Man in the Dark


A tre ragazzi che tirano avanti con piccoli furti nelle abitazioni giunge la voce che nella casa isolata di un ex militare venga custodito un vero e proprio tesoro in contanti. Pare che l'uomo, il quale ha perso la vista in guerra, abbia ricevuto quei soldi come risarcimento per l'uccisione della figlia in un incidente stradale. Incuriositi dalla semplicità del colpo, i ragazzi non ci pensano due volte e una notte mettono in atto il furto capendo solo troppo tardi che il colpo non sarebbe stato semplice come credevano.

Le premesse non erano certo le migliori. Insomma, alla regia un Fede Alvarez con pochissima esperienza alle spalle, soprattutto per quanto riguarda il format americano, appena famoso per La casa del 2013, nel cast tre attori che appartengono a generi completamente diversi tra loro ma soprattutto dal film del quale stiamo parlando, che è una via di mezzo tra un thriller e un horror. Probabilmente l'unica mezza certezza sulla quale si poteva contare era Stephen Lang del quale conosco molto poco ma quel poco che conosco è stato incisivo, perché, se non fosse stato per lui, avremmo dovuto basarci sul passato di Jane Levy (nata con la serie teen Suburgatory) che perlomeno lavorò proprio in La casa, e di Dylan Minnette che, non a caso, sembra un prodotto Disney, e per certi versi lo è anche.


Insomma, sono andata al cinema un po' scettica, con l'immensa paura di assistere all'ennesima americanata. Ovviamente un po' lo è, ma ciò che posso dirvi è che sono uscita da quella sala abbastanza soddisfatta ed incredula. Non solo gli attori hanno saputo essere all'altezza della situazione, ma hanno anche creato un'atmosfera di tensione molto particolare che mi ha ricordato molto Prisoners, nel quale Minnette ha per altro lavorato, ed anche la regia ha saputo stupirmi, chiedendo un livello più alto della media dei film americani di genere. 
Forse per una questione di marketing (anzi, senza forse) questa poca fiducia che vi riponevo era dettata da un'immagine pubblicitaria inadeguata al livello effettivo del film che poteva tranquillamente sviluppare un'immagine più seria. Ma dal punto di vista commerciale mi rendo conto che Prisoners avesse un'immagine poco appetibile per il pubblico medio della domenica pomeriggio, tan'è vero che ieri la sala era piena per metà.


A tratti disturbante, il film ha la capacità di stravolgere i punti di vista di continuo, è una vera e propria giostra delle emozioni che gioca moltissimo sulle percezioni sensoriali del pubblico, compito non semplice e che denota un'immenso studio da parte del giovanissimo regista. Il coinvolgimento è totale, basta osservare il pubblico in sala al tuo fianco; durante la proiezione di un thriller o di un horror non l'ho mai visto tanto attento e immerso in un silenzio tombale. 
Ed ecco qui che arriva il MA. Non sarò chiara per evitare spoiler, ma come avranno notato in molti, nella scena finale qualcosa stona, e più ci pensi più capisci che molti nodi non vengono al pettine. Questo è un vero peccato, perché se per tutta la durata del film ho pensato che fosse ben curato nei dettagli, proprio alla fine Alvarez è andato a complicarsi la vita, confondendo le idee quando in realtà non ce n'era affatto bisogno ed escludo la scusante di un sequel, sarebbe immorale e completamente sbagliato.
Ma nonostante questo strafalcione finale, devo dire di essermi emozionata e di aver trovato un buon lavoro dietro ad una facciata esterna molto insipida. Alvarez è grezzo, ma promette davvero bene.

Commenti

  1. La Levy è carinissima, Alvarez l'ho apprezzato già in Evil Dead, ma il film l'ho trovato il solito thriller estivo arrivato un po' tardi alla festa.
    Colpa dei twist affrettati e delle infinite resurrezioni del tenero ragazzino continuamente friendzonato? Un po', e un po' delle somiglianze con tale Shut In, horror sconosciuto (e mediocre) visto sottotitolato. Mi fa piacere il suo successo ma, francamente, resta un mistero :/

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    1. Io non l'ho trovato cosí banale. Non è niente di nuovo, ovviamente, ma sinceramente lo rivedrei volentieri e lo ritengo un pregio.

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  2. Le tue parole mi rincuorano, perché, onestamente, non vedo l'ora di vederlo! *____*
    Non mi aspetto di trovarlo in programmazione da nessuna parte, nei paraggi, quindi toccherà aspettare il bluray, per vederlo, ma... sono felice di sapere che l'attesa varrà la pena, piccoli momenti di confusione finale a parte! :)

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    1. Si, non so se comprerei addirittura il bluray per rivederlo, ma vale assolutamente una visione ^^

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  3. Alvarez almeno a giudicare da Evil Dead è meno grezzo di quanto non sembri! Il film ancora non l'ho visto, ma mi incuriosisce molto :)

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    1. Evil Dead mi manca, ma qui a me è parso che un pochino (giustamente) lo sia. Lo vedrei benissimo in una scena più indipendente.

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  4. Film che mi interessa moltissimo, conto di vederlo il più presto possibile!

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    1. E fai bene perchè, mi ripeterò, ma ne vale la pena!

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  5. Mi hai convinto! :D Alvarez poi mi aveva già convinto col suo primo film.

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    1. Io quello lo avevo saltato, non mi ispirava molto ma magari lo recupero, ne parlate tutti bene!

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