The Witch


Siamo nel 1630 quando una famiglia di contadini provenienti dall'Inghilterra viene cacciata dal proprio villaggio e costretta a vivere isolata in campagna. Le loro vite iniziano a tracollare da quando, un giorno nel campo davanti a casa, il neonato scompare davanti agli occhi della primogenita.

Devo ammettere che aspettavo con molto piacere questo film. L'horror d'autore si sta per me rivelando uno dei generi più freschi e promettenti che ci siano al momento in circolazione oltre che uno dei pochi ancora in grado di farmi provare forti emozioni. 
Questo film sembrava avere un'attrattiva particolare, con una new-entry promettente che è il regista Robert Eggers, al quale adesso Hollywood ha anche affidato il remake di Nosferatu ed una lavorazione lunghissima per la ricerca di un linguaggio simil-inglese antico per metà inventato e una straordinaria scenografia molto dettagliata. Ultima, ma non ultima, la mancanza di effetti speciali, almeno così dice Eggers, anche se io su un paio di punti dubito.


Purtroppo ho dovuto vedere la versione doppiata, ma non metto in dubbio che in questo caso come in pochi altri il doppiaggio rubi qualcosa alla scena. In altre parole, ho trovato tutto molto convincente, la trama secondo me merita una particolare attenzione, PERO' vogliamo parlare dei primi 35 minuti
completamente vuoti? Capisco che la presentazione iniziale debba avere la sua parte, ma Eggers secondo me l'ha esagerata; a parte l'avvenimento principale della scomparsa del bambino, prima di assistere a qualche altro "colpo di scena" bisogna attendere almeno altri 20 minuti in cui, per carità, viene ben inquadrata la famiglia, ma la mia attenzione cala a picco.
Altro aspetto importantissimo è proprio questa, una famiglia tipica dell'Europa del '600 assolutamente devota, a livelli quasi maniacali, a Gesù che però stanca in fretta e questa abbondante mezz'ora iniziale sembra non passare più pur regalandoci un affresco puntiglioso e dettagliato della loro misera vita. E poi c'è l'altro aspetto che ho molto apprezzato, ovvero la tattica di come il diavolo abbia deciso di piombare su questa famiglia e sfasciarla, pezzo dopo pezzo, in un labirinto di indizi senza via d'uscita, portandoli sull'orlo della pazzia pur di raggiungere il suo perfido scopo.


Ecco però che per me finisce qui. Mi è parso un horror completo ma solo per metà, e che per metà raggiunge (con me) il suo intento. 
Prima tra tutte la mancanza di quel pathos che ti lacera dall'interno, viscido e che invece mi aspettavo moltissimo, su di me non ha avuto alcun tipo di coinvolgimento emotivo e me ne dispiaccio. Ho trovato troppo prolisse le intere scene dedicare alla devozione e alla preghiera di questa umile famiglia; era proprio l'intento del regista quello di farci impazzire quanto i suoi attori? Io so solo che alla lunga alcune scene mi hanno davvero annoiata. E poi ancora, alcuni piccoli dettagli che forse sono sfuggiti solo a me e che invece il regista ha voluto lasciare vaghi appositamente, non saprei spiegare nemmeno questo, però mi sembra un po' prematuro gridare al miracolo per quella che si può definire la prima opera di un regista così giovane. 
Ma più di tutto il resto, ciò che mi è davvero mancato sono state le "emozioni forti" di cui parlavo all'inizio del post e che qui, purtroppo, non ho trovato. Non è escluso che gli dia una seconda visione in lingua originale, di sicuro mi sono lasciata scappare qualcosa ed il film non è riuscito a raggiungermi, almeno spero perché per il momento a me è sembrato semplicemente un buon inizio, un assaggio di un buon cinema che per me deve ancora farsi.

Commenti

  1. Il film non è il Capolavoro che in molti hanno descritto, ma è senza dubbio uno degli esperimenti più interessanti dell'horror di quest'anno.
    E meno male che ce ne sono. ;)

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    1. Sisi, anche io sono dell'idea che se ce ne fossero di più di film horror così sarebbe meglio, però insomma, questo è stato un po' sopravvalutato.

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  2. Concordo con te, bello ma gonfiato. :)

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    1. Si, penso proprio che un po' lo sia. O almeno, siamo solo all'inizio del suo percorso e si nota.

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  3. non sapevo del remake di Nosferatu... staremo a vedere..

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    1. Si infatti, avrà occasioni per farci vedere la sua effettiva bravura.

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  4. Io sono tra quelle che è impazzite per The VVitch. Sarà che sono sensibile al tema demoniaco, sarà che lo amavo già dal trailer, sarà che quell'inglese antico mi manda in brodo di giuggiole e sarà anche che il grigio al cinema mi fa impazzire, per me è stato uno dei film dell'anno.

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    1. I demoni nell'horror piacciono anche a me, ma in questo caso non sono stata proprio coinvolta purtroppo. Lo considero un film fatto bene, per carità, si nota da chilometri di distanza una certa qualità, però non avendomi toccata ha perso molto fascino.

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  5. Dipende... più che vuota, la prima mezz'ora ricostruisce tutta la paranoia che il fanatismo religioso crea in quella famiglia. A mio parere mette in scena molte cose, ma in maniera molto sottile. A me invece ha quasi infastidito quel finale, che nel dare una risposta definitiva (anche se visivamente immensa) toglie tutto quell'alone di dubbio. Si fossero fermati un attimo prima...
    E il doppiaggio ti fa perdere la voce del padre. Davvero. Vale la pena sentirlo in lingua originale solo per lui.

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    1. Si infatti per quanto riguarda la prima mezz'ora anche io l'ho interpretata così, però la trovo comunque troppo tirata per le lunghe, davvero lunga e ripetitiva. Se facesse davvero parte dei piani a me dispiace ma con me non ha funzionato.
      Per il finale ti do ragione, è abbastanza banale e toglie qualsiasi spazio all'immaginazione. Recupererò di sicuro una visione originale.

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  6. A me anche i primi 35 minuti sono piaciuti. La tensione sale lentamente, impariamo a conoscere i personaggi, ad entrare nel loro mondo, a capire dai piccoli gesti quotidiani cosa sta succedendo nelle loro vite...

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    1. Questo discorso con me non ha avuto davvero avuto successo. Lo capisco, ma l'ho trovato troppo lungo.

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