martedì 28 aprile 2015

L'asilo dei papà


Due padri impiegati di un'agenzia pubblicitaria perdono il lavoro e, per questioni di necessità finanziarie, tolgono i loro due figli dalla prestigiosa scuola materna Chapman Academy. Trovandosi senza lavoro e con i figli a cui badare, organizzano un asilo casalingo. Le cose, con un po' di difficoltà, iniziano a migliorare, finché la proprietaria dell'asilo Chapman non inizia a mettergli il bastone tra le ruote.

Questo film fa parte dei tantissimi che vedevo da piccina, potete capire, avevo 9 anni quando è uscito xD L'ho rivisto poi gradualmente ogni tanto durante la mia crescita e lo sguardo con il quale lo guardavo rimaneva sempre lo stesso. E' una di quelle commedie molto semplici, senza pretese ma al contempo sempre piacevoli da guardare. Fa parte della commedia che pur non utilizzando linguaggi scurrili riesce a strapparti il sorriso. Il vero destinatario è poi il pubblico dei bambini, certamente, ma può intrattenere qualsiasi tipo di pubblico, proprio perché la sua chiave è la semplicità, che di questi tempi non è proprio all'ordine del giorno. Steve Carr è praticamente a casa sua dirigendo commedie, ed in questa, benché non si sia sbilanciato di un millimetro, è riuscito comunque a farsi apprezzare dal pubblico. Non un capolavoro imperdibile, sia chiaro, ma rimane sempre molto divertente come passatempo.


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Di tutto un po' #6 La storia dei miei due normalissimi trovatelli

"Di tutto un po'" è una rubrica varia. Ho deciso di scriverci tutto ciò che mi viene in mente, anche perché, come dice lo slogan, qui non si parla per forza solamente di cinema. Ce n'è un po' per tutti, insomma.
Questo post nasce dalla lettura di una delle rubriche dell'amico blogger Bradipo che scrive, a mio avviso, di tanto in tanto dei bellissimi post sulla sua vita in ambulatorio veterinario. Quindi mi è venuto in mente di parlarvi un po' della banalissima storia dei miei due fratelli pelosi, condividendo con voi il mio amore nei loro confronti.


Eccoli qui. I due gatti più sornioni e normali che potreste trovare per strada. Eppure loro per me sono molto più di questo. Partiamo dal principio. Si chiamano Gino e Ugo, rispettivamente da sinistra verso destra. La loro storia parte dall'ottobre del 2006, potevano avere già 6 mesi/un anno quando li trovammo. Ma sarebbe meglio dire che loro trovarono noi. 
Io ho sempre voluto un cane, come ogni bambino che si rispetti. Per motivi di spazio e di impegni il cane non è mai arrivato, e non pensavo proprio ad un gatto, in quanto mio padre pensava di loro che fossero opportunisti e meschini. 
Ebbene, nei dintorni di casa mia girava sempre una micetta grigia, piccola e graziosa, con gli occhi verdi smeraldo. Per un periodo poi scomparve, qualche mese dopo capimmo che aveva dato alla luce una cucciolata di 3 mici splendidi, di cui non riuscivamo a capire il sesso. Scoprimmo della cucciolata perché, in un bel giorno di sole, il micio che vedete a sinistra della foto, venne davanti alla nostra finestra a miagolare. Era piccino e magro, e piangeva. Così, mia madre, avendo solo dello spezzatino del giorno prima in casa, gli diede un po' di quello. Il micio lo mangiò e se ne andò. Si vede che aveva gradito la cucina di mia madre, perché il giorno dopo tornò, ma non solo, in compagnia di suo fratello, il micio sulla destra. Il terzo gattino si allontanò fin da subito e lo vediamo qualche volta nei dintorni ma ha scelto un' altra strada. Dopo averli sfamati entrambi con il resto dello spezzatino e del latte, chiesi ai miei di poterne tenere uno, al che, mio padre, incredibilmente, mi disse "o entrambi o nessuno!"...E c'è anche da chiedere?
Fine. Ce ne innamorammo in meno di 24 ore. Li abbiamo portati a fare il loro primo giretto dal veterinario, che ci disse che erano due bei maschietti, li abbiamo fatti sterilizzare e vaccinare, e un attimo dopo aver messo la zampa in casa, erano già parte della nostra famiglia.
Ed ora, le dovute presentazioni.

Gino. Tra i due senza dubbio quello più elegante e raffinato. Ha due occhi che non finiscono più e un pelo splendido. 7 chili, come suo fratello. Sono un po' cicciottelli per via della sterilizzazione ma c'è da mettere in conto che sono proprio di misura due gatti di grandezza media. 
Come ogni coppia di fratelli che si rispetti, anche se non si direbbe mai, loro hanno due caratteri completamente diversi. Gino, qui, a prima vista è tra i due il gatto più...gatto. Se c'è troppa gente in casa preferisce isolarsi, se non è lui a venirti a cercare non gli piace tanto essere importunato. Ma col tempo ha imparato ad amarci a suo modo e ci ha regalato tanto, inaspettato, amore. Nessuno dei due è un gatto aggressivo, nemmeno quando ci giochiamo gli viene in mente di graffiare, mai. In 10 anni non è mai successo che graffiassero qualcuno nemmeno per sbaglio o che rompessero/rovinassero qualcosa in casa. Cosa che se la racconti ad altri possessori di gatti, non ci credono.
Gino, dicevo, ha imparato ad amare. Il suo cuoricino batte soprattutto per mia madre e per il mio ragazzo. Normale, perché lui lo vede solo una volta alla settimana, mentre con me tutti i santi giorni. Vabbè, come dargli torto...ha buon gusto almeno. Da me si fa fare le coccole soprattutto la mattina, o comunque negli orari di pasto. Gino è inquietante perché ti osserva, ogni volta con uno sguardo diverso, anche quando non te ne accorgi, lui è da qualche parte che ti osserva. Puntualmente, la mattina, mi sveglio, ancora assonnata mi dirigo verso la cucina per fare colazione e non è che mi metta ad osservare in giro, mi preparo da mangiare e mi siedo. La scena è inquietante perché alla sinistra della mia sedia ce n'è un'altra sempre vuota e spostata all'indietro. Mentre mangio, ad un certo punto, sento una presenza alla mia sinistra, un respiro misto a fusa, mi giro e lo spettacolo che mi trovo davanti è lo stesso che potete vedere nella foto qui a fianco. Capite che quando uno è ancora un po' stordito dal sonno, è tranquillo a fare colazione e improvvisamente si trova questo muso di fianco...è da provare, vi dico xD
Lo chiamiamo lo sguardo da mafioso. Lui sta lì a fissarti, se sposti la mano verso la tazza o per prendere un biscotto lui guarda la mano, ma non è per fame, come potrebbe pensare chiunque, nono, osserva solamente. 


E poi c'è Ugo. Potete immaginare che se l'altro, dei due, è quello più serioso e composto, lui è lo scapestrato del gruppo. Ugo, potrete non crederci, ma ha il libretto sanitario più scritto di tutta la storia dei gatti. Ne ha viste di tutti i colori; arriva spesso a casa con dei graffi sparsi, una volta un brutto ascesso e un'altra ancora, non sappiamo come sia successo, con la coda spezzata, tant'è che il veterinario ha dovuto amputargliela. Tutto questo perché lui non ha paura di niente e nessuno ed è curiosissimo, molto spesso entra in casa dei vicini se trova la porta aperta per cercare qualcuno che gli faccia le coccole. E' il Re della disinibizione, lui a chiunque entri in casa o incontri fuori fa le feste come se fosse un cane. Ti si butta contro, ti fa sentire i denti strusciandosi, miagola tanto da sembrare che stia urlando. Qualsiasi cosa tu gli faccia, annodarlo, farlo girare per terra, lui non dice assolutamente niente, ti guarda e sorride. Perché, vi giuro, che sorride veramente! Per non parlare dei suoi attacchi di panico. Penso di avere l'unico gatto al mondo che, quando si rende conto di essere in una stanza da solo e al buio, inizia a piangere urlando, cerca la prima coperta/maglia (ovviamente mia e pulita) la morde per non sentirsi solo e si calma solamente se vai da lui e lo accarezzi. 
Cose strane, eh?

Che dire, li amiamo per quello che sono e per l'amore che a loro volta ci regalano. Non è vero che i gatti sono opportunisti, basta conoscerli e sapere come prenderli ma soprattutto fargli capire che di te si possono fidare, e capirete che anche i gatti vi possono regalare molto.


lunedì 27 aprile 2015

Il film della domenica: Avengers: Age of... Avete un po' rotto l'anima


Dopo una breve intro super celebrativa dei componenti del mitico battaglione dei vendicatori, li ritroviamo a battersi molto rapidamente con l'ultimo nucleo Hydra, che non sembra proprio essere un problema. Una volta battuto, ed aver festeggiato con un po' di "bisboccia sotto la doccia", a Tony viene la brillante idea di coinvolgere Bruce nella creazione di una macchina che protegga il pianeta ed i suoi abitanti, come se non bastasse, lasciando all'oscuro gli altri componenti. Ma il loro piano va storto e l'intelligenza artificiale da loro creata prende il controllo pianificando una sua versione personalissima del salvataggio del pianeta; l'estinzione del genere umano.


Dalla sua uscita di mercoledì ad oggi (quella stessa domenica) mi sembra essere passata un'eternità. Tutti quanti a commentare questo maledetto film e io a scalpitare dalla curiosità fino al momento X. 
Lo dico apertamente; io sono una di quelle persone che quando si parla di cinema è disposta a guardare un po' di tutto. Ci sono cose, come tutti, che proprio non sopporto, ma sono davvero pochissime. Giuro. Tra quelle che guardo e che adoro guardare ci sono due grandi, e molto approssimativi, generi in cui suddividere i film: quelli impegnativi e quelli meno impegnativi. Ci sono momenti in cui prediligo un film più riflessivo, ricercato, se vogliamo, difficile, e poi ci sono quei momenti di pieno scazzo in cui hai proprio voglia solamente di divertirti ed intrattenerti. Disney, e con lei la Marvel e subito in coda DreamWorks, sono proprio quei campanelli che mi dicono "perfetto, è arrivato il momento dello scazzo che tanto ami!". I film che Marvel sta partorendo da un po' di anni a questa parte non sono da criticare con occhio serio, ma tenendo sempre presente che si sta parlando di cinecomic. C'è chi li ama, chi li guarda indifferente e poi chi li odia per più motivi, tutti giustificabili. 
Marvel è un po' come aspettare che in casa non ci sia nessuno per andare in giro in mutande! In un mare di variegato cinema in cui ce n'è per tutti i gusti, Marvel ci sta, come si dice.


Marvel ci sta, dicevo. Si. Diciamo che dal primo Iron Man del 2008 ad oggi, di film sui vendicatori presi singolarmente ne sono usciti un po'. Iron Man, sarà che comunque è proprio figo, sarà che avevo anche 14 anni, ha avuto un suo fascino, quella strizzata d'occhietto che ha esaltato per bene il pubblico. Era praticamente una ventata d'aria fresca. Da quel giorno ad oggi, sono cambiate un paio di cose e poi, bisogna ricordare che difficilmente i sequel sono migliori del primo, come sempre.
Però, nonostante tutto questo, è riuscito a deludermi. Gli effetti speciali rimangono il fattore più affascinante della pellicola e con loro anche le interazioni tra i personaggi e le battute correlate. Bello lo sviluppo del personaggio di Hulk e ho ADORATO (lo so, sono una romanticona) il risvolto amoroso a cui proprio non avrei pensato. Ma finisce qui. Perché a dirla tutta questo super robot con manie di grandezza non mi ha convinta nemmeno un po', il suo piano ancora di meno e mi dispiace proprio tanto dire che la storia che gira intorno a questi film sono sempre le stesse, di una scontentezza disarmante. Sta un po' stretto anche lo zoom sulla vita privata di Occhio di falco, di cui potevamo tranquillamente fare a meno. Di sicuro non si va al cinema a guardare questo genere di film se speri di scoprire qualcosa di nuovo, però io mi aspettavo di più in generale.
E poi c'è una cosa che mi ha dato tremendamente fastidio: probabilmente sono puntigliosa io perché molti altri se ne sono fregati di questo (e hanno fatto bene) ma, è possibile che in X-Men - Giorni di un futuro passato Quicksilver abbia il volto strasimpatico di Evan Peters (che il pubblico ha adorato) e invece in questo film quello anonimo di Aaron Taylor-Johnson? Sarà una sottigliezza, ma queste discontinuità mi fanno inalberare!
In sintesi: deludente. Fa sempre bene agli occhi un film pieno di cazzotti come questo, ma finisce per essere sempre la stessa storia. I Guardiani della Galassia a parte, Marvel sembra che stia davvero invecchiando e, ahimè, perde colpi.

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sabato 25 aprile 2015

Nemico pubblico


La storia vera di John Dillinger, rapinatore di banche dell'America negli anni della depressione economica, divenuto poi un eroe popolare agli occhi dei cittadini. Non c'era modo di fermarlo; in qualsiasi prigione venisse rinchiuso, quando lo riuscivano a fermare, lui riusciva a trovare il modo per uscirne e questo attirò molto l'attenzione dei cittadini. Il suo periodo d'oro non sembra durare molto però; non troppo tardi, l'organizzazione che oggi porta il nome di FBI, mise sulle sue tracce Melvin Purvis. Nasce quindi una lotta tra ordine ed anarchia.

I gangster movie non è che li sopporti più di tanto. Non ci ho mai trovato quella scintilla di novità che ritrovo in tanti altri generi. L'unico che mi sia piaciuto, e sembra che secondo molte persone rientri in questa categoria, è Pulp Fiction, ma per me non è paragonabile alla brodaglia che gira in questo genere. Pulp Fiction è un genere unico e a parte. 
Facendo due conti; ad una persona che adora Pulp Fiction, può piacere, secondo voi, un film come Nemico pubblico?
Analizziamolo un secondo. Questa pellicola ha sia lati positivi che negativi. Intanto, ha una buona fotografia, la ricostruzione dell'America degli anni '30 è riuscita benone, e se vogliamo ha anche un buon cast, era un periodo in cui Johnny Depp avrebbe iniziato da lì a poco il suo periodo di sputtanamento, nel 2009 era ancora tutto sommato in salvo. Christian Bale dove lo metti, sta. Perciò i problemi non sono questi. 


I problemi iniziano dopo solamente 10/15 minuti dall'inizio quando ti rendi conto che non si sta andando avanti! La narrazione è qualcosa di gelido, lento, lentissimo. Il regista, Michael Mann, ha il suo periodo più attivo negli anni '90 e la cosa non mi stupisce perché la regia che sfoggia in questa pellicola è una regia passata, non ha niente di nuovo. Il suo ultimo lavoro è il recentissimo Blackhat, e voci di corridoio dicono che non sia proprio il massimo. 
E' il classico caso in cui il regista deve dei ringraziamenti al cast e allo scenografo, perché senza di loro non so proprio cosa ne sarebbe venuto fuori.
Non tutti hanno il genio (spesso incompreso) di Tarantino, vero, ma qui non si respira nemmeno lontanamente l'atmosfera di un film d'azione.

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venerdì 24 aprile 2015

Il treno per il Darjeeling - Per la serie "Le 50 sfumature di Anderson"


Sto andando a casissimo in questo cammino di scoperta di Wes. Sarei dovuta partire dal più recente (come ho proprio fatto) e percorrerlo andando all'indietro ma mi sono lasciata trascinare dal vizio di sceglierne uno per uno a seconda del titolo che in quel momento mi ispirava di più. Così, arrivati a questo punto, me ne rimangono solo altri tre (questo escluso) per finire questo cammino. E sinceramente mi dispiace, perché ogni volta che guardo un suo film mi sembra di salire su una nuvoletta tutta mia.

Un anno dopo la morte del padre, i tre fratelli Whitman, dopo aver abbandonato all'istante le loro vite, si ritrovano sul treno che li porterà attraverso l'India in un viaggio alla ricerca del loro rapporto, ormai sotterrato dagli anni di lontananza e di silenzio. Francis, il maggiore, è colui che ha organizzato il viaggio praticamente ad insaputa dei fratelli, e che ha in mente un preciso obbiettivo che però terrà nascosto ai suoi compagni di viaggio per quasi tutta la sua durata.


Il film è del 2007, e fu presentato alla Mostra del cinema di Venezia, durante la quale aveva riscontrato pareri molto contrastanti, ma d'altronde, qui si parla di Anderson, è difficile che un suo film metta tutti d'amore e d'accordo. Mi ha ricordato moltissimo i libri degli scrittori giapponesi; non so se ne avete mai letto uno, ma i giapponesi hanno la tendenza di basare i propri libri su una vicenda non troppo chiara, nelle loro storie non c'è mai quel colpo di scena che ci si aspetta dai nostri romanzi (e se c'è lo raccontano come se fosse una cosa da niente), ma, al contrario, si sofferma sugli stati d'animo, sui pensieri e sui cambiamenti repentini di personalità dei personaggi, senza un vero e proprio svolgimento drastico della trama, facendo risultare il tutto ancora più intrigante perché non capisci dove vuole andare a parare. Quella stessa genialità un po' ovattata la ritrovo spesso nei film di Anderson, ma questa pellicola mi lo ha ricordato ancora di più. 
Spesso, nelle famiglie composte da più fratelli, la vita tende a dividere le persone, e ci si ritrova dopo anni, magari ad un funerale o ad un pranzo di famiglia di quelli divertentissimi, a non avere argomenti, a dover avere a che fare con una freddezza unica di momenti di questo genere. Quei classici pranzi che non vedi l'ora che finiscano; ecco, l'atmosfera che si respira nei primi 20 minuti del film (che poi ne dura solo 91) è proprio questa. Appena uno dei tre si alza dal tavolo, gli altri due spettegolano sul suo comportamento e vice versa, con una freddezza al limite del comico.
Però, come in ogni stragi-commedia che si rispetti, questo viaggio interminabile sul treno più sgangherato e pittoresco dell'India, finisce per riavvicinare i loro animi e riscoprire quel sentimento che li legava l'uno all'altro molti anni prima.
La cosa che più ho apprezzato sono i discorsi fatti attraverso lo sguardo, lo scambio di sentimenti che Anderson riesce a trasmettere solo con la recitazione dei 3 o 4 (soliti) attori.
Non finirò mai di ringraziarlo per ciò che sta regalando negli anni al cinema, spesso e volentieri troppo spento e scontato.

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mercoledì 22 aprile 2015

Anteprima: Child 44


Uscita in Italia: 30 aprile

Tratto dal bestseller di Tom Rob Smith che ha venduto 2 milioni di copie in 40 paesi.
E' Thriller a sfondo politico incentrato sulla ricerca della misteriosa figura di Andrei Chikatilo, un serial killer nella Russia del 1953, passato alla storia come "il macellaio" per il massacro di 52 donne e bambini, anche se in realtà è vissuto molti anni prima di quelli in cui è stato ambientato, ma lo scrittore, nel romanzo, lo ha voluto collocare per scelta propria in quel lasso temporale. Parallelamente, racconta la crisi di coscienza di un agente segreto della polizia sovietica, Leo Demidov, che si ritrova a perdere prestigio, potere e la propria casa quando rifiuta di denunciare la propria moglie, Raisa.
Maggiori informazioni e curiosità qui.


Il privilegio di vedere questa pellicola, in anteprima è qualcosa di magnifico; in una sala cinematografica, il film in lingua originale, sono le condizioni migliori per assaporare un film, andrebbero viste tutte in questo modo le pellicole straniere. E, purtroppo, in Italia, questo binomio di cinema +  lingua originale non è facile da trovare, ahimè. Il doppiaggio è un lavoro stupendo, utile per chi non conosce le lingue, ma guardando un film straniero doppiato non si capirà mai quanto davvero gli interpreti abbiano lavorato bene. Questo discorso lo si può affrontare per quanto riguarda film in cui è logico affrontare un discorso simile; è ovvio che, parlando di una commediola, per i discorsi affrontati ci si può benissimo affidare al doppiaggio, ma in film in cui si richiede una certa interpretazione, per di più se ci troviamo in un periodo storico ben preciso, allora la visione in lingua originale è praticamente dovuta. 
In questo caso parliamo infatti di interpretazioni molto buone. Tom Hardy, protagonista, aveva davanti a sé un personaggio molto complesso da realizzare. Lui, inglesissimo, ha sfoggiato un accento russo tanto bene da rendere difficile a volte la comprensione, ed era esattamente ciò che mi aspettavo da lui, viste interpretazioni precedenti molto valide come in Locke e Warrior. Tom ha dimostrato tutto ciò che aveva precedentemente promesso, creando un personaggio di sicuro molto nel suo stile, ma complesso e delineato come da aspettativa. 


Noomi Rapace è stata una riscoperta. Ha appena lavorato sempre insieme a Tom in The Drop, ma precedentemente l'ho vista solo in Uomini che odiano le donne e nel secondo capitolo di Sherlock Holmes, senza aver mai scorto un chissà quale talento. In questo film mi ha riconquistata, nei panni della moglie Raisa del protagonista, fa da spalla a Tom con successo.
Gary Oldman, che si allea con Leo e Raisa, rimane Gary Oldman. E' sempre un piacere vederlo ma la sua interpretazione non è niente di pazzesco. D'altronde il suo non è nemmeno un personaggio sul quale ci si può lavorare troppo. 
Dovendo essere però pignoli fino in fondo, c'è da dire che, essendo ambientato nella Russia staliniana, il fatto che sia rappresentato in inglese stona un po'. So bene che la produzione è rigorosamente americana, e quindi cheglienefrega, ma, per voler essere proprio precisi, fosse stato girato in russo sarebbe stato ancora più credibile. 
La pellicola dura 2 ore e un quarto. Ed è qua che c'è l'intoppo più grande. Forse l'unico intoppo del film. E' troppo lungo, perché la trama, pur trattando di potere, amore, tradimento ed una buona dose di omicidi, la si poteva tranquillamente sviluppare in meno tempo così che quella spiacevole sensazione di lentezza/pesantezza non si dovesse avvertire. Invece c'è, e stona con l'andamento di alcune sequenze belle movimentate. Con qualche accorgimento su questo versante sarebbe potuto essere un film molto valido. 


Le ambientazioni sono spesso e volentieri lugubri e perfette per rappresentare il disagio di Mosca nel periodo di Stalin e la disgrazia della vita di alcune piccole città fuori Mosca. 
Tom Hardy, nell'interpretazione di Leo, svolge il ruolo di un nuovo tipo di eroe, se vogliamo un po' dark, un giustiziere senza maschera che cerca vendetta per un suo caro amico distrutto dalla perdita del figlio. Leo deve infatti scontrarsi con il proprio destino, con MGB, per tenere alti i suoi ideali, per proteggere la propria moglie e portare giustizia in un periodo storico durissimo. 
Nel complesso, è un film che, un po' per le tematiche un po' per l'errore di produrlo in più di due ore, risulterà a molti un po' pesantino. Dall'altro lato però abbiamo un cast più che soddisfacente ed una trama incalzante.

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lunedì 20 aprile 2015

Le pagine della nostra vita


Adattamento del 2004 del romanzo del re del romanticismo Nicholas Sparks. 
Noah ed Allie sono giovani ed iniziano una storia d'amore che condizionerà la loro intera vita, destinata però ad affrontare mille ostacoli.

Non me ne intendo troppo di film di genere romantico. Non perchè non mi interessino ma piuttosto perchè non mi è capitato di vederne moltissimi. Non li cerco nemmeno, è vero anche questo. Preferisco qualcosa con più pathos. Ma, comunque sia, se sono belli li guardo volentieri.
Una sera, parlando con una mia amica di film e di Ryan Gosling, mi chiese se avessi visto questo. Io le risposi di no ma che lo conoscevo per fama, al che lei, quasi come avesse visto un fantasma, si chiese come fosse possibile e mi disse che avrei dovuto vederlo perchè è un classico nel suo genere.
Come potevo quindi non guardarlo? Devo ammettere che la presenza di Ryan mi ha dato un motivo in più per guardarlo, non lo nego. 


Questo è proprio uno di quei film che, anche senza saperlo, capisci che passeranno alla storia come cult, questo perchè hanno tutte le caratteristiche per esserlo. Il loro amore è intanto incondizionato ed in secondo luogo ostacolato. Il pubblico ama gli amori ostacolati. E in più questo sa di fresco, sa di un amore adulto, con responsabilità e promesse, qualcosa di concreto, in pratica. 
A differenza di altri film del suo genere, questo perlomeno non annoia, cercando sempre di tenerti dalla parte dei due innamorati. Detto proprio sinceramente, anche se la cosa mi ha commossa, penso sia stata parecchio scontata e di troppo la cornice dei due protagonisti da anziani; mi è sembrato un modo come un altro per arricchire una trama che di suo non offre moltissimo, ma questo è un problema che riguarda Sparks, perchè Cassavetes, che nella sua carriera da regista ha sperimentato più o meno tutti i generi, lo ha rappresentato nel meglio delle sue possibilità, creando, appunto, un film intramontabile.
Parlando invece di Ryan sono dell'idea che sia più a suo agio nei ruoli misteriosi e in tutt'altri generi, per quanto alla fin fine si faccia comunque adorare, ma io credo proprio di essere di parte.
La McAdams l'ho vista recitare solamente in altre due occasioni, ovvero Sherlock Holmes e La memoria del cuore e la trovo più azzeccata per il genere romantico, ma semplicemente perchè ha il viso più prestato e sembra che le riesca natrale.
Concludendo, nonostante la scontatezza è comunque piacevole compreso dei suoi sguardi languidi, paesaggi romantici e baci strappalacrime, d'altronde, che romantico sarebbe senza?

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domenica 19 aprile 2015

Third Person


Parigi, Michael è uno scrittore con un blocco creativo ed una difficile relazione extra-coniugale con Anna. Roma, Scott incontra Monika, una ragazza rom di cui si invaghisce e decide di voler aiutare a tutti i costi. Infine, a New York, Jiulia lotta con unghie e denti per riprendersi la custodia del figlio.
Queste tre storie percorrono lo stesso percorso su binari paralleli, trovando o meno un lieto fine. Come nella vita reale.

"Shit happens". Lo diceva persino Forrest Gump. 
Un film del 2013 del celebre Paul Haggis che, inspiegabilmente, sembra aver trovato un ostacolo nella sua carriera. Vincitore di 3 premi Oscar per Crash - Contatto Fisico, deve di sicuro attraversare un periodo no per produrre una cagata del genere.
Non ci sono parti del film particolarmente brutte o ma realizzate, il problema più grosso è che è proprio vuoto in generale. Molte delle azioni dei protagonisti rimarranno a noi ignote ti lascia alla fine della pellicola con la vuotezza assoluta. Sembra che tu non abbia capito qualcosa ma in realtà c'è ben poco da capire. Non si tratta affatto di vite straordinarie dall'incredibile successo, ma semplicemente di una parte della vita normalissima di tre comuni mortali (anche un po' incasinati).


Probabilmente questo è uno degli intenti del regista. Ormai siamo abituati a vedere storie di grandi eroi (con superpoteri o senza) in grado di vivere al massimo, mentre qua i personaggi soffrono per tutta la durata del film e vivono un'esistenza abbastana deprimente. Perciò, un po' come durante la visione di Boyhood, ci si chiede se alla fine succederà qualcosa da sconvolgere il ritmo lento del film e quindi fargli acquistare un significato più marcato che invece non arriva mai. Adesso vanno tanto di moda questi film "profondi" e sopra le righe che cercano di fare un po' gli alternativi della situazione. In certe occasioni la cosa funziona, in altre, come in questo caso, nemmeno un po'. 
E forse proprio perchè Paul si è reso conto del fatto che fosse un po' vuotino, ha deciso di contro bilanciare il fatto con un cast ricco di tanti nomi più un'insignificante interpretazione (se così la si può chiamare) di Scamarcio, che si poteva proprio evitare.
Poco altro da dire. E' un film vuoto che lascia proprio poco allo spettatore. Inoltre è pure lento, l'unica cosa che ho potuto apprezzare è stato Adrien Brody, che ovunque lo metti sta e continua a piacermi.

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giovedì 16 aprile 2015

Into The Woods


Tutto parte da una disperata coppia di panettieri, i quali sono alla ricerca disperata di un figlio. A mettere in chiaro le cose è una poco rassicurante strega che spiega loro come spezzare l'incantesimo che impedisce alla coppia di riuscire ad avere figli. Così facendo, la coppia si avventura nel bosco e da qua parte un mix di fiabe tra qui Cappuccetto Rosso, Jack ed il fagiolo magico, Raperonzolo e Cenerentola, tutto in chiave rigorosamente musical. 

Anche troppo oserei dire. Ma iniziamo dal principio.
La Disney ha ormai espresso più volte l'intento di voler produrre i remake live-action della maggior parte dei suoi stessi classici, Cenerentola è palesemente uno di loro e le riprese di La Bella e la Bestia stanno per iniziare. Ma se dovessi giudicare o fare un pronostico guardando agli ultimi lavori della Disney, non vedo un gran lieto fine per questa storia.
Tralasciando l'animazione, che sembra continuare ad andare spedita, ha messo mano a progetti come The Lone Ranger, Maleficent e Cenerentola, che sono a dir poco al limite della decenza se paragonati a lavori precedenti. Credevo sinceramente che con questo si sarebbe potuta risollevare, perché l'idea era molto buona, ma mi sbagliavo alla grande!


Inizi a guardare un musical sempre con un po' di inquietudine, perché non sai mai se farà al caso tuo, dato che il musical non è genere da tutti. Poi però guardi il cast, vedi la minestra riscaldata della Meryl Streep, vedi Emily Blunt, Anna Kendrick e Johnny Depp, in più sai già che è della Disney e quindi ti fai forza, ti auto convinci che non potrà essere davvero così orrendo come tutto il resto del mondo dice. No? 
Devo ammettere che la prima scena, la così detta "apertura", non è male; questo tripudio di voci che finiscono per cantare assieme ripetendo un migliaio di volte lo stesso concetto, in fondo non è male. Mi sembra ancora di sentirla nella mia testa..."I wish...". Ma poi arrivano i primi segnali di allarme: prima di tutto ti chiedi quando cavolo ha intenzione di finire questa benedetta canzone d'apertura, e poi alla frase "Oh! E' la strega della porta accanto!" ti cadono le braccia! Inizi a capire che forse forse aveva ragione tutto il resto del mondo, ma comunque sia ti fai forza e vai avanti, fino ad arrivare alla tanto desiderata fine.
Non mi metto a spolverare troppo perché moltissime persone non lo hanno ancora visto (e farebbero meglio a non vederlo proprio) così mi limito a dire che 2 ore sono veramente un'eternità, nemmeno le lezioni all'università scorrono così lentamente. Le canzoni, oltre a far venire l'orticaria per l'esagerata quantità, mi sono sembrate incredibilmente uguali a quelle del caro vecchio Sweeney Todd, e, infatti, mi risulta che il compositore sia il medesimo e che probabilmente, a distanza di anni, la sua ispirazione si sia inchiodata di brutto. Ma, perlomeno, Johnny non ha dovuto fare troppa fatica per adattarsi al suo personaggio. E' vero, a me Sweeney Todd piace molto e ricordo le sue canzoni a memoria, ma non risultava così melenso e patetico ai tempi! 
Mi spiace dirlo, perché per molti sarà un duro colpo, ma la minestra riscaldata della Streep è proprio l'unico spiraglio di luce in questo bosco tetro. L'idea di mescolare le fiabe più conosciute non era male per niente, peccato che siano riusciti a rovinare tutto; una cappuccetto rosso che ha un palese problema con il cibo, Cenerentola che non è in grado di prendere una decisione che sia una e i due principi più imbecilli che abbia mai visto! Io direi che può bastare.

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martedì 14 aprile 2015

Di tutto un po' #5 Child 44


Data: 30 aprile
Regista: Daniel Espinosa
Genere: Thriller

Attesissimo adattamento della trilogia best-seller di Tom Rob Smith ispirato da una storia vera.
Tom Hardy, protagonista della pellicola ambientata nella Russia Sovietica del 1953, interpreta Leo Demidov, una delle migliori menti dei servizi sovietici, un eroe di patria, alla ricerca di un serial killer di bambini. L'ostruzionismo del regime però non renderà semplici le sue indagini, rifiutando l'esistenza di un assassino seriale sul territorio comunista risanato da ogni male ed ogni crudeltà capitalista. Demidov, accusato del tradimento del collega rivale Vasili, dopo aver rifiutato di denunciare la moglie Raisa, perderà il suo ruolo, il suo potere e la sua casa. 
Leo e Raisa non si danno per vinti, nonostante le pressioni del regime, con l'aiuto del Generale Mikhail Nesterov, continueranno le ricerche per scovare l'assassino.

Le vicende raccontate sono ispirate alla storia vera di Andrej Romanovic Cikatilo, uno dei più efferati e prolifici serial killer della storia, conosciuto come il Mostro di Rostov.
Cikatilo nacque nel villaggio di Jablocnoe nel 1936. La sua infanzia fu particolarmente traumatica: l'URSS sarebbe entrata a breve in guerra con la Germania ed i piani sulla collettivizzazione agricola di Stalin avevano causato devastanti carestie. Cikatilo venne a sapere, tempo dopo, di aver un fratello più piccolo di lui che venne rapito e cannibalizzato dai vicini affamati. Sebbene non ci siano conferme circa la veridicità di questo episodio, è storicamente accertato che si siano effettivamente verificati episodi di cannibalismo nel periodo Stalinista in Russia ed Ucraina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Cikatilo fu testimone dei devastanti effetti dei bombardamenti tedeschi. In questi anni la sua mente fu pervasa da fantasie nelle quali portava ostaggi tedeschi nei boschi e procedeva alle sue esecuzioni: queste fantasie ebbero nesso con i suoi omicidi successivi.

Tra i fan dello scrittore Smith c'è anche il regista Premio Oscar Ridley Scott. Entusiasta della profondità dei personaggi e dell'ampio respiro delle vicende raccontate in Bambino 44, Scott, nove anni fa, volle incontrare lo scrittore nel suo quartier generale londinese. Inizialmente Scott aveva intenzione di dirigere Child 44, poi, nel 2010, vide il film del regista vedere Daniel Espinosa, Snobba Cash, la pellicola che detiene il record assoluto di incassi nella storia della Svezia. Snobba Cash mostrava la capacità di Espinosa di dirigere scene d'azione ricche di inventiva e, per questo motivo, Scott ha preferito lasciare il posto ad Espinosa.
Dopo essere stato scelto come regista del film, Espinosa reclutò Richard Price, sceneggiatore candidato agli Oscar. Anche se la storia è ambientata in un periodo storico e in ambienti ben delineati, si tratta di un racconto dal valore universale sul modo in cui lo Stato totalitario può minare lo spirito umano.

Cast:


Tom Hardy - Gary Oldman - Noomi Rapace - Joel Kinnaman - Vincent Cassel


Liebster Award - W i novellini!

Sono in pista solamente da novembre e già mi sono cuccata 3 bellissimi Boomstick Awards ed una nomina per questo Liebster Award da una blogger con cui ho fatto la reciproca conoscenza da pochissimo, e sto parlando di Sam del blog Come nei film, anche questo nato da pochino come me e già dimostra un grande spirito d'iniziativa!
Anche io, come l'amica Sam, non amo le catene, ma quando si tratta di dare spazio ai blog piccini come il mio non ci si può tirare indietro.
Perciò ringrazio tanto Sam e continuo con la mia nomina.


Per partecipare bisogna seguire le seguenti regole:

  • Ringraziare il blog che ti    ha nominato aggiungendo un collegamento al suo blog
  • Rispondere alle domande che ti    sono state poste
  • Nominare altri 10 blogger aggiungendo i collegamenti ai blog
  • Scrivere altri 10 quesiti per i nuovi nominati
  • Informare i nominati della partecipazione


Trovo anche io che 10 sia un po' eccessivo, soprattutto per la nomina dei blog, ma cercherò di fare del mio meglio xD

Le mie risposte:

- Alle domande di Sam:

1. C'è un personaggio dei film per cui stravedi e perché ti piace?
Mi trovo sempre molto in difficoltà quando mi fanno domande di questo genere, esattamente quando mi chiedono qual'è il mio film preferito, perché trovo riduttivo poterne scegliere solo uno.
Di personaggi che mi piacciono ce ne sono molti e di tutti i generi; adoro Bilbo Beggins interpretato da Martin Freeman, adoro Sherlock della serie interpretato da Benedict Cumberbatch, adoro il Dr. Schultz di Waltz, Donnie (ovviamente Darko) e  Luke di Come un tuono, ne avrò dimenticati moltissimi, ma fino ad ora non ho ancora trovato quel personaggio che si eleva da tutti questi.

2.  Un genere che ti intrattiene, un genere che non ha alcuna affinità con te e un genere che ti fa sognare.
Mi intrattiene di sicuro il thriller ma sono una persona molto aperta quindi se un film è coinvolgente può essere di qualsiasi genere, a parte la commedia italiana che sopporto proprio poco o i film romantici quando non hanno un minimo di personalità. Il genere che mi fa sognare...bè c'è tutto il mondo Disney (un genere a sé) che mi fa sognare da quando sono piccola insieme all'"amico" Dreamworks, anche a 60 anni non mi stancherò mai di vedere i classici. Mi piacciono molto i film drammatici ma non fanno esattamente sognare, ecco.

3.  Infine, cosa c'è di bello nell'avere un blog?
Io ho aperto il mio principalmente perché penso che la passione per il cinema sia una cosa stupenda e che il miglior modo per trasmetterla al prossimo fosse scrivendo su un blog, in modo tale da scambiare anche pareri con gli amici blogger. E' un modo come un altro per rimanere il più lungo possibile in un mondo che noi amiamo.

- Alle domande di Jean:

1. Sei stata nominata da un individuo simile. La cosa non ti fa vergognare almeno un poco?
 Ma scherzi? Tu? Jean? E' un onore se non un privilegio!! xD

2. Ok, hai un blog, il che vuol dire che la tua vita non deve essere proprio il massimo. Dicci qual'è stato l'evento che ha fatto traboccare la goccia dal proverbiale vaso e ti ha spinto ad aprirlo. Il blog, intendo.
Bè, sia per una questione di condivisione con terzi e sia per un'eventuale sbocco lavorativo. Chissà...

3. La confessione cinefila più imbarazzante che tu possa fare. E bada che te lo chiede uno a cui piacciono i film di Snyder, ergo...
Perfetto, allora ti dirò che non ho mai visto 300. Ma se è per quello nemmeno Titanic. Questi film che "almeno una volta nella vita tutti devono vedere" non mi attirano per niente.

4. Un qualcosa su cui non sai essere obbiettiva.
Non riesco a dare un parere oggettivo sui film italiani (commedie) e francesi. Per la maggior parte delle volte parto col presupposto che facciano schifo. Lo so.

5. Qualcosa che inizialmente conoscevi solo tu e che poi, porcaccia l'oca, è diventato mainstream.
Mmmmh, direi che sono arrivata dopo per qualsiasi cosa xD Non sono al corrente di aver fatto scoperte incredibili. Forse forse The Walking Dead. Inizialmente non la guardavano in molti tra le persone che frequento.

6. Un qualcosa che è andato pesantemente di moda e che, stranamente, è piaciuto pure a te.
Senza dubbio Twilight. Me ne prendo tutte le colpe ma non posso farci niente xD

7. Il titolo di un libro scoperto per caso che, inaspettatamente, ti è piaciuto moltissimo.
Un'autore va bene uguale? Banana Yoshimoto.

8. Lo spoiler più grande che vi hanno fatto o che avete fatto (poco importa se involontariamente o sovrappensiero).
Che Harry Potter alla fine morisse ma non morisse per davvero. Ai tempi ci contavo ancora.

9. Un autore che veramente, ma sul serio, ma per davvero, non riuscire a sopportare.
Paolo Ruffini. Ma mi chiedo perchè si è messo a fare il "regista". Ma anche Silvio Muccino. Di registi italiani che sopporto ce ne sono pochi, tra questi c'è però Pieraccioni che adoro.

10. Per il resto, invece, avete passato una bella giornata?
Stupenda, grazie ^^ una splendida giornata sul lago di Como.

E arriviamo al terzo premio nonché sesto premio dal momento della nascita del blog *.*
Non posso essere più felice, grazie!

- Alle domande del Karda:

1. Quando ti sei davvero sentita orgogliosa del tuo blog?
Sinceramente, sembra stupido ma fin dal primo momento in cui qualcuno ha iniziato a leggermi ed no iniziato ad essere utile per qualcuno nella banalissima scelta del film domenicale.

2. Il film che a te è piaciuto proprio tanto e che tutti invece definiscono universalmente "una merda"
La stragrande maggioranza delle persone che conosco e che lo hanno visto hanno disprezzato Grand Budapest Hotel, ma, esattamente come nel caso di Tarantino, a me i suoi film piacciono tutti, a quanto pare.

3. Il film che definisci "una merda" e che invece è piaciuto a tutti
Parlando di cose recenti, non mi è piaciuto American Sniper. Tutti sono impazziti mentre io l'ho trovato proprio un po' banale e scontato.

4. La cosa che ti fa più imbestialire quando vai a vedere un film al cinema
Ci sono a parimerito i bimbiminchia se stanno in fondo alla sala e che hanno scambiato la sala cinematografica per un bar in cui urlare e, sempre i bimbiminkia, affetti da un tick alla gamba destra che li obbliga a tirarti calci al mio sedile per tutta la durata del film. Ma in entrambi i casi non durano a lungo, li mando a cagare prima facendoli saltare dalla sedia.

5. Le recensioni le scrivi di getto o hai una scaletta che segui rigorosamente?
Sto ancora cercando il mio stile di scrittura definitivo, ma per il momento l'unica scaletta che ho è quella in cui mi appunto i film che guardo e che devo recensire.

6. Il film che hai più paura di recensire
I cult, tutti nessuno escluso, perché ci sono moltissime interpretazioni sempre e comunque. Per non parlare dei milioni di diversi pareri in giro per il mondo.

7. Il film che hai recensito e che, sostanzialmente, non ci hai capito una mazza
Bella domanda...mmmh direi Vizio di Forma, e questo ha portato ad abbassare la valutazione.

8. Il film che "lo devo vedere da una cifra, ce l'ho lì, in DVD, che mi aspetta, ma non trovo mai il tempo di vederlo"
Mud, non so perch ma continuo a rimandare xD

9. il film che avresti voluto vedere al cinema, se solo fossi nata vent'anni prima
Ah una valanga! Ma più di tutti Forrest Gump! Che, per ironia della sorte, è proprio del mio stesso anno xD

10. La domanda delle domande: che cos'è per te il cinema?
Sta diventando sempre più importante e incidente in tutto ciò che faccio, cerco sempre di dedicargli più tempo, anche più di quello che ho in realtà. Per me è condivisione, conoscenza, passione, sentimenti e una buona dose di volontà.

- Le domande di Michele:

1. Qual'è l'attore/attrice di cui sei perdutamente innamorata?
Ryan Gosling e Benedict Cumberbatch allo stesso modo.

2. Un tribunale vi condanna a tatuarvi sulla filone una citazione da un film o da un libro, quale scegliereste?
Hakuna Matata xD

3. Star Trek o Star Wars?
Ecco un modo per farsi odiare da tutti quelli che non la pensano come me xD Star Wars tutta la vita!

4. Programmate un viaggio per ripercorrere i luoghi dei film. Dove andreste?
Agli studi di Londra per vedere dove hanno girato parte di Harry Potter, all'hotel che hanno preso da esempio per Grand Budapest Hotel (che se non mi sbaglio è in Germania), In Nuova Zelanda nel buco Hobbit e sicuramente tanti altri posti che al momento non mi vengono in mente.

5. Quale libro fareste leggere a vostro figlio per raccontare voi stessi?
Non ho un vero libro che mi rappresenti a dire il vero, mi piacciono molto gli scrittori giapponesi.

6. Quale film fareste vedere ad una razza aliena per convincerli a non distruggere il nostro pianeta per costruire un'autostrada spaziale?
Hahahaha oddio! Mmmhh...di sicuro non quelli in cui rappresentiamo gli alieni, ci riderebbero in faccia xD

7. Qual'è il blog che vorresti aver scritto tu?
E' brutto se dico che mi piace tanto il mio? L'ipocrisia non è da me xD

8. Quali sono il disco, il romanzo ed il film che porteresti su un'isola deserta?
Un qualsiasi disco di Michael Jackson, Norwegian Wood di Murakami e Django di Tarantino.

9. Quale film consideri il più sensuale della storia?
Secondo me Pretty Woman ha la giusta dose di sensualità e romanticismo, per quanto possa essere banale. E poi non stufa.

10. Se aveste un network televisivo quale trasmissione vorreste assolutamente nel vostro palinsesto?
The Big Bang Theory, ovviamente ^^

- Le domande di Non c'è Paragone:

1. Quali altre passioni hai, oltre a quelle di cui parli nel tuo blog?
Il cinema sta al primo posto, ma questo ormai si è capito. Seguono serie tv, la lettura random a seconda del periodo, fino a qualche anno fa anche i manga (ma al momento costano troppo e ho dovuto scegliere), adoro gli animali, e penso di essere nerd, dal momento in cui, oltre a queste cose, adoro i videogiochi e tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia xD

2. Quali sono i tre film che più ti rappresentano (alt...non ho chiesto i tuoi preferiti)?
Ahi...Credo che nel mio caso le due cose combacino almeno un pochino. Volendo però cercare di fare una divisione tra le due cose direi che, guardando la reazione che mi hanno suscitato, a rappresentarmi di più sono la spietatezza di Giustizia Privata, tutto il dark di Burton, la comicità dei Men in Black, la pazzia di Anderson e la libertà della Marvel.

3. Qual'è la cosa per cui chiunque al mondo lascerebbe correre, ma che tu odi con tutta te stessa?
Probabilmente non sono proprio "l'unica al mondo", ma detesto con tutto il mio cuore la falsità. Quando mi stai sul culo te lo dico senza problemi e la gente che fa finta di adorarmi per un secondo fine ha ben poco futuro con me.

4. Quale attore/attrice ti ha fatta avvicinare al cinema?
Eheh...il primo film della mia vita che vidi al cinema è stato Anastasia. Inutile dire che mi aveva terrorizzata a morte. Da quel momento ho vissuto di Disney in VHS per i 10 anni seguenti. Dopo di che, come tutti i ragazzini della mia età in quegli anni, si andava al cinema d'estate a vedere gli Harry Potter, sono passata attraverso varie serie di Anime, perché era il mio momento manga/anime, e poi, un po' attraverso Burton un po' attraverso Miyazaki, mi sono allargata a tutto il resto. Non c'è stato un vero e proprio attore.

5. Quando guidi, come reagisci ai coglioni che ti trovi davanti? Repressione della propria rabbia o aggressività e parolacce?
Su questo fronte posso dire di non essere la classica donna al volante; me la so cavare abbastanza e per questo motivo, che sia uomo o donna, quando qualcosa fa una stronzata difficilmente riesco a passarci sopra. Quindi no, aggressività allo stato puro xD

6. Scegli un genere musicale che ti piace particolarmente e dimmi tre gruppi a caso.
Ascolto davvero di tutto, da Skrillex ad Allevi, perciò gruppi mi riesce difficile. Però, un po' di anni fa, andavo pazza per i Linkin Park, i Thirty Second to Mars e, tutt'ora, per gli Imagine Dragon.

7. Consigliami: un film d'azione, un film romantico ed uno horror paranormale. Se ancora non li ho visti, ne parlerò sul blog.
Azione: Come un tuono / Drive, scegli tu
Romantico: Ricatto d'amore
Horror: Insidious 1/2

8. Mandami un saluto senza usare le parole che si usano di solito per salutarsi (ciao, buongiorno, arrivederci, addio...nemmeno i corrispettivi stranieri)
K'pla!! Il klingon va bene? xD

- Le domande di Vincenzo:

1. Prima volta al cinema. A che età e per quale film?
Anastasia della Disney. E' uscito nel '97 e di conseguenza avevo 3 anni *.*
Mi ricordo ancora la fottuta paura che avevo di quel cartone nelle scene finali con il cattivo.

2. Ultimo film visto in sala? Il prossimo che probabilmente andrai a vedere? (Spero per te che tra le risposte non ci sia The Avengers):
L'ultimo visto (in sala) è stato Child 44, mentre, mi spiace per te, ma molto probabilmente sabato andrò a vedere The Avengers xD Io sono per il buon cinema, ma quando si parla di Marvel non resisto, nel mondo c'è bisogno di lui quanto ce n'è della Nutella.

3. La tua posizione nei confronti della pirateria?
Io spingo sempre di più le persone ad andare a vedere i film in sala, io stessa spendo fior di quattrini per andare a vederne il maggior numero possibile. C'è però da dire che, dato l'elevato prezzo dei DVD al quale siamo arrivati, non biasimo le persone che per vedere un film perso o rivederne uno vecchio, ne fanno uso. Non facciamo tanto gli ipocriti.

4. Pasolini faceva recitare nei propri film persone prese dalla strada, Snyder utilizza sempre attori formidabili. Secondo te, quanto è importante la bravura di un attore in un film?
Perché un film sia impeccabile a mio avviso ogni componente dev'essere al massimo della sua capacità. Ci sono poi casi in cui il regista basta o avanza, ma non potrà mai esserci un caso in cui l'attore fa risaltare un film de alle spalle non c'è un buon regista.

5. Apocalypse Now, Arancia Meccanica, 8/, Roma Città Aperta. Tutti film che alla prima visione non ho apprezzato ma che adesso reputo capolavori. Ti è mai capitato di reputare un film brutto o sopravvalutato e di doverti ricredere?
Mmmh no. Sinceramente sono abbastanza determinata e precisa sulle mie idee riguardo ai film che vedo. Una volta che ne vedo uno e mi faccio un'idea, difficilmente poi questa cambia. Però, mi dovesse capitare, ti faccio un fischio ^^

6. E c'è un film che tutti reputano un capolavoro e che a te continua a non piacere per nulla?
Come avevo già risposto precedentemente, a me non è piaciuto American Sniper, parlando di cose recenti.

7. Nel 2013, secondo l'ISTAT, 6 italiani su 10 non hanno letto nemmeno un libro. Io più di uno l'ho letto e conosco altri tre che hanno fatto lo stesso. Non dirmi che fai parte di quei 6. Quanti libri leggi mediamente in un anno?
Guarda, anche io ho amici (per sacrosanta fortuna pochi) che non ne hanno mai letto uno a parte (forse) i testi del liceo. La cosa mi fa ribrezzo, perché leggere significa conoscenza e attraverso la lettura, come con poche altre cose, si impara a parlare. Questo spiega come mai in Italia l'indice di analfabetismo è ancora troppo elevato. Io vado molto a periodi, a seconda del mio umore e dei miei impegni, ma possiamo dire che legga una media di 25/30 libri all'anno. Non sono moltissimi ma sempre meglio di niente.

8. Un libro, un film, una serie tv ed un disco che ritieni imperdibili?
Libri proprio "imperdibili" non mi è ancora capitato di trovarne ma a me è piaciuto molto Norwegian Wood di Murakami, una serie tv imperdibile è di sicuro Fargo, un film, dato che non lo hanno visto in moltissimi, Come un tuono e un disco non saprei proprio, non sono mai riuscita ad apprezzare in toto un intero disco, in genere mi basta qualche canzone qua e là.

9. I film di Quentin Tarantino hanno uno stile riconoscibile. Ma questo vale anche per quelli di Michael Bay. Perché secondo te uno è definito autore è l'altro gippone?
E' molto semplice; Tarantino non manca a far diventare un suo film un'opera, tanto sono belli, ha letteralmente fatto la storia del cult, mentre Bay...bè...da uno che si mette a dirigere 4 Transformers e Pain & Gain...non ci si può aspettare più di tanto. Non sono nemmeno paragonabili.

10. Chi, secondo te, vincerà la Champions League quest'anno?
Stai parlando con una persona che del calcio se ne frega altamente. Se dovessi proprio dire, per quanto possa essere improbabile, mi piacerebbe che il Milano vincesse qualche partita, non dico il Campionato, capisco persino io che sarebbe troppo, ma questo semplicemente per vedere il mio ragazzo sorridere dopo una sola dannata partita. Grazie.

Le mie nomination:
Non sono freschi freschi come coloro nominati precedentemente ma d'altronde, che ce devo fa?

Le domande per voi sono:
- Qual'è il genere che più detesti e perché?
- Qual'è secondo te il regista che si avvicina di più al tuo gusto?
- Qual'è la tua serie preferita e che consiglieresti?
- La tua performance preferita in assoluto?
- Una prossima uscita che attendi con ansia
- Infine il film che sconsigli vivamente

Tutto su mia madre


"A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre".

Quando si parla di cinema spagnolo, uno dei nomi più conosciuti e di rilievo è proprio Pedro Almodòvar e questo è uno dei suoi lavori più apprezzati e conosciuti, risalente al 1999.
Si conosce il cinema attraverso varie strade; di questo film sapevo l'esistenza da tempo ma non mi sono mai avvicinata al genere, poi, studiando la lingua spagnola, con il pretesto di ascoltare dialoghi in lingua per esercitarmi, ho decido di approfittarne per vederlo. 

E' la storia di Manuela, infermiera di Madrid e madre del diciassettenne Esteban, il quale sogna di fare lo scrittore. La sera del compleanno del figlio, dopo essere andati insieme a vedere la rappresentazione teatrale dello spettacolo "Un tram chiamato desiderio", Esteban muore investito da una macchina cercando di ottenere l'autografo dell'attrice principale Huma Rojo.
Manuela, distrutta dal dolore, si reca quindi a Barcellona alla ricerca del suo ex marito Lola, diventato un transessuale, per raccontargli del figlio.


E ritorniamo a parlare di uno dei miei generi preferiti: l'autodistruttivo. Me ne accorgo immediatamente quando una pellicola rientra in questa categoria, è qualcosa che va al di là del drammatico, basta far caso al fazzoletto intriso di lacrime che mi ritrovo in mano. Se il fazzoletto c'è ed è ben zuppo, significa che fa parte di questo genere. Piangere non piace a nessuno, credo, ma quando si tratta di pellicole tanto belle quanto tristi, chiudi un occhio e quel piantino te lo concedi volentieri. Un po' come ogni volta che riguardo Come un tuono. Non per niente i film del regista sono stati nominati come "Almodrama".
Sarà scontato dirlo, ma è proprio vero che i film guardati in lingua originale sono un'altra cosa. Avendo la possibilità e conoscendo le lingue, non penso ci sia qualcosa di più bello e intenso, soprattutto parlando di film come questo, non di certo un film sui supereroi (anche se mi piacciono tanto xD).
Questa pellicola ha una forza sovrumana. E' in grado di farti provare moltissime emozioni totalmente diverse e, nella sua disperazione, anche di strapparti qualche sorriso iniziando ad affezionarti ai personaggi. E' una pellicola che graffia parecchio, contiene molte tematiche difficili come l'AIDS, la malattia in generale, la confusione d'identità sessuale e non, ma alla base di tutto questo, Almodòvar pone l'amore. Manuela è una donna fortissima che nonostante la perdita dell'amato figlio, una volta a Barcellona, si ritrova a fare da madre ad una ragazza con evidente bisogno d'aiuto, ponendo il suo principale obbiettivo, Lola, in secondo piano.


La figura molto forte del trans Agrado (interpretato dalla fantastica Antonio San Juan) è poi un'asso nella manica del regista. Il suo monologo (che allego alla fine) è una delle mie scene preferite.
Certo, è una pellicola che guardandola non la si può non definire femminista, dato che la rappresentazione delle donne è molto forte e gli uomini sono descritti come figure deboli e incapaci di condurre una vita regolare. D'accordo o meno su questo punto, rimane un film molto forte, che ti    manipola i sentimenti come gli pare e piace anche solo con l'utilizzo di una parola o un gesto.
Così questa pellicola si aggiudicò la Palma d'oro a Cannes e successivamente un Oscar come Miglior Film Straniero nel 2000.
Il messaggio principale che il regista ha voluto dare è che il perdono è l'arma più potente che tutti noi possediamo, ma che solamente le persone forti riescono ad utilizzare, e che non dovremmo mai permetterci di giudicare una situazione che non conosciamo sulla nostra pelle.
Nel cast Cecilia Roth incomparabile, una giovanissima Penelope Cruz e, appunto, Antonio San Juan.

Valutazione:


lunedì 13 aprile 2015

Il film della domenica: Fast & Furious 7


Tutto sembrava andare bene per la famiglia allargata di Toretto, finché Deckard Shaw, fratello di Owen, ridotto in fin di vita dallo stesso Toretto, è pronto a dargli la caccia per avere la sua vendetta.
La gang di Dominic cerca quindi di organizzarsi per essere pronti a difendersi, quando la CIA si offre di aiutarli, a condizione che recuperino Ramsey, un hacker straordinario, rapito dai terroristi, in possesso di un congegno talmente potente da diventare un'arma letale nelle mani sbagliate.

Arriviamo così al settimo capitolo di questa infinita serie. 
Con il tragico incidente di Paul Walker del 2013, che ha spezzato l'intero cast, le riprese si sono rivelate più ardue del previsto. Hanno dovuto chiedere aiuto agli uomini del buon Peter Jackson per ultimare le riprese, in quanto Paul avesse girato una piccola parte delle scene a lui dedicate. Il tanto compianto è stato infatti ricreato completamente in digitale e poi mosso, con molta difficoltà, attraverso l'utilizzo di riprese dei film precedenti. Il vero trucco, disse Robin Shenfield, è stato quello di tenere sempre il controllo sui muscoli e sugli occhi, in modo tale da far sembrare il tutto molto reale. Il che ha funzionato; solamente un occhio esperto si sarebbe reso conto della differenza tra le scene ricreate e quelle reali.
Stiamo parlando di un bel film? Probabilmente non è la domanda giusta. Vin Diesel è del parere che debba assolutamente vincere l'Oscar, io sono più del parere che l'unico ad avere meriti sia il responsabile degli effetti speciali. Questo film fa battere il cuore, soprattutto a chi ha seguito appassionatamente tutti e 6 i capitoli precedenti, ma non si può non notare che sia avvenuto un cambiamento drastico dal primo a questo settimo capitolo. Una volta si parlava di gare automobilistiche e tutto veniva di seguito, dal sesto al settimo, invece, le gare si sono ridotte al minimo, facendolo diventare un film che fa tanto chiasso per niente. Di certo non stancherebbe anche i più piccoli, perché oggi giorno i combattimenti piacciono tanto, e qui non si vede altro. Non mi stupirebbe se il 22 al cinema, a fianco di Iron Man e compagnia bella, spuntasse anche Vin Diesel a fianco di Hulk per sconfiggere Ultron. o Johnson, fate voi. 


Questo fatto di variare molto dai film precedenti, è un'arma a doppio taglio, perché può piacere a molti come farsi anche odiare, se non piace il genere. Jason Statham è stato una scelta azzeccata, nella parte del cattivissimo ci sta a pennello. Nelle sue 2 ore e 20 riesce a non stancare mai (e vorrei vedere...) con moltissime evoluzioni alla "what the...?" che lasciano proprio un po' con l'amaro in bocca, anche se la vecchia tamarrata americana ci sta sempre.
Che dirvelo a fare poi del tributo a Paul, ovvio e doveroso, che alla fine della pellicola fa piangere l'intera sala, me compresa.
L'unica cosa che non condivido per niente è il seguito. Le saghe con troppi sequel sappiamo tutti benissimo che non hanno una vita longeva, questa è anche fuori tempo massimo per come si stanno girando e rigirando la trama, ma corre voce che vogliano arrivare a quota 10. Non appoggio l'idea a priori, ma la cosa che mi piace ancora meno e che tropo anzi proprio poco umana è il fatto di pensare di ricreare ulteriormente Paul. Non discuto la decisione di terminare le riprese di questo film, perché sarebbe stato un'enorme perdita bloccare del tutto la produzione, ma l'idea di "usarlo" per sfornare altri 3 capitoli mi disgusta. Per adesso sono alla ricerca disperata di un regista, e si fanno i nomi di Eva Mendes, Kurt Russel e Luke Evans come candidati ad entrare nel cast. Bah...staremo a vedere.

Valutazione:


venerdì 10 aprile 2015

Step Up All In


Ci sono per tutti quanti quei film che si vedono fin da giovani e che ti sembrano fantastici perché abituati a quelle immagini e magari anche inesperti nel riconoscere porcate da non-porcate. Dopo alcuni anni riguardi quegli stessi film che probabilmente ti rimarranno comunque nel cuore ma che si rivelano davvero patetici. Io ho avuto questa sensazione con alcuni episodi della saga del maghetto e più tardi con quella di Step Up.

Sean, protagonista del quarto episodio, va insieme alla sua crew, i MOB, a Los Angeles a caccia di audizioni, ma, non trovando ciò che cercano, si dividono lasciando Sean da solo a Los Angeles dopo un litigio. Sean incontra il suo (e nostro) vecchio amico Muso e lo invita a cercare una crew loro e partecipare a The Vortex, un concorso a Las Vegas che avrebbe trovato lavoro a tutti loro per 3 anni.
Ma una volta iniziato il concorso Sean scopre che a gareggiare c'è anche la sua vecchia crew.


Questo mio post fungerà da commento per l'intera serie, perché capirete bene che per quante cose uno si possa inventare più di tanto non c'è da dire.
Il primo Step Up risale al 2006 e io, avevo 15 anni. Ma iniziai a praticare hip hop dall'età di 12 e poi ho smesso quasi a 16 per motivi tecnici. Ciò significa che per me il primo film ha dato una nuova chiave a ciò che avevo iniziato da poco e riusciva ad emozionarmi come fanno pochi film sulla musica. Per non parlare della cotta colossale che mi ha fatto prendere per Tatum. Quello per me era un esempio da raggiungere, guardavo Channing e automaticamente iniziavo a ballare anche io. 
Poi sono passati gli anni, dal primo si è srotolata un'insulsa serie di 5 film il cui unico scopo è stato quello di far soldi, dimenticandosi il sentimento iniziale e la voglia di trasmettere la passione al prossimo. A salvarsi sono i primi due, ma da li in avanti, il disagio.
Si, anche il terzo, che tutto sommato la figura di Muso ha cercato di salvare, e per quanto io me lo possa ricordare con affetto, rimane osceno. Dal terzo si sono fossilizzati sulla solita trama che si rigiravano per il film successivo; la solita riunione dei vecchi amici, la solita gara di ballo capitata per caso e la solita vincita con il solito amore scontato.
 Il segreto che spingeva gli spettatori a guardarli era quello di mantenere gli stessi attori a partire dal secondo film, bene o male tornano sempre loro, e questo diverte il pubblico (me compresa). 
La colonna sonora ha anche sempre fatto la differenza; sono sempre stati per la maggior parte brani nuovi, originali e attinenti. Dal quarto invece hanno scelto brani a casissimo che nessuno si è mai filato oppure cariatidi del 2000. Questo ha abbassato moltissimo la qualità della serie, bassa già di suo.
Un'altra perla. In questo benedetto quinto e ultimo (grazie al cielo) episodio, c'è Gué Pequeno che doppia. Anche questa schifezza solo per invogliare gli italiani ad andarlo a vedere. Tant'è vero che ci hanno deliziato della sua bella faccina persino sui manifesti. Il suo doppiaggio penso sia ancora peggio di quello di Asia Argento in XxX, e per il quale non ne è nemmeno valsa la pena, dato che ha incassato meno di tutti gli altri film precedenti. Ma la cosa che fa ancora più ridere è che nel trailer hanno rimpiazzato il suo doppiaggio con uno più credibile. Se ne vergognano troppo anche loro.

E per ultima cagata, ma non meno importante, hanno pensato bene di portare sul grande schermo una banda di tennisti. Solo (e ringrazio di nuovo il cielo) in questo ultimo episodio hanno pensato bene di aggiungere, durante le esibizioni, i versi che fanno i ballerini mentre danzano, e posso garantirvi sia che da ascoltare era penoso e anche che i ballerini quando si esibiscono non fanno tutti quei versi osceni, a meno che non siano loro fusi. Non so bene se lo abbiano fatto per rendere la cosa più credibile, fatto sta che hanno fatto proprio proprio male.
Siccome scommetto che le persone che non lo hanno visto non stanno nella pelle di sapere com'è andata a finire, concedo questo grande spoilerone e dico che anche qua non manca il classico, banale e melenso lieto fine.

Valutazione (legata all'intera serie):

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