lunedì 27 luglio 2015

Maps to the stars


L'ennesimo film che fa parte di quei titoli registrati e poi abbandonati per mesi nel decoder di Sky. Poveraccio, ma d'altronde ormai è risaputo che se un film non ispira, è quella la sua sorte. Il lato positivo (e anche un po' comico) della cosa è che tutti i film che avevo snobbato per mesi si sono rivelati delle figate, e anche questo comunque non ha deluso.

Le storie di Havana, un'attrice alla ricerca disperata del ruolo che farà ripartire la sua carriera, e di Agatha, una giovane ragazza che cercherà di riavvicinarsi alla propria famiglia dopo un brutto incidente, saranno unite dal destino e dalla città del sogni: Hollywood.


"Tutte le persone che vengono ad Hollywood hanno un sogno! Qual'è il tuo sogno?!" andava urlando per le strade di Hollywood quel ragazzo nella seconda scena di Pretty Woman. Ed Hollywood è sempre stata questo agli occhi del pubblico; la città dello svago e contemporaneamente una seconda possibilità per coronare il proprio sogno di una vita. Diversi film raccontano proprio di questo, del sogno delle persone che raggiungono Hollywood, e lo fanno in svariati modi; raccontando una storia d'amore, o l'ironica quanto disperata storia di un attore di teatro in piena crisi esistenziale (come nel caso di Birdman), e poi ancora casi come questo, dove l'ironia scompare del tutto lasciando spazio a tanta, tantissima disperazione. 
In questo periodo di esami (finalmente concluso, per ora) la mia attenzione è calata notevolmente per le piccole accortezze che avevo nei confronti dei film, perciò non sceglievo i film da vedere in base alla trama che andavo accuratamente a guardare prima, o in base al regista, ma facevo partire a basta. Con questo voglio dire che questo film l'avevo iniziato con le idee un po' confuse, non del tutto certa degli argomenti trattati, sapevo solamente che Julianne faceva parte del cast, scusa più che lecita per iniziare a guardarlo. 


Ad essere del tutto sinceri, mi sono davvero chiesta che porcheria avessi mai tirato fuori, perché dopo le prime due scene senti già talmente tante battute ridicole che non ti sembra vero che qualcuno possa aver girato un film con quel copione, però insomma, stringi i denti e vai avanti. Non me ne sono pentita. Questo film è unico colpo di scena, con un cast di tutto rispetto le cui interpretazioni sono davvero celestiali. Dopo lo stordimento iniziale è come se ti sintonizzassi sulla loro frequenza ed entrassi nel loro mondo, un mondo in cui le regole sembrano non esistere, esistono solo capricci, ricchezza, depressione e disperazione, il tutto mixato crea un cocktail a dir poco mortale, per una pellicola che corre sul filo del rasoio.
Non ci sono limiti, per Hollywood, è questo il punto. Havana è ossessionata dal successo che sembra essere sempre ad un passo da lei ma non è mai in grado di afferrarlo, e dalle inquietanti visioni della madre defunta, anche lei famosa attrice. Agatha invece guarda queste persone con rispetto e timidezza, in un primo momento, nascondendo un violento passato che continua a tormentarla. 
Come anche Birdman, questo film mi ha suscitato un immensa malinconia, per un mondo che adoro e che ha il terribile potere di portare le persone all'orlo della pazzia, forse per il senso della vita così sregolata, l'assenza di quotidianità e di equilibrio, sempre alla ricerca di qualcosa di migliore senza apprezzare niente di ciò che già si possiede, la disperazione portata dalla continua ricerca di successo e altri casi in cui si trova il successo ed è questo a portare alla disperazione. Tematiche terribili affrontate in una chiave a dir poco raccapricciante e psicologicamente terrificante. 
Come se non bastasse a formare un intruglio perfetto, di quelli che piacciono tanto a me, ci sono, appunto, interpretazioni da urlo e una continua cascata di citazioni di attori e registi che farà girare la testa ai più appassionati.
Sorprendentemente inaspettato, non indimenticabile, ma assolutamente consigliato.

Valutazione:

lunedì 20 luglio 2015

Still Alice


Come potete notare, piano piano sto facendo riemergere quei titoli degli ultimi Oscar che mi sono persa, per scelta o accidentalmente. In Italia sono usciti in due momenti diversi, ma comunque sia avevo scelto di sacrificare questa pellicola momentaneamente e vedere La Teoria del Tutto, in tema di malattia, il quale tra l'altro non mi aveva delusa. Dall'altro lato diciamo che davo abbastanza per scontato un'ottima interpretazione da parte della Moore, anche se sono riuscita a vederlo solo poche sere fa.

Alice è una donna di mezza età con una bella famiglia, un matrimonio soddisfacente ed una florida carriera come insegnante di lingue all'università di New York. Ben presto, però, si rende conto che qualcosa in lei non va e scopre di avere una rara e precoce tipologia di Alzheimer che le sta portando via tutti i ricordi e i tanti anni di duro lavoro.


Julienne Moore è un faro della cinematografia contemporanea. Mi piace pensare a lei come ad un faro perché è una donna dalle mille risorse; ho sempre avuto un debole per le persone sensibili, perché lo sono moltissimo anche io, e la Moore, fin dal primo istante in cui posi gli occhi su di lei, da la sensazione che sia una donna piena d'amore verso il prossimo, sempre con il sorriso stampato in viso e che mette anima e cuore in tutto quello che fa. E' molto semplicemente una persona solare che emana positività. Come se non bastasse, è maledettamente brava. Tanto brava da non far sembrare la Stewart un'incapace. E non mi meraviglio che abbia vinto l'ennesimo premio, dal mio punto di vista, era del tutto meritato, anche se sono contro la predilezione delle pellicole che trattano di malattia a priori.
Il film è meno melenso di ciò che mi aspettassi; la grande differenza che c'è tra questa pellicola e La Teoria del Tutto, e la maggior parte degli altri film che trattano di malattia, è che Still Alice non cerca di impietosire il pubblico a suon di scene melodrammatiche. Sicuramente la situazione fa riflettere da sé per la tragedia di scoprirsi malata alla giovane età di 50 anni, ma rappresenta una donna che non si scoraggia, che combatte ogni giorno nella quotidianità una malattia terribile ed inesorabile che le sta portando via il lavoro di una vita. Io stessa, che studio lingue, capisco che memorizzare il lessico e le singole regole delle lingue non è affatto cosa da poco, come alla maggior parte della gente piace credere, ed il solo pensiero che nel bel mezzo della mia carriera (e della vita) tutto il lavoro svolto venga spazzato via in pochi mesi, è terribile. Il vero punto di forza della pellicola è quindi quello di mantenere per tutta la durata tutta la leggerezza possibile e la sensibilità nel trattare un argomento ogni volta così rischioso. Fa riflettere parecchio quanto noi umani siamo attaccati e dipendenti dalla nostra memoria, che ogni giorno utilizziamo anche nei movimenti più semplici, che ci fa ricordare i momenti migliori o peggiori della nostra vita, e poi, ma solo in un secondo momento, il dolore nel perdere tutto questo così giovane.
L'amore, alla fine, sembra essere un'ancora di salvezza. Di certo non può sconfiggere questo tipo di malattia (spesso più tremendo di un tumore) ma può aiutare a legare le persone in un momento così difficile, facendo emergere quelle poche persone che davvero scelgono di abbandonare i loro sogni per potersi dedicare alla persona malata. Così, quel rapporto madre-figlia nel quale all'inizio non credevi molto, si rivela il più importante di tutti.
Nella sua semplicità è riuscito a far passare un messaggio molto importante che, assieme alla mano leggera e sensibile della coppia di registi, lo ha portato alla vittoria.

Valutazione:

lunedì 13 luglio 2015

Dragon Trainer 2


Dopo aver parlottato del precedente episodio, adesso facciamo un passo avanti.
Berk adesso ha cambiato completamente faccia: da una situazione in cui i draghi erano l'incubo dei suoi abitanti, al momento in cui sono diventati i loro animali da compagnia. Hiccup e Sdentato coltivano una speciale amicizia, ma all'orizzonte, questa volta, potrebbe esserci un ostacolo che tenterà di dividerli.

Come precedentemente commentato, ho trovato il primo capitolo leggermente soporifero. O almeno, lo avrei trovato soporifero se non ci fosse stato Sdentato, ma in sua assenza sarebbe stato un completo fallimento a mio avviso, a livello di trama, mentre invece visivamente è spettacolare. Probabilmente sarebbe venuto un buon film d'animazione anche togliendo tutta la goffa storia che fa da cornice all'amicizia tra Hiccup e Sdentato, comunque sia, un film che nel suo genere rimane sopra la media.
Andando avanti si pensa sempre che la situazione non possa che peggiorare, mentre in questo caso (come anche nel caso di Kong Fu Panda, a mio avviso) il seguito è di gran lunga migliore del primo.


Come dicevo, le cose a Berk sono cambiate e, amicizie squamose a parte, anche Hiccup, dopo cinque anni, è cresciuto. Visivamente adesso Hiccup è un protagonista molto più piacevole di quello precedente, più indipendente, più sicuro di sé e che passa ai fatti. La sua relazione con Astrid non fa che migliorare le cose, finché un giorno, esplorando i dintorni del loro territorio, non vengono a conoscenza di Drago (che nome originale, eh?), un sinistro personaggio che ha intenzione di prendere il controllo su tutti i draghi. 
Se vogliamo proprio dirla tutta, Dragon Trainer per quanto voglia far spaventare o preoccupare il pubblico, non ci riesce; è un'animazione che emana gioia e positività durante ogni singolo secondo, e nemmeno questo Drago, il nuovo cattivo, riuscirà a scoraggiare Hiccup. Da una parte questo può essere inteso come un vantaggio, dall'altra però trovo che sia la causa per cui Dragon Trainer non potrà mai essere un film bilanciato. Per quanto si possa criticare la Disney e le sue scelte, uno dei suoi pregi è di avere, in quasi ogni storia, delle perdite. Le perdite, di animali o persone che siano, assieme al lieto fine sono la ricetta del cartone (più o meno) perfetto, in quanto non tanto gli adulti quanti i più piccoli possono apprendere che nella vita non è sempre tutto rose e fiori, ma che sul loro percorso dovranno passare dei momenti meno felici. Questo, Dragon Trainer e la DreamWorks in generale, se l'è dimenticato; tutti si concentrano sulla tenerezza di Sdentato, fanno caso al personaggio della madre che salta fuori un po' a caso, e poi com'è iniziato, finisce. Certamente voi mi potreste dire che la perdita della gamba da parte di Hiccup può caricarsi quel tipo di messaggio, ma non lo hanno sottolineato abbastanza, passano quasi del tutto inosservato.
In confronto al primo, questa volta la trama è certamente più movimentata e, graficamente, è una delle ultime animazioni (insieme a Big Hero 6) che mi hanno letteralmente stregata.
Trama, cattivi e perdite a parte, il filo rosso di questi due capitoli è la tenerezza che non manca mai; se c'è una cosa che insegna davvero ai più piccoli, è che la tolleranza tra specie diverse esiste, è bella e importante, messaggio che negli ultimi tempi è piuttosto urgente. 
Aspetterò con molta gioia anche il terzo, previsto per il 2016.

Valutazione:





lunedì 6 luglio 2015

Dragon Trainer


E' colpa mia e della mia testardaggine se cinque anni fa mi sono fatta scappare quest'animazione. Forse troppo presa da altri avvenimenti, e poi non ero infognata quanto lo sono oggi. E' stato comunque un fatto strano perché io, pregiudizi o no, le animazioni di Disney e di DreamWorks non me le sono mai perse, ed il bello è che oltretutto di questo film mi parlavano tutti benissimo.

Hiccup è un giovane vichingo che vive a Berk, un villaggio inospitale situato sulle rocce. La particolarità di questo villaggio è il fatto che in quella stessa terra vivano i draghi, creature viste come nemici pericolosi dell'uomo, e per questo la loro caccia è ritenuta lo sport più importante. Tutti aspirano a diventare grandi uccisori di draghi, tranne Hiccup, che invece opta per un approccio più "delicato", andando contro gli ideali del padre, capo del villaggio.


Questo primo Dragon Trainer, senza girarci tanto attorno, ha un grave problema di trama; non ha un intrigo, né un cattivo contro cui combattere, il nocciolo della questione è solamente il rapporto che gli abitanti di Berk hanno con i draghi ed il comportamento ribelle e controcorrente di Hiccup. Da questo punto di vista, persino i bambini potrebbero annoiarsi. Già, ma poi viene fuori l'arma nascosta; la seconda creatura più dolce creata in un film d'animazione: Sdentato, il drago con cui il protagonista fa amicizia. 
Ho sempre avuto un debole per i draghi, trovo che siano le creature mitologiche più aggraziate, affascinanti e geniali mai esistite. Fin da bambina ero fissata con i draghi (oltre ai dinosauri), mentre invece detestavo le bambole di ogni genere e tipo. Perciò questo drago nero, dalle movenze delicate e goffe allo stesso tempo, mi ha conquistata, ed era l'obbiettivo principale dei registi; far innamorare i bambini (e non solo) del loro nuovo mangiasoldi di cui poi avrebbero venduto tonnellate di gadgets. 
Ho scritto la seconda creatura più dolce perché in prima posizione rimane di sicuro il mio amore eterno Stitch, il quale secondo me ha fatto da musa ispiratrice per la creazione di Sdentato, in quanto si somigliano moltissimo nella forma del muso e nelle movenze, tant'è vero che spesso vengono ritratti assieme nelle fanart più improbabili. 


Un applauso enorme, quindi, per la realizzazione del drago qui sopra, per le sue espressioni e gli occhioni esageratamente dolci. Ci sono davvero cascata in pieno, lo ammetto. E te ne accorgi quando speri che muoiano tutti gli altri personaggi, meno che lui.
Ed è proprio su di lui che puntavano, perché nel resto della trama manca qualcosa, non c'è quel brivido che ti fanno sempre provare verso la fine per la probabile sconfitta dei protagonisti seguito poi dal classico lieto fine, questo film E' un lieto fino dall'inizio alla fine. E questo non funziona.
Certamente, hanno provato anche a fare colpo su un pubblico più adulto citando qua e là nomi come Odino ed il Valhalla, ma questo non è abbastanza, almeno non per quanto mi riguarda. 
Il regista, Chris Sanders, che tra l'altro non è nemmeno l'ultimo scemo del villaggio, con alle spalle, appunto, Lilo & Stitch ed altre importantissime sceneggiature, ha ritenuto bastasse mettere al primo piano l'eroismo e la ribellione di Hiccup, toppando.
Sulla carta, non è affatto un capolavoro, inoltre non è l'animazione, dal punto di vista della grafica, migliore che DreamWorks abbia mai fatto (eccetto Sdentato, ovviamente), ma in fin dai conti, ha funzionato a livello generale. Fa emozionare la tipologia di amicizia che hanno legato i due ed il senso di cambiamento che hanno portato al villaggio, facendo avvicinare tutti gli abitanti ai draghi. Detto questo però, il secondo capitolo, di cui parlerò nel prossimo post, ha una marcia in più.

Valutazione:





mercoledì 1 luglio 2015

Le novità al cinema di luglio 2015


Questo mese, devo dire la verità, sono un po' a corto di ispirazione. Ma, siccome non avrò il modo di vedere nulla di tutto ciò per vari motivi, mi scriverò due o tre titoli da recuperare al mio ritorno in patria. Le uniche cose che mi attirano sono Predestination, Giovani si diventa e Babadook, del quale ho letto commenti molto positivi.
Tutto il resto, bah...

Dal 1 luglio

Predestination
Regia: Michael Spierig, Peter Spierig
Attori principali: Ethan Hawke, Sarah Snook, Noah Taylor
Genere: Fantascienza
Trama: Al suo ultimo incarico, un agente che viaggia nel tempo dovrà catturare l'unico criminale sfuggitogli nel corso del tempo. Tratto dal racconto "Tutti voi zombie" di Robert A. Heinlein, il film racconta la vita di un singolare agente che deve affrontare una serie intricata di viaggi spazio temporali, progettati per garantire l'applicazione delle leggi per l'eternità.



Duri si diventa
Regia: Etan Cohen
Attori principali: Will Ferrell, Kevin Hart, Craig T. Nelson
Genere: Commedia
Trama: Will Ferrell interpreta il ruolo di un ricco e agiato dirigente bancario che viene truffato da un suo cliente. Non riuscendo a dimostrare la sua innocenza, viene condannato a un mese di carcere di massima sicurezza. Essendo totalmente impreparato alla prigione, decide di rivolgersi a un uomo di strada che solitamente gli lava i vetri perché gli insegni a diventare un vero duro in modo da poter sopravvivere in carcere.


Annie - La felicità è contagiosa
Regia: Will Gluck
Attori principali: Jamie Foxx, Quvenzhané Wallis, Cameron Diaz
Genere: Commedia drammatica
Trama: Un miliardario in corsa alle elezioni decide di ospitare nella sua villa, a scopo apparentemente filantropico, la piccola e vivacissima orfanella Annie. La bambina riesce a conquistare il duro cuore del magnate che alla fine decide di accoglierla e adottarla. Ma i problemi con in agguato, la direttrice della casa famiglia infatti si oppone con tutte le sue forse alla decisione.


Dal 2 luglio

Poltergeist
Regia: Gil Kenan
Attori principali: Sam Rockwell, Rosemarie DeWitt, Jared Harris
Genere: Horror
Trama: Il remake della MGM di Poltergeist, il film del 1982 diretto da Tobe Hooper e scritto e prodotto da Steven Spielberg. La pellicola racconta di un gruppo di fantasmi che cominciano a comunicare con la piccola Carol Anne Freeling, una bambina di cinque anni che vive in California con la famiglia attraverso la televisione statica. All'inizio i fantasmi sembrano gentili, muovono gli oggetti attorno alla casa divertendo tutti quanti, ma all'improvviso diventano cattivi e cominciano a terrorizzare la famiglia. 

Dal 7 luglio

Ghost in the Shell: Arise - Parte II
Regia: Kazuchika Kise
Attori principali: Takako Fuji, Maaya Sakamoto
Genere: Animazione
Trama: Il Maggiore Kusanagi ha finalmente creato la sua unità indipendente pronta all'attacco. Tuttavia la squadra è ancora affrancata dal sistema, e ogni membro è caratterizzato da personalità individuali che non possono essere modellate a suo piacimento, Il team dovrà fermare un gruppo terroristico che si ispira a Scylla, un guerrigliero che nel passato aveva guidato la rivolta nel Kurdistan. Ma chi è veramente questo fantomatico Scylla e cosa ha a che fare con il Maggiore Kusanagi?

Dal 9 luglio

Terminator Genisys
Regia: Alan Taylor
Attori principali: Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney
Genere: Azione
Trama: 2029, John Connor è ala comando della lotta contro le macchine. E' sul punto di vincere la battaglia, ma le spie TECOM gli rivelano l'intervento da parte di Skynet di attaccarlo sul duplice fronte passato/futuro. Connor è costretto a inviare il fidato Kyle Reese indietro nel tempo per salvare la vita di sua madre Sarah Connor e garantire la propria esistenza.



Giovani si diventa
Regia: Noah Baumbach
Attori principali: Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver
Genere: Commedia drammatica
Trama: Josh e Cornelia - lui regista di documentari in crisi creativa, lei produttrice - formano una coppia che sembra avere tutto ma a cui pare mancare moltissimo, specie l'accettazione del tempo che passa. Quando si imbattono nei giovani Jamie e Darby - anche lui regista di documentari - cominciano a uscire con loro, da quel momento la vita di Josh e di Cornelia si adeguano al loro stile di vita esuberante.


Dal 15 luglio

Babadook
Regia: Jennifer Kent
Attori principali: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall
Genere: Horror
Trama: Poco prima che Amelia partorisca, suo marito muore in un incidente. Quando il bambino ha sei anni, un giorno trova un libro misterioso nella sua libreria: "Mr. Babadook", la storia di un uomo nero che batte tre volte alla porta. Horror anticoncezionale, stilizzato e d'atmosfera, analizza la fatica e le insidie della solitudine, la paura di riconoscere il male.



Spy
Regia: Paul Feig
Attori principali: Jude Law, Jason Staham, Melissa McCarthy
Genere: Commedia
Trama: Susan Cooper è una moderna analista della CIA che lavora in ufficio. Ma quando il suo partner scompare e un altro agente viene compromesso, si offre volontaria per andare sotto copertura e infiltrarsi nel traffico di armi.





The Reach - Caccia all'uomo
Regia: Jean-Baptiste Léonetti
Attori principali: Michael Douglas, Jeremy Irvine, Hanna Mangan Lawrence
Genere: Thriller
Trama: Ben è un ragazzo di 25 anni idealista e innamorato della Natura. Conosce il deserto del Nevada come nessun altro e per professione accompagna i turisti attraverso quelle lande tanto solitarie quanto piene di pericoli. Assoldato da John Madec, assassino senza scrupoli, Ben si ritrova suo malgrado vittima di un gioco al massacro perché unico testimone di un omicidio. 


Dal 22 luglio

Cobain: Montage of Heck
Regia: Brett Morgen
Attori principali: Kurt Cobain, Dave Grohl, Courtney Love
Genere: Documentario
Trama: Dall'infanzia della piccola Aberdeen, nello stato di Washington, alla morte che lo ha consegnato e strappato allo stesso tempo alla storia del post rock, il documentario ricostruisce la vicenda artistica e biografica del leader dei Nirvana, Kurt Cobain.




Dal 23 luglio

Il ragazzo della porta accanto
Regia: Rob Cohen
Attori principali: Jennifer Lopez, Ryan Guzman, Ian Nelson
Genere: Thriller
Trama: La Lopez interpreta una madre da poco separata che inizia una relazione con il nuovo vicino di casa, un'adolescente che diventa amico di suo figlio. Ma quando tenta di terminare bruscamente la relazione, la situazione prende una brutta piega. 




Dal 29 luglio

Left Behind - La profezia
Regia: Vic Armstrong
Attori principali: Lea Thompson, Nicolas Cage, Chad Michael Murray
Genere: Azione
Trama: Improvvisamente, in tutto il mondo, milioni di persone svaniscono apparentemente nel nulla, lasciando dietro di sé solo i propri abiti. Tra i "lasciati indietro" che hanno subito la perdita dei propri cari ci sono Ray, pilota di Boeing 747, sua figlia Chloe ed il pastore Bruce Barnes, i quali, esaminando le Sacre Scritture, capiscono che cosa sta succedendo.



Pixels
Regia: Chris Columbus
Attori principali: Peter Dinklage, Adam Sandler, Ashley Benson
Genere: Commedia
Trama: Una razza aliena scambia le immagini dei vecchi videogames per una dichiarazione di guerra e attacca la Terra usando i giochi stessi come modelli per i loro assalti. Il presidente degli Stati Uniti chiama allora un suo amico d'infanzia Sam Brenner, un campione di videogames degli anni '80, per difendere la Terra.










Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...