Joy


Joy era una bambina piena di sogni nei quali era determinata, un giorno, a diventare la donna dalle mille invenzioni che tutto il mondo avrebbe voluto vedere. Gli anni però sono passati, lei è cresciuta, e dovendo badare a due figli, il padre e la madre, i suoi sogni sono passati in secondo piano. L'unica ad incoraggiarla nel riprendere in mano i suoi sogni è la nonna, e sono stati i suoi consigli che l'hanno convinta a provare finalmente a realizzarli.

O. Russell ha scovato da qualche parte lo scheletro di questa storia sempreverde e ci ha visto uno spiraglio di vittoria. Mai tanto attuale, se pensiamo al messaggio che più o meno ogni anno le dive di Hollywood ribadiscono sul palco degli Oscar, e chi, meglio di Jennifer Lawrence, l'attrice del momento, poteva interpretarla?


Tutti ci hanno visto una fiaba in questa trama, io invece ci ho visto il contrario. Nelle fiabe La protagonista non ha a che fare con i mille problemi del mondo, con il mantenimento dei figli o con i debiti, ci sono invece principi e castelli, scenari mozzafiato e l'amore eterno. Joy è vero, passa le giornate a fare quello per cui è meno portata e a rassettare la casa dal disordine mentale e fisico dei familiari, ma non ha nè un principe nè tantomeno un castello. Biancaneve ha dovuto fare ben poco per raggiungere la vita agiata a corte, mentre Joy ha lottato con la lama tra i denti contro il mondo crudele e la famiglia, e ha dovuto mettere a repentaglio la sua incolumità ed il futuro dei suoi figli, pur di coronare il suo sogno.
Quindi, piuttosto che una favola, a me sembra l'ennesimo tentativo di esaltare una figura femminile, un'eroina moderna e concreta, icona di tutte quelle donne che si reprimono o vengono represse nella vita di tutti i giorni perchè era (e un po' rimane) il posto ideale della donna nella sbagliata società in cui viviamo.
Una scelta opinabile quella di David e molto furba in vista della serata dell'Academy, ma comunque sempre troppo in ombra rispetto ad altri titoli e temi in gioco.


Pensando che Joy è il nono film di O.Russell, mi viene spontaneo fare il paragone con la carriera di Tarantino, lui all'ottavo lavoro. Dovendo fare un bilancio, Tarantino con otto film è riuscito a toccare più volte l'apice del grande cinema (che piaccia o no è così) e a costruirsi un passato dettagliato e lineare seppur variegato. O. Russell, circa allo stesso punto, lo vedo molto più sfocato, con molti film e nulla di concreto in mano, anche se rimane un paragone azzardato.
Il suo stile è ridondante, confusionario. Dovendo fare un bilancio lo riesco ad inquadrare con più precisione tra American Hustle, Il lato positivo e quest'ultimo Joy, perchè, lasciando da parte il cast sempre molto simile, cosa che non disdegno personalmente, i personaggi si somigliano molto. Viene sempre fuori questo senso di pazzia tra le mura domestiche pronto a scoppiare in qualsiasi momento. Personaggi sull'orlo della follia, una messa in scena molto corale e teatrale, come dei burattini messi sul set. A me, questo suo stampo, piace e non ci posso fare niente. Ho amato Il lato positivo per i suoi discorsi serrati e sopra le righe, in cui Jennifer si è espressa al meglio anche se si stava ancora scoprendo. Adesso, con Joy, lei è la vera stella del film seconda a nessuno, probabilmente una delle poche decisioni azzeccate del film, anche se devo ammettere che, in un modo o nell'altro, è riuscito a rendere una trama molto insipida comunque accattivante e un minimo interessante. Jennifer, come la maggior parte delle volte, ha saputo veicolare a sè tutta l'attenzione del pubblico, unica vera eronia di una realtà che il cinema americano (ed ultimamente molto anche il panorama televisivo italiano) si sta impegnando a trattare.
O. Russell dovrebbe imparare dalla Lawrence nel trovare la propria strada. Dei suoi lavori che ho visto, questo è sicuramente il più pasticciato.

Commenti

  1. Questo Joy ancora mi manca ma... lo recupererò senza particolari aspettative! Jennifer Lawrence mi è sempre piaciuta, anche adesso che in molti la considerano superficiale e un po' costruita. Questo film, tuttavia, non mi ispira per niente.:(

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    1. Anche a me piace molto e anche io ho sentito varie voci a riguardo, anche se c'è da dire che sulle varie attrici del momento in tanti hanno sempre detto la loro. È sicuramente molto versatile, anche se adesso la vorrei vedere in qualche ruolo diverso dal solito. Di questo film invece si continuerà a parlarne poco perchè c'è ben poco da dire.

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  2. vero, per me parziale delusione, la protagonista salva il salvabile...

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  3. Più che altro è una fiaba nei toni, con la voce narrante e certe trovate di regia. Però sì, molto confusionario, inizio quasi sorprendente e poi si standardizza in maniera oscena e irritante.
    Sul perché Tarantino con meno film ha toccato i vertici è spesso spiegato: lui ha una sua voce particolare, O. Russel invece è un mestierante.

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    1. Io non ho trovato nemmeno dal tono, la narrazione è una narrazione come le altre, sarebbe stato carino sentire questo stampo fiabesco, ma invece nemmeno quello. Il paragone con Tarantino mi è venuto spontaneo per l'attesa di questi giorni, ma mi rendo conto anche io che sia un azzarlo, è solo che il momento mi ha fatto capire ancora di più quanto, come dici tu, O.Russell sia disorientato.

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  4. Già segnato nella mia agenda, anche se non so cosa mi aspetto di vedere, una bomba o una delusione? ti farò sapere..

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    1. Per me è stata più una delusione, vere e proprie "bombe" con David io non ne ho mai viste.
      Leggerò molto volentieri.

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