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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

Sicilian Ghost Story

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E' stato questo piccolo-grande film nostrano ad aprire la Settimana della critica dell'ultima edizione di Cannes, appena conclusasi, guadagnandosi se non altro minuti interi di applausi. Racconta la storia vera di Giuseppe Di Matteo che il 23 novembre del 1993 è stato rapito per conto di Giovanni Brusca, lo stesso che commissionò l'omicidio di Giovanni Falcone. Giuseppe fu rapito all'età di quasi 13 anni perché figlio di un pentito e tenuto in prigionia in condizioni pietose per 25 mesi, poi ucciso e dissolto nell'acido.

E' vero, purtroppo, che gli italiani audiovisivamente parlando siano abbastanza monotematici, ma è anche vero che bisognerebbe parlare di qualcosa che si conosce, che si è vissuto, per poterlo rappresentare al meglio e per non cadere in sperimentazioni a dir poco orripilanti. Ma esistono anche le vie di mezzo, come quella di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, che, dopo il loro primo lavoro Salvo, hanno accolto a braccia aperte. Sicilian Ghost…

Scappa - Get Out

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Jason Blum è uno che ha fiuto. Che si parli di horror mediocri ma che hanno riempito le sale, o di horror dall'effetto assicurato, è uno dei pochi che ha le mani in pasta e che decide di produrre le cose giuste, mantenendo un certo filo logico ma spaziando all'interno del genere horror con discreta maestria. Debutto alla regia, invece, per Jordan Peele, che di sicuro ha molto da imparare ma che accolgo con piacere.
Chris e Rose sono in partenza per il weekend, la loro meta è casa dei genitori di lei che Chris vedrà per la prima volta. Chris è preoccupato che ai genitori di Rose non piaccia il fatto che lui sia di colore, ma dopo le parole rassicuranti di Rose sul fatto che non siano assolutamente razzisti, si decide a partire. Una volta arrivati, Chris si trova davanti alla grande casa degli Armitage, isolata dal lago, con personale di colore.

Io sono sempre nostalgica nei confronti degli horror che vado a vedere in sala, perché sono talmente pochi quelli che durante l'an…

The Circle

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Tratto dall'omonimo libro di Dave Eggers, racconta di Mae, una brillante ragazza che sogna di poter un giorno lavorare a The Circle, un piccolo universo parallelo immerso nell'alta tecnologia che ogni giorno cerca di rendere più coinvolgente un sistema di social network, al punto da diventare estremo. Mae, grazie all'aiuto di un'amica, ottiene un colloquio e viene assunta nel servizio di assistenza, ma presto scoprirà delle scomode verità.

The Circle è prima di tutto un film molto confuso, sbilanciato. Non ci viene detto con precisione se si tratta di un presente inverosimile o di un futuro prossimo che vuole sembrare verosimile, l'inizio è troppo abbozzato ed il finale troppo frettoloso, tanto da non sembrare un finale, pur senza lasciare punti in sospeso, non convince. Il personaggio di Mae, non l'Emma Watson che vorrei, è l'unico con una caratterizzazione decente, il tutto accompagnato da una colonna sonora ripetitiva e fastidiosa, da un doppiaggio itali…

Ritratto di famiglia con tempesta - Anteprima e spiegazione

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Ieri sera Hirokazu Kore'eda, conosciuto principalmente per Father and Son che vinse il Premio della giuria a Cannes 2013 e con il quale il suo ultimo film ha più di qualcosa in comune, è entrato silenziosamente nella sala del Cinema Massimo di Torino che gremiva di gente in attesa, seguito poi da un boato. La mia prima impressione, vedendolo da molto vicino, è stata quella di una persona estremamente riservata, bilanciata, stanca probabilmente per il lungo viaggio che ha dovuto affrontare e quelli, anche se più brevi, che lo hanno portato alle tre tappe italiane (Milano-Roma-Torino). Ma mi è anche sembrato completamente a disagio, quasi intimorito su quella sedia davanti ad un pubblico che non raggiungeva le 150 persone. Si rannicchiava su se stesso, con le spalle ricurve, dando la sensazione di essere una persona che non potrebbe mai mettere del suo in un film, mentre invece subito dopo risponde alla mia silenziosa domanda, spiegando che le immagini che avremmo visto avrebbero r…

La mia vita da Zucchina

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Vero e proprio esordio del giovane regista svizzero Claude Barras, che da sempre si è dedicato all'animazione, sperimentando 3D e, soprattutto, stop motion. Zucchina, un bambino di 9 anni, nasce proprio dalle sue mani e dalla sua pazienza. Presentato a Cannes 2016, ha vinto premi in festival del settore dell'animazione e la candidatura alle ultime edizioni di Golden Globe e Oscar nella categoria dei film d'animazione.
Icare, che preferisce essere chiamato Zucchina, è un bambino di 9 anni molto introverso, caratteristica dovuta ad un padre che non c'è più ed alla mamma, alcolizzata. Alla scomparsa della mamma, Zucchina viene portato in una casa-famiglia, in cui ci sono altri bambini in circostanze simili alle due, dove conoscerà Camille.

Insieme a La tartaruga rossa, questa è stata la visione più interessante degli ultimi anni facente parte del genere d'animazione. E' palese, oramai, che il mondo cinematografico stia cambiando, che il pubblico adulto amante del…

La pazza gioia

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A Villa Biondi, una struttura di Pistoia che ospita donne con disturbi mentali, si incontrano Beatrice, donna logorroica ed estroversa allontanata sia dall'ex marito sia dall'amante, e Donatella, giovane madre con gravi problemi di depressione a cui hanno tolto la tutela del figlio. Sentendosi subito in sintonia, le due donne un giorno approfittano di un fraintendimento della struttura che le ospita per scappare.
Vincitore come Miglior Film ai David di Donatello 2017 l'ultimo film di Paolo Virzì toglie per un soffio il premio ad Indivisibili, di Edoardo De Angelis, che ha vinto ben sei premi quella stessa sera.  Fortunatamente di quella serata di premiazione mi ricordo ben poco, a parte l'orribile clima che aleggiava nella sala ed una freddezza che non ha mai contraddistinto gli italiani e le loro manifestazioni. Una cosa che mi ricordo bene è il discorso di ringraziamento di Valeria Bruni Tedeschi, una delle due protagoniste del film che poi è andato a vincere, che s…

Guardiani della Galassia Vol. 2

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Ed ecco, anche su questi schermi, il secondo capitolo tanto atteso del titolo forse più sinceramente e semplicemente spassoso della fabbrica dei supereroi. Questa volta la sgangherata squadra galattica scoprirà la vera origine di StarLord e ancora una volta, tutti insieme, combatteranno per salvare la galassia.
Diventa per me sempre più complicato provare a dare un parere obiettivo a questo tipo di film, principalmente perché credo che Marvel si sia da tempo ormai costruito un genere a parte, un universo parallelo, i cui film andrebbero giudicati soltanto tra di loro, lasciando da parte qualsiasi tipo di confronto.  Il primo capitolo ricordo che mi era piaciuto ma, forse per l'effetto novità, non mi ero sbilanciata più di tanto. Era il primo vero esperimento Marvel che usciva un po' dal quotidiano, mentre adesso a distanza di anni, anche dopo aver visto Deadpool recentemente, posso dire che questo è di sicuro il titolo più fresco che Marvel abbia mai prodotto, una vera ventat…