mercoledì 25 febbraio 2015

Parliamo degli Oscar 2015



Miglior Film:
Boyhood
Selma
La Teoria del Tutto
Whiplash
American Sniper
The Imitation Game
Birdman
Grand Budapest Hotel

Miglior Attore Protagonista:
Michael Keaton, Birdman
Benedict Cumberbatch, The Imitation Game
Steve Carell, Foxcatcher
Bradley Cooper, American Sniper
Eddie Redmayne, La Teoria del Tutto

Miglior Attrice Protagonista:
Julianne Moore, Still Alice
Reese Witherspoon, Wild
Rosamund Pike, Gone Girl
Felicity Jones, La Teoria del Tutto
Marion Corillard, Due giorni una notte

Miglior Attore non Protagonista:
J.K. Simmons, Whiplash
Edward Norton, Birdman
Mark Ruffalo, Foxcatcher
Ethan Hawke, Boyhood

Robert Duvall, The Judge

Miglior Attrice non Protagonista:
Patricia Arquette, Boyhood
Emma Stone, Birdman
Meryl Streep, Into the Woods
Keira Knightley, The Imitation Game
Laura Dern, Wild



Miglior Regia:
Richard Linklater, Boyhood
Alejandro Gonzalez Inarritu, Birdman
Wes Anderson, Grand Budapest Hotel
Bennett Miller, Foxcatcher
Morten Tyldum, The Imitation Game

Miglior Film Straniero:
Ida, Polonia
Tangerine Mandarin, Estonia
Leviathan, Russia
Timbukty, Mauritania
Wild Tales, Argentina

Miglior Sceneggiatura Originale:
Birdman
Boyhood
Grand Budapest Hotel
Foxcatcher
Nightcrawler (Lo Sciacallo)

Miglior Sceneggiatura non Originale:
The Imitation Game
La Teoria del Tutto
Vizio di forma
Whiplash
American Sniper

Miglior Film d'Animazione;
Big Hero 6
Dragon Trainer 2
The Boxtrolls
Song of the Sea
The Tail of Princess Kaguya

Miglior Scenografia:
Grand Budapest Hotel
Mr. Turner
Into the Woods
Interstellar
The Imitation Game

Miglior Fotografia:
Birdman
Unbroken
Grand Budapest Hotel
Ida
Mr. Turner

Migliori Costumi:
Grand Budapest Hotel
Vizio di forma
Into the Woods
Maleficent
Mr. Turner

Miglior Make Up:
Foxcatcher
Grand Budapest Hotel
I Guardiani della Galassia

Migliori Effetti Speciali:
Captain America: The Winter Soldier
Apes Revolution
I Guardiani della Galassia
Interstellar
X-Men: Giorni di un Futuro Passato

Miglior Montaggio:
American Sniper
Boyhood
Grand Budapest Hotel
The Imitation Game
Whiplash

Miglior Sonoro:
American Sniper
Birdman
Interstellar
Unbroken
Whiplash

Miglior Montaggio Sonoro:
American Sniper
Birdman
Lo Hobbit
Interstellar
Unbroken

Miglior Colonna Sonora Originale:
Grand Budapest Hotel
The Imitation Game
Interstellar
Mr. Turner
La Teoria del Tutto

Miglior Canzone:
The Lego Movie
Selma
Beyond the Lights
Begin Again
Glen Campbell

Miglior Documentario:
Citizenfour
Finding Vivian Maier
Last Days in Vietnam
The Salt of the Earth

Miglior Cortometraggio:
Aya
Boogaloo and Graham
Butter Lamp
Parvaneh
The Phone Call

Miglior Cortometraggio d'Animazione:
The Bigger Picture
The Dam Keeper
Feast
Me and My Moulton
A Single Life

Miglior Corto Documentario:
Chrisis Hotline: Veterans press 1
Joanna
Out Cursw
The Reaper
White Earth

Ho resistito, sono felice di poterlo dire. Ho dormito durante i red carpet, lo ammetto, ma solo perché il giorno dopo mi aspettava una giornata di lavoro, in altri termini me la sarei goduta.
Sono abbastanza soddisfatta, devo dire. Alcuni dei miei pronostici erano azzeccati.
In particolare modo sono felice per Birdman perché se lo merita proprio, un po' meno felice per la vittoria di Eddie perché è troppo "fresco" per vincere un Oscar. Con tutto rispetto, ma ha fatto una discreta interpretazione e vince subito l'Oscar, mentre si conosce benissimo l'odissea del povero Di Caprio (e chiariamo che io non stravedo per lui).
Oltremodo entusiasta per i premi raccattati da Grand Budapest Hotel che non pensavo nemmeno arrivasse a questo punto, conoscendo i gusti dei giudici.
Come al solito, malattia e razzismo fanno colpo, anche se devo dire che "Glory" è forse tra tutte la canzone più carina.
Sono anche soddisfatta per Whiplash, che doveva essere secondo i pronostici il grande snobbato della serata, categoria che poi gli è stata rubata da Boyhood xD 

Ma passiamo a cose più importanti xD

IL MEGLIO ED IL PEGGIO DEL RED CARPET

ER MEJO


Patricia Arquette
Iniziamo proprio da una dei vincitori, trovo che questo vestito fattole su misura da una sua vecchia amica le stia da Dio. Essendo molto formosa ha bisogno di mettere in risalto e nascondere alcuni particolari, e questo abito lo fa alla perfezione. Amo tantissimo soprattutto la fascia che scende sulla spalla fino ai piedi.


Gwyneth Paltrow
Appena l'ho vista ho pensato ad una meringa ma poi guardandola più attentamente non ci noto niente di stonato. Anzi, le risalta il colore biondissimo dei capelli.


Reese Witherspoon
Ragazza semplice, abito semplice. Il nero e bianco non annoia mai e questo in particolare le dona davvero.


Rosamund Pike
Questa donna sa di letale e non poteva esserci abito che lo risaltasse di più. Questo rosso, per niente semplice da indossare, la fa sembrare ancora più cattiva.


Scarlett Johansson
Oddio i suoi capelli O.O
L'abito in sè non è tutta questa bellezza, ma mi ha colpita la scelta azzardata del colore e trovo bellissimo l'abbinamento di quella collana che illumina moltissimo.


Lady Gaga
E allora? Pensavate che Gaga sarebbe venuta sobria sobria in un elegantissimo tubino nero?
La sua eccentricità la vuole conservare e non c'è modo migliore di indossare due bei guantoni rossi in contrasto (e abbinati al rossetto).


Anna Kendrick
Fondamentalmente detesto lei, ma ho adorato le linee di questo abito ed il colore molto primaverile.


Jessica Chastain
Non impazzisco per Jessica ma non posso nascondere che questo blu notte con canotta di strass non le stia benissimo.


Zoe Saldana
Unico caso in cui quest'anno mi sia piaciuto un abito chiaro su una persona di colore, in questo caso mette in risalto la sua magnifica pelle color caramello e ne esalta le forme.


Margot Robbie
Nero, easy e bellissimo.

NON SE PO GUARDA'


Emma Stone
Già ha una carnagione praticamente inesistente, se in più le abbinate questo giallo/verdognolo la ammazzate la povera Emma!!
Di per sè, a parte il colore orrendo, non sarebbe stato brutto.


Jennifer Lopez
Assomiglia tantissimo al vestito che aveva ai Golden Globes, comunque trovo che proprio la sua linea non sia adatta all'evento. Preferisco abiti aderenti al corpo e non in stile matrimonio.


Jennifer Aniston
La sua bellezza è indiscutibile, quella del vestito invece lo è eccome.
Non mi piace per niente la scollatura a corpetto e tantomeno il colore. L'effetto brillantino invece si, ma su di lei potevano osare un pochino di più.


Dakota Johnson
Odio lei ed il suo vestito, a mio parere non doveva nemmeno essere agli Oscar perché non la reputo un'attrice. Il vestito la fa risultare ancora più insipida di quanto non lo faccia già da sola.


Julianne Moore
Ma che roba è?? O.O


Liputa Nyong'o
Lupita secondo me è una ragazza bellissima che, anche senza seno, riesce ad essere sexy. Il fatto è che questo abito è davvero osceno. Lei sta molto bene con addosso colori accesi che mettano in risalto la sua carnagione, ma questo è davvero di cattivo gusto. 
La parte sul seno e le perle mi fanno pensare che sarebbe stato meglio addosso ad una persona di settant'anni.


Marion Cotillard
Bleah! Sembra la stoffa per una tenda.


Cate Blanchett
La situazione è stata tamponata con la collana turchese, era azzimatissimo per l'occasione ma su di lei non sta per niente bene. La fa risultare ancora più alta di quanto non lo sia già. Ne aveva bisogno?


Kerry Washington
Una donna magnifica distrutta da un abito orrendo. 
La gonna sembra quella di mia nonna ed il corpetto la fa sembrare gobba. Per non parlare del colore smortissimo. Ma per carità!


Keira Knightley
Grazie al cielo è incinta, così in faccia dimostra qualche chilo in più e non sembra un cadavere. 
Però per l'abito gli stilisti hanno sempre delle idee del cavolo. Sembra che debba andare a fare un pic nic al parco.


Nicole Kidman
Ditemi che anche voi avete pensato alle squame di un pesce??!! 
E' davvero inguardabile.


Chloe Grace Moretz
Chloe sembra uscita da un museo del Rinascimento con una tenda addosso, un po' come la Cotillard, ma meno sofisticata.


Non so chi sei
Ma che...? Yoda, sei tu?


E poi c'è l'amore che Emma regala al mondo...





martedì 24 febbraio 2015

Unipol Biografilm Collection


Buonasera a tutti! ^^
Prima di pubblicare il mio post sugli ultimi Oscars, volevo condividere con voi una notizia cinefila delle ultime ore.
Proprio oggi si aprono le danze all' Unipol Biografilm Collection, ovvero, da oggi (24 febbraio) la stessa Unipol Biografilm Collection insieme a I Wonder Pictures presentano in 23 sale italiane del circuito UCI Cinemas un appuntamento settimanale dedicato al genere cinematografico più snobbato di tutti; il documentario.
Per nove settimane, ogni martedì, verranno proposti in queste sale documentari in lingua originale sottotitolati in italiano dai contenuti di qualità con una forte valenza culturale spingendoli oltre alle sole sale d'essai e dai festival cinematografici per avvicinare il pubblico a questo genere un po' snobbato. Ad inaugurare la rassegna, stasera sarà proiettato Sugar Man di Malik Bendjelloul, miglior documentario agli Oscar ed ai BAFTA 2013. Ecco di seguito il calendario delle proiezioni e le sale aderenti all'iniziativa. Secondo me, dare una seconda possibilità a questo genere un po' maltrattato è un buon modo per avvicinare il pubblico italiano dei multisala a qualcosa di più ricercato dei soliti film senza un obbiettivo.

PROGRAMMA COMPLETO:
24 febbraio 2015 | SUGAR MAN di Malik Bendjelloul
03 marzo 2015 | THE SQUARE INSIDE THE REVOLUTION di Jehane Noujaim
10 marzo 2015 | PER NESSUNA BUONA RAGIONE di Charlie Paul
17 marzo 2015 | STORIES WE TELL di Sarah Polley
24 marzo 2015 | FRANK di Lenny Abrahamson (evento gratuito per i possessori di SKIN UCICARD) 31 marzo 2015 | THE LOOK OF SILENCE di Joshua Oppenheimer

07 aprile 2015 | I GUARDIANI D’ISRAELE – THE GATEKEEPERS di Dror Moreh
14 aprile 2015 | THE UNKNOWN KNOWN - MORRIS VS RUMSFELD di Errol Morris 21 aprile 2015 | STOP THE POUNDING HEART di Roberto Minervini


ELENCO SALE: 
Lazio/Umbria 
Roma Est
Roma Marconi 

Porta di Roma 
Perugia
Parco Leonardo
Triveneto
Verona
Fiume Veneto | Pordenone

Emilia Romagna
Ferrara
Meridiana | Bologna 

Romagna | Rimini Reggio E.
Piemonte/Lombardia/Liguria/Marche
Milanofiori | Milano 
Bicocca | Milano 
Torino Lingotto 
Como
Curno | Bergamo 
Moncalieri | Torino 
Fiumara | Genova 
Ancona
Porto S.Elpidio | Fermo
Toscana
Firenze
Campi Bisenzio Arezzo 

domenica 22 febbraio 2015

Whiplash


"Non esistono in nessuna lingua al mondo due parole
più pericolose di -Bel lavoro-"

Per la prima volta in vita mia sono riuscita, anche se per un pelo, a prepararmi adeguatamente per gli Oscar. In quanto amante delle sale cinematografiche, ho aspettato che uscissero tutti in Italia per poterli vedere come si deve e questo è l'ultimo visionato soltanto ieri sera.
Adesso posso finalmente dire di essere pronta, dato che ho visto quasi tutti i film in gara ed è questione di poche ore.

Andrew è un ragazzo che, come tanti, ha un sogno, ovvero quello di diventare qualcuno nel mondo della musica Jazz. L'unica differenza tra lui e la maggior parte dei ragazzi che hanno un sogno è la perseveranza. 
Determinato ad raggiungere il suo obbiettivo, inizia a studiare nella migliore scuola del paese dove viene avvicinato e reclutato da Terence Fletcher, direttore di una delle migliori orchestre del conservatorio.
Fletcher, però, ha un metodo di insegnamento alquanto singolare che spingerà Andrew al limite della sopportazione.


I film a sfondo musicale, e ci tengo a precisare che non sto parlando di musical ma di film che parlano di musica e dell'amore per essa, hanno sempre avuto una marcia in più. Capire il perché è molto semplice; anche se il genere di musica che viene trattato non è il tuo preferito, la storia e la passione che alberga dei cuori dei musicisti ti coinvolge. L'ho sperimentato con Alabama Monroe, io non ero particolarmente amante del genere Country ma adesso ho tutta la colonna sonora del film nell'ipod. 
E' come se fosse una magia, la musica ha il potere di ipnotizzare e questo film ci è riuscito perfettamente.
D'altro canto, però, questi stessi film che parlano di musica, hanno il brutto vizio di essere molto prevedibili, si intravede già dall'inizio il classico happy ending che fa uscire gli spettatori soddisfatti dalla sala, e purtroppo anche questo film si è rivelato scontato in alcuni passaggi. L'unico vero colpo di scena che non mi aspettavo c'è stato, verso la fine, lì mi ha davvero divertita e allo stesso tempo emozionata per la piega che avevano preso gli eventi.
Il messaggio del film è incredibilmente importante: nel mondo della musica, come in quello dello sport ed in qualsiasi altro campo, se non hai una persona che creda in te e che ti spinga oltre i tuoi limiti, non diventerai mai nessuno. Trovata quella persona, sta a te decidere se mollare o continuare ad inseguire il tuo sogno. Se chi hai davanti continuerà sempre a dirti che stai facendo bene il tuo lavoro, non troverai mai lo stimolo che ti spingerà a fare ancora meglio.
Se è il classico film sulla musica? No, non direi. Spesso sono molto più dozzinali, con attori e regia davvero pessimi. Questo, al contrario, è stato studiato nei minimi particolari concentrandosi maggiormente sul profilo psicologico dei personaggi principali che hanno fatto davvero la differenza.
Parlando di performance, invece, ho letto molti commenti che comparavano l'interpretazione di Simmons a quella di Keaton in vista di questa notte, bè, secondo me non sono nemmeno lontanamente comparabili. Simmons è stato di certo molto bravo nel ruolo di "rompi palle", ma se dovessi pensare all'interpretazione da Oscar penserei a Keaton senza ombra di dubbio. Ovviamente, non gareggiando nella stessa categoria, il problema non si pone e a mio parere meriterebbero entrambi la statuetta, ma rimangono a due livelli diversi. Keaton ha portato in sala qualcosa di completamente nuovo e travolgente, Simmons è stato aiutato moltissimo dalla colonna sonora che ha fatto la stragrande maggioranza del lavoro.
A questo punto non ci resta che aspettare le 23 di stanotte.

Valutazione:


giovedì 19 febbraio 2015

Seven


"Hemingway una volta ha scritto: Il mondo è un bel posto,
e vale la pena lottare per esso. 
Condivido la seconda parte."

Lo so, non è possibile che io mi sia svegliata così tardi per vederlo, ma ogni cosa ha il suo tempo ed il suo è stato settimana scorsa, quando finalmente mi sono decisa.
Come si fa a non partire prevenuti? No, questa non è la parola esatta. Piuttosto si può dire che, sentendo quello che si dice in giro di questo film, un'idea te la fai, per quanto sbagliato possa essere.

Somerset e Mills. Due detective agli antipodi da qualsiasi punto di vista, tranne la perseveranza che li accomuna e li avvicina. Il primo, a pochi giorni dalla pensione, si trova ad iniziare un caso con il suo prossimo successore, Mills, un ragazzo giovane ed eccessivamente impulsivo.
Il caso in questione, però, non è un caso qualsiasi, ma si rivelerà infatti un'immensa ragnatela ben congegnata che li coinvolgerà in prima persona.


David Fincher. Un uomo con una carriera alquanto altalenante, secondo me. Mi riferisco al fatto che, su 10 film che lo vedono come regista, 4 siano di grande rilevanza, mentre i restanti nessuno penserebbe mai che appartengano a lui.
Partendo proprio dal film in questione (del 1995) ci sono passati davanti al naso Fight Club, Zodiac, ed il recentissimo Gone Girl. I primi due, ridendo e scherzando, fanno parte dei capisaldi del genere thriller, mentre L'Amore Bugiardo potrebbe essere considerato uno dei thriller più avvincenti degli ultimi anni. Almeno io la penso così.
Ma vogliamo parlare de Il curioso caso di Benjamin Button, Uomini che odiano le donne e The Social Network? Tutti e tre film che hanno fatto parlare di sé ma sembra proprio che Fincher si diverta a fare adattamenti di bestsellers, e sto prendendo in considerazione anche quelli prima citati. Ahia. Brutta mossa questa.
Secondo il mio parere, fare un bel riadattamento è un po' come fare un bel biopic; si, è divertente e piacevole, ma è un po' come vincere facile. Non voglio togliere niente alla bravura di David, per carità, però sono sicura che potrebbe creare qualcosa di interamente suo in modo eccellente.
Scelte di Fincher a parte, la prima mezz'ora del film, sarò sincera, l'ho trovata lenta, macchinosa e poco originale. Tutto è cambiato da un paio di uccisioni in avanti, per intenderci, da quando riescono a rintracciare il nostro caro Kevin fuoriditesta e fare intrusione in casa sua.
Contiamo anche che siamo nel 1995, dagli anni '90 in poi sono stati fatti passi da gigante nel campo cinematografico e a segnarne i cambiamenti, che ci piaccia o no, sono stati anche questo film e Fight Club. Fincher è riuscito a mandare in pappa il cervello delle persone, a confonderle ed intrigarle, quando io avevo solo un anno.
Quando ripenso a questo film, alla maestria dei collegamenti e del cerchio che va a chiudersi sul finale, penso automaticamente a Memento di Nolan, un altro grande regista, a mio parere molto somigliante a Fincher su alcuni punti.
Seven non delude. Morgan Freeman è sempre un piacere vederlo, di Brad Pitt non si può dire il contrario, e poi c'è un giovanissimo e quasi irriconoscibile Kevin Spacey che più pazzo ed azzeccato di così non si poteva.
Finisce con il farti pensare "visto? alla fine ha vinto proprio lui. eheh.". Mannaggia.

Valutazione:



lunedì 16 febbraio 2015

Selma - La strada per la libertà


Ormai ho perso il conto. E' iniziato da poco il 2015 e abbiamo già collezionato montagne di biopic, e questo è l'ennesimo che va ad aggiungersi alla lista.
Mi sono importa di vederlo principalmente perché è candidato come miglior film agli Oscar che si terranno tra una settimana e sinceramente, anche per questo fatto, avevo riposto in questa pellicola un po' di aspettativa.
L'ennesimo biopic, dicevamo. Si, ma come? Perché di biopic ce ne sono di due tipi; quelli magistralmente realizzati che emozionano anche se sai benissimo come andrà a finire, oppure quelli che non passano più, noiosi, banali, e questi ultimi sono davvero pericolosi. Sono i peggiori.
C'è bisogno di una trama da raccontare riguardo alla storia di Martin Luther King? Ma io spero proprio di no! 
E' candidato agli Oscar, vero. E' stato candidato ai Golden Globes appena passati, vero. Tratta di una tematica piuttosto delicata e altamente trattata dal cinema americano, stravero anche questo.
Eppure, secondo me, rientra nella seconda categoria.


Non mi è MAI successo prima d'ora. Ma proprio mai mai. Ieri, guardando questo film al cinema, per la prima volta nella mia vita, mi sono addormentata! A partire dal secondo tempo non riuscivo proprio a tenere gli occhi aperti. Io, che amo andare al cinema moltissimo, se mi addormento in sala significa che evidentemente c'è qualcosa che non quadra; o ero eccessivamente stanca (ma non credo), oppure Ava DuVernay deve aver sbagliato qualcosa.
Appena ho lasciato la sala un brivido mi ha percorso la schiena: davvero questo film gareggia contro BirdmanGrand Budapest HotelThe Imitation Game e Boyhood
Non ci volevo credere. So che ogni anno deve esserci candidato almeno un film sui diritti umani e uno sulla malattia (come piace all'Academy) ma così è davvero troppo.
Nemmeno guardando Jupiter mi sono annoiata tanto. Lascio a voi trarre le conclusioni.
Il film in questione ricorda Lincoln spesso e volentieri, con la piccola differenza che quello, che dura ben 2 ore e 30, non annoia mai, ti coinvolge, ti fa affezionare al suo personaggio e ti  appiccica la faccia allo schermo. Sono entrambi due film-documentario, non lo sto paragonando ad un film di Tarantino, eppure anche tra loro riescono ad essere diametralmente opposti. 
Il cast non aiuta. Questo giovane Hoyelowo, ingrassato di qualche chilo per l'occasione, non mi ha convinta. E' insipido, poi magari è solamente il doppiaggio a far risultare il tutto un po' troppo sgonfio ma questa è l'impressione che ha lasciato a me. Ciò che mi ha lasciato è stato una sonnolenza assurda.
La presenza, praticamente obbligatoria, di Oprah non mi sconvolge affatto e ormai passa anche un po' inosservata, per non parlare di Tim Roth che personalmente detesto, con la faccia da schiaffi che si ritrova. 
Se vi state chiedendo se assomiglia o ricorda anche solo The Butler la risposta è no. Benché il periodo sia lo stesso identico, a cambiare è tutto il resto. Potremmo quasi dire che si siano svolti contemporaneamente, potete immaginarvi Martin Luther King, dal suo lato, che combatte in prima persona per il diritto al voto di tutti i neri americani, dall'altra invece, c'è Cecil che combatte per le sue piccole soddisfazioni, la sua crescita personale, come padre e come uomo di colore nella società, andando ad ascoltare i discorsi incitanti di Martin nelle strade.
Sono praticamente allo stesso livello, sia come periodo storico sia anche come narrazione ed impegno. 
Selma non è un film completamente sbagliato, il problema più grande è che sia stato candidato a questi due premi. Non è al livello e perciò le persone si creano troppa aspettativa per un titolo che in realtà non merita quelle nomination.
La crudeltà di stasera l'ho detta, quindi posso anche dormire tranquilla.


Valutazione:


lunedì 9 febbraio 2015

Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)


"La popolarità è la cuginetta stronza del prestigio, amico mio"

Parentesi Polemica: Mi dispiace quasi iniziare la recensione di questo film con una polemica, ma questa volta non ne posso fare a meno e farò anche nomi, dato che senza questi non avrebbe senso.
Abbiamo aspettato i titoli che, a fatica, sono usciti in Italia inerenti alle Nominations agli Oscar e ai Golden Globes per mesi, e alcuni non faremo nemmeno a tempo perché usciranno o dopo la notte del 22 febbraio o non usciranno proprio. Fatto sta che, finalmente, il giorno dell'uscita andai a guardare nella programmazione del mio solito cinema del circuito The Space e scoprii che non lo avevano ancora inserito. La sera stessa, siccome sono andata a vedere un'altro film, ho chiesto alla cassiera, la quale mi ha risposto che questo titolo, malgrado le centinaia di mega poster con cui hanno allestito i dintorni del cinema, non lo avrebbero proiettato del tutto. 
Sulla base del fatto che non solo a Torino questa catena ha deciso di non proiettarlo, adesso io mi chiedo, è il caso di tenere in programmazione 5-6 commedie (oscene), animazioni incluse, e non proiettare nemmeno un giorno un tale titolo in attesa da mesi? 
Posso capire che non sia un film per qualunque "Italiano-medio", ma se ogni tanto anche solo provassimo ad alzare la media dell'ignoranza del popolo italiano, male non farebbe.

Descriverne in parole povere la trama è quasi un insulto. Per quanto tu ti possa impegnare non gli farà mai giustizia. Ma ci proverò lo stesso.
Riggan Thomson è un attore amato dal pubblico per il suo ruolo di supereroe di nome, appunto, Birdman il quale ha intenzione di far capire a se stesso e al pubblico di cosa è realmente capace, rivisitando un'opera teatrale di Raymond Carver del '900, interpretandola in un teatro di Broadway.
Ad aggiungere carne al fuoco, entrano in scena anche Sam, la figlia appena uscita da un centro di disintossicazione, l'ex moglie ed un attore di grande talento che vorrà approfittarsi di lui.


Non userò mezzi termini, in quanto sarebbe davvero uno spreco trattandosi di questo film.
Lo abbiamo aspettato per tantissimo tempo, e a leggere dalle recensioni altrui sembrava il nuovo capolavoro destinato a grandi premi ai prossimi Oscar del 22 di febbraio. Infatti è proprio così.
Questo film, non è un semplicissimo film, racchiude centinaia di emozioni, circostanze, stati d'animo di ogni singolo attore che arrivano senza alcun problema allo spettatore.
Partendo dall'inizio, e avviso che potrebbero esserci piccoli SPOILER, mi ha lasciata di stucco già l'apertura; quasi tutto il film è accompagnato dal ritmo di una batteria, suonata da un ragazzo che si vede ogni tanto, la quale cambia a seconda dello svolgimento e dei vari stati d'animo. L'apertura, se non ricordo male, mostra la comparsa di una frase a gruppi di lettere ogni volta che la batteria suona. Lo so, non è semplice da capire in questo modo, ma per chi di voi lo avesse visto sarà piuttosto chiaro e sa a cosa mi riferisco. Quello è stato l'antipasto, dopo quell'intro avevo già capito che mi trovavo davanti a qualcosa di totalmente diverso dai soliti noiosissimi canoni, la stessa identica emozione che ho provato all'inizio della visione di Grand Budapest Hotel, e pensateci, sono pochi i film che dopo solo alcuni secondi ti fanno venire i brividi.
La gente guarda il trailer, le immagini e si auto convince del fatto che sia un film comico. Non lo è affatto. A volte cerca di strappare uno o due sorrisi (riuscendoci in pieno) per sdrammatizzare la situazione a dir poco disperata. Io, almeno, l'ho interpretato in questo modo; questa è la storia di un uomo in piena crisi di identità, schiacciato dall'assenza di autostima, odiandosi per il pessimo rapporto che ha instaurato con la figlia ex tossica, aggrappandosi ad un'amante temporanea che probabilmente non è nemmeno sicuro di avere. La cosa che probabilmente odia più di tutte è questa continua associazione che le persone fanno tra lui e Birdman, come se dietro alla maschera non ci fosse nessuno.


E poi emerge il mondo, crudele, senza pietà; i giornalisti che gli pongono le domande senza fare caso a ciò che lui realmente risponde, la cattiveria ed il cinismo dei critici del cinema talmente colmi d'odio da non vedere l'ora di scrivere pessime recensioni su un attore solo perché "lo odia", senza contare la sua esibizione. Come goccia che fa traboccare il vaso, arriva un attore al suo esordio, pieno di sé e totalmente sicuro di ciò che fa, colmo di talento ma che cerca di scanzonare Riggan impedendogli spesso di realizzare lo spettacolo secondo il suo volere.
Vi chiederete, "ma allora cosa significano quelle immagini che ritraggono Keaton con l'uomo uccello alle sue spalle?". Riggan, in tutta questa storia, è assillato dalla voce della sua parte "non umana", quasi come se fosse una coscienza, la quale gli sta vicino in ogni momento durante la preparazione di questo spettacolo.
Dalla parte opposta di tutto questo, è tangibile la bellezza di tutto questo mondo, una bellezza spaventosa, che vede mischiarsi l'immenso talento (di Riggan e dell'attore Mike Shiner) alla follia, indovinate cosa viene fuori? ARTE! Questa è la parte fondamentale del film, quella stessa arte che sul palco, attraverso le prove libere di due attori, sembra quasi che prenda vita. 
E' un continuo paradosso, un continuo alternarsi tra bene e male, la bellezza di quel mondo pieno di magia che è il mondo del cinema ma anche la malattia che sta dietro ad esso, la continua ricerca di approvazione che ti porta alla pazzia.
Infine, l'animo di Riggan, ad un passo dalla follia completa e all'abbandono di sé stesso, riesce a vedere il lato positivo, anche grazie all'aiuto della voce misteriosa che lo accompagna, Riggan riesce a mettere a posto i disordini della sua vita attraverso un gesto al limite della follia e della concezione di opera teatrale, facendo prendere vita a qualcosa di completamente nuovo. Grazie a lui, la sua vita inizia a prendere di nuovo forma e la gente scopre davvero chi è, il talento che si celava dietro al supereroe, proprio quando Riggan capisce di essere Birdman, e di non poterne fare a meno.
Questo capolavoro è un'intera metafora. La grandissima e spettacolare metafora della vita, della crudele vita del mondo dello spettacolo e della sua eterna bellezza, tra i superpoteri di Riggan che si svelano presto allucinazioni del suo alter ego, e la serenità che sembra regalarci con l'ultima, tanto chiacchierata, scena.


Se pensavate di aver visto interpretazioni eccezionali in passato, probabilmente non avete ancora visto questo film.
Sono venuti fuori tanti nomi che probabilmente in passato sono rimasti oscurati da nomi più grandi, lasciati quindi nell'ombra. Primo tra tutti, Michael Keaton. Scomparso praticamente da dopo la partecipazione amata da moltissimi in due film su Batman del visionario Tim Burton, Keaton è stato per me una scoperta gigantesca, anche sotto quella faccia da schiaffi che si ritrova. La sua è una delle esibizioni più belle dell'anno, che (ahimè) mette del tutto in ombra qualsiasi altra interpretazione di qualsiasi altro attore candidato agli Oscar 2015. Mi costa molto dirlo, ma mi sono dovuta ricredere solo dopo alcuni minuti dall'inizio del film. Quest'anno non ce n'è per nessuno, né per Benedict Cumberbatch, che io tanto amo, ne The Imitation Game, né per il novellino Eddie Redmayne in La Teoria del Tutto, tantomeno Bradley Cooper, per quanto mi riguarda. L'unico vero nome che potrebbe far paura è quello di J. K. Simmons di Whiplash, che a me ancora manca perché sarà nelle sale italiane verso la metà di febbraio, ma mi baso sui giudizi di altri colleghi. 
Keaton, insomma, ha interpretato una delle più belle parti degli ultimi anni, intenso e coinvolgente al tempo stesso irritante dall'inizio alla fine.
Questo, lo devo dire, aiutato moltissimo dalla regia. E' il caso di spenderci due parole, in quanto, esattamente come quella di Anderson, mi è sembrata rivoluzionaria; Alejandro Gonzàlez Inarritu è stato fondamentale, con l'utilizzo del piano sequenza realizza un film estremamente personale, che fa entrare noi stessi nell'intimità dei personaggi, creando addirittura sequenza lunghissime che non tolgono un attimo la presa dal viso degli attori, come se non ci fossero dei veri e propri cambi di scena ma come se fosse tutto un "buona la prima". Spero di aver reso l'idea.
Al fianco di Keaton, compare anche il nome di Edward Norton, vecchia conoscenza di Fight Club e dopo di che dimenticato dal mondo. Egli, in passato, lavorò moltissimo con Anderson (e si vede) crescendo a vista d'occhio. In questa particolare situazione, Norton compare quasi dal nulla, come un fantasma, indifferente e allo stesso tempo determinante per lo svolgimento della trama. 
Sorprendente, poi, Emma Stone. Snobbatissima, da me in primis, per interpretazioni del passato, che si rimette in piedi con tutte le forze in questo film. Come quasi tutti gli altri personaggi, lei è fondamentale per la salvezza di Riggan, e con il solo utilizzo dell'espressione del viso, nell'ultima scena, lascia il pubblico in sospeso, senza una risposta (poi nemmeno troppo importante per il film).


Una storia di vita vera, quindi, nessuna finzione, nessun super eroe, ve lo garantisco. 
La "pura e semplice" rappresentazione di amore, follia, talento e disperazione. Mai così attuale e mai così eterno.

Il mio rammarico: a due giorni dalla sua uscita, contando anche la poca adesione delle sale cinematografiche, il mio cuore ha sofferto per il ridicolo numero di persone che c'era nella mia stessa sala. Quindi io urlerò sempre più forte che QUESTA E' ARTE! Difficilmente vedremo capolavori di questo genere a breve, perciò approfittatene. 

Dovrò rivalutare assolutamente il mio pronostico in vista della notte nel 22. Aiuto.

Valutazione:


domenica 8 febbraio 2015

Il film della domenica: Jupiter - Il destino dell'universo


Ormai lo sapete, apro sempre le mie recensioni con la prospettiva che avevo di un certo film, in bene o in male.
E' palese che, nel caso di questo film, già in partenza non ci fosse una particolare aspettativa. Il trailer è quello che è e gli attori sono quello che sono.
Partiamo però da una trama con parole mie.

Jupiter è una semplicissima ragazza, di origini russe e con una vita tutto meno che reale, che vive sul pianeta Terra (chiariamo). Per vivere, infatti, pulisce case, ma soprattutto bagni, di altre persone, sognando per sé una vita migliore e detestando quella che già possiede.
un bel giorno Caine, un licatante ex-militare, proveniente da un altro pianeta, raggiunge la Terra per trovarla e portarla in salvo.
Durante il loro straordinario viaggio, Jupiter apprenderà che il pianeta Terra è solo una pedina di un grande disegno e che lei possiede geni reali ed un'eredità che potrebbe cambiarle la vita.


La pellicola si spacca in due; all'inizio della visione si nota immediatamente un carattere davvero molto importante in, lasciatemelo dire, "filmetti" come questo.
Il più grande, e probabilmente l'unico, pregio che ha il film sono gli effetti speciali; ambientazioni già viste che ricordano molto un mix tra le città futuristiche di After Earth e Cloud Atlas, in certi casi anche lo sfarzo di Capitol City degli Hunger Games ma con un loro carattere. Per quanto riguarda Cloud Atlas, non è un caso in quanto i due registi sono gli stessi.
Per il resto, è davvero troppo vuoto, piatto e del tutto scontato. Fin dal principio si intuisce lo svolgimento della trama e, addirittura, la conclusione.
Un film d'azione degno del nome, come minimo, ha il potere di lasciarti col fiato sospeso, questo film, invece, non ti fa mai temere per nessun personaggio "amico", e non trasmette nessuna emozione al di fuori della domanda "ma 'sti due quando cavolo si baciano?".
E' un film che probabilmente emozionerebbe un ragazzino di 10 anni, niente di più. Addirittura, ci sono alcune sequenze di puro combattimento smoderatamente lunghe senza alcun senso, dove, per salvare la vita di questa povera ragazza, Caine distrugge mezza città senza farsi nemmeno un graffio.
Passando al cast, non c'è stata interpretazione particolarmente degna di nota, ovviamente, mi verrebbe  da dire. Come sanno tutti, Caine è interpretato da Channing Tatum, che in versione simil licantropo
alato è qualcosa che di sicuro le femminucce apprezzeranno. Mila Kunis è nei panni di "Sua Maestà" Jupiter, in un'interpretazione da Mila Kunis, niente di che. A mia insaputa, ho trovato anche Eddie Redmayne, che tutti conoscono per il ruolo da protagonista e la Nomination agli Oscar ne La Teoria del Tutto, con una buona interpretazione anche in questo film, devo dire, è un ragazzo talentuoso da tenere di sicuro d'occhio.
Infine, ho ritrovato piacevolmente anche una vecchia conoscenza di Cloud Atlas, Bae Doona, né una parte né un'attrice di risalto ma alla quale mi ero precedentemente affezionata.
La regia è stata molto attenta ai dettagli degli effetti speciali, come ho già detto, di sicuro uno dei punti più forti dei due fratelli registi Lana ed Andy Wachowski, ma sembra che trama e coinvolgimento emotivo li abbiano davvero dimenticati, non dico che in caso contrario sarebbe potuto diventare un capolavoro, ma almeno si sarebbe elevato dalla mediocrità nella quale fa fatica a galleggiare.
Lo consiglio a chi non ha niente di meglio da fare sul serio, ma, in casi come questo, si troverebbe di sicuro qualcosa di meglio con cui intrattenersi, a meno che non abbiate 10 anni, in quel caso vi potreste anche divertire.

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