domenica 30 ottobre 2016

Goodnight Mommy (Ich seh, Ich seh)


Ci si prepara, un po' in anticipo, alla notte di Halloween e dovevo assolutamente recuperare questo filmone che ho sentito lodare in ogni angolo della Terra, non potevo assolutamente perdermelo, tanto meno questa settimana. 
Si tratta di un film austriaco del 2014 che ha fatto pochissimo rumore sia in Austria che in Italia, ma non dalla critica che ne ha sempre parlato nel migliore dei modi.

Elias e Lukas aspettano il ritorno della madre da un intervento di chirurgia plastica, nella grande casa sperduta nel nulla. Al suo ritorno, la madre ha il viso coperto di bende ed un carattere molto aggressivo che i figli non riconoscono. Più passa il tempo, e più la madre sembra avere comportamenti strani che mettono i due gemelli sulla difensiva ed iniziano a cercare indizi per provare che si tratti effettivamente della madre.


Questo film è stato una rivelazione per molti motivi, talmente tanti che non so da che parte iniziare.
Goodnight Mommy è un horror psicologico ma, a differenza di molti altri del genere, è tutto alla luce del giorno, ci fa vedere tutte le forme e le ombre nel modo più chiaro possibile, senza mai nascondersi nel buio. Questa luminosità naturale, creata dalle enormi porte-finestre della casa, fa diventare tutto tremendamente inquietante, ma la particolarità del film, nonché il suo pregio più grande, è quello di spaventare senza quasi l'utilizzo di mezzi o effetti speciali (ridotti all'osso).
I volti coperti da bende o maschere, che in sé non hanno nulla di inquietante, nella nostra testa si amplificano, terrorizzandoci fin dal primo momento. 
L'assenza totale di colonna sonora ci tiene vigili, con gli occhi incollati allo schermo, alla ricerca di ogni piccolo suono, e non se ne sente la mancanza. Questo è un grande esempio di come, per spaventare, a volte la colonna sonora non sia indispensabile, e viene invece utilizzata quando il film non ha di per sé una grande potenza d'immagine.


La trama cerca di sviarci, ma forse il "colpo di scena finale" non è stato abbastanza celato nella narrazione e purtroppo appare lampante dopo le prime scene. Ma, nonostante questo, una volta giunto alla conclusione che ritenevi più importante per ragioni di logica, il film non smette di terrorizzarti, ed entra in profondità, tanto da fartici pensare per i giorni seguenti. 
La psicologia che pervade lo spettatore è contemporaneamente semplicissima ed estremamente complessa, la sottotrama, diciamo la conseguenza della palese conclusione di cui parlavo, è un'ombra gigantesca che copre questa famiglia ormai distrutta da un destino crudele.
Il cast principale, la madre ed i due figli, sono il tocco finale. I due ragazzini sono stati scelti tra 270 coppie di gemelli, e sono un tutt'uno tra loro e con la casa. 
Non ci sono entità demoniache, né mostri o altre figure del cliché orrorifico, ma riesce comunque a toccare il filone della follia e del soprannaturale nella quotidianità di una famiglia. Purtroppo ci sarebbero molti più dettagli di cui parlare, ma non vorrei mai rovinarvi la possibilità di viverlo senza influenze e tutto d'un fiato.
E' possibile soprattutto all'inizio trovarlo un po' lento, ma anche questa lentezza appositamente cercata lo aiuta a raggiungere il suo obiettivo alla perfezione. 
Questo è il mio consiglio per un Halloween relativamente privo di sangue, ma comunque terrificante.



venerdì 28 ottobre 2016

Viaggio nella storia del cinema: La Grande Illusione


Andando avanti in un ordine abbastanza cronologico, si trova il capolavoro di Jean Renoir, risalente al 1936 e che fu un film scandalo per i tempi. Come periodo storico lo si può definire ancora parte del Realismo Socialista, di qui potete leggere caratteristiche e specifiche storiche qui, ma questa volta viene presentato al popolo (soprattutto europeo) un punto di vista decisamente differente, la Prima Guerra Mondiale ma in chiave olistica. Un film olistico è quel film che non pretende (come invece nel caso de La Corazzata Potëmkin) di imporre al pubblico un'idea precisa, di schierarsi senza riserve, non presenta una divisione netta tra bene e male. 
Nel 1936 Renoir si trova in un clima in cui ancora si ha la convinzione che si possano risolvere le controversie tra le nazioni tramite la guerra, perciò la prima grande illusione di cui parla è proprio questo ipocrita senso del dovere che spingeva le persone verso una guerra del tutto evitabile.

Capitano e Tenente francesi vengono abbattuti sul loro aereo dall'ufficiale tedesco e fatti prigionieri.
Il resto del film si svolge nel campo di detenzione Hallbach, dove i due protagonisti incontrano altri connazionali, con i quali decidono di escogitare un piano per evadere.


La lotta della Francia contro la Germania in questo caso viene raccontata non più sui campi di battaglia, ma nel campo di prigionia, il combattimento e la guerra crudele come erano abituati a vedere nei film non viene più rappresentato, ma rimane costantemente sullo sfondo della vicenda. Non vedendo così la conseguenza dell'aggressione violenta sul nemico avviene il processo di deresposabilizzazione (si direbbe proprio che occhio non vede...).
L'idea di stato-natione era fondamentale negli anni ed è fondamentale nel film, in quanto tutti i personaggi sono animati da un forte senso di appartenenza nazionale. La seconda illusione consiste proprio nel fatto che si credeva fermamente che ci fossero delle diversità irriducibili e importanti tra popoli che avevano culture e lingue diverse, che è poi anche il motivo scatenante della Seconda Guerra Mondiale ed un pregiudizio che ancora oggi è molto combattuto.

Ma è proprio qui che sta il nocciolo del film oltre al fatto scatenante che ha portato il film ad essere motivo di scandalo; Renoir ci mostra le persone di diversa provenienza sotto la stessa luce, i suoi personaggi, seppur alcuni prigionieri ed altri comandanti del campo, scoprono di avere delle affinità, un'umanità che rende simili nonostante l'appartenenza culturale. Perciò Renoir si impone contro ogni forma di nazionalismo ma allo stesso tempo, nel periodo di massima ascensione politica di Hitler, commette l'errore di rappresentare i tedeschi non in maniera negativa, ma in quanto esseri umani, fragili, imperfetti, aventi affinità con i francesi, con gli italiani e con qualsiasi altro popolo. Inutile dire che questo fosse un affronto enorme nei confronti di Hitler ed il film venne immediatamente censurato.


Circa dopo la prima mezz'ora del film, ci troviamo davanti ad una scena di convivialità all'interno del campo, un momento ludico per dimenticare momentaneamente gli orrori della guerra al di fuori di quelle mura. Tra le diverse nazionalità si instaura un clima di condivisione, persino di allegria, non appena gli viene dato un cesto pieno di vestiti da donna (tabù per quegli anni e decisamente difficili da trovare in periodo di guerra) con i quali fantasticano spensieratamente. Si verifica qui qualcosa di molto particolare; emerge in maniera diretta la suddivisione tra le classi sociali, in quanto gli scontri in atto sono due; quello bellico e quello sociale, evocato in maniera indiretta. Questo divario tra le classi viene sottolineato dal modo di vestire, ma nonostante questo hanno la meglio la fraternizzazione e la solidarietà in quel breve momento di allegria.

Il film è stato criticato perché non mostra le crudeltà della guerra ed il dramma umanitario, ma Renoir voleva combattere il pensiero comune per cui l'idea della guerra era in qualche modo giustificata e, se avesse mostrato gli scontri, sarebbe stato impossibile portare avanti il suo obiettivo pacifista.
Il fatto di dover condividere sempre lo stesso spazio, porta poi alla fine la creazione di relazioni interpersonali tra le diverse nazionalità. Questo senso di convivialità viene rappresentato da Renoir per la prima volta nella storia del cinema con il piano sequenza in profondità di campo, ovvero l'assenza di montaggio in una precisa scena che evidenzia l'assenza del conflitto. Un affronto per il clima politico che si stava vivendo.


Nella seconda parte del film il discorso della fratellanza viene continuato sotto un'ottica soggettiva, ovvero seguendo il rapporto che si viene a creare tra l'ufficiale tedesco e quello francese. Tra i due si instaura un rapporto di confidenze, anche se il piano di fuga creato dai francesi continua, l'ufficiale francese permette ai suoi uomini di fuggire ma viene scoperto dall'ufficiale tedesco che, compiendo il proprio dovere, gli spara ma, anziché colpirlo alla gamba per immobilizzarlo, sbaglia mira e lo compisce mortalmente. Tra i due si svolge un ultimo dialogo dove emerge questa grande illusione di cui entrambi si sono nutriti a lungo: l'illusione della guerra giusta, l'illusione del senso patriottico.

Renoir ha voluto creare un mondo immaginario in cui non c'è divisione tra bene e male assoluto, mira alla comprensione umana, sperando di risvegliare le coscienze spaventate del mondo, si stacca dal pensiero comune e cerca di portare avanti una propria causa, pur essendo conscio del fatto che Hitler non avrebbe mai permesso ad un messaggio tanto controcorrente di dilagare tra il suo popolo di oppressi.

mercoledì 26 ottobre 2016

Crisis in Six Scenes


Come dicevamo, la televisione sta crescendo a vista d'occhio ed anche i più grandi sentono nell'aria il cambiamento, un cambiamento a cui tutti, prima o dopo, dovranno adattarsi. Per questo grandi e piccoli nomi del cinema, come Tarantino, Nicolas Winding Refn, il grande maestro dell'horror Dario Argento, Sorrentino col suo papa anticonformista, stanno prendendo in considerazione o hanno già deciso di lanciarsi in progetti nuovi e legati alla televisione. E ad anticiparli tutti è il più anziano del gruppo, il fantastico Woody Allen che ha donato un pezzo di sé a questo fiorente mercato. 

Siamo negli anni '60, in un periodo di grande fragilità dal punto di vista politico per gli Stati Uniti. Sidney Muntzinger è uno scrittore benestante sposato con Kay e soddisfatto della propria vita, deciso a scrivere (guarda caso) una serie tv. Sid (così viene soprannominato) è turbato dal fermento di giovani rivoluzionari, notizie che sente alla televisione, quando ad un tratto ricevono la visita di Lennie Dale, conoscente della moglie Kay che non vedeva da anni, adesso diventata una rivoluzionaria radicale con le idee molto chiare.


Woody Allen ha questo pregio di metterti a tuo agio. Naturalmente deve piacere il suo genere, non possiamo pretendere che alla veneranda età di 80 anni di punto in bianco cambi lo stile che lo ha da sempre contraddistinto. L'unica differenza tra questa serie tv ed i suoi film è che in questo caso ha avuto la possibilità, dividendolo in sei episodi da venti minuti l'uno, di entrare più precisamente nella psicologia dei personaggi, lui compreso, e di raccontarci l'intero sviluppo emotivo della famiglia, sconvolta dalla visita di Lennie.
Woody pare sempre interpretare se stesso, cosa che io personalmente adoro, e pensando a lui come regista giunto ad 80 anni penso ad una persona completamente a suo agio nella sua quotidianità, anche un po' ossessionata da essa, una persona con dei riti giornalieri ben precisi e che scandiscono i tratti un po' pazzi della sua personalità. Me lo immagino così. E proprio da un personaggio di questo tipo ha preso spunto per questa storia, per lo più girata nella loro casa invasa da estranei.


Lennie Dale, interpretata da una Miley Cyrus completamente a suo agio nel ruolo (forse aiutata dal suo stesso stile di vita molto anticonformista e attivo), è la bomba della locandina, distrugge gli equilibri della famiglia e dei loro conoscenti e amici, ma molto lentamente, giorno dopo giorno, libro dopo libro, svegliando dal torpore una piccola comunità benestante e assopita, che forse inconsciamente non vedeva l'ora di affrontare qualche cambiamento, anche se temporaneo o forse, chissà, anche permanente.
Non mancano mai i risvolti comici della vicenda, situazioni imbarazzanti e surreali, dialoghi divertentissimi che stanno a ricordare il Woody di sempre, quello che conosciamo tutti.
Questa serie è a tutti gli effetti un film di 120 minuti; ogni episodio è strettamente collegato a quello precedente, creando una storia omogenea e assolutamente piacevole, fortemente influenzato dal teatro per queste scene molto lunghe con immensi dialoghi.
Che dire di più, per me l'esperimento è riuscito egregiamente, e se tutte le serie comiche fossero così, saremmo a cavallo.

lunedì 24 ottobre 2016

American Pastoral


E' un periodo un po' strano questo per me. Quando sembrava che la televisione avesse raggiunto un picco è cresciuta ancora di più, raggiungendo un livello quasi al pari del cinema ed è ancora in netta crescita, nessuno sa dove arriverà. Perciò sono rimasta incastrata nella visione di moltissime serie tv in contemporanea con gli Stati Uniti e molte ancora devono iniziare, perciò ho dovuto ristringere moltissimo il tempo che dedicavo alla visione dei film per un puro problema di tempo che scarseggia sempre. Davvero, noi gente pazza che ha deciso di iniziare a scrivere di intrattenimento ci siamo messi in un pasticcio enorme e, nonostante questo, ne siamo consapevoli e ci piace, prendendolo seriamente tanto quanto un qualsiasi altro lavoro, nella maggior parte dei casi.

Negli anni '60 Seymour Levov, soprannominato in paese "Lo svedese", è un ragazzo del New Jersey che conduce una vita apparentemente perfetta; di famiglia ebrea benestante, sposa la donna più bella del New Jersey da cui ha una bambina bellissima, Merry. Fin da piccola, però, Merry ha sempre provato del risentimento nei confronti dei suoi genitori, diventando un'adolescente problematica e a 16 anni si unisce ad un gruppo di manifestanti violenti e viene coinvolta in un attentato terroristico.


Per vari motivi non mi ero informata più di tanto a riguardo, sono andata ieri in sala per guardarlo solo sapendo che fosse l'esordio alla regia di Ewan McGregor e che fosse tratto da un best-seller praticamente idolatrato dai lettori, e che io ovviamente non ho letto. 
Ogni volta che si parla di un film tratto da un libro io cado dalle nuvole, non l'ho mai sentito nominare, e questo perché credo di essere una lettrice anomala. Nel periodo dell'adolescenza leggevo saghe fantastiche, come la maggior parte dei teenager, un po' thriller, un po' romantiche, e poi sono passata immediatamente agli scrittori orientali con i quali mi sono letteralmente isolata dal resto del mondo. Entrando in una qualsiasi delle librerie più famose non ho mai guardato quelle belle copertine colorate che ti piazzano davanti al naso sull'entrata, ma sono sempre andata spedita verso i nomi orientali, principalmente giapponesi.

Ma bando alle ciance, oggi sono un po' logorroica.
Sono uscita dalla sala un po' confusa. Sono abbastanza sicura che questa confusione sia stata data dal fatto che il film non ha una vera e propria conclusione ed il messaggio (se c'è) non è ben chiaro, e questo mi ha fatto pensare che purtroppo noi ci siamo abituati ad andare in sala e vedere film con un finale spiazzante, regolare, che sia triste o ti faccia uscire col cuore più leggero ma solitamente è fatto in modo da non deludere il pubblico. Mentre invece è proprio il bello dei film tratti dai libri quello di raccontare una storia e BASTA. Senza doppi fini, solo quello di raccontare i fatti.


Non ho la possibilità di fare paragoni con il libro ovviamente, perciò la mia unica sensazione è che la storia sia la rappresentazione di come una perfetta famiglia borghese americana si distrugga. Mi viene in mente, e non chiedetemi nulla in merito, la canzone del film d'animazione La sposa cadavere che diceva "com'erano i piani", i piani del grande sogno americano, la perfezione che viene sempre ricercata e che mai viene pienamente raggiunta. In questo caso non è andata com'erano i piani, affatto.
Ma c'è però un fatto di questo film che non mi convince pienamente e credo che abbia a che fare con la trasposizione dal libro. Psicologicamente è un film molto impegnativo, e mi riferisco allo sviluppo che ogni personaggio affronta, sono cambiamenti radicali che in un libro vengono affrontati con più personalità e con più calma, e che nei film vengono sempre un po' abbozzati, per quanto in questo caso McGregor abbia fatto un ottimo lavoro, per me è come se mancasse una parte.
Le interpretazioni sono assolutamente di qualità, anche se personalmente McGregor non ha mai avuto molta presa su di me e non riesco ad identificarlo molto bene, rimane un volto abbastanza anonimo e mi spaventa un po' il fatto di vederlo protagonista della terza stagione di Fargo. Dakota Fanning, per quanto sia stata brava nel suo ruolo, continua a non piacermi, probabilmente sta aspettando il ruolo decisivo che le dia un vero posto nel mondo del cinema e che possa portarla ad una crescita, che invece sua sorella ha ampiamente intrapreso già da tempo.
Di sicuro è un film che ricrea molto bene il disagio del periodo storico, di grandi cambiamenti e di una storia che noi come popolo europeo abbiamo sempre e solo vissuto da lontano, fortunatamente.

giovedì 20 ottobre 2016

Deepwater - Inferno sull'oceano


Anche questo disastro ambientale è diventato un film, venendo in qualche modo strumentalizzato ed onorando in minima parte le vittime e gli eroi della vicenda. 
Si sta parlando dell'incendio scoppiato nell'aprile del 2010 sulla Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera semi-sommergibile che si trovava nel Golfo del Messico e nel cui rogo morirono 11 persone e 17 rimasero ferite.

Non era mia intenzione andare a vederlo in realtà, ma circostanze hanno voluto che mi trovassi al cinema in uno dei mercoledì a 2 euro (lodato/dannato l'ideatore dell'iniziativa) e trovassi tutti gli spettacoli dopo le 22:30 esauriti tranne una ventina di posti proprio per questo titolo. Non ho mai visto tanta gente al cinema come quella notte, non ci si poteva letteralmente muovere!
Fatto sta che l'ho visto, sul lato estremo della prima fila (quella talmente avanti e laterale che curva anche un po', per rendere l'idea), ma l'ho visto e, non so se per colpa di ore di sonno arretrate o un continuo intorpidimento del collo dovuto alla posizione innaturale con la quale ero volta verso lo schermo, ma l'ho trovato abbastanza piacevole.


Certamente, nulla di nuovo, le premesse sono sempre le stesse; il marito lascia a casa la moglie in seguito disperata per la notizia dell'incidente, i soliti umani conflitti tra il personale responsabile della piattaforma, l'antieroe di turno interpretato da Mark Wahlberg ed è un classico film d'azione americano, ma probabilmente meno buonista del solito, più propenso a sottolineare lo sbaglio commesso dall'avidità dell'uomo e dalla sua poca attenzione verso il prossimo ed il menefreghismo verso la salvaguardia dell'ambiente.
Tutto scorre liscio come l'olio, senza sorprese o particolari colpi di scena anche con una certa prevedibilità, ma scorre deciso, senza esitazioni o senza soffermarsi eccessivamente su dettagli tecnici che non avrebbero interessato il pubblico, mettendo un po' tutti d'accordo, anche chi, come me, non era al cinema per vedere questo film quella sera.


Coinvolgente al punto giusto, mantiene sempre un buon ritmo, forse il difetto più marcato è quello di non avere una grande presa emotiva sui personaggi che rimangono un po' tutti distaccati dallo spettatore, sembrando quasi più corale e facendoci temere per la vita di quei lavoratori in generale, sospesi sopra il livello del mare in un vero e proprio inferno.
Detto questo, per la mia esperienza, anche a distanza di una settimana dalla visione, rimane un film drammatico piacevole per una serata ma che non lascia molto a distanza di tempo, tende ad essere dimenticato velocemente come molti altri film del genere.

giovedì 13 ottobre 2016

Viaggio nella storia del cinema: La corazzata Potëmkin


Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, il cinema sovietico vide un'enorme crescita con la nascita di quasi 30 case di produzione. Inizialmente l'approccio del pubblico al cinema fu modesto, ma nel giro di pochi anni le maggiori case di produzione cedettero il controllo ad un nuovo organo di controllo, il Narkompros. Negli anni '20 Lenin impose una cinematografia d'intrattenimento e d'istruzione, iniziando così ad utilizzarla come mezzo di propaganda; dopo la metà degli anni '20 aumentò la censura che favorì la produzione interna e la nascita di una nuova generazione di registi, tra i quali proprio Sergej Ejzenstejn. 

Sergej Ejzenstejn fu il massimo esponente del cinema sovietico ed i suoi film possono essere considerati parte dei due movimenti degli anni '20 sovietici, ovvero il Realismo socialista ed il Costruttivismo, due movimenti storicamente poco distanti l'uno dall'altro ma anche simili per le loro caratteristiche; tutti e due avevano in comune il dovere nei confronti del partito comunista, la centralità della massa popolare, e l'astensione completa al formalismo (ovvero allo sperimentalismo) in quanto i messaggi da proferire al popolo dovevano essere chiari e comprensibili da tutti e, non meno importante, l'attenzione al montaggio, di cui parleremo in seguito.
Caposaldo di questo periodo storico sovietico è proprio La corazzata Potëmkin di Ejzenstejn del 1925.


Uno dei film più discussi della storia del cinema, amato e detestato, è un film corale, perciò non racconta la storia di singoli individui ma di due gruppi distinti: quello del proletariato e quello della borghesia. Grazie a questa differenziazione, il processo di identificazione su cui fa punta il cinema propagandistico sarà qui in forma allargata e mirato ad una classe sociale quale il proletariato. 
Il film mette in scena la Rivoluzione di Odessa, la riproduzione realistica della lotta di classe avvenuta sulla corazzata e la famosa scena finale sulla scalinata.
Un carattere che spicca subito all'occhio della pellicola se visto oggi è l'infinita lentezza delle parti descrittive che, essendo abituati al cinema di oggi, paiono a noi ancora più lente ma che per l'epoca erano considerate del tutto normali. Le scene invece così dette "d'azione" del film, come quella del conflitto fisico sulla scalinata, sono caratterizzate da una rapidità a noi più familiare. Queste sequenze più veloci erano considerate ai tempi tamburo ottico, ovvero un susseguirsi rapido di immagini che durano pochi secondi e che imprimono delle sensazioni nel pubblico.
Un altro elemento di innovazione proprio introdotto dal regista è stato il montaggio delle attrazioni. Ejzenstejn fa del montaggio uno dei suoi principali mezzi di comunicazione per coinvolgere il pubblico ed indurlo a giungere a particolari conclusioni, facendo diventare il montaggio il principale mezzo cinematografico del periodo. Ejzenstejn era convinto che, attraverso questa tecnica, rappresentando immagini drammatiche e per il tempo shockanti, si potesse colpire lo spettatore dal punto di vista emotivo, passando attraverso una fase di aggressione iniziale per indurlo ad alcune precise conclusioni, in questo caso la violenza insensata della borghesia.


La sua era una denuncia del conflitto, della mancanza di dignità e di diritti umani. E' proprio il conflitto a fungere da motore d'azione. La divisione tra proletariato e borghesia sulla corazzata venne marcato in più modi, ma il fattore scatenante fu l'episodio della carne avariata, data come pasto al proletariato che, ovviamente, denuncia il sopruso alla borghesia e chiede spiegazioni. Il nocciolo della scena sta proprio nell'arrivo del dottore (figura determinante) che ispeziona la carne per un lasso di tempo che a noi pare durare un'eternità e, mentendo, la ritiene commestibile. Il dissidio a questo punto diventa sempre più fitto e sfocia nell'ammutinamento degli ufficiali che si oppongono al sopruso della borghesia e si rifiutano di sparare ai marinai.
Il conflitto viene utilizzato per sottolineare l'indignazione nei confronti dell'ingiustizia, e infatti non viene mai mostrato il dolore della borghesia (umana anch'essa) ma viene rappresentata come una macchina, alienata. E' qui che risiede la propaganda. Mentre la borghesia viene rappresentata dalla postura rigida, con i fucili spianati e dall'aria severa, gli operai devono combattere per la sopravvivenza della loro classe e puntano sulla fratellanza. Qui il montaggio alternato mostra la disparità tra buoni e cattivi.


L'utilizzo massiccio dei Leit-Motiv aiutava il processo di comunicazione del messaggio e sarebbero, molto semplicemente, delle figure ricorrenti e dal forte significato. Un esempio perfetto è la figura del dottore o, ancora meglio, quella dei suoi occhiali che vengono a lungo accostati alla carne in putrefazione e che, con l'aiuto del montaggio alternato e del primo piano, vanno a sottolineare l'ipocrisia del medico che nega l'evidenza, e quindi l'umiliazione. Altro esempio di Leit-Motiv è la figura dei fucili spianati, simbolo della macchina da guerra borghese.
Il montaggio delle attrazioni, per la durata del film, distribuisce immagini sempre più violente, esplodendo verso la fine con molta aggressività. Questo climax ascendente non è dato solamente dal contenuto delle immagini ma anche dal modo in cui sono state messe in relazione.


Negli stessi anni '20, ad interrogarsi sulla potenzialità di queste associazioni, ci furono anche i registi Kulesov e Pudovkin, i quali misero in atto un curioso esperimento: in una sala di proiezione proposero a delle persone ignare l'accostamento di una singola immagine di un divo dell'epoca con l'immagine di una bambina che gioca, quella di un piatto colmo di cibo appetitoso, e quella di una donna affascinante adagiata su un divano. Il pubblico, alla fine della proiezione del montaggio, delirava di entusiasmo per la bravura dell'interpretazione dell'attore che in realtà non recitava affatto, l'immagine era sempre la stessa. Creando dei nessi associativi tra le immagini, il meccanismo avviene spontaneamente e si dedusse che ad essere importante non fosse tanto la bravura di un interprete, quanto un buon montaggio e la teoria prese il nome di Effetto K o Effetto Kulesov. In questo periodo nacque proprio il realismo socialista, che di reale non aveva proprio niente in quanto a recitare ne La corazzata Potëmkin erano persone comuni, a stabilire il contatto con il pubblico, infatti, sarebbe bastato il montaggio.
Sta a voi, perciò, decidere se essere d'accordo o meno con Fantozzi, ma una cosa è certa, per gli anni che correvano tecniche come queste erano considerate a dir poco geniali.

lunedì 10 ottobre 2016

Mine


Mike, tiratore scelto dei marines, viene spedito insieme a Tommy, amico e compagno, nel deserto in missione per eliminare un terrorista. La missione però non va secondo i piani e i due soldati si perdono durante una tempesta di sabbia rimanendo isolati dalle comunicazioni con il comando. Tentando di raggiungere il villaggio più vicino e trovare rifugio, i due soldati si troveranno nel mezzo di un campo minato a loro insaputa e, mentre Tommy perde qui la vita, Mike rimarrà bloccato aspettando i soccorsi, conscio di aver innescato una mina.

Mine è l'esempio del fatto che l'Italia ha molte menti brillanti, diamanti grezzi che devono ancora crescere e che, per farlo, devono spesso appoggiarsi all'estero, magari soffocati dalla mentalità chiusa che rallenta la cinematografia italiana, o magari per una semplice questione di preferenza. 
Questi due registi si sono cimentati, per la loro prima volta alla regia, con un film tutto meno che semplice. L'idea di fondo era quella di creare un'atmosfera claustrofobica che ricordasse quella di Buried - Sepolto (film a mio parere non troppo riuscito e dello stesso produttore) ma nello spazio più aperto che la nostra Terra possa donarci: il deserto. 


La cosa più bella è che per una buona metà del film tutto procede nel migliore dei modi; Armie Hammer nei panni di Mike è quanto mai azzeccato e preciso, le circostanze sono del tutto credibili e semplici, la psicologia di Mike viene fuori un passo alla volta, lasciandosi ogni tanto scappare qualche indizio su come sarebbe stata la seconda e finale parte del film, incentrata sullo studio approfondito del personaggio. Insomma, per essere il primo film da registi dei due ironici Fabio, è davvero il caso di fargli i complimenti per il livello elevatissimo di qualità ad un costo decisamente basso per gli standard di genere.
E qui arriva il mio solito "ma". Dico "ma", e mi arrabbio anche un po', perché questa prima parte molto promettente viene distrutta dall'ultima mezz'ora del film, e per "distrutta" intendo rischiando di far svanire tutti i commenti positivi che avete letto fino ad ora.


Non so perché i colleghi blogger, ma anche i critici (di cui sono riuscita a leggere qualcosa in più) non abbiano quasi detto una parola su questo enorme problema, ma Mine trova il suo più grande nemico nella fase di chiusura, ovvero quando Mike si trova a dover fare i conti con i suoi fantasmi di passato, presente e futuro, e non dico di più per problemi di spoiler anche se vorrei essere più specifica. Ed il problema è che questo pareggio di conti con se stesso, non diventa un fluido susseguirsi di flashback, ma una (passatemi il termine) supercazzola allucinante senza una fine, e non sto parlando degli ultimi minuti finali che alzano il pathos prima della conclusione, ma parlo di mezz'ora buona di flashback da delirio nel quale, giustamente, il povero Mike si trova.
Con questo io ovviamente non voglio frenare gli entusiasmi proprio dopo un weekend spettacolare ai botteghini (dove ha sorpassato sia Pets che Deepwater Horizon a mani basse), ma vorrei solo ricordare a coloro che hanno gridato al miracolo che un miracolo questo non è e che è del tutto normale, visto che stiamo parlando dell'opera prima dei due registi. Il problema c'è, bello grande, e io l'ho accusato fino ad arrivare a sbuffare durante la proiezione, cosa che penso mi sia capitata con pochissimi altri film in sala.
Detto questo, tirate giù i forconi perché anche io sono del parere che sia comunque un grande risultato e sono fiera che sia firmato da due nomi italiani che di certo vedremo ancora in futuro.

martedì 4 ottobre 2016

Viaggio nella storia del cinema: Metropolis


Il film risale al 1926 e per questo motivo viene ancora inserito nel movimento dell'Espressionismo, che andò dal 1920 al 1927, anche se il film in sé ai tempi non lo ritenevano appartenente al movimento ma ne ha assorbito le caratteristiche.
L'Espressionismo, tanto per darne un'infarinatura generale, si manifestò agli inizi del '900 in Germania nel campo della pittura e del teatro in opposizione alle correnti impressionistiche, in quanto l'Espressionismo costituiva il tentativo di esprimere, attraverso distorsioni estremizzate, le emozioni più vere e profonde della realtà, mentre l'Impressionismo francese, al contrario, aveva l'obiettivo di esprimere alcuni ideali con una recitazione ed una tecnica a dir poco represse e ridotte all'osso.
Essendo uno dei principali esponenti del movimento, Metropolis presente appieno tutte le sue caratteristiche che il regista austriaco Fritz Lang ha saputo sviluppare al meglio.

Il film è ambientato nel futuro, precisamente in una città del 2026, completamente futuristica e, fortunatamente, lontana da come potremmo immaginare noi oggi il futuro, e che il regista aveva immaginato dopo un suo viaggio a New York. 
Questa città è divisa in due grandi aree o livelli: la parte "sommersa" o inferiore, proletaria e dedita al lavoro, e quella alta o superiore, benestante e capitalista nella quale vive il capo della fabbrica che manda avanti la città e che si trova nella parte inferiore, gestita dagli operai. Il figlio del proprietario, Fredersen, che ha sempre e solo conosciuto l'esistenza della città alta e benestante, un giorno scopre l'esistenza di quella sommersa, e ne rimane sconvolto venendo a sapere che il suo stile di vita è tale grazie al lavoro esasperante di centinaia e centinaia di operai.


Il primo grande tema messo in mostra da Lang fin dalle prime immagini è quello della differenziazione; proletariato vs capitalismo, le disparità sociali espresse qui attraverso la separazione fisica delle due città e dall'utilizzo del montaggio comparativo (in sequenza ABAB).
L'avvento del sonoro nel cinema risale al 1930, e per ovvi motivi Metropolis è ancora un film muto, che utilizza, come molti del suo periodo, le didascalie che riportano i dialoghi principali e permettono allo spettatore di interpretare meglio le immagini. Proprio perché siamo ancora all'interno del cinema muto, e a maggior ragione perché fa parte dell'espressionismo, la recitazione, oltre che ad essere teatrale, viene enfatizzata al massimo e la mimica facciale è molto marcata.



Secondo capostipite del film, oltre che vero e proprio messaggio del regista, è il rapporto tra umanità e tecnoscienza. Il primo elemento che compare nel film sono le macchine, proiezione del futuro, fu una sorta di visionario Lang ad immaginarsi il nostro futuro, i giorni che stiamo vivendo noi, come una specie di incubo. La macchina, e quindi la tecnologia, regna sovrana, procede senza sosta verso il suo obiettivo togliendo l'uomo dal centro dell'attenzione. Questo, di conseguenza, porta all'inevitabile alienazione dell'uomo, che svolge il suo lavoro quotidiano senza passione, senza un vero e proprio obiettivo, senza umanità, e quindi somigliando sempre più alla macchina. L'uomo non è più una persona, ma è forza lavoro al servizio della macchina.


La scena in cui Fredersen scopre il mondo sommerso e ne rimane sconvolto è una delle prime scene, in cui alcuni schiavi vengono sacrificati alla macchina per aver commesso degli errori. Questa è una chiara metafora di come la macchina, oltre ad aver preso il sopravvento, sia diventata nuova divinità, alla quale l'umanità, come ai tempi antichi, deve offrire dei sacrifici. 
Tutta questa scena noi spettatori la vediamo attraverso lo sguardo di Fredersen, e non in termini metaforici, ma pratici; Lang utilizzò l'inquadratura soggettiva, ovvero effettuò la ripresa di questa scena dal punto esatto in cui stava Fredersen in quel momento, e questo processo di conseguenza attua un altro meccanismo che è quello dell'identificazione. Attraverso questo processo, lo spettatore si identifica nel personaggio (buono o cattivo che sia) condividendone sentimenti e consapevolezze.


Come se tutto questo non bastasse a dare un'idea dell'inquietudine vissuta da Lang in quel periodo, nel film scopriamo anche l'esistenza di uno scienziato, Radman, che è mosso dall'istinto implacabile di cambiare la natura delle cose, e dalla sua mente disturbata nasce Maria, una donna umana proletaria che diventa un androide. Con questo, ovviamente, Lang cerca di esprimere ancora una volta i risvolti negativi della tecnologia e dello sbagliato utilizzo della macchina, perché infatti il robot inizierà a non rispondere più ai comandi e a fomentare il dissidio tra le classi.
Questa sorta di battaglia tra classi porta poi all'epilogo del film e ad una pacificazione tra le classi sociali, quindi anche una sorta di augurio di Lang verso le civiltà future, ma che rappresenta anche la pecca del film; infatti non viene spiegato come avvenga effettivamente questa pacificazione il che evidenzia una sceneggiatura disarmonica e incompleta.

Le tecniche innovative utilizzate e inventate da Lang in questo suo capolavoro contengono ingredienti demagogici, ovvero che hanno la capacità di convincere un gran numero di persone di una cerca idea o convinzione. Questa fu la caratteristica che forse piacque di più a Hitler e Goebbels che, dopo aver visto il film, chiesero a Lang di diventare il portavoce dell'ideologia nazista creando così i primi film di propaganda e l'utilizzo propagandistico dei media. Un'offerta, diciamo, che Lang non ha potuto rifiutare.

sabato 1 ottobre 2016

Le novità al cinema di ottobre 2016


Si inizia ad entrare nella bella stagione per il cinema, nei mesi più gustosi.
Ad ottobre non mi lascerò scappare Mine, di cui mi hanno parlato molto bene, il secondo capitolo di Jack Reacher e finalmente recupererò Io, Daniel Blake. Non potrà mancare il solito Marvel, ma per il resto ci dovrò ragionare un po' su.

Da lunedì 3 ottobre

The space in between - Marina Abramovic and Bra
Regia: Marco Del Fiol
Attori principali: Marina Abramovic, Dorothy W.Cooke, Narcisa Candido
Genere: Eventi
Trama: In viaggio in Brasile alla ricerca di nuovi stimoli creativi, Marina Abramovic intraprende un percorso di guarigione spirituale. Incontra medium, erboristi e sciamani. Il sincretismo religioso del Brasile più profondo si fa percorso personale e artistico e racconto per immagini.




Da giovedì 6 ottobre

Mine
Regia: Fabio Guaglione, Fabio Resinaro
Attori principali: Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen
Genere: Thriller
Trama: Mike è uno Sniper, un tiratore scelto dei marines che assieme a Tommy, compagno e amico di sempre, viene inviato segretamente nel deserto per uccidere un pericoloso terrorista. Durante la missione qualcosa va storto e i due soldati si perdono in una tempesta di sabbia restando isolati dal comando. Alla ricerca di una via di fuga finiscono in un campo minato e Mike calpesta accidentalmente una mina. Bloccato nel mezzo del deserto, in campo nemico e senza rifornimenti, dovrà sopravvivere e trovare il modo di salvarsi.

Pets - Vita da animali
Regia: Chris Renaud, Yarrow Cheney
Attori principali: Louis C.K., Eric Stonestreet, Kevin Hart
Genere: Animazione
Trama: Max ha quattro zampe e vive a New York con Katie, la vivace padroncina che lo ha adottato e strappato dalla strada. Espansivo e fedele, passa la giornata ad aspettarla perché come ogni altro essere umano Katie ogni mattina esce di casa. Un giorno Katie torna a casa con Duke, un enorme cane che ha deciso di adottare, ma Max non la prende molto bene e inizia una rivalità per conquistare il cuore di Kate.


Deepwater - L'inferno sull'oceano
Regia: Peter Berg
Attori principali: Mark Wahlberg, Gina Rodriguez, Kurt Russell
Genere: Azione
Trama: Basato sull'articolo di David Barstow, racconta la cronaca della fuoriuscita di petrolio in una piattaforma di trivellazione il 20 aprile del 2010, a causa di un'esplosione che uccise 11 lavoratori e ne ferì 16. L'evento venne considerato il secondo maggiore disastro ambientale degli Stati Uniti.




Domani
Regia: Cyril Dion, Mélanie Laurent
Attori principali: Cyril Dion, Mélanie Laurent, Pierre Rabhi
Genere: Documentario
Trama: In seguito alla pubblicazione di uno studio che ha annunciato la possibile scomparsa di una parte dell'umanità entro il 2100, Cyril Dion e Mélanie Laurent partono con una squadra di quattro persone in dieci paesi per indagare e capire cosa potrebbe causare questa catastrofe e soprattutto come riuscire ad evitarla.



Morgan
Regia: Luke Scott
Attori principali: Rose Leslie, Kate Mara, Anya Taylor-Joy
Genere: Horror
Trama: La storia ruota attorno a un consulente di gestione del rischio che viene chiamato in un remoto laboratorio di ricerca per decidere se si deve chiudere o meno il ciclo vitale di un essere artificiale a rischio.





La verità sta in cielo
Regia: Roberto Faenza
Attori principali: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano
Genere: Thriller
TRama: Il 22 giugno 1983 una ragazza di 15 anni, Emanuela Orlandi, sparisce dal centro di Roma e non farà più ritorno. E' figlia di un commesso pontificio e ben presto si capisce che la sparizione coinvolge diversi poteri, dal Vaticano alla Banda della Magliana fino a Mafia Capitale. La sua scomparsa è l'occasione per raccontare la piramide omertosa che da quel momento metterà in ginocchio la capitale.


Quando hai 17 anni
Regia: André Téchiné
Attori principali: Sandrine Kiberlain, Kacey Mottot Klein, Corentin Fila
Genere: Drammatico
Trama: Due ragazzi si frequentano assiduamente e si mettono contro le rispettive famiglie che tentano in tutti i modi di separarli. Quando i due crescono, la distanza tra loro di acuisce: i due frequentano scuole diverse e ricevono le basi per un futuro diverso. Il trascorrere del tempo però farà in modo che il loro rapporto trovi un'evoluzione e che si mantenga vivo.



Lo And Behold - Internet: Il futuro è oggi
Regia: Werner Herzog
Genere: Documentario
Trama: Herzog dirige un ritratto della vita ai tempi del web, in cui mostra come internet sia "una delle più grandi rivoluzioni che l'umanità sta vivendo" ma contemporaneamente rappresenti il veicolo principale per la diffusione del cyber-bullismo e della dipendenza da connessione.





Il sogno di Francesco
Regia: Renaud Fely, Arnaud Louvet
Attori principali: Elio Germano, Alba Rohrwacher, Jérémie Ranier
Genere: Biografico
Trama: Elio Germano interpreta San Francesco. Cerca di svelare l'utopia comunitaria dei fratelli dalle minacce di ostilità di cui è vittima.






Da giovedì 13 ottobre

Bad Moms - Mamme molto cattive
Regia: Jon Lucas, Scott Moore
Attori principali: Mila Kunis, Kristen Bell, Christina Applegate
Genere: Commedia
Trama: Il film racconta la storia di Amy Mitchell, alle prese con un marito molto infantile, i figli e un capo imbranato, e di due sue care amiche. Sono tutte donne che dedicano la loro vita al lavoro e al mantenimento della famiglia "perfetta" ma che inevitabilmente trascurano loro stesse. Insieme si uniranno a ribellarsi alle regole una volta per tutte e lasciarsi andare ad una vita più libera.


Inferno
Regia: Ron Howard
Attori principali: Tom Hanks, Felicity Jones, Sidse Babett Knudsen
Genere: Thriller
Trama: Continua l'avventura sul grande schermo del simbolista di Harvard: quando Robert Langdon si risveglia in un ospedale italiano con un'amnesia si affida al medico Sienna Brooks per recuperare i suoi ricordi e impedire che un pazzo liberi una piaga globale collegata al tomo immortale di Dante.




Mike & Dave: Un matrimonio da sballo
Regia: Jake Szymanski
Attori principali: Anna Kendrick, Zac Efron, Aubrey Plaza
Genere: Commedia
Trama: Due fratelli mettono un annuncio online per trovare delle ragazze che li possano accompagnare al matrimonio hawaiano della sorella, ma l'annuncio diventa presto virale. Rispondono all'appello due ragazze che sperano di imbarcarsi in un'avventura straordinaria e piena di divertimento. Ma le cose non andranno come previsto.



Go with me
Regia: Daniel Alfredson
Attori principali: Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta
Genere: Thriller
Trama: In un paese in cui nessuno sembra intenzionato a ergersi contro Blackway, l'uomo più pericoloso della zona, un terzetto di outsider decide di partire alla vendetta. Una donna con le spalle al muro, terrorizzata dalla minaccia e dallo stalking di Blackway, tocca il fondo quando questo criminale ex vice sceriffo le decapita il gatto ma si scontra contro il muro di gomma della polizia che non intende agire e le suggerisce anzi di essere lei ad andarsene.

Neruda
Regia: Pablo Larrain
Attori principali: Luis Gnecco, Gael Garcìa Bernal, Mercedes Moràn
Genere: Biografico
Trama: Cile, 1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla, eletto grazie ai voti della sinistra, sceglie di abbracciare la politica statunitense e di condannare il comunismo alla clandestinità artistica del Paese, avversa decisamente questa decisione, fino a diventare il ricercato numero 1. In accordo col partito comunista, Neruda sceglie l'esilio anziché il carcere, ma per riuscire a fuggire deve fare i conti con l'ispettore di polizia che viene sguinzagliato contro di lui.

Il grande giorno
Regia: Pascal Plisson
Genere: Documentario
Trama: Le storie di quattro giovani protagonisti provenienti dai più disparati angoli del mondo. Per mesi o per anni i quattro protagonisti attendono questo giorno speciale che cambierà le loro vite per sempre. Affronteranno la prova che determinerà non solo il loro destino ma anche quello delle loro famiglie. Alla fine dopo tanto impegno e perseveranza, il sogno sta per avverarsi.




Qualcosa di nuovo
Regia: Cristina Comencini
Attori principali: Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Eduardo Valdarnini
Genere: Commedia
Trama: Lucia e Maria di conoscono da sempre. Due amiche che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita l'Uomo perfetto. Bellom sensibile, appassionato, maturo. Il mattino però porta con sé incredibili sorprese e tra equivoci, grandi bugie e piccoli abbandoni, Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse.


Rara - Una strana famiglia
Regia: Papa San Martìn
Attori principali: Julia Lubbert, Mariana Loyola, Agustina Munoz
Genere: Commedia drammatica
Trama: Sara vive con sua madre, sua sorella e la moglie di sua madre. La sua vita è facile e la sua quotidianità spensierata ma quando l'adolescenza si affaccia nella sua esistenza, l'impatto con le vite degli altri ragazzini e i primi confronti con l'altro sesso sollevano una serie di problemi.




Caffè
Regia: Cristiano Bortone
Attori principali: Ennio Fantastichini, Dario Aita, Miriam Dalmazio
Genere: Drammatico
Trama: In Belgio l'iracheno Ahmed ha un piccolo negozio in cui conserva una preziosa caffettiera d'argento. Durante una manifestazione dei teppisti fanno irruzione nel negozio e la rubano. Uno di loro però perde i documenti e Ahmed lo rintraccia con il desiderio di farsi restituire il maltolto.




Lettere da Berlino
Regia: Vincent Perez
Attori principali: Emma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Bruhl
Genere: Drammatico
Trama: Berlino, 1940. All'indomani dell'occupazione di Parigi da parte delle truppe tedesche, una lettera notifica la morte del figlio di Otto e Anna Quangel sul fronte francese. Hans era la ragione di vita di Otto e Anna, che intraprendono una resistenza silenziosa su carta e penna. Otto, scrive cartoline antinaziste che deposita in luoghi strategici con la speranza di risvegliare le cosciente dei tedeschi, ma l'ispettore Escherich intraprende una ricerca all'uomo.

Da martedì 18 ottobre

Il missionario
Regia: Marcelo Torcida
Attori principali: Carlos Cabra, Carlos Echevarria, Luis Galiano
Genere: Drammatico
Trama: In un Paraguay diviso tra illimitata ricchezza ed estrema povertà, Juan è un adolescente irrequieto che soffre per un profondo conflitto con il padre. Alla ricerca di divertimento, indipendenza e libertà, viene sopraffatto da una realtà avida e senza scrupoli che priva la sua vita di ogni senso. L'incontro con un missionario porterà ad una svolta.



Southside with you
Regia: Richard Tanne
Attori principali: Tika Sumpter, Parker Sawyers, Donald Paul
Genere: Biografico
Trama: Un film drammatico ispirato a "Prima dell'alba" che racconta il primo appuntamento durante un pomeriggio nell'estate del 1989 tra il futuro presidente degli Stati Uniti d'America Barak Obama e Michelle Robinson a Chicago. Il film inizierà dal giorno in cui Michelle accettò di uscire con lui.




Da mercoledì 19 ottobre

I babysitter
Regia: Giovanni Bognetti
Attori principali: Diego Abatantuono, Paolo Ruffini, Antonio Catania
Genere: Commedia
Trama: Remo è un bambino di 10 anni molto maleducato. Il padre è il capo di Andrea, costretto, nel giorno del suo trentesimo compleanno, ad andare a casa sua per fare da babysitter al bambino. una volta arrivato alla villa, Andrea viene raggiunto dai suoi amici Vincenzo e Mario che vogliono festeggiare il suo compleanno in grande stile. Ma la serata prende una brutta piega e la casa viene devastata. Peccato che una videocamera abbia ripreso tutto.


Da giovedì 20 ottobre

Cicogne in missione
Regia: Nicholas Stoller, Doug Sweetland
Attori principali: Andy Samberg, Kelsey Grammar
Genere: Animazione
Trama: Una storia originale sulla celebre leggenda delle cicogne. Una visione completamente nuova che farà amare i suoi protagonisti dal primo istante.






Piuma
Regia: Roan Johnson
Attori principali: Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Michela Cescon
Genere: Commedia
Trama: La storia di Ferro e Cate, due ragazzi come tanti, ai giorni nostri. Una gravidanza inattesa e il mondo inizia ad andare contromano: la famiglia, la scuola, gli amici, il lavoro. Tra tentennamenti e salti nel buio, prese di responsabilità e bagni di incoscienza, i due protagonisti attraverseranno i nove mesi più emozionanti e complicati della loro vita cercando di non perdere la loro purezza.


Pay the ghost
Regia: Uli Edel
Attori principali: Nicolas Cage, Sarah Wayne Callies, Alex Mallari Jr.
Genere: Thriller
Trama: Cage interpreta un professore il cui giovane figlio scompare durante una parata di Halloween a New York. Un anno dopo comincia a sentire la presenza del figlio e scopre che esiste un fantasma feroce e vendicativo che affiora ogni Halloween per rapire i bambini.




Jack Reacher - Punto di non ritorno
Regia: Edward Zwick
Attori principali: Tom Cruise, Cobie Smulders, Patrick Heusinger
Genere: Azione
Trama: Il secondo capitolo, questa volta basato sul diciottesimo romanzo della saga letteraria di Lee Child. In questo libro, Reacher viene accusato di un crimine che non ha commesso, scopre di avere un figlio e viene richiamato alle armi.




American Pastoral
Regia: Ewan McGregor
Attori principali: Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning
Genere: Drammatico
Trama: La storia di Seymour Levov, detto "Lo Svedese", un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi una bella moglie e una bambina, ma il suo mondo va a pezzi quando la figlia ormai adolescente compie un atto di terrorismo e provoca una vittima.




Enclave
Regia: Goran Radovanovic
Attori principali: Milena Jaksic, Filip Subaric, Nenad Stanojkovic
Genere: Drammatico
Trama: Kosovo, 2004, cinque anni dopo la guerra. Nenad, bambino di dieci anni cristiano, è determinato a dare una degna sepoltura al suo defunto nonno. Per fare ciò dovrà attraversare le linee nemiche, fare amicizia con la maggioranza musulmana, lacerata dalla guerra.




Da venerdì 21 ottobre

Io, Daniel Blake
Regia: Ken Loach
Attori principali: Hayley Squires, Natalie Ann Jamieson, Dave Johns
Genere: Drammatico
Trama: Newcastle. Daniel Blake è sulla soglia dei sessant'anni e dopo aver lavorato per tutta la vita, ora per la prima volta ha bisogno, in seguito ad un attacco cardiaco, dell'assistenza dello Stato. Infatti i medici che lo seguono certificano un deficit che gli impedisce di avere un'occupazione stabile. Fa quindi richiesta del riconoscimento dell'invalidità con il relativo sussidio ma viene respinta.


Da mercoledì 26 ottobre

Doctor Strange
Regia: Scott Derrickson
Attori principali: Benedict Cumberbatch, Tilda Swinton, Rachel McAdams
Genere: Avventura
Trama: Il film segue la storia del neurochirurgo Stephen Strange, dopo un orribile incidente d'auto. Egli scopre il mondo nascosto della magia e delle dimensioni alternative.





Da giovedì 27 ottobre

Trolls
Regia: Mike Mitchell, Anand Tucker
Attori principali: Jason Schwartzman, Ximena Luna, Anna Kendrick
Genere: Animazione
Trama: Il nuovo film sui pupazzi Troll, inventati nel 1959 quando un pescatore e intagliatore danese, Thomas Dam, intagliò una bambola con i tratti dei troll scandinavi come regalo per la figlia. 





In guerra per amore
Regia: Pif
Attori principali: Pif, Miliam Leone, Stella Egitto
Genere: Drammatico
Trama: Al centro del film vi è la Sicilia, e i protagonisti sono Arturo e Flora in una complicata storia d'amore, ambientata però nel luglio del '43.






The Accountant
Regia: Gavin O'Connor
Attori principali: Ben Affleck, Anna Kendrick, Jon Bernthal
Genere: Drammatico
Trama: Christian Wolff è uno studioso di matematica che ha più affinità con i numeri che con le persone, e che lavora sotto copertura in un piccolo ufficio di provincia come contabile freelance per alcune delle più pericolose organizzazioni criminali del pianeta. Nonostante abbia alle costole la divisione anti-criminale del Dipartimento del Tesoro, guidata da Ray King, Christian accetta un nuovo cliente: una compagnia di robotica nella quale una contabile ha scoperto ammanchi per milioni di dollari.

La ragazza senza nome
Regia: Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne
Attori principali: Adele Haenel, Jérémie Renier, Oliver Gourmet
Genere: Drammatico
Trama: Jenny Davin è una giovane dottoressa molto stimata al punto che un importante ospedale ha deciso di offrirle un incarico di rilievo. Intanto conduce il suo ambulatorio medico condotto dove va a fare pratica Julien, uno studente di medicina. Una sera, un'ora dopo la chiusura, qualcuno suona al campanello e Jenny decide di non aprire. Il giorno dopo la polizia chiede di vedere la registrazione del video di sorveglianza dello studio perché una giovane donna è stata trovata morta nelle vicinanze.

Parola di Dio
Regia: Kirill Serebrennikov
Attori principali: Pyotr Skvortsov, Aleksandr Gorchilin
Genere: Drammatico
Trama: Veniamin non è come gli altri studenti del liceo che frequenza. Benché animato da uno spirito polemico e ribelle, la sua ribellione non va nella direzione caratteristica della sua età, pretende più regole. Le regole che vuole fare imporre sono a suo dire le uniche che valga la pena rispettare, quelle cioé della Bibbia.



Ouija - L'origine del male
Regia: Mike Flanagan
Attori principali: Elizabeth Reaser, Henry Thomas, Kate Siegel
Genere: Horror
Trama: A los Angeles nel 1965, una madre vedova e le sue due figlie introducono un nuovo trucco alle loro consuete frodi spiritiche finendo per attirare senza volerlo un autentico spirito maligno nella propria casa.





Da lunedì 31 ottobre

Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia
Regia: Greg Tiernan, Conrad Vernon
Attori principali: Jonah Hill, Kristen Wiig, James Franco
Genere: Animazione
Trama: Le avventure di una salsiccia alla ricerca della verità sulla propria identità. Dopo essere caduta da un carrello della spesa, la salsiccia e i suoi amici partono per un viaggio al supermercato, per tornare nelle loro corsie prima della vendita del 4 luglio e capire come ci sono arrivate.

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