Lady Bird e la voglia di crescere


Lo so. Non mi faccio viva da quasi un mese ed è vergognoso, imperdonabile. Ho delle buone ragioni, però. Pensavo che il 2018 nei primi due mesi avesse già dato abbastanza, e invece era solo l'inizio, si è portato dietro un marzo veramente pesante e pieno di continui cambiamenti, soprattutto personali.
Sarò sincera, nel frattempo, tra un bicchiere di vino per dimenticare e un altro, ho visto molto cinema e molte serie, tante che stasera ero abbastanza indecisa con quale aprire quello che per me sarà da oggi in poi un modo diverso di scrivere. Come avrete notato, il blog ha di nuovo cambiato vestito, aveva voglia di qualcosa di meno cazzaro e un po' più serio ed essenziale, un po' come mi sento io adesso. E quale film sarebbe stato più azzeccato di Lady Bird per iniziare questo nuovo cammino?

Per me il 2018, anche se appena iniziato, può tranquillamente essere etichettato con la parola "crescita", e non quella ormonale, magari, le tette sono quelle che sono e rimarrò a vita 1.61 cm, no, mi riferisco alla crescita individuale definitiva, quella del trovare il proprio posto nel mondo, capire cosa si vuole nella vita ed ottenerlo o, almeno, provarci. L'unico modo per trovare se stessi è affrontare dei cambiamenti. Senza uscire dalla propria confort zone non si crescerà mai. Si tratta di lasciarsi alle spalle tutto ciò in cui ci rifugiamo e non c'è tempo per guardare indietro, ma bisogna solamente guardare in avanti e prendere la propria vita in mano.

Christine MacPherson, da se stessa ribattezzata Lady Bird, è all'ultimo anno di liceo e non vede l'ora di lasciare la sua città natale, Sacramento, per raggiungere luoghi di più ampie vedute. Nell'ultimo periodo del liceo, che Christine vorrebbe passare preparandosi per allontanarsi da casa, è costretta ad avvicinarsi ancora di più alla comunità che tanto odia, entrando a far parte del teatro per racimolare qualche credito in più in vista delle domande per i college. Forse la nostra ragazza uccello è così tanto desiderosa di spiccare il volo, da dimenticarsi di vivere la sua adolescenza, o quello che ne rimane. Così, qualcuno potrebbe dire un po' tardi, Lady Bird vive i primi amori, le prime delusioni ed il ballo scolastico. 


Naturalmente non si tratta dello stesso tipo di crescita. Io ho quegli anni in più della protagonista che automaticamente mi regalano il privilegio di entrare già nella fascia successiva, quella del "mo' so cazzi tua", ma il principio è lo stesso, si parla sempre della voglia di andare oltre, di vivere con le proprie forze. 
Grega Gerwig ha fatto un film in cui poter rivedere se stessa a diciott'anni e in cui molte diciottenni (e non solo) si ritroveranno, un film che strizza molto l'occhio al periodo politico in cui ci troviamo, come sempre, d'altronde, quando nell'aria si sente odore di statuette dorate. Lady Bird è la giovane donna che vuole emanciparsi, che non ha paura di giocare sporco, che non ha paura di parlare di sesso, che va fiera dei propri capelli colorati e che non abbassa mai lo sguardo, giusto giusto ciò che ci serve per ottenere una nomination agli Oscar, ma nulla più. Non che sia un brutto film, al contrario, ogni anno tra i fortunati nominati c'è sempre un film che parla di vita quotidiana, apparentemente normale, e non è affatto un difetto, ma Lady Bird finisce semplicemente per confermare le sensazioni che si hanno guardando il trailer, né più, né meno.


Si torna a quando si era più spensierati, idioti, incoscienti per un'ora e mezza, si esce col cuore leggero, più leggero di quando si è entrati in sala, e di buonumore, ma finisce lì. Lady Bird è purtroppo uno di quei film che dopo qualche anno non ricordavi che fossero stati nominati agli Oscar, perché forse, in fondo, non se lo meritavano nemmeno, oppure, come lui, tanti altri avrebbero meritato di essere nominati. 
Academy a parte, che è sempre un discorso molto interpretabile, soggettivo e a questo punto anche obsoleto, qui potrete trovare uno di quei rapporti madre/figlia molto cinematografici, in cui ci si ritrova facilmente, una Saoirse Ronan convincente ed un Timothée Chalamet alquanto odioso, ma solo perché si conferma un bravo attore. Perciò niente mi impedisce di consigliarvelo, semplicemente non aspettatevi il film che vi cambierà la vita, perché si dimentica facilmente, ma fa passare una serata in spensieratezza.


Commenti

  1. Hai scritto riflessioni molto personali e significative, che dimostrano quanto questo film sia in realtà molto meno "leggero" di come appare. Lo è nella forma, ma non certo nei contenuti: si parla di rapporti genitori/figli, inquietudini adolescenziali, sessualità, precarietà (affettiva e lavorativa), voglia di cambiare... "Lady Bird" è ambientato negli anni '90 ma potrebbe svolgersi in qualsiasi epoca. E' un bell'affresco sulla gioventù, interpretato da un'attrice bravissima e poco "glamour", ma ormai stella di prima grandezza.

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    1. Di temi importanti infatti ne tocca e senza farli pesare, per giunta. Però devo dire che l'ho trovato un buon film per le piccole cose, mentre un po' meno curato sul finale, piuttosto frettoloso e che fatica a giungere ad un punto che non sia banale. Anche il cinema delle piccole cose, comunque, ha il suo perché.

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  2. Mi hai convinto, devo proprio decidermi a vederlo, grazie per l'ottimo post ;-) Cheers

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  3. Il film non mi ha entusiasmato, proprio no, ma felice che sia stato uno spunto per vederti ritornare sul blog. ;)

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    1. Non ha lasciato a bocca aperta nemmeno me, ma quest'anno ho visto di peggio.
      Grazie, Ink ^^

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  4. Innanzitutto bello il cambio di look, mentre per quanto riguarda il film di certo lo vedrò, anche perché Saoirse Ronan è bravissima, tuttavia la regista e l'argomento mi spinge a dubitare un po' ;)

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    1. La regia non è tra le mie preferite e deve ancora farne di strada, ma apprezzo molto quando in un film posso ritrovare qualcosa dell'autore.

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  5. Direi che concordiamo in tutti. Anzi, io di anni ne ho qualcuno in più, e il "mo' so cazzi tua" è sempre più presente, come ben sai. E nonostante la ruffianata finale, è un film che in qualche modo avvicina un po' tutti.
    Peccato che i meriti siano solo (solo?) lì.

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    1. Sono solo lì nel bene e nel male, dipende sempre dal contesto. Se si sta parlando di un film candidato agli Oscar, storco un po' il naso, se invece si parla di un film che durante l'anno rischiara il cielo nuvoloso, allora benvenga.

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  6. Come dimostra il tuo post, per apprezzare al meglio Lady Bird bisogna essere nel giusto stato d'animo in cui è fattibile relazionarsi con la protagonista.
    Altrimenti, risulta davvero un film nominato all'Oscar per soddisfare le "quote rosa" e il #metoo.

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    1. Un po' resta ugualmente ruffiano, diciamolo.

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  7. Un gran bel film, che fa riflettere moltissimo sul processo di crescita di una persona. Quando lo vidi pensai che questo film sarebbe stato apprezzato maggiormente da una ragazza, invece, a parte il tuo commento positivo, ho visto molti più uomini parlar bene del film, che donne. Lady Bird è un personaggione, e il film non l'ho trovato proprio ruffiano...

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    1. Io un pochino sí, ma a dire la verità alla fine non è quello che rimane impresso. Quindi, bene o male, penso che l’obiettivo sia stati raggiunto.

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