Still Alice


Come potete notare, piano piano sto facendo riemergere quei titoli degli ultimi Oscar che mi sono persa, per scelta o accidentalmente. In Italia sono usciti in due momenti diversi, ma comunque sia avevo scelto di sacrificare questa pellicola momentaneamente e vedere La Teoria del Tutto, in tema di malattia, il quale tra l'altro non mi aveva delusa. Dall'altro lato diciamo che davo abbastanza per scontato un'ottima interpretazione da parte della Moore, anche se sono riuscita a vederlo solo poche sere fa.

Alice è una donna di mezza età con una bella famiglia, un matrimonio soddisfacente ed una florida carriera come insegnante di lingue all'università di New York. Ben presto, però, si rende conto che qualcosa in lei non va e scopre di avere una rara e precoce tipologia di Alzheimer che le sta portando via tutti i ricordi e i tanti anni di duro lavoro.


Julienne Moore è un faro della cinematografia contemporanea. Mi piace pensare a lei come ad un faro perché è una donna dalle mille risorse; ho sempre avuto un debole per le persone sensibili, perché lo sono moltissimo anche io, e la Moore, fin dal primo istante in cui posi gli occhi su di lei, da la sensazione che sia una donna piena d'amore verso il prossimo, sempre con il sorriso stampato in viso e che mette anima e cuore in tutto quello che fa. E' molto semplicemente una persona solare che emana positività. Come se non bastasse, è maledettamente brava. Tanto brava da non far sembrare la Stewart un'incapace. E non mi meraviglio che abbia vinto l'ennesimo premio, dal mio punto di vista, era del tutto meritato, anche se sono contro la predilezione delle pellicole che trattano di malattia a priori.
Il film è meno melenso di ciò che mi aspettassi; la grande differenza che c'è tra questa pellicola e La Teoria del Tutto, e la maggior parte degli altri film che trattano di malattia, è che Still Alice non cerca di impietosire il pubblico a suon di scene melodrammatiche. Sicuramente la situazione fa riflettere da sé per la tragedia di scoprirsi malata alla giovane età di 50 anni, ma rappresenta una donna che non si scoraggia, che combatte ogni giorno nella quotidianità una malattia terribile ed inesorabile che le sta portando via il lavoro di una vita. Io stessa, che studio lingue, capisco che memorizzare il lessico e le singole regole delle lingue non è affatto cosa da poco, come alla maggior parte della gente piace credere, ed il solo pensiero che nel bel mezzo della mia carriera (e della vita) tutto il lavoro svolto venga spazzato via in pochi mesi, è terribile. Il vero punto di forza della pellicola è quindi quello di mantenere per tutta la durata tutta la leggerezza possibile e la sensibilità nel trattare un argomento ogni volta così rischioso. Fa riflettere parecchio quanto noi umani siamo attaccati e dipendenti dalla nostra memoria, che ogni giorno utilizziamo anche nei movimenti più semplici, che ci fa ricordare i momenti migliori o peggiori della nostra vita, e poi, ma solo in un secondo momento, il dolore nel perdere tutto questo così giovane.
L'amore, alla fine, sembra essere un'ancora di salvezza. Di certo non può sconfiggere questo tipo di malattia (spesso più tremendo di un tumore) ma può aiutare a legare le persone in un momento così difficile, facendo emergere quelle poche persone che davvero scelgono di abbandonare i loro sogni per potersi dedicare alla persona malata. Così, quel rapporto madre-figlia nel quale all'inizio non credevi molto, si rivela il più importante di tutti.
Nella sua semplicità è riuscito a far passare un messaggio molto importante che, assieme alla mano leggera e sensibile della coppia di registi, lo ha portato alla vittoria.

Valutazione:

Commenti

  1. Nonostante l'ottima interpretazione e il fatto che non vuole impietosire il pubblico con scene strazianti, io non gli ho trovato quel quid in più. .. è il solito film sulla malattia, ben fatto, ma che dice poco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si è vero, non è un capolavoro, ma a me ha convinto abbastanza ^^ Julienne la trovo sempre strabiliante!

      Elimina
    2. Effettivamente molto brava lei... inutile Kristen Stwart ;)

      Elimina
  2. Concordo, bel film che (a differenza dell'orrido "La teoria del tutto") non cerca di impietosire. Aiuta poi il fatto che i due registi sono compagni nella vta di tutti i giorni e uno di loro era gravemente malato durante le riprese - che seguiva dal proprio letto tramite un tablet.
    Inoltre la Moore dà proprio il tocco finale. Attrice immensa... e pur portando tutti i suoi 50 anni, ancora bellissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto concordo su tutto! Infatti la storia dei registi mi aveva incuriosito un sacco ^^

      Elimina

Posta un commento