Monolith


Sono riuscita a vedere la fatica italo-americana di cui avevo sentito parlare molto bene e in cui riponevo tutte le speranze di questo poco cinematografico agosto, almeno fino all'uscita in Italia di Dunkirk. Si sta parlando intanto dell'adattamento cinematografico del fumetto nato dalla mano del fumettista italiano Roberto Recchioni, opera prima del giovane Ivan Silvestrini, il quale di cinema, si vede, ne guarda tanto, ma forse non guarda quello giusto.

Sandra, ex pop star di fama mondiale, intraprende un viaggio in macchina verso casa dei suoceri con il figlio David. Guida una Monolith, macchina super sicura e super tecnologica, ma durante il tragitto un paio di telefonate la insospettiscono e decide di invertire la marcia, tornando a Los Angeles. Prendendo una strada alternativa per evitare il traffico, Sandra inizierà la notte più brutta della sua vita facendo il possibile pur di salvare suo figlio, rimasto chiuso nella macchina sotto il sole cocente.


La protagonista indiscussa del film è proprio la macchina, Monolith, al cui interno vive un'intelligenza artificiale di nome Lilith, utilizzabile interamente a comando vocale e che, per fortuna, capisce molto meglio di Siri. Il film viene venduto al pubblico come thriller con lo scopo di mostrare pro e contro della tecnologia, tanto comoda quanto pericolosa, e, manco a dirlo, Monolith, ovvero la macchina più sicura sulla Terra, diverrà presto la prigione di David. 
La morale è lì, chiara e cristallina ma senza infastidire. Il pubblico un po' si perde ad ammirare le linee sinuose e al contempo decise della macchina, ma anche di Katrina Bowden, di cui non mancano di sicuro primi piani del fondo schiena, ma l'idillio dell'high tech e la divertente scoperta delle mille funzioni della macchina lasciano presto il posto ad un mezzo dramma di coppia che fa calare l'attenzione di Sandra su suo figlio. 
Le tematiche che tocca non si fermano a quanto la tecnologia sia un'arma a doppio taglio, ma vanno oltre. Il film parla anche di quanto sia semplice farci prendere dallo sconforto, di quanto un dubbio, anche minimo, ci possa far dimenticare le nostre priorità e ci faccia perdere la ragione e di quanto una madre ami il proprio figlio, facendo emergere la propria natura selvaggia. Viene immediatamente da pensare anche ai tanti casi anche recenti in cui purtroppo alcuni genitori hanno lasciato i propri figli chiusi in auto, senza nemmeno rendersene conto, succubi di una società che da moltissimo a cui pensare, a volte troppo anche per il genitore più attento, ma tranquilli, questo non è il caso di Sandra, lei è semplicemente stupida. 


Adesso giungono i problemi. Sebbene il film si basasse su un'idea veramente azzeccata, è stato sviluppato nel peggiore dei modi. Lasciando da parte per un momento le mille ****ate che Sandra ha la brillante idea di combinare, non ci vuole certo lo spoiler di qualcuno che ha già visto il film per sapere come andrà a finire, perché la soluzione viene presto svelata in una delle prime scene, per cui, se ci si arriva e non so come non sia possibile farlo, tutta la parte centrale del film diventa assolutamente inutile. Ma non è finita qui, perché il film sembra l'insieme dei più brutti film thriller/horror/trash che vi possiate immaginare; iniziamo con una regia del tutto fuori luogo, found footage anche quando ci sono semplici dialoghi senza alcun tipo di azione, già segno di qualcosa che non funziona, la parte centrale è un insieme di tentativi vani di risolvere il problema intercalati con un paio di mezzi monologhi deliranti alla Mine che si possono anche scordare di emulare insieme ad alcune scene tanto trash e tanto patetiche da ricordare moltissimo una qualsiasi telenovela spagnola di infimo livello. Ma il culmine è la scena finale, l'apice del trash che spiega al pubblico come, nonostante l'enorme difficoltà che abbiano fatto a trovare i produttori per l'ennesima produzione italiana con un minimo di fegato, i soldi facciano la differenza, soprattutto quando si parla di effetti speciali. 


Io apprezzo lo sforzo, l'idea di base era veramente azzeccata, ma sono convinta che se lo avessero lasciato solamente un fumetto sarebbe stato molto meglio e si sarebbero risparmiati una sofferenza, perché non c'è praticamente niente in questo film che funzioni, tranne forse la Bowden che ce l'ha messa tutta per alzare un po' il livello nonostante l'idiota che ha dovuto interpretare.
Io sono sempre per incentivare le piccole produzioni italiane, i nuovi cineasti, le nuove idee con un briciolo di iniziativa come questa che svecchino un po' il cinema italiano, ma non se fatto in questo modo, non se si prendono ad esempio i trapped movie più brutti della storia del cinema, anche se sia palese che il tentativo era quello di crearne uno di una certa classe.
Silvestrini ritenta, sarai più fortunato.


Commenti

  1. Sei la prima a parlarne male :/ mi spiace, ci speravo...

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    1. Io ho sentito pareri da entrambe le parti ma poche vie di mezzo.
      Mi piacerebbe sentire la tua a riguardo.

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  2. A me non è parso così terribile, anzi. La prima mezz'ora mi ha perfino entusiasmato. Poi purtroppo si esaurisce e si incarta in una pioggia di citazioni, senza sapere dove andare bene a parare. L'impressione è che non ci fosse il materiale sufficiente per farne un lungometraggio... però, lo ripeto, la prima parte per me è davvero molto buona. E la protagonista è bravissima. Ne parlerò presto...

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    1. É vero, la prima mezz'ora funziona bene ma secondo me é perché effettivamente l'idea alla base era eccezionale e di per sé funzionava, ma una prima mezz'ora convincente non basta a farne un buon film. Gli errori ed il pessimo gusto del resto del film cancellano il ricordo di quella piacevole mezz'ora.

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  3. Intanto voglio uno spin off su un tizio che decide di tradire Katrina Bowen. Secondo, molto probabilmente il film mi ha fatto ancora più pena. Pieno zeppo di scelte sbagliate una dietro l'altra, una protagonista per nulla intelligente, un bambino odioso e soprattutto... ROBE!

    Ne parlerò domani dalle mie parti.

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    1. xD Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Passerò volentieri.

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  4. L'avevo segnato tra i film da vedere e invece leggo recensioni negative o tiepidine. Che peccato, l'idea c'era... Forse si sono lasciati consumare proprio da questa idea??

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    1. Secondo me si sono fatti un po' prendere la mano. Se l'avessero sviluppato con un obiettivo più semplice secondo me ci avrebbero azzeccato.

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  5. ne sto leggendo molto bene... ed io che non gli avrei dato 5euro!

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    1. Per me è stato il contrario, invece. Ne ho letto bene e mi aspettavo molto di più visti i propositi.

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