It Comes at Night


La nuova generazione horror è fatta così, indipendente, dalle brevi durate, senza o quasi contestualizzazione. Si concentrano solamente sul creare l'atmosfera di terrore, hanno quell'unico e semplice obiettivo e puntualmente lo portano a termine. Mi vengono in mente film magnifici come It Follows ed il più recente e politico Get Out che fanno proprio parte di questa splendida rivoluzione che lascia alle sue spalle il jumpscare, che rimane comunque ancora un buon specchietto per le allodole. 
Anche It Comes at Night inizia e basta, ci si deve fare un'idea da soli del contesto, ipotizzando quindi un futuro molto prossimo in cui un terribile virus ha costretto le persone sopravvissute ad evacuare le città, rintanandosi nei boschi per scappare dagli attacchi di una misteriosa entità che, appunto, pare muoversi di notte.


C'è molta abilità e genio dietro a film di questo tipo, perché, con una semplicità disarmante, alcuni registi riescono a creare dei prodotti cinematografici molto particolari, creando praticamente un nuovo genere ed un pubblico tutto loro. Si tratta di una concezione completamente nuova di paura che si basa su ciò che non viene mostrato, a differenza degli horror a cui siamo stati abituati che basavano il momento di maggior suspense su quanto mostrare piuttosto che sul terrore psicologico impiantato nel pubblico. Qui sta la loro vera forza e la forza di It Comes at Night, racchiusa anche in ciò che non ci viene detto del contesto. Non sappiamo effettivamente da cosa stiano cercando di scappare, e nemmeno conosciamo esattamente la provenienza di questa terribile epidemia o il suo corso, eppure condividiamo il terrore dei protagonisti in questo piccolo incubo.


Non mettendoci al corrente dei fatti precedentemente accaduti, è come se vivessimo la storia insieme ai protagonisti, come se con loro riuscissimo a sviluppare un'empatia più forte e, di conseguenza, più terrificante. Inoltre è un genere di horror che da moltissima importanza alla regia, ad ogni singola inquadratura, semplice ma molto curata, con scene brevi, crude ma mai esagerate, tenendo quel filo di verosimiltà che fa la differenza sul piano orrorifico.
Joel Edgerton non ne sbaglia una, è sempre azzeccato, mai fuori luogo, magari non la sua interpretazione migliore, ma completamente in linea con lo stile del film, come sempre, del resto. Mi piacerebbe vederlo in qualcosa di più centrato, con un'identità propria ben forte, perché ho sempre trovato che, lavorando a progetti magari poco conosciuti, la sua interpretazione venisse un po' risucchiata dal film stesso, risaltando poco. 


Se vi piacciono gli horror di questo genere non lasciatevelo scappare. Non vi garantisco che vi lasci un senso di terrore dopo la visione, ma sicuramente sarà un'ora e mezza di pura tensione. Ad ogni modo credo che questi siano ancora degli esperimenti, siamo solamente all'inizio di questa nuova tendenza ed il meglio deve ancora arrivare.


Commenti

  1. Piaciuto, nonostante l'esagerato parlarne prima dell'uscita in Patria.
    Convenzionalissimo, alla fine, ma affascinante così.

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    1. Sì, di sicuro non è nulla di stravolgente, ma funziona bene ^^

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  2. Faccio la voce fuori dal coro dicendo che non mi è affatto piaciuto (non a caso ho scritto il post a novembre e continuo a rimandarne la pubblicazione perché lo surclassano altri film più "importanti" almeno per me...). Confezionato benissimo ma di una banalità sconcertante, non da modo di affezionarsi a un personaggio che sia uno ed è inutilmente ammorbante. O forse, semplicemente, non sopporto Edgerton, chissà.

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    1. Ma cosa mi dici mai, Bolla xD
      Ma ti diró, sapevo che non avrei trovato il film della mia vita, ma se non altro ha fatto il suo compito e l’ho trovato molto di classe.

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  3. E' un 'evil dead' al contrario :D, nel senso che i protagonisti devono barricarsi in casa ed evitare l'entità maligna. Interessante!

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    1. É un po’ il classico esercizio di stile, molto raffinato e curato, nulla di nuovo.

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