Stephen King's Day: 1922


Oggi, 21 settembre, è il compleanno di uno scrittore qualsiasi che compie ben 71 anni. Così, con alcuni colleghi (i cui link li troverete in fondo al post), si è pensato di dedicare a lui la giornata, una volta tanto che ho un attimo di tempo per scrivere. Dovendo scegliere quindi un film tra i tanti racconti che negli anni sono stati adattati dai suoi romanzi, ne ho scelto uno meno scontato, più recente, per non ricadere sempre sui soliti titoli più commerciali e conosciuti e per questo la scelta è ricaduta su 1922, produzione Netflix del 2017.


Nella torrida estate del Nebraska nel 1922, in una fattoria nel mezzo del granturco, vive una famiglia, Wilfred, Arlette ed il figlio Hank di quattordici anni. Per alcune divergenze sulla vendita o meno del loro terreno, al marito molto caro, messo con le spalle al muro dal volere contrastante della moglie che oramai non ama più, progetta di ucciderla insieme al figlio. Quasi come una punizione divina, però, il loro goffo gesto non passerà inosservato, ed il futuro dell'uomo e del ragazzo si riveleranno tutto meno che promettenti come immaginavano.

Ripensandoci bene non è stata una scelta molto saggia quella di dedicare a questo film il poco tempo libero che ultimamente riesco a ritagliarmi, non che il film non abbia proprio alcun merito, ma se a malapena ne sentii parlare, un motivo ci sarà. Netflix, ormai si sa, pur di arricchire il proprio ventaglio di proposte farebbe carte false e per questo motivo, tra titoli comprati e produzioni proprie, si trovano un sacco di schifezze e bisogna saper spulciare, un po' come quando si va a comprare da Zara. 1922 è una di quelle tante produzioni che fa numero, fa nome, perché uno Stephen King non lo rifiuta mai nessuno, ma come la maggior parte dei titoli che hanno preso forma dai suoi romanzi, è un prodotto mediocre.


L'ambientazione del Nebraska, con questa fattoria desolata e la famiglia in procinto di sgretolarsi, poteva anche funzionare in un primo momento, se non fosse che si rivela essere un susseguirsi di eventi ben poco coinvolgenti che ci si limita a subire passivamente. Non è vero, difficilmente si proverà qualche sorta di empatia né nei confronti della moglie, né del marito, tantomeno del figlio, forse l'unica vera vittima del film, questo per colpa di una debole caratterizzazione cinematografica dei personaggi e, a mio avviso, di un cast non particolarmente brillante che passa facilmente inosservato. Pur avendo una durata del tutto nella media, risulta incredibilmente lungo, grazie alla pesantezza dei toni ed alla lentezza della narrazione, intervallata dalla voce del narratore esterno, del quale si può francamente fare a meno.


L'unica nota positiva comunque, contando che si tratta di un thriller/horror, è una buona atmosfera d'inquietudine e di continuo ribrezzo, pur non mostrando molte scene raccapriccianti, forse un senso di ribrezzo dovuto dalla perenne presenza dei ratti, utilizzati con connotazione a dir poco disturbante e dispregiativa o suggerita da una situazione sempre parecchio scomoda, senza momenti di apparente quiete, ma è invece un continuo peggioramento della situazione iniziale.
Critica come sono negli ultimi tempi, non posso proprio ritenermi soddisfatta, è una di quelle opere che alimentano la mia teoria che oggi si spinga sempre di più verso la quantità, anziché verso la qualità, ed i film nati dalla penna di Stephen spesso e volentieri ne sono la prova, anche se con alcune eccezioni. Qui sotto troverete i film che invece hanno scelto gli amici che hanno deciso di partecipare a questa giornata, fateci un salto se siete curiosi di vedere cos'hanno scelto e cosa ne pensano.



Commenti

  1. Non conosco il racconto di base, ma a me questo era piaciuto moltissimo.
    Una tragedia americana, quasi alla Steinbeck, che mostra bene come il male inquini tutto e tutti, una volta liberato. Mi ha dato più brividi la scena dello sgozzamento che qualsiasi spauracchio dell'ultimo It.

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  2. L'unico difetto di questo film, a mio avviso, è che Thomas Jane si mangia il resto degli attori con un'interpretazione favolosa che lascia poco spazio agli altri, ridotti giocoforza a figure bidimensionali. Per il resto, concordo con Mr. Ink, tranne sulla questione di It :P

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  3. E' in lista e spero però sia anche meglio di come lo descrivi ;)

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  4. L'anno scorso di trasposizioni dei suoi romanzi ne sono uscite due in brevissimo tempo su Netflix: Il gioco di Gerald che mi era piaciuto abbastanza e anche questo che se la giocava parecchio bene. Una narrazione lenta che però non mi è pesata e interpretazioni da parte dei protagonisti che mi hanno convinto appieno. Il film ha dei difetti, però mi è parso un buon film.

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  5. Non ho ancora visto questo film...se capiterà sulle tv commerciali gli darò una possibilità, sennò non credo che spenderò soldi per vederlo...
    Il racconto l'ho letto molto tempo fa e non lo ricordo benissimo...

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  6. "[...] bisogna saper spulciare, un po' come quando si va a comprare da Zara" MORTO! XD
    Ad ogni modo, credo che sarà una delle mie prossime visioni sulla amata/odiata piattaforma...

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