Indovina chi viene a cena?


Matt e Christina sono due genitori attenti e premurosi, che hanno cresciuto la loro figlia, Joy, con tutte le accortezze possibili. La loro è una famiglia borghese, lei proprietaria di una galleria d'arte e lui di un giornale. Un giorno Joy, tornata prima da un viaggio alle Hawaii con l'uomo che sembra essere il suo fidanzato, annuncia ai suoi genitori che i due si erano conosciuti in vacanza e che lì avevano deciso di sposarsi. Il "problema" è che lui, un giovane medico dall'impressionante curriculum il cui nome è John, è di colore.

Una delle più grandi soddisfazioni e anche uno dei più grandi lati positivi di amare il cinema è la possibilità di rivedere i film. Lo faccio da quando ero bambina, quasi compulsivamente, devo ammetterlo, ma ci sono poche cose che mi rilassano quanto riguardare un film che so di amare profondamente. Finisce per non avere più segreti per te, conosci ogni smorfia ed espressione che assumono i visi degli interpreti e ogni tonalità di voce con cui viene detta una singola battuta. Ti senti quasi dentro al film. Eppure non mi stanca mai. Però non prendetemi per pazza, è una cosa che non faccio con molti titoli, solo quelli che mi hanno donato una particolare emozione,
Indovina chi viene a cena?, che, per informazione, non centra nulla con quella porcheria italiana sul Natale di due anni fa, è uno di quei film che adoro riguardare quella volta ogni anno, è un film del 1967, esattamente 7 anni dopo la marcia pacifica di Martin Luther King per i diritti alle persone di colore. Come potete immaginare, fino ad allora ci furono altri tentativi di rappresentare, per iscritto o su pellicola, casi di matrimoni misti, ma non sempre venivano ben accettati dalla popolazione. Kramer lo fece, secondo alcuni in maniera molto delicata, mentre secondo altri un po' meno, io infatti sono tra quelle persone e credo che questo film sia delicato quanto una bomba atomica.


Il punto chiave di questo dramma sono i dialoghi. Tutti gli interpreti, dal primo all'ultimo, hanno dato interpretazioni di un livello tanto alto che ai giorni d'oggi cose simili ce le possiamo solo sognare la notte. Ad ogni situazione che si viene a creare (principalmente) nella casa della famiglia che la riguarda, corrisponde un insieme di espressioni fisiche studiate nei minimi dettagli e che non lascia spazio all'immaginazione, ma ti tira con forza nella scena e ti coinvolge, ti emoziona esattamente come i protagonisti. Molte cose nella cinematografia sono cambiate in tutti questi anni, e sono innumerevoli i passi avanti che abbiamo fatto, ma certe interpretazioni e certi attori non li vedremo mai più in futuro, questo ne è l'esempio.
Principalmente è il dramma a sovrastare gli altri stati d'animo, ma è tangibile anche la commedia, per certi versi, se si impara a coglierla.


Non può di certo essere visto come un film delicato questo, a parer mio, perché mette senza tanti giri di parole, come la giovane Joy, in primo piano l'enorme problematica che era allora il matrimonio misto. Un colosso, si potrebbe dire, per i tempi che erano, e appunto per il modo in cui è stato trattato il tema penso che sia stato il modo più elegante e meno delicato. 
E' senza ombra di dubbi una pellicola molto raffinata, attenta e ponderata, con dialoghi e monologhi che penetrano nella pelle dello spettatore, lasciando un segno. Bisogna essere davvero ottusi per non rendersi conto della profondità con cui è stato scritto questo film, oppure molto distratti. Arriva al cuore dello spettatore con una facilità disarmante, facendone apprezzare anche i pochi difetti che volendo si possono trovare.
Oltre a questo non c'è molto altro, è tutto un gioco fondato sull'interazione delle emozioni dei personaggi, ognuno con un preciso posto ed una funzione in quello che sembra essere un disegno perfetto, davvero degno di essere ricordato e riguardato.

Commenti

  1. Supercult totale, ancora oggi attualissimo.
    Grandi tutti gli interpreti, ed esempio per come si dovrebbe costruire una commedia intelligente.

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    1. Concordo, soprattutto sull'attualità, sembra non invecchiare!

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  2. Classicissimo che amo molto, Spencer Tracy era veramente un attore di un altra pasta, film che non stanca mai ;-) Cheers!

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    1. Parole sante!! Penso di sapere ogni santa battuta a memoria e continuo a guardarlo xD

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  3. Un classico..ai quei tempi fece scalpore ecco perché è sempre bello rivederlo ogni tanto..in 50 anni forse niente è cambiato ma il cinema non si è mai piegato, questo ne è l'esempio...un cult sempreverde ;)

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    1. Concordo Pietro ^^ Peró penso se ne parli troppo poco, è poco conosciuto dalla mia generazione soprattutto, quindi è stato un motivo in piú per parlarne.

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