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Un'anteprima da cani - Le 50 sfumature di Anderson

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Ho partecipato ad un evento stupendo. È successo giovedì sera a Torino, la mia città, quel gioiellino piemontese in cui il cinema sopravvive, arrancando, grazie alla passione di piccole grandi persone. In occasione dell'uscita del nuovo film di Wes Anderson, lo storico Cinema Massimo ha organizzato una serata in cui i protagonisti erano proprio loro, i cani. 25 cani di ogni razza e misura erano infatti i benvenuti all'anteprima del suo nuovo film, un'anteprima speciale, rigorosamente in versione originale, completamente gratuita, alla quale era concessa l'entrata ai nostri amici a quattro zampe. In sala erano inoltre presenti un'associazione torinese di pet terapist, che ha contribuito ad organizzare l'evento, un veterinario, uno studente esperto della tecnica d'animazione stop-motion e tutti i confort per i nostri amici, crocchette, acqua, luci soffuse e volume più basso del solito. Ma non è tutto, davanti al cinema è stato allestito un mini set fotografi…

Lady Bird e la voglia di crescere

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Lo so. Non mi faccio viva da quasi un mese ed è vergognoso, imperdonabile. Ho delle buone ragioni, però. Pensavo che il 2018 nei primi due mesi avesse già dato abbastanza, e invece era solo l'inizio, si è portato dietro un marzo veramente pesante e pieno di continui cambiamenti, soprattutto personali.
Sarò sincera, nel frattempo, tra un bicchiere di vino per dimenticare e un altro, ho visto molto cinema e molte serie, tante che stasera ero abbastanza indecisa con quale aprire quello che per me sarà da oggi in poi un modo diverso di scrivere. Come avrete notato, il blog ha di nuovo cambiato vestito, aveva voglia di qualcosa di meno cazzaro e un po' più serio ed essenziale, un po' come mi sento io adesso. E quale film sarebbe stato più azzeccato di Lady Bird per iniziare questo nuovo cammino?

Per me il 2018, anche se appena iniziato, può tranquillamente essere etichettato con la parola "crescita", e non quella ormonale, magari, le tette sono quelle che sono e rima…

Oscar 2018 - Il commento

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Posso ritenermi soddisfatta dell'ultima notte degli Oscar, tenutasi stanotte e che ho seguito passo dopo passo con una tazza rovente di thè in mano ed il gatto sulla pancia.  Tenendo in considerazione che all'appello mi mancano ancora due titoli di quelli candidati (Lady Bird e Il filo nascosto, mea culta, mea maxima culpa), tutto sommato le premiazioni hanno rispettato i miei pronostici, lasciando i due titoli che ancora mi mancano tra quelli meno premiati.  Trionfano, come da pronostico, gli attori più meritevoli: la stupenda prova di Frances McDormand in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Gary Oldman per il magnifico Churchill in L'ora più buia, Allison Janney in I, Tonya e Sam Rockwell sempre per Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

Alla regia spunta Guillermo del Toro per la sua favola La forma dell'acqua, mentre l'italiano Chiamami col tuo nome conquista solamente il premio per la miglior sceneggiatura originale, andato a James Ivory che, sul palco, sfoggiava un…

The Shape of Water

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Continua la preparazione agli Oscar che si terranno la notte tra il 4 ed il 5 marzo. Quest'anno sono lenta e non è la prima volta che mi capita. Sono pigra nell'avvicinarmi ai titoli in lizza, principalmente per l'enorme paura di rimanerne delusa, la stessa motivazione che ogni anno mi fa arrivare praticamente all'ultimo minuto con il recupero. Puntualmente, ogni anno, succede che esco dalla sala stregata e innamorata, ma la cosa difficile per me è entrarci, in quella sala. È successo anche con del Toro. Dopo i tantissimi commenti entusiasti sul suo The Shape of Water, avevo il terrore di odiarlo, di non capirlo, di non innamorarmene, di non poter condividere la gioia che invece ha riempito i cuori della maggior parte dei miei conoscenti e amici. 
Uno dei film più quotati come vincitore in questa edizione degli Oscar parla di Elisa, una donna muta e sola nella vita, se non fosse per il vicino di casa con cui passa la maggior parte del tempo e la collega di lavoro. 196…

To the Bone

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C'è un non so che di Netflix che ti porta a saltare da un genere all'altro senza molta preparazione a precedere le visioni e senza una vera logica nella scelta. Quindi, dopo una serie comica ed una drammatica, ho deciso di intercalare con il primo film che, a drammaticità, non scherza affatto. Ecco qui quindi, si potrebbe dire, l'ennesimo film sulla malattia, in cui Lily Collins interpreta una ragazza di vent'anni affetta da una grave forma di anoressia.

Ironia della sorte, dopo le riprese del film, venne fuori che la stessa Lily Collins ha sofferto di disturbi alimentari nell'età dell'adolescenza, uno sfogo che lei stessa ha rilasciato in seguito alla sua interpretazione, così intima e sentita da averle fatto ripercorrere alcuni periodi cupi della sua vita. Un periodo, l'adolescenza, che i media stanno riportando al centro dell'attenzione, o forse di cui non hanno mai smesso di parlare, un periodo complesso, in cui ognuno di noi cerca di trovare la pr…

25 indiscrete domande cinematografiche

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Ecco il mio post in risposta ad una nomination ricevuta da Marco Contin di La stanza di Gordie. Questa volta non si scherza, le domande cinefile, come dice anche il titolo del post, sono 25 e serviranno ad identificarci come appassionati del mondo del cinema, insomma, per conoscerci meglio. Iniziamo subito!


1. Il personaggio cinematografico che vorresti essere: Questa è sempre una domanda difficile per me, ma direi che una parte di me si sente molto Malefica della Jolie, mentre l'altra Amelie, quindi... 2. Genere che ami e genere che odi: Adoro i thriller psicologici e non sopporto la commedia italiana volgare. 3. Preferisci i film in lingua originale o doppiati?: In vista della mia futura (si spera) professione, dovrei dire doppiati, ma visto che io li guardo rigorosamente in lingua originale quando possibile direi che ognuno deve approcciarsi al cinema come più è a suo agio. 4. L'ultimo film che hai comprato: Per quanto mi piacerebbe avere una videoteca enorme ed organizzata, n…

Death Note (2017)

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Direte voi, giustamente, ma con tutte le cose belle che ci sono al mondo da guardare, devi proprio guardare la porcata più porcata mai prodotta da Netflix? Ebbene sì, ma non perché sia masochista, quanto per una questione di completezza. Lo evitavo da troppo tempo ed era giusto il momento di vederci chiaro, a mesi di distanza dal polverone che aveva alzato. Per me Death Note, e parlo ovviamente dell'originale, è un mostro sacro, irraggiungibile, inviolabile, ineguagliabile. È un capolavoro dell'arte giapponese, reso poi un godibilissimo anime che rivedo molto volentieri ogni tanto negli anni, l'ultima volta di recente, per giunta. Nel periodo della mia adolescenza è stato un faro, un punto di riferimento, l'inizio di tutte le mie passioni, un vero e proprio punto di inizio. Non contenta mi ero anche vista un paio di film giapponesi, uno un vero e proprio remake e l'altro una sorta di spin-off sul L (se non sapete di chi parlo, quella è la porta), L change the Worl…