Anomalisa


Michael Stone, oltre ad un apprezzato scrittore, è anche marito e padre che però sta vivendo un periodo della sua vita nel quale non riesce a vedere una via d'uscita.
Durante un viaggio di affari a Cincinnati, all'Hotel Fregoli nel quale alloggia, fa la conoscenza di due ragazze, una delle quali potrebbe diventare per lui ragione di rinascita.

Si può dire che per l'animazione la fine del 2015 e l'inizio del 2016 sia stato un periodo molto buono, e anche il futuro prossimo ha qualche ottima promessa.
In occasione degli Oscar di domenica 28 febbraio, ho avuto la possibilità di vedere questo singolare quanto intenso film candidato per la migliore animazione ma, purtroppo, facilmente messo in ombra da uno in particolare degli altri titoli i gara.
Se pensiamo all'animazione spontaneamente pensiamo ai bambini, alle risate e ai colori, alle storie con un messaggio chiaro e diretto o a buffi figuri animaleschi o meno con un'avventura pronta da intraprendere. Anomalisa ci propone una specie di animazione parallela, sotto ogni punto di vista, a quella alla quale siamo abituati. Qui non ci sono animali, nè strane creature, nè paesaggi mozzafiato con colori sgargianti o battutine-tormentone, anzi, questa produzione in stop-motion non ci strappa via nemmeno mezza risata.


Quello rappresentato dall'abile sceneggiatore Charlie Kaufman è il triste mondo degli adulti visto con gli occhi di un adulto. Un mondo in cui non ci sono più speranze, rare emozioni o soddisfazioni, la fama raggiunta in una vita sembra aver perso tutto il suo significato perchè viene a mancare il motore che spinge ogni nostra azione: la passione.
Non a caso il mondo in miniatura ricreato da Kaufman con estrema precisione è un mondo senza colori, completamente esanime e spento, dove le persone per i corridoi o per le strade sembrano robot telecomandati a compiere azioni senza vita, come se nemmeno sapessero il motivo che le spinge a farlo.
Michael Stone, doppiato dalla voce di David Thewlis, ha perso il senso della vita e cerca un appiglio in una semplice donna che conosce nell'hotel, Lisa, doppiata da Jennifer Jason Leigh. Lisa sembra l'ancora di salvataggio perfetta, una farfalla piena di colori che entra nella vita di Michael e che lo può aiutare a rinascere.


Questo film appassionante e misterioso ha avuto un potere immenso su di me, ovvero quello di mettermi a disagio, compito non molto semplice a dire la verità e nel quale è riuscito alla perfezione, dall'inizio alla fine, e non solo nella scena di sesso (uno dei motivi per cui non lo raccomando per i più piccoli). E' stata un'esperienza abbastanza strana e che mi ha dato da pensare per alcuni giorni, ma sono giunta alla conclusione che sia dovuto al fatto che Charlie Kaufman ha raggiunto appieno il suo scopo. Lui voleva trasmettere il profondo senso di vuoto che Michael sta attraversando nel periodo della sua vita facendoci vivere insieme a lui il momento peggiore della sua crisi, quello culminante, e posso garantire che di film con la tecnica dello stop-motion ne ho visti molti ma non tutti sono riusciti a farmi vivere emozioni intense quanto questo.
Non è un'animazione dedicata ad un pubblico di bambini, ma piuttosto è dedicata agli uomini contemporanei, è secondo me un tentativo di farci aprire gli occhi di fronte al senso di vuoto al quale stiamo andando incontro giorno dopo giorno e di trovare sempre uno scopo da dare alle nostre esistenze senza mai dimenticarci degli affetto, delle emozioni e, semplicemente, di vivere.
Non è il ritratto della perfezione, se penso all'animazione non vado di certo a cercare un film come questo, ma è di certo un lavoro che io apprezzo molto per motivi di tecnica (dispendiosa e lenta) e per motivi di contenuti. Agli Oscar potrà non avere alcun esito, ma di certo in me ha lasciato il segno.

Commenti

  1. Avevo già la scimmia per vederlo, il tuo commento ha avuto l'effetto di lanciare tante banane alla scimmia ;-) Cheers!

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    1. Ne sono felice ^^ Leggerò volentieri il tuo parere.

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  2. Ovviamente sto smaniando di vederlo. Kaufman credo che sia uno degli autori che mi ha dato la spinta al "provo a scrivere" - anche se i risultati sono quello che son. Un genio assoluto.
    Reperisciti tutti i suoi lavori da sceneggiatore e il suo scorso film da regista!

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    1. Comunque io l'ho visto in lingua originale e se ti capita secondo me ha quel tocco in più.

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    1. Secondo me ne vale ampiamente la pena!

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  4. Visto adesso. Se non fosse stato per il finale - a mio dire, frettolosissimo e buttato lì -, lo avrei amato anche di più. Prima ora, però, capolavoro. ;)

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    1. Hai assolutamente ragione, per questo motivo per me è lontano dalla perfezione ma comunque abbondantemente memorabile.

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  5. Dall'alto di non so che cosa mi viene da pensare che Kaufman assomigli molto al suo protagonista. Per me, il difetto maggiore di Anomalisa non è tanto il solito discorso sull'umanità in caduta libera ma l’impressione di vedere un certo compiacimento maschile. Michael attraversa un periodo di vuoto esistenziale, okay. Ma più che altro è lui ad essere questo vuoto. Un vuoto che viene colmato in modo patetico attraverso la sessualità. Non vi è uno sguardo a distanza su questo personaggio ma vi è semmai una vera e propria immedesimazione. Il senso profondo di vuoto riguarda più che altro una questione testicolare. Il meraviglioso mondo intersoggettivo, ossia la visione dell’altro (anzi, dell’altra, femmina) come contenitore delle mie frustrazioni. Insomma, per me Anomalisa non è sicuramente un capolavoro né tanto mai è in bilico nella perfezione. Io l’ho trovato un film triste, ma non per un mero discorso diegetico. L’ho trovato triste nel suo voler intavolare discussioni pseudo-esistenziali apportando a ciò un’immagine della donna e del sesso profondamente squallida e trovando in questo compiacimento oltre che giustificazione. (Per una eventuale e non richiesta mia opinione più penosamente estesa rimando qui: http://sabatopizza.blogspot.it/2016/02/anomalisa-di-charlie-kaufman-e-duke.html )

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