lunedì 28 marzo 2016

Batman V Superman: Dawn of Justice


Sei/sette anni fa vedevo il cinema come puro divertimento, qualsiasi cosa proponesse. Non ci capivo proprio niente, e questo mi dava la splendida possibilità di guardare tutto con occhi innocenti, ignoranti e divertiti, che fosse un horror, un film d'animazione o di supereroi o di qualsiasi altro genere. Così facendo non avevo aspettative e mi divertivo con qualsiasi porcheria che mi passava davanti al naso.
Oggi, che continuo a non capirci moltissimo ma comunque un po' più di ieri, non riesco più a divertirmi con tutta questa semplicità.
Ahimè...
Mi va di partire dicendo che, dal mio punto di vista e per la mia esperienza, ognuno di noi viene più o meno influenzato da ciò con cui cresce, poi naturalmente, crescendo, si ampliano i propri orizzonti e si scoprono cose nuove che entrano a far parte, come quelle dell'infanzia, del tuo "bagaglio personale", ma l'infanzia ti forgia al 70%. La mia, di infanzia,\ mi ha donato un amore viscerale per Tim Burton come per altri esempi del cinema, e, anche se non fa parte di quei capisaldi che sento il bisogno di rispolverare ogni tanto, Smallville (somebodysaaaaaavemeeeeeee!!) mi ha tenuto compagnia in molti pomeriggi. Sarà stato il fascino di Tom Welling, o quello di Michael Rosenbaum, ma fu così che mi inizializzai al genere.

La reputazione di Superman inizia a sgretolarsi; il suo salvataggio della Terra (nel film precedente,  L'uomo d'acciaio) ha portato moltissimi morti e divide l'umanità in due fazioni che si schierano con lui o contro di lui. Batman è tra quelle persone che credono che la sua presenza sulla Terra porti solamente morte e disgrazia, stesso identico parere della nemesi di Superman, Lex Luthor.


Il secondo gradino che non riesco a non prendere come metodo di paragone, è la trilogia di Nolan.
Si, lo so che sono cose diverse, interpretazioni diverse, e che non si possono paragonare, ma io lo faccio comunque. Bale per me è e rimarrà sempre l'unico Batman mai esistito. Non mi interessa, ignoro qualsiasi altra interpretazione precedente e, per quanto mi interessa approfondire il genere, continuerò a farlo. Adoro Bale ed il suo Batman e l'atmosfera inconfondibile che Nolan aveva creato, ai limiti della perfezione.
Capite bene che venire a sapere che a prendere il suo posto sarebbe stato Affleck (per il quale non nutro tutta questa simpatia), è stato un duro colpo.
Iniziamo proprio da qui: è famosa la notizia per cui Ben è entrato in "depressione" per il cattivo responso del pubblico al suo personaggio. Mi sono meravigliata persino io quando sono giunta alla conclusione che non è colpa di Affleck se Batman non ha proprio brillato. Stiamo parlando di un film che ha una lista infinita di difetti, primo di tutti la durata (Forrest Gump a confronto va giù che è una meraviglia), al secondo posto c'è la quantità di aneddoti e dettagli che si sono imposti di voler raccontare in un solo film, e terzo, ma comunque da mettersi le mani nei capelli, il metodo con cui questi aneddoti sono stati raccontati.


Per farvi capire, avevo un ragazzino molto vivace di fianco a me in sala che dopo i primi 40 minuti fa al padre: "Papà, ma non si capisce niente!", ed è proprio così!!! La prima metà del film è a dir poco terribile, da amputare senza pensarci due volte. Nella seconda metà la situazione si risolleva un tantino principalmente grazie ad una figura di cui parlo tra poco. Senza ripensare alla scelta di riproporre il trauma infantile di Bruce (già trito e ritrito), hanno voluto creare una sorta di continuità con il film precedente decisamente non riuscita e che mi ha inesorabilmente portata a pensare che già dall'inizio non c'era speranza.
Questi sono solo alcuni degli enormi errori di Snyder, perchè si potrebbe parlare dell'indecente utilizzo che hanno fatto degli effetti speciali, insomma, ce li hanno messi anche dove non ci stavano e in alcuni casi erano evidentemente abbozzati.
Ritornando sul discorso Batman, ci tengo proprio a precisare che se gli hanno fatto fare la figura di un rinoceronte con la mobilità di un tronco d'albero, e l'espressività di una pietra, non è proprio tutta colpa di Affleck che, non solo ha tentato in tutti i modi di salvaguardare la sua immagine, ma ha dato al film un tocco personale che in tutto il resto viene completamente a mancare. Cavill è tanto carino quanto insipido, e Gadot è addirittura inesistente seppur bellissima. Questo Batman per me non è più Batman, o meglio, era quello di Nolan ad essere speciale ed è questo Batman quello normale, che rispecchia di più l'obiettivo dei fumetti, quello di Nolan è stato un tentativo assolutamente raggiunto di fare di un supereroe un capolavoro.


L'unico personaggio sul quale proprio non contavo e che invece è riuscito qui a stupirmi e ad incuriosirmi è stato quello di Lex. Lui è l'unica motivazione che mi spingerebbe a guardare il seguito, perchè già L'uomo d'acciaio mi aveva fatto pena, ma forse questo ancora di più. Comunque sia, quella di Eisenberg è stata un'interpretazione preziosa, un Lex Luthor così complesso e psicopatico è difficile da trovare altrove ed è una figura che, purtroppo, è facile da oscurare.
Questa per me era l'unica ancora di salvezza per l'opera di Snyder su questa serie, ma visto questo, ho perso tutte le speranze per i futuri seguiti. Speriamo solo che non siano molti.

martedì 22 marzo 2016

Regali da uno sconosciuto - The Gift


Simon e Robyn si sono trasferiti a Chicago in una nuova casa per il lavoro di Simon e hanno in mente di provare a mettere su famiglia. Un giorno, in un centro commerciale, incontrano un ex compagno di scuola di Simon, Gordon, il quale viene invitato a cena da loro e da lì inizia a manifestare strani atteggiamenti, presentandosi sempre a casa della coppia soprattutto quando Robyn è sola.

Joel Edgerton è stato davvero una scoperta piacevole, se si considera che sono pochissime le menti che oggi lavorano e nel loro piccolo cercano di emergere singolarmente.
Fino ad oggi è stato uno di quegli attori che riconosci in ruoli (principalmente) secondari di vari film e che è sempre piacevole ritrovare, me lo ricordo con affetto in Warrior, che mi piacque molto, come anche in due episodi di Star Wars e in Il grande Gatsby, con la differenza che lui non è da blockbuster, ma i suoi sono un volto ed un cinema più intimi, indipendenti.
Con Regali da uno sconosciuto ha fatto il suo esordio come regista di un lungometraggio, dove è anche sceneggiatore e attore. Questo film ha caratteristiche di cui discuterò dopo, ma per tutta la sua durata si respira un'atmosfera particolare, carica di mistero, di noir e di novità. Che sia proprio la firma di Edgerton?


The Gift è un thriller di quelli ambientati tra le mura domestiche, dal retrogusto palese del thriller classico con il terribile dubbio che la tua casa, luogo nel quale ti sentivi al sicuro, possa essere invece facilmente corruttibile. Questo è un tema molto caro perchè la casa è per molte persone, me compresa, quasi un luogo sacro, nel quale ti senti invincibile, completamente al sicuro, e quando capisci che un estraneo con molta facilità può profanare quel luogo ci si sente colpiti nel proprio intimo, non ci si sente più al sicuro. E questa non è una novità nel mondo del cinema, ci sono moltissimi esempi di thriller o horror che hanno come ambientazioni principali le case. Edgerton ha preso questo concetto di sacralità e lo ha esteso, affibiando questo senso di insicurezza ai due protagonisti ovunque loro andassero, trasformando quella che sembrava una vita perfetta in un pozzo di incertezze.
Anche Gordon, il personaggio di Edgerton nonché guastafeste, è una figura vista e rivista; il classico losco figuro che riemerge dal passato della coppia con dubbie intenzioni, e presenta una situazione mutevole secondo dopo secondo, presentando al pubblico varie soluzioni che smentisce poco dopo. E' un po' un gioco ad incastro, pedina dopo pedina il pubblico si costruisce la trama ed è qua che esce il fattore psicologico del genere cinematografico; Joel è riuscito a creare confusione anche nella testa del pubblico, ispirandosi ai film che hanno fatto la storia e aggiungendo un senso di paranoia tale da renderlo un thriller decisamente riuscito con una semplicità unica.


Tutte le premesse sono da manuale, è vero, ma anche se non posso dire troppo perchè se no sprofonderei negli spoiler, posso solo far notare come la conclusione del film sia anticonvenzionale. Joel ha lasciato un finale del tutto aperto, sotto ogni punto di vista, di un film indipendente di cui mai (si spera) vedremo un seguito, e qui, ancora una volta, l'idea che il pubblico si era fatta cambia in un enorme punto di domanda.
Io sono per il fare tesoro del cinema di un tempo, riferito ad ogni genere, e prenderne spunto per creare nuovo cinema, perchè è a quello che serve dopotutto, ma detto questo credo che da Edgerton possiamo aspettarci molto di più. Questo è un ottimo film per iniziare una carriera da regista, davvero molto promettente, un thriller inaspettatamente divertente e pieno di suspance ma che effettivamente pecca un po' di originalità, per quanto io l'abbia apprezzato.

domenica 20 marzo 2016

Prova a prendermi


Frank Abagnale Jr. è un giovane americano che viene sconvolto dalla crisi finanziaria e dal divorzio della sua famiglia che lo portano a scappare di casa e provare, con i propri mezzi, a riprendersi le gioie del padre e la sua dignità. Per fare ciò decide di fingersi un pilota della Panam ed inizia una lunga storia di truffe, ma alle sue calcagna c'è l'FBI.

Ho la sensazione che DiCaprio fosse molto più bravo e più simpatico da giovane, anche se qui si parla "solo" di 14 anni fa e non era l'inizio della sua carriera. È difficile pensare ad un'interpretazione non memorabile dell'attore, benchè tutte molto simili. È anche difficile ricordarsi una parte insignificante che gli è stata proposta...
Fatto sta che Leonardo sembra nato per fare il bad boy e Tom Hanks il volto della giustizia, tutto è al suo posto e questo film un po' d'azione un po' drammatico scorre liscio per due ore senza molti momenti morti. Anche se rimane il fatto di non conoscere il libro dal quale è tratto, la trama è godibile e se vogliamo avvincente, poco verosimile ma comunque svolge in modo decoroso il suo obiettivo.


Mi ha colpita il personaggio di Christopher Walken, quello del padre orgoglioso e furbo ma che non vuole mollare. Questo rapporto quasi ossessivo del figlio nei suoi confronti e in più di un'occasione sembra proprio che tutto quello che ha fatto lo abbia fatto per riportare al padre tutto ciò che materialmente gli apparteneva e che il fisco gli ha portato via.
Un cast di stelle nascenti nei primi anni del 2000, data la presenza di Amy Adams e Jennifer Garner, entrambe visioni davvero piacevoli e palesemente acerbe.
È una continua giostra la vita di questo Abagnale, signore realmente esistito e in attività negli anni '60 e che è pure comparso molto velocemente nelle ultime scene del film.
Forse Prova a prendermi si potrebbe paragonare ad un The Wolf of Wall Street, una sorta di antenato, con i suoi pregi ed i suoi difetti, e anche se il secondo (a livello di trama) mi è piaciuto di meno, riconosco che siano entrambi due buoni film d'intrattenimento dalla dubbia, e forse nulla, morale.

martedì 15 marzo 2016

Life


Il fotografo Dennis Stock, che lavora per la rivista LIFE, decide di voler realizzare un servisio fotografico a James Dean, stella nascente del cinema. Ma non sarà un'impresa facile, poiché James è scostante e sfuggente. Questo servizio diventerà poi la testimonianza degli ultimi momenti della vita di James prima della sua inaspettata morte.

In poche parole, Life è il ritratto di una breve carriera di cui in molti parlano ma che in pochi conoscono. James Dean ha sempre avuto la fama di un personaggio eccentrico e controcorrente, dalla vita sregolata, ma qui il regista ha voluto forse presentarci la sua natura più intima e nascosta.
Life mi ha ricordato inevitabilmente Love & Mercy perché entrambi sono biografie ed entrambi vogliono raccontare niente più che i fatti accaduti con una notevole freddezza. In entrambi i casi ho concluso la visione arricchita di informazioni che prima ignoravo e allo stesso tempo mi hanno lasciato dentro un vuoto che difficilmente riesco a dimenticare. In entrambi i casi vengono raccontate storie travagliate, da un lato il disagio di una vita intera e dall'altro il difficile rapporto tra l'uomo ed i suoi desideri.


James Dean sognava di diventare famoso, ma più di ogni altra cosa sognava interpretare bei personaggi nel migliore dei modi, ma questo suo desiderio non combaciava con la sua vera attitudine, quella di un uomo schivo e un po' svogliata che preferisce vivere alla giornata senza piani ed imposizioni.
Il vuoto che hanno portato è un vuoto di insoddisfazione. Come già detto molte volte in passato, la biografia è difficile da gestire ed è molto facile rappresentarla nel modo errato perché magari non si coinvolge abbastanza il pubblico, perché la storia non è sufficientemente interessante, e si fa questa scelta principalmente per non stravolgere il senso della trama. Questo voler rappresentare i fatti nudi e crudi senza alcun tipo di abbellimento è un'arma a doppio taglio, perché da un lato c'è l'alta possibilità di non riuscire a colpire il pubblico, ma dall'altra si può cercare di apprezzare la storia di una vita reale facendo tesoro delle sue vere esperienze e non di avventure fittizie di un personaggio inventato di sana pianta. È come se il regista ci volesse dire: "Questa è la sua storia, e la voglio condividere con voi".


A dir poco impressionante è in alcune inquadrature la somiglianza tra Dane DeHaan e James Dean, DeHaan che tra l'altro ha molta più stoffa di quella che il cinema del momento ci vuole far credere, deve solo trovare il suo posto e maturare. Pattinson, che ho rivalutato in The Rover, credo che più o meno abbia già dato tutto quello di cui è capace, e infatti la sua interpretazione è quello che è.
Ancora una volta, come abbiamo visto anche di recente, si parla della fotografia e del voler immortalare l'anima di una persona, un momento della sua vita in cui è davvero se stesso. Ecco, forse una cosa che ho apprezzato del film è stata la scelta di descrivere questo momento d'arte in cui i due protagonisti entrano in sintonia nella terra natia di Dean nell'ultimo periodo della sua vita mentre hanno volontariamente tralasciato l'incidente che lo ha portato alla morte. È anche vero che è pieno di momenti morti e scene di cui avremmo fatto abbondantemente a meno, ma non tutte le biografie vengono col buco, in fondo.

sabato 12 marzo 2016

Carol


Therese è una ragazza che lavora come commessa in un grande magazzino di Manhattan, nella sezione giocattoli, e con la passione per la fotografia. I contendenti non le mancano, ma lei sembra essere stata rapita da Carol, una donna più grande di lei il cui fascino ha fatto in modo di attirare la sua completa attenzione.

È stata fin troppa l'aspettativa che mi sono creata sentendo parlare di Carol, anche se credo che pur non sentendone parlare bene il risultato sarebbe stato il medesimo.
Sono costretta, senza mezzi termini e giri di parole, a bocciarlo, e le motivazioni potrebbero essere infinite, per non parlare dell'innumerevole numero di insulti che cadranno a pioggia.
Ciò che sono riuscita ad apprezzare è stato lo stile inconfondibile ricreato degli anni '50, quelle ambientazioni ovattate ed intime, ma anche l'eleganza di quegli anni che è sempre molto piacevole da ammirare. E da questo punto di vista mi ha ricordato molto The Danish Girl che pur essendo ambientato nei primi anni del Novecento aveva circa le stesse caratteristiche in fatto di ambientazione e la cura dei dettagli soprattutto dei costumi.


E fin qui tutto bene, ma a farmi inorridire è stato il rapporto creatosi tra Therese e Carol; pensando ad una difficile storia d'amore come quella che è stata qui raccontata, mi aspettavo di vedere una passione, fisica e spirituale, che si poteva trovare in pochi altri film, e invece mi sono trovata davanti a due personaggi che con la passione hanno un rapporto molto singolare. Da una parte, Therese è ancora una ragazzina, che non sa bene quale direzione far prendere alla propria vita e che diventa nel giro di pochissimo tempo una sorta di 'giochino' di Carol. Dall'altra parte c'è proprio Carol che utilizza a suo piacimento la figura di Therese, così insicura e fragile. Ho in mente due particolari scene che mi hanno proprio fatto ribrezzo (PICCOLI SPOILER): la prima è il modo in cui, una volta nella casa di campagna di Carol durante la famosa domenica, dopo il litigio con il marito Carol ha pensato bene di chiamare un taxi a Therese per rispedirla a casa dopo averle fatto passare un pomeriggio a dir poco terribile, l'altra scena è quella in cui le ha portato il regalo di Natale e gliel'ha gentilmente sporto dentro casa facendolo strisciare a terra col piede, gesto che inoltre mi ha fatto pensare più ad un suo acquisto che ad un gesto spassionato e generoso. Adesso, io non so se questi siano normali comportamenti di una coppia (perchè di coppia si tratta, anche se per quegli anni era ancora più difficile che oggi), ma dai comportamenti, soprattutto di Carol, io non sono riuscita a vederci passione in queste due donne, non sono riuscita a vederci una vera storia d'amore, ma ci ho visto più che altro del cinismo.
(FINE SPOILER)


Insomma, ciò che doveva stare alla base di un film drammatico su una drammatica storia d'amore si è rivelato per me essere una contorta e atipica coppia che, tra tira e molla, cerca di capire quale sia la loro strada, ma a parte il dramma di Carol nel voler portare alla luce e non reprimere la sua vera natura (questione molto spinosa per gli anni '50 e quindi è stata ammirevole la sua scelta finale), io non ci ho trovato sentimento.
Questi lunghi sguardi, o queste lunghe riprese interminabili e senza dialoghi, che, per carità, saranno anche la tipicità del film, hanno fatto in modo di farlo diventare uno dei film più noiosi e pesanti che abbia visto nell'ultimo periodo, e non mi meraviglio se agli Oscar non sia stato premiato, perchè nemmeno le interpretazioni sono particolarmente degne di nota.
Tutto questo mi è dispiaciuto un sacco e dopo la visione mi sono resa conto di contarci molto su questo film, esattamente come su The Danish Girl, ma sono stata del tutto contrariata dalla scelta di raccontare di due donne così diverse, senza caratteristiche in comune se non il fascino che l'una provava nei confronti dell'altra e dell'immancabile quanto giusta morale.

mercoledì 9 marzo 2016

Mommy


Non mi sono mai trovata con i film francesi, senza nemmeno qualche motivazione precisa, semplicemente non mi hanno mai emozionata come hanno emozionato molte altre persone. L'ultima delusione è stata Due giorni, una notte di cui avevo letto pareri molto positivi ma che a me invece non ha fatto lo stesso effetto, anche se poi ci sono i pochissimi casi in cui invece devo ricredermi come in Quasi amici o in quest'altro film. Che poi Xavier Dolan non è francese ma canadese, per essere precisi, ma lo stile cinematografico finisce per somigliarsi molto anche nella scelta delle tematiche.

Diane è una madre single, sboccata e poco ben disposta verso il prossimo e, come se non bastasse, con un lavoro precario e che a stento la mantiene. Suo figlio, Steve, ha invece dei seri problemi di concentrazione e autocontrollo a livelli patologici che spesso sfociano in raptus violenti e incontrollabili che lo fanno passare da un istituto all'altro.
Nella loro vita poi entra anche la vicina di casa, Kyle, balbuziente e sottomessa alla propria famiglia, la quale trova in Diane e Steve una sorta di rinascita.


La situazione è drammatica; fin dalla prima scena si capisce che si ha a che fare con due soggetti ben poco semplici, insomma, questo ragazzo da qualcuno dovrà pur aver preso. Diane infatti non ha mezzi termini e dice tutto quello che pensa affrontandone poi le conseguenze. La situazione che ci viene presentata quindi è molto scomoda, lo spettatore stesso si sente quasi un intruso nella povera vita di queste due persone che si amano a modo loro e, sempre a modo loro, cercano di sopravvivere.
Il dramma è tangibile ed entrando nella loro vita, in quella casa piena di urla e infelicità, il pubblico non può che commuoversi e venire coinvolto, è una delle trame più toccanti che abbia visto nell'ultimo periodo con dei personaggi perfetti e delle interpretazioni favolose.
In tutto questo, pur non conoscendo prima Dolan, guardando Mommy capisci subito di che pasta è fatto. La sua è una regia davvero fuori dagli schemi, con un'utilizzo del formato che varia a seconda dei momenti lieti o più drammatici della loro vita, dove i primi sono di gran lunga più rari dei secondi. In quei momenti in cui il formato diventa il classico 16:9, tu ti rilassi momentaneamente insieme a loro, le cui vite sembrano vedere una fine all'oblio anche se purtroppo il soffocante e approssimato 4:3 torna sempre più inquietante di prima a riprendere una persona alla volta, il dramma del viso di una persona alla volta, quasi come per sottolineare il loro dolore.


Il dramma, se raccontato nel modo giusto, ha un enorme potere sul pubblico. E' uno dei generi più semplici da trattare ma più complessi da realizzare nel migliore dei modi. Dolan, regista tra le altre cose del video di "Hello" di Adele ed interprete in più film anche molto conosciuti, è riuscito davvero a stupirmi.
Mommy non è esente da errori, è imperfetto ed adatto alla giovane età di Dolan, per i miei gusti troppo lungo anche se non riuscirei a tagliare nemmeno una scena del film per quanto essenziali non nella trama ma nello specificare la situazione sentimentale dei due, con un finale aperto ma dall'immenso significato. Il messaggio che Dolan si sente di dare è che spesso vengono prese le decisioni meno semplici, quelle più dolorose ma giuste che ti permettono di sperare in una vita migliore e in un futuro più roseo.
Sono rimasta colpita dalla carica passionale che ha Antoine-Olivier Pilon, interprete di Steve, una delle interpretazioni più belle che abbia visto nel 2015 e nell'inizio di quest'anno, ma anche quelle della madre Diane e di Kyle, dei personaggi perfetti per un film quasi perfetto.

giovedì 3 marzo 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot: la rinascita del cinema italiano?




Era da ben due anni che il cinema italiano non toccava questo argomento. Si parla di "argomento" e non di genere perché i due film di cui si parla nascono dallo stesso filone ma sono generi completamente diversi. Si tratta infatti de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores del 2014, film che era parso come un faro in mezzo al mare durante una tempesta per il panorama cinematografico italiano, ma che si è rivelato molto più debole del previsto, quasi un prodotto "teen" anche se le basi avevano i più buoni propositi.
L'Italia ci riprova, questa volta con un po' di grinta e molto più coraggio.

Enzo Ceccotti è un ragazzo romano che per campare commette piccoli furti, vive di yogurt e senza un'apparente morale. Un giorno, provando a scappare dalla polizia che lo inseguiva, si tuffa nel Tevere e finisce per sbaglio in un barile di materiale radioattivo. Si ritrova inspiegabilmente investito di poteri straordinari che utilizza in un primo momento per commettere i suoi furti, ma sulla sua strada irrompe un piccolo criminale convinto di voler diventare il più famoso di Roma e che inizia ad interessarsi ai suoi strani poteri.


Ero scettica, ma non è una novità che lo sia per un film italiano. La sua fama lo ha preceduto, e a convincermi del tutto è stata la presenza di Claudio Santamaria, uno degli attori italiani (e pure bellocci) più interessanti al momento sulla piazza.
Dimenticatevi lo stampo dei film buonisti sui supereroi della Marvel o DC Comics, questa volta sembra proprio che l'Italia sia riuscita a prendere dall'estero il meglio senza dimenticare le nostre caratteristiche. Lo chiamavano Jeeg Robot vede tutto il disagio della malavita di Roma e, ciò che lo rende divertente e particolare, è la scelta di mettere insieme più generi; si passa da un'amara commedia all'azione, al thriller per finire con un irresistibile mix di noir e trash (più trash che noir). La commedia non vi farà sbellicare dal ridere, ma è uno dei suoi punti forti, fa ghignare di una realtà amara di cui siamo a conoscenza e che più spesso facciamo finta di dimenticare. I personaggi sono stati creati cinici e scontrosi ma al tempo stesso buffi e determinati con interpretazioni di livelli una spanna superiori alla media italiana di oggi.
E' tutto molto a fuoco; il protagonista cinico che trova un suo scopo nella vita, il cattivo psicopatico e megalomane interpretato da Luca Marinelli, a dir poco perfetto, ed un personaggio femminile che sfodera tutto l'erotismo un po' buffo e romano di Ilenia Pastorelli e senza la quale il film avrebbe perso una parte della sua dolce stranezza.


Nemmeno a farlo apposta, contemporaneamente in America e in Italia sono usciti due film sui supereroi vietati ai minori, perchè, come Deadpool, Enzo Ceccotti non nasce come salvatore della patria, quanto più della propria pelle. L'egocentrismo oggi è sexy e di moda, e forse è passato il periodo del supereroe "alla Captain America", tutto d'un pezzo e pronto a salvare il prossimo, con i suoi denti splendenti e i capelli curati, oggi il pubblico italiano ha apprezzato Enzo con la barba incolta, il classico burino che vive alla giornata e alle spalle del mondo intero.
Lo chiamavano Jeeg Robot scivola fino alla fine senza chiedere il permesso e svolge il suo compito nel migliore dei modi. E' la prova del fatto che gli italiani hanno ancora delle buone iniziative, ma che stagna un po' di pigrizia o magari di poca autostima.
Viene spontaneo chiedersi se questo è il massimo che possiamo fare, non saprei rispondere, so solo che questo è stato un ottimo modo per spiegare a italiani e stranieri che abbiamo molte possibilità di rinascita.

mercoledì 2 marzo 2016

The Danish Girl


Einer Wegener, pittore danese dei primi anni del '900, ha vissuto una vita molto complicata.
Sposato con Gerda, ad un certo punto del loro matrimonio Einer capisce che qualcosa è cambiato, che non può più reprimere la verità che racchiude nel suo cuore, e da vita a Lili, la parte femminile di sè.

Ogni anno gli Oscar puntano a sensibilizzare su alcune tematiche della nostra moderna società; quest'anno, ad esempio, ci sono stati due film incentrati sulla violenza sessuale, Room e Il caso Spotlight, che hanno entrambi avuto esiti positivi, e come gli anni scorsi, si è voluto sempre ricordare la lotta contro il razzismo, con le battute/non battute del presentatore, Chris Rock, e l'omofobia con The Danish Girl e con il breve ma efficace discorso di ringraziamento di Sam Smith dopo la sua vittoria per miglior canzone.
Purtroppo si, bisogna continuare a sensibilizzare il pubblico su queste tematiche perchè sono ancora tanti, troppi i casi nel mondo in cui non si sono ancora estinte certe divergenze sociali, e gli Oscar sono un po' un'arma a doppio taglio; diciamoci le cose come stanno, pochi oggi sono i registi che (in vista degli Oscar o di altri riconoscimenti) fanno ancora cinema per il gusto disinteressato di raccontare una storia nel miglior modo possibile. L'Academy preferisce certe tematiche più delicate, anche da proporre come veicolo al pubblico e documentarlo, certamente, ma si scelgono le tematiche anche (e soprattutto) in vista di una premiazione, e si sa, malattia, razzismo ed omofobia sono i prescelti.


La mia sensazione in questo discorso è quella che The Danish Girl sia stato il film più veicolato dell'anno, buonista, forse troppo e in un'altra situazione, con una regia più attenta, sarebbe potuto essere un gran bel film proprio perchè la storia vera dal quale si ispira è a dir poco straziante e, anche se non si è direttamente coinvolto nella questione, è talmente ben interpretato da riuscire comunque a ferirti.
A parte questo suo lato un po' furbetto e, come ogni anno, poco piacevole, The Danish Girl segna un punto a suo favore: Eddie Redmayne. Può non piacere a tutti, ma è indiscutibile che sia uno degli attori del momento che più si dedica a quello che fa, per riuscire al meglio nei suoi ruoli e non tradire la fiducia riposta nei suoi personaggi.
In un'intervista lessi che prima con l'interpretazione di Stephen Hawking, e poi con quella di Einer Wegener, Eddie ha percepito l'importanza e l'onore di poterli rappresentare, ma anche la responsabilità che ne comportava. Si parla comunque di due personaggi che fanno a modo loro la storia e rappresentano da una parte la comunità delle persone malate di SLA e dall'altra l'intera comunità transgender. Eddie in entrambi i casi, ha studiato affondo le due realtà, in prima persona, portando a segno due interpretazioni memorabili e che hanno lasciato il segno.
Affiancato comunque da una bravissima attrice, Alicia Vikander, che per questo ruolo la notte scorsa ha vinto l'Oscar, senza la quale il film non sarebbe stato lo stesso, una perfetta spalla per un ruolo tanto complicato come quello di Eddie.


Il resto lascia un po' a desiderare. C'era da ringraziare in una così complessa trama, piena di dolore, sofferenza, perchè è stato tecnicamente svolto con poca cura. E' evidente un'enorme divario tra le tempistiche con cui sono state trattate la prima e la seconda parte, rispettivamente una molto lunga e l'altra quasi abbozzata e frettolosa, la visione d'insieme è comunque troppo poco fluida e finisce per annoiare spesso e volentieri, benchè la trama colpisca non poco, ma non sempre basta.
La fotografia è stata molto curata, quasi come se le inquadrature fossero di per sè dei quadri, ma tralasciando interpretazioni e fotografia manca la cura nei dettagli, molto semplicemente hanno scritto la storia senza pensare a come scriverla. Il risultato è troppo squilibrato e sa del solito drammone fine a se stesso pur raccontando una storia che forse non tutti conoscono e che da un'idea del trauma psicologico della comunitá gay e transgender.

martedì 1 marzo 2016

Le novità al cinema di marzo 2016


In questo affollato mese non sono poi molti i titoli a cui ambisco.
Di sicuro Room sarà il primo, seguito da Legend, Ave, Cesare!, Kung Fu Panda 3 ed il fumettistico capitolo di Batman V Superman. Brooklyn me lo sono perso per la strada agli Oscar e devo ancora capire se vederlo o meno, e poi, per una questione di cuore, dovrò vedere Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, per il mio incondizionato ed inspiegabile amore che da anni ho per il primo capitolo.

Da martedì 1 marzo

Astrosamantha - La donna dei record nello spazio
Regia: Gianluca Cerasola
Attori principali: Giancarlo Giannini, Samantha Cristoforetti
Genere: Documentario
Trama: Samantha Cristoforetti è stata la prima donna ad aver trascorso 199 giorni, 15 ore e 42 minuti nello spazio e anche la prima ad aver percorso oltre 130 milioni di chilometri. E la prima donna italiana nello spazio ed è l'astronauta ESA in missione ASI e capitano pilota dell'Aviazione Militare ad aver trascorso più giorni consecutivi nello spazio in un'unica missione. In questo documentario accompagna lo spettatore lungo tutto il percorso che l'ha portata a raggiungere questi risultati.


Da mercoledì 2 marzo

 Imagine Dragons - Smoke + Mirrors Live
Genere: Concerto
Nelle sale di tutto il mondo solo per la notte del 2 di marzo. Filmato durante il pluripremiato tour mondiale con i principali brani della band.









Da giovedì 3 marzo

Room
Regia: Lenny Abrahamson
Attori principali: Brie Larson, Megan Park, William H. Macy
Genere: Drammatico
Trama: Jack e e Joy sono stati rapiti da un uomo e per sette anni hanno vissuto in una stanza, dove Jack è anche cresciuto. Joy però un giorno rivela a Jack l'esistenza di un mondo al di fuori di quella stanza e che, insieme, riescono a raggiungere evadendo da quella loro prigionia.




Attacco al potere 2
Regia: Babak Najafi
Attori principali: Gerard Butler, Aaron Eckhart, Morgan Freeman
Genere: Azione
Trama: La storia inizia a Londra, dove il primo ministro britannico è deceduto in circostanze misteriose. Il suo funerale è un evento a cui devono partecipare i leader del mondo occidentale ma quello che inizia come il più protetto evento sulla Terra si trasforma in un piano mortale per uccidere i leader di tutti il mondo.



Suffragette
Regia: Sarah Gavron
Attori principali: Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Meryl Streep
Genere: Drammatico
Trama: Londra, 1912. Maud Watts è una giovane donna occupata nella lavanderia industriale di Mr. Taylor, un uomo senza scrupoli che abusa quotidianamente delle sue operaio. Alcune di loro combattono da anni a fianco di Emmeline Pankhurst, fondatrice della Women's Social and Political Union. Le suffragette combattono per i loro diritti civili e il diritto al voto, ignorate dai giornali e dai politici, decidono di passare alle maniere forti.


Legend
Regia: Brian Helgeland
Attori principali: Tom Hardy, Emily Browning, David Thewlis
Genere: Thriller
Trama: Nell'East End londinese degli anni Sessanta nessun criminale era più temuto dei gemelli Krays. Reginald, detto Reggie, era attraente, elegante e dotato di un grande senso degli affari, mentre Ronald, detto Ronnie, era sanguinario e irrazionale.




Regali da uno sconosciuto - The Gift
Regia: Joel Edgerton
Attori principali: Jason Bateman, Rebecca Hall, Joel Knapp
Genere: Drammatico
Trama: Al centro del film la domanda: che cosa accadrebbe se qualcuno a cui in passato si è fatto del male ricomparisse dopo un incontro casuale? Simon e Robyn sono una giovane coppia di sposi la cui vita procede tranquillamente fino a quando un incontro casuale con un conoscente di Simon getta la loro vita in una spirale di esperienze sconvolgenti.



Pedro - Galletto coraggioso
Regia: Gabriel Riva Palacio Alatriste
Attori principali: Bruno Bichir, Carlos Espejel, Angélica Vale
Genere: Animazione
Trama: Pedro coltiva un grande desiderio sin da quando era un pulcino: battersi su un vero ring come il suo idolo di sempre, Sylvester Pollone. L'occasione per far diventare realtà il suo sogno arriva quando si trova a dover affrontare un match importante, il cui premio potrebbe permettere di salvare la fattoria dalla rovina economica.



Urge
Regia: Riccardo Rodolfi
Attori principali: Alessandro Bergonzoni
Genere: Teatro
Trama: Tratto dall'omonimo successo teatrale di Borgonzoni, il film è la ripresa del monologo con cui l'attore bolognese si scaglia contro le vacuità e le metastasi culturali della società di massa.





Mi rifaccio il trullo
Regia: Vito Crea
Attori principali: Uccio De Santis, Lorena Cacciatore, Pietro Genuardi
Genere: Commedia
Trama: Michele Modugno, un muratore pugliese con l'hobby della musica, vive in un grande trullo con la vecchia madre, la sorella e il cognato.Per ripianare un debito contratto con la banca, Michele affitta d'estate un piccolo trullo sul mare di sua proprietà. Il giorno prima di ospitare una turista riceve una brutta sorpresa: qualcuno ha rubato il trullo.




Da mercoledì 9 marzo

The Divergent Series: Allergiant
Regia: Robert Schwentke
Attori principali: Shailene Woodley, Theo James, Naomi Watts
Genere: Fantascienza
Trama: Beatrice Prior e Tobias Eaton si avventurano in un mondo a loro nuovo e sconosciuto al di fuori della recinzione che circonda Chicago, qui vengono presi in custodia da un'agenzia misteriosa conosciuta come il Dipartimento di Sanità Genetica.






Da giovedì 10 marzo

Ave, Cesare!
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Attori principali: Josh Brolin, George Clooney, Ralph Fiennes
Genere: Commedia nera
Trama: Mentre sull'atollo di Bikini gli Stati Uniti sono impegnati con gli esperimenti sulla bomba H, a Hollywood Eddie Mannix si deve occupare di trovare una soluzione ad un altro tipo di problema. Eddie è un fixer, cioè colui che deve tenere lontani dagli scandali in cui si vanno a ficcare le star che stanno lavorando ai film di un grande Studio, quando accade la scomparsa del protagonista di un film su Gesù, nei panni di un centurione romano.


Weekend
Regia: Andrew Haigh
Attori principali: Tom Cullen, Chris New, Laura Freeman
Genere: Drammatico
Trama: Venerdì notte. Russell incontra in un locale gay Glen con il quale trascorrerà l'intero weekend tra alcool, droga, sesso e confidenze. Presentato con grande successo al Festival SXSW di Austin, Texas, dove ha vinto il premio del pubblico, è stato girato in appena 17 giorni.




Forever Young
Regia: Fausto Brizzi
Attori principali: Fabrizio Bentivoglio, Sabrina Ferilli, Teo Teocoli
Genere: Commedia
Trama: Oggi nessuno insegue più un sogno, un ideale o banalmente il denaro, tutti sono alla ricerca della giovinezza perduta. Se sei giovane sei alla moda, se sei vecchio no. Questa è la storia di un gruppo di amici, ambientata nell'Italia di oggi. 





Da lunedì 14 marzo

Peggy Guggenheim: Art Addict
Regia: Lisa Immordino Vreeland
Genere: Documentario
Trama: Grazie ad un accesso senza precedenti ai materiali d'archivio, e in particolare alle registrazioni di una lunga intervista rilasciata poco prima della morte e finora considerata perduta, il documentario offre il ritratto della figura anticonformista e scandalosa di Peggy Gugghenheim, punto di riferimento dell'arte moderna.





Da martedì 15 marzo

The Boy and the Beast
Regia: Mamoru Hosoda
Attori principali: Aoi Miyazaki, Koji Yakusho, Shota Sometani
Genere: Animazione
Trama: Storia ambientata nel mondo degli esseri umani e nel regno dei bakermono, creature spirituali. In questi due mondi che non devono intersecarsi, vivono un ragazzo e un bakemono solitari. Un giorno, il ragazzo si perde nel mondo dei bakemono e diventa il discepolo del bakemono Kumatetsu.




Da giovedì 17 marzo

Kung Fu Panda 3
Regia: Jennifer Yuh Nelson, Alessandro Carloni
Attori principali: Jack Black, Dustin Hoffman, Randall Duk Kim
Genere: Animazione
Trama: Il padre di Po, scomparso da tempo, riappare improvvisamente e si recano in un paradiso segreto dei panda dove incontrerà decine di esemplari. Quando però il super-cattivo Kai comincia a espandersi in tutta la Cina, Po dovrà fare l'impossibile e addestrarsi, insieme ai suoi ritrovati fratelli, per riuscire a diventare la banda più imbattibile.



Risorto
Regia: Kevin Reynolds
Attori principali: Joseph Fiennes, Tom Felton, Peter Firth
Genere: Azione
Trama: Racconta l'epica storia della Resurrezione e delle settimane che la seguirono, attraverso gli occhi dell'incredulo Clavio, un tribuno militare di alto rango. Clavius e il suo aiutante Lucio vengono istruiti da Ponzio Pilato per assicurarsi che i seguaci radicali di Gesù non rubino il suo corpo e in seguito dichiarino la sua resurrezione.



Brooklyn
Regia: John Crowley
Attori principali: Saoirse Ronan, Domnhall Gleeson, Emily Bett Rickards
Genere: Drammatico
Trama: Ellis sta per partire per l'America, in Irlanda sembra non avere un futuro e la famiglia, aiutata dal prete, la spedisce nel nuovo mondo in nave. Sono gli anni '50. A New York si ambienta a fatica e combatte con un'insopprimibile nostalgia fino a che non conosce un ragazzo italoamericano. Quando la morte dell'unica sorella la costringerà a ritornare brevemente a casa di accorgerà di quanto di sè ha lasciato in quei luoghi e di quanto il fascino di una vita lì sia ancora forte per lei.

Truth - Il prezzo della verità
Regia: James Vanderbilt
Attori principali: John Benjamin Hickey, Cate Blanchett, Robert Redford
Genere: Biografico
Trama: Nel 2005 Dan Rather, celeberrimo anchorman del nerwork televisivo americano CBS, rassegnò le dimissioni in seguito alla controversia esplosa dopo a messa in onda di un servizio che metteva in discussione l'appartenenza dell'allora presidente George W. Bush alla Guardia Nazionale Aerea durante la guerra nel Vietnam. Responsabile di quel servizio era Mary Mapes, una produttrice televisiva che aveva realizzato molti storici scoop con grande intuito giornalistico.

La corte
Regia: Christian Vincent
Attori principali: Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen, Miss Ming
Genere: Commedia
Trama: Xavier Racine è un maturo giudice togato dalla porte d'Assise di Saint-Omer, nella regione nordoccidentale del passo di Calais, soprannominato il magistrato "a due cifre" perchè è difficile che le vittime dei suoi verdetti constino meno di dieci anni di reclusione. Nonostante una brutta influenza di stagione, Racine è chiamato a presidiare l'aula del processo di un giovane disoccupato, accusato di aver ucciso la figlia di sei mesi, ma a sconvolgere Racine non è l'omicidio della bambina, ma la presenza in aula di una donna di cui era innamorato.

The Lesson - Scuola di vita
Regia: Kristina Grozeva, Petar Valchanov
Attori principali: Margita Gosheva, Ivanka Bratoeva, Ivan Barnev
Genere: Drammatico
Trama: Nadia avvisa i suoi studenti che sta tenendo d'occhio il ladro della classe. Afferma che, una volta preso, i suoi compagni riavranno indietro i loro soldi e lei gli sarà una bella lezione. Il marito non ha rimborsato i prestiti contratti per l'acquisto di un furgone che avrebbe dovuto riparare e successivamente rivendere. Nadzdha deve saldare l'intero debito, così deve richiedere un ulteriore prestito a un usuraio promettendo di ripagarlo con la vendita del furgone.

Frankenstein
Regia: Bernard Rose
Attori principali: Xavier Samuel, Danny Huston, Carrie-Anne Moss
Genere: Drammatico
Trama: Dopo essere stato creato artificialmente e in seguito abbandonato perchè dato per morto da una coppia di scienziati, un mostro deve fare i conti con la natura orribile dell'umanità. Rivisitazione moderna del classico di Mary Shelley.




Bianco di Babbudoiu
Regia: Igor Biddau
Attori principali: Michele Manca, Roberto Fara, Stefano Manca
Genere: Commedia
Trama: Gli eredi delle tenute Babbudoiu gestiscono allegramente l'azienda vinicola sassarese fondata dal loro babbo. Sono in attesa di un cospicuo finanziamento europeo, ma per loro questa attesa è una pura formalità, quei soldi sono già sul conto corrente avendo chiesto e ottenuto un importante prestito in banca. Vivono quindi il loro presente ben aldilà delle loro possibilità ma ben presto scopriranno che il finanziamento non viene erogato e la banca gli chiede di rientrare in soli 15 giorni di tempo.


Da lunedì 21 marzo

Royal Opera House: Boris Godunov
Regia: Richard Jones
Attori principali: Godunov Bryn Terfel, Shuisky John Graham-Hall
Genere: Opera lirica
Trama: Richard Jones e Antonio Pappano rinnovano la loro collaborazione con questa nuova creativa produzione del capolavoro storico di Musorgskij, nella sua prima visione in sette scene. 






Il 22 e 23 marzo

Renoir: oltraggio e seduzione
Regia: Phil Grabsky
Evento
Trama: Nato da una famiglia modesta nel cuore della Francia, Renoir è uno dei pittori impressionisti più amati e conosciuti al mondo oltre che parte essenziale della storia della cultura europea. Per soli due giorni arriverà nei cinema italiani con il tour cinematografico che consentirà agli spettatori di visitare la Barnes Foundation di Philadelphia, dove è stata ospitata la più grande collezione al mondo di Renoir.




Da mercoledì 23 marzo

Batman V Superman: Down of Justice
Regia: Zack Snyder
Attori principali: Ben Affleck, Henry Cavill, Gal Gadot
Genere: Fantastico
Trama: Il crossover più atteso dell'anno fin dalle prime immagini mette in chiaro come voglia contrapporre un Dio ad un uomo. Superman, nella visione del regista, è sempre più una proiezione moderna degli dei greci, Batman è sempre più Prometeo.





Da giovedì 24 marzo

Un momento di follia
Regia: Jean-Francois Richet
Attori principali: Vincent Cassel, Francois Cluzet, Lola Le Lann
Genere: Commedia
Trama: Antoine e Laurent sono due amici di lunga data che trascorrono le loro vacanze in Corsica con le rispettive figlie Louna di 17 anni e Marie di 18. Una sera sulla spiaggia, Louna viene sedotta da Laurent e si innamora, ma per Laurent tutto questo non è un momento di follia.




Il mio grosso grasso matrimonio greco 2
Regia: Kirk Jones
Attori principali: John Stamos, John Corbett, Nia Vardalos
Genere: Commedia
Trama: A distanza di anni, esce il seguito delle avventure della famiglia Portokalos. Questa volta i coniugi si troveranno ad affrontare le una crisi quando si renderanno conto di aver concentrato le loro attenzioni sulla figlia perdendo di vista loro stessi e il loro rapporto. In più, la famiglia di lei è sempre più presente in tutti i momenti della loro vita.



Heidi
Regia: Alain Gsponer
Attori principali: Anuk Steffen, Bruno Ganz, Quirin Agruppi
Genere: Commedia
Trama: L'orfanella trascorre la sua infanzia con il nonno in una semplice baia sulle montagne svizzere. Insieme al suo amico Peter, bada alle capre del nonno e si gode la libertà. Ma un giorno viene portata a Francoforte dalla zia Dete per imparare a scrivere cotto l'attenta supervisione della signorina Rottenmeier.




La macchinazione
Regia: David Grieco
Attori principali: Massimo Ranieri, Libero de Rienzo, Roberto Citran
Genere: Noir
Trama: Nel 2015 sono passati 40 anni dalla scomparsa di Pasolini, eppure il suo omicidio è ancora uno dei misteri italiani più discussi. Quando il 2 novembre del '75 il corpo senza vita di Pasolini su trovato all'Idroscalo, David Grieco fu uno tra i primi a giungere sul posto insieme al medico legale. I due erano molto legati, e il film racconta gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini e del suo rapporto con Pino Pelosi.

Land of Mine - Sotto la sabbia
Regia: Martin Zandvliet
Attori principali: Roland Moller, Mikkel Boe Folsgaard, Laura Bro
Genere: Guerra
Trama: Liberazione dell'occupazione tedesca della Danimarca, lasciata con oltre due milioni di mine sulla sua costa occidentale, dove i tedeschi erano convinti darebbero sbarcati gli alleati. L'opera di disinnesco dell'enorme quantitativo di mine fu condotta da prigionieri di guerra tedeschi, per la maggior parte giovanissimi, inviati in battaglia negli ultimi tragici e convulsi giorni di scontri.


Sp1ral
Regia: Orazio Guarino
Attori principali: Marco Cocci, Valeria Nardilli, Michele Bevilacqua
Genere: Drammatico
Trama: Matteo Moella è un regista controverso ma di successo. Vive e lavora a New York dove è ancora in riabilitazione per curare il disturbo borderline di cui soffre da anni. Durante le prove del suo ultimo lavoro, una telefonata dall'Italia lo avverte della morte di suo padre. Matteo lascia New York per tornare al paese natale alla casa al mare lasciatagli dal padre.



Un paese quasi perfetto
Regia: Massimo Gaudioso
Attori principali: Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone
Genere: Commedia
Trama: Pietramezzana, piccolo paese sperduto nelle Dolomiti lucane, rischia di scomparire. I giovani lo stanno abbandonando e i pochi abitanti rimasti, per lo più ex minatori, vivono con una cassa integrazione che minaccia di trasformarsi presto in disoccupazione permanente. Ma non si scoraggiano.




La canzone perduta
Regia: Erol Mintas
Attori principali: Feyyaz Duman, Zubeyde Ronahi, Nesrin Cavadzade
Genere: Drammatico
Trama: Ali, giovane insegnante, vive con la sua anziana madre Niger a Tarlabasi, quartiere di Istanbul, "casa" di numerosi rifugiati curdi dal 1990. La gentrificazione in atto della città vecchia li costringe ancora una volta a partire e a trasferirsi in quel deserto di cemento senza anima che è l'estrema periferia della città. Nigar è convinta che i suoi vicini siano tutti ritornati nel loro villaggio curdo. Ogni mattina prepara le sue cose e si mette in cammino per ritornare al villaggio.

Il condominio dei cuori infranti
Regia: Samuel Benchetrit
Attori principali: Michael Pitt, Isabelle Huppert, Valeria Bruni Tedeschi
Genere: Commedia drammatica
Trama: Su un immobile grigio delle banlieue parigine precipita John Mckenzie, un astronauta americano finito fuori rotta. Raccolto sul tetto da madame Hamida, una donna marocchina che lo ama come un figlio, Mckenzie attende che la NASA lo riconduca a casa. Qualche piano sotto Charly, adolescente che vive con una madre assente, soccorre la nuova vicina, attrice degli anni Ottanta caduta dal piedistallo e chiusa fuori dalla porta. 

Grotto
Regia: Micol Pallucca
Attori principali: Samuele Biscossi, Iris Caporuscio, Gabriele Fiore
Genere: Avventura
Trama: Un'avventura incredibile resa straordinaria dal percorso umano dei piccoli protagonisti che grazie all'assunzione della consapevolezza che nulla è dovuto capiscono che l'amicizia è una conquista. Tre bambini costringono un loro compagno di classe a una prova di coraggio per entrare a far parte del loro gruppo: dovrà portare via un teschio da una chiesa abbandonata. Inaspettatamente il bambino viene inghiottito da una voragine che si apre sul pavimento.


Da giovedì 31 marzo

L'ultima tempesta
Regia: Craig Gillespie
Attori principali: Chris Pine, Josh Stewart, Kyle Gallner
Genere: Drammatico
Trama: Il film Disney racconta l'eroica impresa della Guardia Costiera americana alle prese con una violenta tempesta e con uno dei più disastrosi naufragi di tutti i tempi avvenuto al largo della East Coast. Il 18 febbraio del 1952, una terribile tempesta colpisce il New England, devastando intere città e la SS Pendleton, una petroliera T-2 diretta a Boston: i 30 marinai intrappolati a poppa sono destinati a un rapido naufragio. 


13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi
Regia: Michael Bay
Attori principali: John Krasinski, Freddie Stroma, Toby Stephens
Genere: Azione
Trama: L'11 settembre del 2012 dei terroristi hanno attaccato l'area del Dipartimento di Stato americano della missione speciale a Bengasi. Il film è incentrato su sei membri di una squadra di sicurezza che hanno combattuto valorosamente per difendere gli americani che si trovavano di stanza lì. Ma fu un successo solo parziale, Stevens e un agente del servizio straniero sono stati uccisi in un attacco, e due impiegati nel corso di un secondo attacco.


Codice 99
Regia: John Hillcoat
Attori principali: Aaron Paul, Kate Winslet, Gal Gadot
Genere: Thriller
Trama: Quando un gruppo di poliziotti è ricattato dal cartello della mafia russa per portare a termine una rapina apparentemente impossibile, gli agenti capiscono che l'unico modo per mettere a segno il colpo è causare un 999, il codice usato dalla polizia per segnalare che un agente p stato colpito in azione. Il caos che segue l'uccisione di un poliziotto è il diversivo perfetto di cui hanno bisogno per fare la rapina, ma se abbiano davvero la volontà di uccidere un collega è tutta un'altra storia.

Race - Il colore della vittoria
Regia: Stephen Hopkins
Attori principali: Stephen James, William Hurt, Jeremy Irons
Genere: Biografico
Trama: La pellicola è incentrata su come Jesse Owens, il figlio di un mezzadro dell'Alabama, mandò in frantumi il mito della supremazia ariana di Adolf Hitler alle Olimpiadi di Berlino del 1936 stabilendo un record di quattro medaglie d'oro nei 100 metri piani, 200 metri piani, salto in lungo e la staffetta da 400 metri. 



Love and Mercy
Regia: Bill Pohlad
Attori principali: Elizabeth Banks, Paul Dano, John Cucask
Genere: Biografico
Trama: Melinda lavora in un concessionaria di auto. Un giorno incontra nello showroom un uomo che le viene presentato come Brian Wilson. L'uomo è stato il frontman nonchè autore delle canzoni dei Beach Boys. I due iniziano a frequentarsi e la donna scopre le ragioni di profondo disagio psichico che Brian sta vivendo.



Un bacio
Regia: Ivan Cotroneo
Attori principali: Rimau Ritzberger, VAlentina Romani, Leonardo Pazzagli
Genere: Drammatico
Trama: Un bacio ha come protagonisti tre ragazzi sedicenni, Lorenzo, Blu e Antonio, che hanno molte cose in comune: frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, hanno ciascuno una famiglia che li ama, e tutti e tre, anche se per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei.



Come saltano i pesci
Regia: Alessandro Valori
Attori principali: Simone Riccioni, Brenno Placido, Marianna Di Martino
Genere: Drammatico
Trama: Matteo è un ragazzo di 26 anni con una vita perfetta: un sogno nel cassetto, due genitori Italo e Mariella che lo amano profondamente e una sorellina Giulia che vede in lui il suo eroe. Tutto si sgretola quando riceve una telefonata: il suo mondo era costruito attorno ad una terribile bugia. Matteo per fa luce sull'accaduto parte alla ricerca della verità, accompagnato dalla sorella Giulia.


On Air - Storia di un successo
Regia: Davide Simon Mazzoli
Attori principali: Marco Mazzoli, Giancarlo Giannini, Marco Marzocca
Genere: Commedia
Trama: In un'alternanza di racconti del passato e del presente del conduttore di Ragio 105 Marco Mazzoli rivivremo quella che simboleggia la grande avventura della vita: un'avventura fatta di vittorie ma anche di tante amarezze e sconfitte. Si susseguiranno episodi d'amori perduti e poi ritrovati, amicizie iniziate e poi finite, tradimenti, furti, licenziamenti e denunce.



La comune
Regia: Thomas Vinterberg 
Attori principali: Ulrich Thomsen, Fares Fares, Trine Dyrholm
Genere: Drammatico
Trama: Copenaghen, 1975. Erik ed Anna, architetto e insegnante lui conduttrice di Tg lei, hanno una figlia adolescente e si trovano ad ereditare una casa molto grande. Anna ha un'idea e spinge il marito ad accettarla: invitare alcuni amici a vivere con loro dando origine ad una comune. Ben presto il gruppo si forma e si dà delle regole da rispettare e tutto sembra funzionare finche una persona non cambia le prospettive.


Wax - We are the X
Regia: Lorenzo Corvino
Attori principali: Gwendolyn Gourvenec, Jacopo Bicocchi, Davide Paganini
Genere: Drammatico
Trama: Due giovani italiani e una ragazza francese vengono inviati a Monte Carlo per le riprese di uno spot. Hanno a disposizione una settimana per portare a termine l'incarico. Il viaggio diventa presto un'avventura rocambolesca attraverso il sud della Francia e la Costa Azzurra: saranno messi a dura prova da incontri ed eventi che vanno oltre il loro controllo.



Desconocido - Resa dei conti
Regia: Dani de la Torre
Attori principali: Luis Tosar, Javier Gutierrez, Goya Toledo
Genere: Thriller
Trama: Carlos è un ambizioso e rispettato funzionario di banca, molto assorbito dal proprio lavoro. Una mattina, a causa di un imprevisto lavorativo, decide di accompagnare i figli a scuola, impegno che ha sempre svolto la madre. Ma, appena salito in macchina, quella che doveva essere per lui una comune giornata, si trasforma in un incubo dalle conseguenze inimmaginabili.


Billy il Koala - Le avventure di Blinky Bill
Regia: Deane Taylor, Noel Cleary
Attori principali: Toni Collette, Rufus Sewell, Ryan Kwanten
Genere: Animazione
Trama: Il giovane koala Billy parte da solo per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca del padre scomparso, Per la strada incontrerà nuovi amici e vivrà avventure che lo renderanno un supereroe moderno. 


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