Dave Made a Maze


Dave è un trentenne disoccupato che vive con la sua ragazza, Annie, in un piccolo appartamento. Come scopriamo durante gli stupendi titoli di coda animati, Dave non riesce a starsene con le mani in mano, perciò prova tutti gli hobby del mondo, costruisce le cose più strane pur di passare il tempo.
Un giorno, però, Annie torna a casa e, in mezzo al salotto, trova una struttura in cartone dal cui interno si sente la voce di Dave. Dave ha infatti costruito un labirinto dentro il quale si è perso e che, secondo quello che dice, da dentro sembra essere molto più grande. Annie, chiamati alcuni amici per aiutarla e al contempo scocciata degli hobby inutili del compagno, decide di entrare nel labirinto per riportare Dave in salotto.


Indie, finalmente! So che di recente ho visto Swiss Army Man e che quindi mi sarei dovuta saziare con quello, ma, come probabilmente alcuni di voi sapranno, non mi ha entusiasmata un granché. Quindi mi sono fatta coraggio e, senza sapere assolutamente a cosa stessi andando in contro, giuro, non mi ero minimamente informata, ho deciso di avventurarmi in questo esordio alla regia di Bill Watterson. È la cosa migliore che mi sia successa questa settimana.
La cosa che più adoro dell'indie è che non si prende troppo sul serio, almeno nella maggior parte dei casi, e questo è l'ingrediente per un film con un budget ristretto all'osso che, almeno per un'ora e venti, ci conduce fuori dal fiume di cliché a cui siamo abituati.
Dave Made a Maze, distribuito ad agosto in America e che probabilmente non avrà mai una distribuzione italiana, vi spingerà oltre il brodo di giuggiole in cui siamo segregati e vi porterà in un (purtroppo o per fortuna) breve cammino verso il nonsense.


In una sola pellicola troverete commedia, mistero, litri di sangue...di cartapesta, mummie psicopatiche, enormi vagine brillantinose, animazione, burattini in cartapesta e un minotauro, sempre in cartapesta. Se riuscite a trovare un altro film che abbia tutto questo vi faccio una statua.
Altro segreto dell'indie che lo rende tanto unico, ma questo è semplicemente un mio ragionamento, è il cast pressoché sconosciuto. Proprio perché sconosciuti gli attori non temono le piccole produzioni anticonvenzionali che con tutta probabilità verranno colte da una piccolissima fetta di pubblico, anzi, a volte sono la loro unica possibilità, ma vanno in contro ad un'alta percentuale di insuccesso.
In momenti come questo penso che al mondo ci sia ancora qualcuno che abbia voglia di mettersi in gioco, di rischiare, pur di dare vita a delle opere uniche e veramente per pochi.
A rendere geniale il film sono le piccole cose, alcune battute sussurrate, magari uno sguardo, tipici dell'indie e che lo rendono irresistibile.


L'indie è quella cosa che guardi da un'ora senza capire che diamine tu stia guardando, ma che continui a guardare perché, pur non sapendo esattamente per quale motivo, ti piace.


Commenti

  1. Il paragone con “Swiss Army Man” ci sta tutto, entrambi i film sono orgogliosamente Indie, ho apprezzato un sacco questo delirio di cartapesta, rischia di essere uno dei film più matti dell’anno ;-) Cheers

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  2. Film adorabile, una delle sorprese della stagione. Basterebbero le scenografie che hanno creato e l'abbondanza di inventiva per spararlo di diritto nell'Olimpo dei cult :)

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  3. Che bello il mondo di Blogger che mi fa scoprire questi film che altrimenti ignorerei! Grazie per averne parlato, Giulia :D
    Un saluto,
    Fede.

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  4. E' talmente strano che è bello!
    Inizialmente la locandina non mi ha invogliato a vederlo, ma poi mi sono ricreduto.

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