Captain America: The Winter Soldier
Apes Revolution
I Guardiani della Galassia
Interstellar
X-Men: Giorni di un Futuro Passato

Miglior Montaggio:
American Sniper
Boyhood
Grand Budapest Hotel
The Imitation Game
Whiplash

Miglior Sonoro:
American Sniper
Birdman
Interstellar
Unbroken
Whiplash

Miglior Montaggio Sonoro:
American Sniper
Birdman
Lo Hobbit
Interstellar
Unbroken

Miglior Colonna Sonora Originale:
Grand Budapest Hotel
The Imitation Game
Interstellar
Mr. Turner
La Teoria del Tutto

Miglior Canzone:
The Lego Movie
Selma
Beyond the Lights
Begin Again
Glen Campbell

Miglior Documentario: (Mi astengo)
Citizenfour
Finding Vivian Maier
Last Days in Vietnam
The Salt of the Earth

Miglior Cortometraggio: (Mi astengo)
Aya
Boogaloo and Graham
Butter Lamp
Parvaneh
The Phone Call

Miglior Cortometraggio d'Animazione: (Mi astengo)
The Bigger Picture
The Dam Keeper
Feast
Me and My Moulton
A Single Life

Miglior Corto Documentario: (Mi astengo)
Chrisis Hotline: Veterans press 1
Joanna
Out Cursw
The Reaper
White Earth



Chi saranno i fortunati?

mercoledì 14 gennaio 2015

Di tutto un po' #1

[Di "Zerocalcare" dalla rivista Best Movie di gennaio]
Ho trovato la vignetta troppo carina e ho deciso di postarla xD
Passiamo ad altro.
Ho deciso di creare questa rubrica casualissima in cui ci pubblicherò tutti i fatti relativi al cinema e alle serie tv che mi passeranno per la testa per un periodo di tempo indeterminato.

Non sono mai stata una grande fan di 007 & Company, ma ultimamente mi è caduto l'occhio sul da poco annunciato Spectre, e ho scoperto con sommo stupore (non so se sia una novità oppure è così da anni) che uno dei tecnici del montaggio sarà Nolan O.O
E poi non ho potuto far a meno di notare alcuni componenti del cast, come Dave Bautista che da dopo aver fatto I Guardiani della Galassia sembra aver intrapreso una vera carriera cinematografica (oddio), Andrew Scott, Léa Seydoux (grande interprete ne La vita di Adele), Monica Bellucci che immagino farà una delle tante belle-ma-stronze che 007 si ripassa volentieri, e poi ci sarà Christoph Waltz! Io quest'ultimo sinceramente non ce lo vedo troppo in questo grande francise, sarà perché ho la sua immagine barbuta in testa del Dr. Schultz...
Bah...bah...



E per finire...
La news che non frega a nessuno
Disney ha annunciato che il nuovissimo cortometraggio di Frozen verrò proiettato, come al solito, prima del nuovo film in uscita, in questo caso Cinderella, previsto in uscita a marzo.
Tadaaaa!!

Aspettando gli Oscar 2015

Non sto più nella pelle. *_*
Questa notte verranno svelati i nomi ed i titoli, con rispettive categorie, dei fortunati prescelti per i premi dell'Academy Awards 2015.
Ho talmente tanta confusione in testa che non saprei al momento chi mi piacerebbe vedere su quel palco, o per le scale, dato che Jennifer Lawrence l'anno scorso ha preferito le scale al palco xD
Voi? Chi vorreste vedere vincitore? E di quale categoria?

lunedì 12 gennaio 2015

Il film della domenica - American Sniper


Non c'è proprio niente da ridere. A differenza di quel branco di ragazzini che non raggiungevano il quoziente intellettivo di 2 su 150 che, seduti dietro di me, continuavano a ridacchiare ad ogni pezzettino di pelle che di intravedesse della Miller e sferravano simpaticissimi calcetti alla mia poltrona...
Che gioia! Io amo guardare i film in questo modo!
Torniamo a noi.

Chris è un ragazzo texano dedito ai rodei e che, alla vista in televisione dell'attacco alle Torri Gemelle del 2001, si motiva a tal punto da voler arruolarsi nei Seals americani e andare a combattere il terrorismo al fronte.
In seguito diventerà il cecchino più temuto dell'Iraq con una taglia sulla testa.
A parte il bruttissimo episodio della quella in Iraq, appunto, il film tratta anche degli effetti che la guerra procura ai reduci, Chris (S P O I L E R) dopo alcuni turni sul fronte è profondamente segnato dagli orrori vissuti in quelle terre e dal tormento che il nemico possa vincere.
Si chiama disturbo post traumatico da stress, ed è un disturbo molto comune per le persone che riescono a tornare nelle loro terre. Nel caso di Chris, questo incise moltissimo anche sulla sua famiglia, ad un passo dalla distruzione del dolore provato durante i turni di Chris.


Il film è tratto da''autobiografia dello stesso Chris Kyle, il famigerato e temuto cecchino, che scrisse una volta congedatosi.
Adesso, però, proverò a dire la mia, cercando di non offendere nessuno e facendomi il minor numero di nemici possibile.
Tutti (o quasi), una volta visto questo film, lo hanno idolatrato urlando Clint Eastwood come fosse il nuovo Dio sceso in terra. A me dispiace moltissimo, perché o sono io che non sono riuscita a captare questo grandioso stile registico oppure è la gente a sopravvalutare la situazione.
Si, è di certo un bel film, e non voglio mettere in discussione le doti di Eastwood ed il suo passato, dico semplicemente che, visto l'hype e le aspettative create precedentemente, mi aspettavo molto di più.
D'altronde è un biopic tratto da un libro, e abbiamo visto più volte anche recentemente che difficilmente si riescono a creare dei capolavori con questi presupposti, vedi il caso di The Imitation Game, Big Eyes o Philomena, dato che l'ho visto poco tempo fa. Ma siccome Eastwood ha un certo passato e dei certi titoli alle spalle mi sono bellamente illusa che potesse essere un film di guerra alternativo e che potesse distinguersi dalla massa.
Adesso io non vorrei dire, però l'anno scorso ho visto il suo stesso film Jersey Boys, il musical sulla storia dell'omonimo gruppo musicale degli anni '60, ed è stato più coinvolgente.
Ciò che invece mi è capitato di vedere sullo schermo ieri è stato: un Bradley Cooper pompato e pacioccone perfettamente nella parte tanto da riuscire a convincere chiunque di essere un vero soldato, una Sienna Miller mediocre e una guerra tra il patriottismo americano e la pazzia del Medio Oriente.
Tematica particolarmente attuale tra l'altro, a parte l'attentato alle Torri Gemelle, abbiamo a che fare con la distorsione degli estremisti musulmani pronti a farsi esplodere pur di uccidere qualche soldato americano, cosa che ritorna purtroppo anche in questi giorni, con la disgrazia di Charlie Hebdo.
Adesso sono riuscita a capire perché i film di guerra piacciono così tanto; hanno il potere di farti sentire potente, invincibile, come se dietro quel fucile ci fossi tu a dover uccidere il nemico, soprattutto se c'è un protagonista con un ruolo così importante, da eroe. Ti  fanno sentire patriota di una Nazione che non è la tua e di conseguenza il film ti  gasa e ti pinge a tifare per l'eroe della situazione.
Per carità, la trama super ovvia non l'ha scritta Eastwood, però questo ha contribuito a convincermi ad inserire questo film nella lista di film belli ma non bellissimi.
Mi dispiace perché ci contavo moltissimo, le aspettative erano molto alte e in questi casi o il film fa il botto oppure rischi di lasciare il pubblico con l'amaro in bocca.
Probabilmente mi metterò contro la maggior parte delle poche persone che mi leggono ma preferisco sempre dire con schiettezza quello che penso anziché agire per convenienza.

Valutazione:


Vincitori e vinti dei Golden Globes 2015



Per il cinema:

Miglior film di genere drama
Boyhood
Foxcatcher
The Imitation Game
Selma 
La Teoria del Tutto

Miglior attrice in un film di genere drama:
Julianne Moore, Still Alice
Rosamund Pike, Gone Girl
Reese Witherspoon, Wild
Felicity Jones, La Teoria del Tutto
Jennifer Aniston, Cake

Miglior attore in un film di genere drama
Eddie Redmayne, La Teoria del Tutto
Steve Carell, Foxcatcher
Benedict Cumberbatch, The Imitation Game
David Oyelowo, Selma
Jake Gyllenhaal, Nightcrowler

Miglior film di genere comedy o musical
Into The Woods
Birdman
Grand Budapest Hotel
St. Vincent
Pride

Miglior attrice in un film di genere comedy o musical
Julianne Moore, Maps To The Stars
Amy Adams, Big Eyes
Emily Blunt, Into The Woods
Helen Mirren, The Hundred Foot Journey
Quvenzhané Wallis, Annie

Miglior attore in un film di genere comedy o drama
Michael Keaton, Birdman
Bill Murray, St. Vincent
Ralph Fiennes, Grand Budapest Hotel
Christoph Waltz, Big Eyes
Joaquin Phoenix, Inherent Vice

Miglior film d'animazione
The Lego Movie
Dragon Trainer 2
Big Hero 6
The Book of Life
The Boxtrolls

Miglior film straniero
Ida
Force Majeure
Gett: The Trial of Viviane Amsalem
Tangerianes
Leviathan

Miglior attrice non protagonista
Jessica Chastain, A Most Violent Year
Keira Knightley, The Imitation Game
Patricia Arquette, Boyhood
Meryl Streep, Into The Woods
Emma Stone, Birdman

Miglior attore non protagonista
Ethan Hawke, Boyhood
Robert Duvall, The Judge
Edward Norton, Birdman
J.K. Simmons, Whiplash
Mark Ruffalo, Foxcatcher

Miglior Regista
Ava DuVernay, Selma
Wes Anderson, Grand Budapest Hotel
Alejandro Gonzàlez Inarritu, Birdman
David Fincher, Gone Girl
Richard Linklater, Boyhood

Miglior Sceneggiatura
Wes Anderson, Gran Budapest Hotel
Gillian Flynn, Gone Girl
Alejandro Gonzàlez Inarritu, Birdman
Richard Linklater, Boyhood
Graham Moore, The Imitation Game

Miglior colonna sonora
Alexandre Desplat, The Imitation Game
Johann Jòhannsson, La Teoria del Tutto
Trent Reznor, Gone Girl
Antonio Sanchez, Birdman
Hans Zimmer, Interstellar

Miglior canzone originale
Selma
Big Eyes
Noah
Annie
The Hunger Games: Mockingjay Part 1

Per la televisione:

Miglior serie tv di genere drama
Downton Abbey
The Affair
Game of Thrones
House of Cards
The Good Wife

Miglior attrice in una serie tv di genere drama
Viola Davis, How to Get Away With Murder
Claire Danes, Homeland
Julianna Margulies, The Good Wife
Robin Wright, House of Cards
Ruth Wilson, The Affair

Miglior attore in una serie tv di genere drama
Kavin Spacey, House of Cards
Clive Owen, The Knick
James Spader, The Blacklist
Dominic West, The Affair
Liev Schreiber, Ray Donovan

Miglior serie tv di genere comedy o musical
Orange is the New Black
Girls
Jane the Virgin
Transparent
Silicon Valley

Miglior attrice in una serie tv di genere comedy o musical
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Edie Falco, Nurse Jackie
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Lena Dunham, Girls
Taylor Shilling, Orange is the New Black

Miglior attore in una serie tv di genere comedy o musical
Don Cheadle, House of Lies
William H. Macy, Shameless
Ricky Gervais, Derek
Jeffrey Tambor, Transparent
Louie C.H., Louie

Miglior mini serie o film per la televisione
True Detective 
Fargo
Olive Kitteridge
The Missing
The Normal Heart

Miglior attrice in una mini serie o in un film per la televisione
Jessica Lange, American Horror Story: Freak Show
Maggie Gyllenhaal, The Honorable Woman
Frances McDormand, Olive Kitteridge
Allison Tolman, Fargo
Frances O'Connor, The Missing

Miglior attore in una mini serie o in un film per la televisione
Martin Freeman, Fargo
Matthew McConaughey, True Detective
Woody Harrelson, True Detective
Billy Bob Thorton, Fargo
Mark Ruffalo, The Normal Heart

Miglior attrice non protagonista in una mini serie o un film per la televisione
Kathy Bates, American Horror Story: Freak Show
Uzo Aduba, Orange is the New Black
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Michelle Moneghan, True Detective
Allison Janney, Mom

Miglior attore non protagonista in una mini serie o un film per la televisione
Bill Murray, Olive Kitteridge
Jon Voight, Ray Donovan
Matt Bomer, The Normal Heart
Alan Cumming, The Good Wife
Colin Hanks, Fargo

La mia reazione:
Essendo in piena sessione esami invernale ieri sera sono stata costretta ad andare a letto abbastanza presto e quindi non l'ho potuto vedere in diretta (e poi perché sono anche un po' pigra, un pochetto).
Stamane mi sveglio per vedere l'elenco dei vincitori felice felice e la mia mascella si schianta al suolo.
Per quanto riguarda le varie vincite di Boyhood sono abbastanza d'accordo, a parte per la categoria "Miglior Regista" che, gareggiando contro Fincher, avrei preferito vincesse lui ma posso capire la scelta di premiare questo epocale cambiamento attuato da Linklater. Quindi ci passo sopra.
Premetto di non aver (ancora) visto Still Alice, però secondo me l'interpretazione di Rosamund Pike è una delle più belle dell'anno, quindi stento a credere che la Moore abbia potuto fare di meglio.
Per concludere con i premi per il cinema, anche se non è indispensabile che lo dica, a me canzone di Lorde per The Hunger Games piace molto, però non è rilevante, ecco.
Passiamo alle serie tv.
Non ho ancora avuto il piacere di vedere The Affair ma se qualcuno di voi l'avesse già vista vorrei che mi illuminasse su quali poteri speciali hanno per riuscire a togliere il globo d'oro a serie tv come Game of Thrones e House of Cards, mi farebbe un grande favore.
Noto con dispiacere che a The Knick non è stata data la giusta importanza, ma d'altronde sembra che Spacey abbia monopolizzato l'Universo.
Non mi capacito di come con ben DUE nominations in una sola categoria di entrambi i protagonisti di True Detective non sia riuscito a vincere nessuno dei due, e spero tanto che una volta iniziato a vedere Fargo mi si accenderà la classica lampadina sulla testa.
E, infine, riesco finalmente a gioire per Matt Bomer che ho davvero rivalutato e che mi ha ricordato moltissimo Jared Leto ne Dallas Buyers Club e per Maggie Gyllenhaal.
Sarò stata un po' di parte ma, come potete capire anche voi, parlando di serie tv è difficile essere obbiettivi xD.

sabato 10 gennaio 2015

The Pretty One


Ogni tanto mi piace evadere e guardare dei film davvero poco impegnativi, che semplicemente mi fanno sognare situazioni e persone strane, quei film poco impegnativi, e tra quelli che preferisco per queste occasioni ci sono sicuramente le commedie americane.
Non mi ricordo come, ma per caso ero venuta a conoscenza di un film in Italia sconosciuto, Ruby Sparks, sulla falsa riga di questo di cui parlo oggi, e mi ero letteralmente innamorata dell'attrice, protagonista anche in questo film.

Laurel è una ragazza dolce, semplice e con le idee un po' confuse.
Vive ancora con suo padre, pittore di copie, e lei lo segue nei suoi lavori. Al contempo ha una sorella gemella, Audrey, alla quale è davvero molto legata e che è tutto ciò che Laurel vorrebbe essere. Bella (anche se sono fisicamente identiche), intraprendente, con un lavoro, una personalità ed un fidanzato.
Sembrava che tutto andasse bene, proprio quando improvvisamente in un incidente d'auto Audrey muore. In ospedale, però, c'è uno sbaglio, e scambiano Laurel per Audrey, credendo quindi Laurel morta. Inizialmente Laurel non ricordò nulla per via dell'incidente, ma quando iniziò a ricordarsi e a rendersi conto che nessuno teneva a lei, decide di prendere l'identità della sorella e continuare la farsa, mettendosi nei panni della sorella perfetta che ha sempre invidiato.


Questa è una di quelle commedie\dramma molto leggere, semplici, senza pretese, piene di colori sgargianti e luminosi, ed è per questo che mi piacciono.
Zoe Kazan, che interpreta entrambe le sorelle gemelle, è stata una scoperta meravigliosa. Ha una semplicità grandiosa ed il viso assolutamente perfetto per ruoli di questo genere.
Ho visto entrambi i film in lingua originale e continuerò a vederli in questo modo i suoi film perché gli regala qualcosa in più.
La regista si chiama Jenée LaMarque, statunitense e con pochissimi lavori.
Ovviamente non si sta parlando di film da premi. Sono film con un budget ridicolo e un cast ancora più ridicolo, eppure funzionano, almeno per quanto mi riguarda.
La sensazione che mi danno è quella di cambiare pianeta, per la durata di un'ora e mezza, e di volare.
La semplicità e la leggerezza sono gli ingredienti dei suoi film, nessuna la conosce e io vorrei invece provare a darle un po' più di visibilità, per quanto mi è possibile.
Per quanto riguarda la valutazione metterò 3 R2-D2 solamente perché ho assegnato 4 a film davvero molto rispettabili e quindi per un fatto di coerenza, ma ci tengo a precisare che nel suo genere per me sarebbe stato un 4.

Valutazione:


venerdì 9 gennaio 2015

The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca


Ci sono quelle storie che puoi leggere, rileggere, vedere e rivedere, che ormai conosci a memoria ma che comunque sono talmente intense e piene di odio che non smettono mai di ferire ed emozionare.
Una di queste, per me, è la storia della schiavitù dei neri e la loro emancipazione. Per quanti film o documentari io abbia visto, anche rappresentati in modi diversi, resta una storia che ogni volta mi distrugge un pezzo du cuore, esattamente come quando sento parlare dell'omofobia nei confronti degli omosessuali che ha caratterizzato il secolo scorso e che, purtroppo, dalla ancora oggi.
Mi sono sempre chiesta tutta questa carriera e quest'ignoranza come facesse stare in un uomo solo.
Il percorso dell'emancipazione delle persone di colore ho avuto il piacere di vederlo sotto varie chiavi interpretative, tutte uguali e tutte diverse allo stesso tempo; sto parlando di film come, per citarne qualcuno recente, 12 Anni Schiavo, Django Unchained e Lincoln, figura che, pur non avendola vissuta di prima persona, stimo molto.
Perciò, mi fa sempre piacere e male allo stesso tempo riprendere questa parte di storia.

La trama racconta di un ragazzo di colore, Cecil (Forest Whitaker), cresciuto in una piantagione di cotone da un padrone che credeva di potere usare i neri a suo piacimento e che gli ha portato via entrambi i genitori in giovane età. Per caso Cecil si trova in ad imparare il mestiere del maggiordomo, ad essere "un buon negro di casa", il che ai tempi era uno dei principali incarichi delle persone di colore.
Riesce a fare carriera in questo mestiere e ad arrivare addirittura a lavorare alla Casa Bianca per servire con attenzione, come sappiamo bene, un susseguirsi continuo di presidenti.
Presto, però, si ritroverà a dover fare i conti con la vita difficile alla quale la popolazione nera americana era soggetta e alla convivenza con una famiglia complicata.


Il regista, Lee Daniels, si è già precedentemente occupato di altri film su problematiche sociali e razzismo, questo film è stata l'occasione in cui esprimere la sua sensibilità verso questa parte della storia dirigendo un numero non indifferente di grandi attori.
Nel cast, infatti, a parte il protagonista Forest Whitaker, troviamo Oprah Winfrey, Cuba Gooding Jr., Lenny Kravitz, John Cusack, il caro Robin Williams (pass all'anima sua), Alan Rickman ed una veloce comparsa di Mariah Carey.
Questi sono sono alcuni dei nomi più conosciuti in questa pellicola e già basterebbe ad emozionare. Il regista è comunque stato molto bravo ad equilibrare bene le parti e a non farlo sembrare un'accozzaglia di "Ooh guarda! C'è anche lui!".
Forest è un attore navigato, di cui ho visto ben poco ma ha lavorato in moltissimi film. Davvero bravo ed attento in questo ruolo che di semplice non ha assolutamente niente. Ha fatto in modo che il pubblico si affezionasse alla sua situazione familiare e lavorativa.
Oprah, lei è sempre fantastica. Ha lavorato già in film che trattavano della lotta contro la schiavitù e porta in ogni suo personaggio un po' di sé.
Con una durata di 2 ore, io personalmente l'ho trovato lunghetto. Non è volato come in altri film che ho visto sul tema, e ci tengo a precisare che Django Unchained e Lincoln durano la bellezza di quasi 3 ore.
Questo è certamente un bel film, ma meno di tanti altri, questo sta a significare che non sempre un cast molto ricco è la chiave di un film eccellente.

Valutazione:


giovedì 8 gennaio 2015

Philomena


Irlanda, 1950 circa.
Philomena (interpretata da Judi Dench) è una ragazza qualunque, giovane, semplice e di buona famiglia.
Una sera, durante una fiera di paese, conosce un bel ragazzo con il quale ha un rapporto sessuale e dal quale rimane incinta.
La famiglia, a quei tempi, riteneva un oltraggio avere una figlia incinta giovane e nemmeno sposata, così la costrinsero, durante la gestazione, ad andare a vivere nel convento di suore per giovani madri di Roscrea dove partorisce e vive in uno stato di prigionia sotto la tirannide delle suore senza pietà.
Come se non bastasse, le giovani donne sfruttate all'interno del convento, erano costrette a firmare un documento che le elevasse da ogni diritto sui propri figli e, un giorno, di darli in adozione ad altre famiglie a meno che non pagassero una somma di denaro per poter essere libere.
Philomena però quella cifra non se la poteva permettere, così un giorno si vide portar via suo figlio davanti ai propri occhi, impotente.
50 anni dopo, un'altra sua figlia viene per caso a conoscenza di questo bambino dal quale si è dovuta separare e ha messo la madre in contatto con il giornalista Martin Sixsmith (Steve Coogan), licenziato da poco ed in cerca di una strada dalla quale ripartire. Egli intraprende un viaggio insieme a Philomena, ormai anziana, alla ricerca del figlio.


Film tratto dall'omonimo romanzo di Martin Sixsmit, il quale sembra del tutto diverso dal film. Perché il libro tratta fino a poco prima della fine solamente del figlio, delle sue relazioni e della sua carriera lavorativa e solamente alla fine si scorge la figura di Philomena.
Esattamente il contrario del film.
Non fatevi ingannare dalla durata di appena un'ora e mezza, perché il film in questione è tutt'altro che veloce e leggero. Infatti, tocca tematiche piuttosto impegnative e delicate, come il dolore di una madre che per 50 anni si è tenuta dentro il peso e la vergogna di un figlio concepito in segreto, la questione della religione come inganno e l'insicurezza della propria fede poiché il male e la cattiveria delle persone acceca sempre e comunque, ed infine la crudeltà di queste suore nel separare una madre dal proprio figlio e la sterilità con cui le trattavano nella vita di tutti i giorni. Comportamenti che noi oggi possiamo solamente ricordare nelle pagine di storia perché, grazie al cielo, raramente  si verificano ancora.
Il male è tangibile, insomma. E viene ben rappresentato da una Judi Dench profondamente dilaniata dal suo dolore, che ce lo fa quasi leggere attraverso il suo sguardo e nell'indecisione continua delle scelte da prendere durante la ricerca.
D'altronde, Philomena quando parte per il suo viaggio è anziana ed il giornalista si ritrova ad intraprendere un viaggio di ricerca assieme ad una donna, appunto, anziana con tutte le sue fisse ed un carattere indeciso e ripetitivo.
E molto bello, comunque, il rapporto di amicizia e protezione che s viene a creare tra i due compagni di viaggio, e quasi di compassione l'uno nei confronti dell'altra.


Ultimamente mi ritrovo sempre a parlare di registi che non conosco; questo è il caso di Stephen Frears che, anche dopo aver letto la lunga lista di film nei quali ha lavorato, continua a non dirmi nulla.
Comunque sia, mi è piaciuto lo scambio tra presente e flashback, più del film precedentemente recensito. In questo caso il regista ha tenuto una linea pulita e coerente senza incasinare le idee, il che non nuoce mai.
Judi Dench non è intensa come in altri vecchi film ma è sempre ben presente. Diciamo che senza il suo visino dolce e sulle nuvole, questa pellicola avrebbe avuto ben pochi motivi di esistere. Il regista deve ringraziare principalmente lei, senza sarebbe stato un film troppo anonimo.
Steve Coogan, invece, l'ho conosciuto mesi fa guardando Ruby Sparks, film che a me piace moltissimo, e nel quale ha interpretato un personaggio davvero odioso. Sarà per questo oppure no ma faccio fatica a sopportarlo. In questo film non posso dire che mi sia piaciuto, piuttosto mi è passato davanti agli occhi in modo molto indifferente.

Motivi per cui vederlo? Siete in un periodo troppo felice e di volete deprimere un po? Allora fa al caso vostro. Una volta letta la trama, durante la visione, non scoprirete molto di più. Essendo una storia vera ed avendo un registro molto semplice, la storia viene rappresentata nuda e cruda senza molti colpi di scena arricchimenti vari.

Valutazione:


mercoledì 7 gennaio 2015

Saving Mr. Banks


Ma come si fa ad immaginarsi un film sulla Disney triste?
E' praticamente impossibile, e io non volevo credere a nessuna delle persone che mi dicevano il contrario.
Questo fa parte di quei film che mi sono sfuggiti nelle sale e l'ho visto solamente oggi.
Lasciate che spieghi a parole mie di cosa racconta.

Pamela Travers (una stupenda Emma Thompson) è una donna londinese intraprendente, acida, scontrosa...insomma, come si dice dalle mie parti, contra le boie. Ma, a parte un carattere, come dire, piuttosto difficile, ha anche il dono della scrittura. Infatti è l'autrice della storia di Mary Poppins che ha stregato grandi e piccini.
Per ben venti lunghi anni, il genio di Walt Disney (Tom Hanks) in persona ha cercato in tutti i modi di convincerla a firmare i diritti per poter produrre un film proprio sul suo personaggio che lei stessa adora.
Però non è così semplice. Pamela ha sempre respinto la proposta di Walt, fino a quando ha ceduto ad incontrarlo nei suoi studi per sfinimento.
Da qua inizia una vera e propria guerra per uscire a convincerla, malgrado tutte le modifiche che Pamela ha intenzione di apportare al copione.
Questo però non è tutto. Il carattere difficile e scontroso di Pamela e la sua ostinazione nel non voler lasciare ad altri la sua creatura, si rivela a noi attraverso un unico flashback che segue tutta la pellicola riguardante la sua infanzia e, più precisamente, la figura di suo padre.
Perché anche io mi chiedevo il perché di questo titolo, poi scopri che Mr. Banks, oltre ad essere il padre della famiglia protagonista della storia di Mary Poppins, nella vita di Pamela corrispondeva proprio a suo padre, e alla triste storia che è stata la sua infanzia.


Da dove iniziare.
Il regista è a me sconosciuto, il suo nome è John Lee Hancock e questo è stato il suo quarto film.
Non gli posso riconoscere un grande lavoro. L'unica cosa che è riuscito a trasmettere in pieno è la tristezza, ma per il resto, tra presente e flashback continui, è riuscito a renderlo molto confuso e spesso e volentieri lento e ripetitivo.
Ho apprezzato moltissimo la scenografia, e di questo gli do tutti i meriti, e la preparazione dei loro due personaggi principali, soprattutto quella di Tom.
Ho letto molte interviste in merito a Tom alla preparazione e allo studio del personaggio di Walt Disney per Tom di cui una in particolare di cui vorrei riportarvi una parte:

"Com'è stato calarsi nei panni di un'icona leggendaria come Walt Disney?"
"E' servito un po' di tempo per comprendere e catturare l'intonazione ed il ritmo della voce di un personaggio così carismatico. Per poterlo conoscere meglio e riuscire, per esempio, a riprodurre la sua immancabile e caratteristica tosse sono stati fondamentali gli aneddoti di Richard Sherman [...] che tra l'altro sono finiti nella sceneggiatura del film"

"Il tuo look nel film sembra studiato nei minimi dettagli. E' così?"
"Puoi dirlo. Abbiamo avuto il più discusso, fotografato, analizzato trattato sui baffi della storia. Penso che in realtà i documenti ora siano passati al governo degli Stati Uniti, per discuterne l'angolo d'ombra e di come dovevano essere... (ride). Anche se io non gli somiglio troppo, c'è una linea, una sagoma spigolosa, un'idea del volto che dovevamo ricostruire, e ci siamo arrivati giovando con le ciocche di capelli"

(Estratto dalla rivista "Best Movie" del febbraio 2014)


Sul lavoro di Tom non ho nulla da dire. Lui da sempre il meglio di sé in tutto ciò che fa. Personalmente in Captain Phillips - Attacco in mare aperto (per parlare di film recenti) è stato straordinario, quel film è riuscito a farmi star male durante la proiezione tanto è coinvolgente. Per non parlare di alcuni suoi capolavori del passato ma in quel campo sono di parte perché Forrest Gump è uno dei miei film preferiti.
Rimanendo su questo film, Tom, anche se non ha dovuto ricoprire un suono principale, si è impegnato con tutte le sue forse.
Emma Thompson, invece, è stata INCREDIBILE! Quando mi sarà possibile lo rivedrò in lingua originale perché un'interpretazione del genere a mio avviso è sprecata se sovrapposta dal doppiaggio.
Emma era completamente immersa nella parte e un passo alla volta ci ha lasciato percepire le emozioni che il suo personaggio si è tenuto dentro fin da piccola.
Durante i vari flashback vedrete anche Colin Farrell con una discreta interpretazione davvero drammatica, ma comunque sia convinta a non convincermi del tutto, il che mi preoccupa se penso che sarà uno dei due protagonisti della prossima stagione di True Detective.

No, per quanto io adori Disney e Tom Hanks, non è un film che rivedrei, al contrario delle mie aspettative, se non per l'interpretazione di Emma.
Il fatto che ci siano delle grandi interpretazioni non basta a far di questo film un film eccellente, ma solamente discreto.
Lo consiglio a chi vuole conoscere qualcosa di più su questa magnifica storia.

Valutazione:


            
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