La famiglia Bélier


Paula è una sedicenne molto sveglia; quando non è al liceo fa da interprete alla sua famiglia che è sorda, aiutandola così negli affari e nelle faccende di tutti i giorni.
Tra un impegno e l'altro scopre di avere una grande dote per il canto, vorrebbe inseguire il suo sogno, ma al contempo è frenata dall'idea di lasciare le persone che ama.

"Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani"

La frase del ritornello di una recente canzone di Marco Mengoni, Esseri umani, ha fatto capolino nella mia mente praticamente a metà di questa visione. E' una canzone che, come molte, può essere interpretata in molti modi, in qualsiasi campo, ma l'ho trovata perfetta per la situazione di questa bizzarra famiglia.
C'è un'esplosione di tematiche in questo film, una moltitudine di situazioni e sensazioni espresse con una chiarezza e una semplicità disarmanti, ma alla base di tutto c'è la crescita, passaggio obbligatorio per tutti noi e questo film ci fa capire che la crescita non è solo l'adolescenza, il diventare adulti ed assistere al cambiamento del proprio corpo, ma possiamo crescere anche una volta adulti e possiamo ancora imparare molto da chi ci circonda. Crescita personale significa prima di tutto capire qual'è il proprio posto. Paula pare capirlo molto prima di tante persone, pur non avendo la sicurezza che quella sia la scelta giusta da fare. E' la sua insicurezza a farla crescere, a farla sbagliare. 
E poi, insieme al tema della crescita, c'è quello della diversità. Ciò che il film vuole farci capire è che la parola diversità non porta con sé il significato di qualcosa di sbagliato, è di sicuro qualcosa con cui si deve imparare a convivere, qualcosa che quasi sicuramente è e sarà difficile, ma che dobbiamo imparare ad accettare. Anche nel semplice esempio della sordità, tema di cui si parla molto poco nel mondo del cinema (ma anche in generale), ci sono molti bassi, è un muro che non ti permette la comunicazione con le altre persone, soprattutto se queste persone utilizzano l'ignoranza come arma di scherno. Qualsiasi diversità può essere un muro che ci divide dal prossimo, ma ognuna di quelle diversità può essere distrutta dalla conoscenza. 


Eric Lartigau, non guardando molto cinema francese, l'ho conosciuto con questo film dall'eccezionale risultato che ha avuto sul pubblico. Osannato per mesi, ho deciso di dargli una possibilità.
Quello che ho scritto è ciò che racconta, e lo fa con molta semplicità esattamente come sono i componenti della famiglia, alla buona e schietti. 
Alla base c'è una trama delle più semplici, la stessa trama che funziona sempre, motivo per il quale viene spesso scelta. Questo fa del film non qualcosa di eccezionale, di innovativo e d'avanguardia, è semplicemente un film ben costruito su basi solide capace di colpire un pubblico di qualsiasi età. Con la stessa semplicità con cui commuove, ci avvicina un po' al dramma della sordità, si rivolge agli udenti dandogli solo un assaggio del disagio che si prova. 
Ancora una volta, come nelle più belle delle favole, l'amore vince su tutto, anche sulle difficoltà più grandi. E' naturale che "l'amore che risolve tutto" a volte sia solo una finzione o che non sia abbastanza, è complicato crederci in alcune situazioni, ma ciò che ci sta dicendo Lartigau è che è proprio con l'amore si fa il primo passo.


Essere umani significa accettarsi e aiutarsi, imparare a conoscersi e conoscere prima di criticare. 
Tema sempre attuale e, mai come in questi giorni, necessario.
Per chi non l'avesse ancora visto, preparatevi alle lacrime facili, io vi lascio col testo della canzone.



Oggi la gente ti giudica
per quale immagine hai
vede soltanto le maschere
non sa nemmeno chi sei
Devi mostrarti invincibile
collezionare trofei
ma quando piangi in silenzio
scopri davvero chi sei
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Prendi la mano e rialzati
tu puoi fidarti di me
io sono uno qualunque
uno dei tanti uguale a te
Ma che splendore che sei
nella tua fragilità
e ti ricordo che non siamo soli
a combattere questa realtà
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Esseri umani
L'amore amore amore
ha vinto vince e vincerà
L'amore amore amore
ha vinto vince e vincerà
L'amore amore amore
ha vinto vince e vincerà
L'amore amore amore
ha vinto vince e vincerà
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio
coraggio di essere umani
Esseri umani
Esseri umani

Commenti

  1. Sarò strano. Amo il cinema francese, mi piace trovarmi commosso alla fine di un film, ma boh, a me i Belier non erano stati troppo a cuore. Nonostante ricordi con piacere la canzone finale di lei, che è brava e carinissima. Magari non era giorno?
    Dovrei rivederlo. ;)

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    1. Sarà stato il momento o magari non è un film che ti prende particolarmente.
      Mi ha emozionata personalmente, ma forse mi ha colpita di piú per i contenuti piuttosto che per l'effetti lacrima.

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  2. Dovrei vederlo a giorni e credo che mi piacerà...comunque interessante e bello il tuo accostamento tra la canzone di Mengoni (che non mi piace però..) e il tema del film ;)

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    1. Quando lo vedrai allora capirai ancora meglio a cosa mi riferisco.
      Per quanto riguarda Mengoni, quella non è una delle sue canzoni per cui impazzisco, ma sono andata due volte a vedere un suo concerto quindi sono di parte si puó dire.

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  3. Un gran bel film, una gran bella commedia in grado di far riflettere ed emozionare.

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