Atlanta - Prima stagione


Si inizia a studiare per quella che si spera sia l'ultima sessione universitaria della mia vita, e, di conseguenza, ricomincio ad avere meno ore intere consecutive a disposizione per i film, perciò sto iniziando nuove serie da vedere nei momenti vuoti (Big Little Lies e Feud al momento sembrano le scelte recenti più azzeccate). Nella scorsa sessione invece, grazie alla mia cocciutissima curiosità, ho scoperto questo piccolo gioiellino della commedia.

Siamo ad Atlanta, naturalmente, e qui, giorno dopo giorno, due cugini cercheranno di fare strada nel mondo del rap.


Non sempre ne esce qualcosa di buono, ma mi piace l'idea di una serie ideata, a volte prodotta, e recitata da una persona sola, specie se questa persona è una qualsiasi che decide di iniziare una nuova avventura (vedi Will Forte con The Last Man on Earth). Mi piace perché, quando la cosa riesce, ha qualcosa di personale che la contraddistingue. In questo caso è stata ideata da Donald Glover, rapper e attore di Los Angeles, in arte Childish Gambino, che ha recitato tra gli altri in The Martian e in Spider-Man: Homecoming, che vedremo quest'anno. Nel suo Atlanta, Donald è l'anima, nei panni di Earn ci accompagnerà attraverso la realtà di Atlanta, fatta di delinquenza, povertà e quindi anche di espedienti per una vita migliore, ma sempre con molta ironia.
La forza della serie è il nonsense; l'obiettivo è quello di far vivere a noi spettatori circostanze al limite dell'assurdo, ma a volte del tutto verosimili e nemmeno troppo comiche, come in una sorta di sogno ad occhi aperti che si batte tra dramma e risate. Mentre si sogna, infatti, non si riesce mai a capire dove ci si trova, perché e soprattutto se sia un sogno oppure no, e questa è esattamente la stessa sensazione che si prova guardando la sua serie.


Esattamente come, rimanendo in tema dell'ultimo post, se cambiassero il Wolverine di Hugh Jackman non sarebbe la stessa cosa, allo stesso modo il volto di Donald Glover ha donato qualcosa di unico alla serie, ed è uno di quei rari casi in cui sapeva benissimo che sensazione voler dare, oppure è un puro caso di fortuna andato nel migliore dei modi.
Ricorda fortemente Bojack Horseman per il misto di commedia, nonsense ed ironia, dal quale si dissocia soprattutto per un'enorme differenza di narrazione, che in Bojack è più un botta e risposta serratissimo, ma a grandi linee in fatto di tematiche si somigliano molto.
Non racconterò di più per non togliervi l'emozione di scoprirlo da voi, ma anche perché raccontarvi di più è praticamente impossibile, il linguaggio utilizzato per la comunicazione diventa qualcosa di molto personale, e premetto che potrebbe non piacere, proprio perché è una commedia atipica.
L'ho subito inserita nella top serie dell'anno e aspetto entusiasta la seconda stagione, che purtroppo non vedremo prima del prossimo anno.

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