Feud: Bette and Joan



La vera storia della faida tra Bette Davis a Joan Crowford, due icone del cinema degli anni '60. Tra le due non scorre buon sangue e quando si trovano insieme sul set di What Ever Happened to Baby Jane? inizia una vera e propria guerra all'Oscar, forse l'ultimo della loro carriera.

Ryan Murphy, dopo il rovinoso inizio della settima stagione di American Horror Story, ormai prossima al tramonto (almeno si spera), si risolleva con una nuova serie sempre firmata da lui e da Fox, una serie antologica, Feud, che in ogni stagione racconterà storie vere di faide tra personaggi famosi. La prossima stagione si sposterà in Inghilterra per parlare del rapporto tra Carlo e Diana e che inizierà proprio con il loro divorzio.



No, seriamente, cosa possiamo volere di più dalla vita se non una stagione con Susan Sarandon e Jessica Lange? Il ritiro della Lange da AHS le ha solamente donato, dedicandosi ad un personaggio perfettamente nelle sue corde e riuscito alla perfezione. Personalmente non conoscevo questa storia e durante la visione della prima stagione mi sono inoltre imbattuta in un documentario su Bette Davis, sulla sua storia e sull'amore/odio nei confronti di Joan Crowford. 
Le due attrici sono state l'emblema del cinema fin dalla loro giovinezza, grazie ad un'innata e indiscussa bravura e naturalezza davanti alla cinepresa, ma Feud le ritrae in un periodo particolare della loro vita; Bette Davis, venerata come attrice ma non conosciuta per la sua bellezza, dopo Eva contro Eva si trova ad un punto cruciale della sua carriera, ovvero l'inizio della fine, la vecchiaia che incombe, la popolarità che svanisce per lasciare spazio a volti più belli ma non per forza più bravi, vedi Marilyn Monroe. Joan Crowford, dal canto suo, ha sempre e solo vissuto per la sua immagine pubblica, apparentemente forte e indipendente ma in verità incredibilmente sola. Le due donne, pur odiandosi, silenziosamente si ammirano, ma l'orgoglio è difficile da sovrastare e non lo ammetteranno mai, nemmeno a loro stesse.


Trovo incredibilmente intelligente e coraggioso scegliere di raccontare biografie in una serie tv perché mentre alle storie di fiction si può dedicare il tempo che si desidera, costruendole anche sul tempo a propria disposizione, per le storie vere sintetizzare il tutto in appena due ore di film è pressoché impossibile, per questo motivo la maggior parte delle biografie fanno pena. Invece, avendo a disposizione una decina di episodi da 45 minuti l'uno la storia viene raccontata scendendo nei particolari, che poi è ciò che rende interessante le storie vere, se no tanto vale guardare un asettico documentario. Nel suo intento Ryan Murphy ha fatto centro, ha creato un prodotto televisivo che, come AHS, cambiando storia ad ogni stagione non stanca lo spettatore, intrattiene raccontando storie di vite di cui magari non conoscevamo i dettagli o la storia stessa.

Meraviglioso il cast, Susan Sarandon e Jessica Lange non c'era dubbio già da prima che fossero due attrici superlative, ma questa prova ha tolto ogni dubbio, per non parlare della somiglianza con le due attrici interpretate, impressionante soprattutto quella tra la Sarandon e la Davis, anche se non è esattamente un complimento. Nel cast molti altri nomi importanti come Kathy Bates, Stanley Tucci, Sarah Paulson, Alfred Molina e Catherine Zeta-Jones.


Bravo Murphy, un prodotto televisivo di alto livello e con un potenziale alle stelle, studiato nei minimi dettagli. Vero, spesso può sembrare poco scorrevole, ma dal mio punto di vista è proprio voler fare trovare il pelo nell'uovo dato che è una serie che si prefigge l'obiettivo di essere quanto più possibile fedele alla storia, rispettandola e, in questo caso, onorandola. Adesso, Ryan, cerca solamente di mantenere alta la qualità, senza abbandonarla dopo qualche stagione come un bambino con il suo giocattolo nuovo.


Commenti

  1. L'ho trovato curatissimo e, fortunatamente, neanche troppo pesante.
    Le due straordinarie. La Lange in particolare, nel finale, mi ha distrutto il cuore.

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    1. Sì, credo che sia una delle più belle interpretazioni che abbia visto di recente.

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  2. Serie bellissima, strapiena di cinema dentro, ha un solo difetto, ad un certo punto finisce ;-) Avrei voluto altri dieci o dodici episodi! Cheers

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    1. xD Tu dici? Secondo me ha un certo fascino anche perché non è molto lunga, se no rischiava di avere parti eccessivamente noiose.

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  3. appena lo troverò in italiano me la guarderò ^_^

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  4. Dopo aver abbandonato (non so ancora se definitivamente, o solo temporaneamente) quella sottospecie di strano e deprimente obbrobrio chiamato "American Horror Story", non aspetto altro che di potermi rifare un po' gli occhi con "Feud", una serie che ha tutte le carte in regola per potermi stregare, a partire dallo splendido cast! Non vedo l'ora che arrivi ufficialmente in Italia! *_____*

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    1. Su AHS per le ultime stagioni ti do ragione, prima perlomeno aveva un certo senso artistico. Feud è completamente diversa, sembra ideata da qualcun altro, ne vale davvero la pena anche se ti consiglio di guardarla in lingua originale perché ci sono dei monologhi da brividi e il bello sta proprio nel godersi le loro performance.

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