Il film della domenica - The Judge


Ho deciso di recensire questo film per scostarci un po' dal genere fantascientifico-azione dei due film di cui abbiamo parlato fino ad ora e poi perché questo titolo sono riuscita a vederlo poco più di una settimana fa.
Vi dirò la verità, non mi sono mai documentata più di tanto su questo film prima della sua uscita principalmente perché conoscendo la trama non avevo alcuna aspettativa siccome non mi sembrava (come poi è stato) nulla di rivoluzionario e forse era anche un po' il fine del regista, David Dobkin (di cui prima d'ora non conoscevo nulla dei pochi lavori a cui ha partecipato).
Inizio col raccontare la trama; il film narra la storia di Hank Palmer, un rampante, estroverso, civettuolo ed arrogante (e chi più ne ha più ne metta) avvocato di Chicago (interpretato da Robert Downey Jr) famoso per la sua determinazione e per la difesa di uomini poco raccomandabili.
Succede che quando Hank viene informato della morte della madre, nonché l’unica figura della sua famiglia con la quale sembrava avere un po’ di rapporto, lascia lavoro e famiglia per raggiungere il padre Joseph Palmer (alias Robert Duvall), famoso ed acclamato giudice, ed i due fratelli a Carlinville, piccolo paesino nell'Indiana nonché il suo luogo di nascita. 


Una volta arrivato però la situazione non sembra essere delle migliori. Il tema fondamentale del film a questo punto si rivela essere il burrascoso rapporto padre-figlio che di migliorare non sembra proprio averne voglia.
Le cose cambiano quando il padre di Hank viene accusato di omicidio, le prove contro di lui sono alquanto spiazzanti e l'unica salvezza è il talento del figlio al quale però sembra non volersi appellare.
Ovviamente potete vedere anche voi, senza essere del mestiere, che una trama come questa molte aspettative non può averne! 
Dobkin però ha voluto azzardare e ha posizionato il giusto attore nel giusto ruolo; io non so quanti di voi seguano Robert ma ha fatto una montagna di film e per citare alcuni tra i titoli più popolari come i due film su Sherlok Holmes e quelli di Marvel in cui ha lavorato la particolarità che lo distingue è indiscutibilmente il carattere! Robert (insieme a pochi altri attori di questo genere) non è un personaggio, lui è IL personaggio! Non stento a credere che come si atteggia nei film non lo faccia anche nella vita reale perché sono così spontanei i suoi atteggiamenti che se li sopprimesse non sarebbe più lo stesso. 



Questo film è un mix di sentimento, tragedia, ironia e comicità ben equilibrate. Una bella storia con lieto fine si potrebbe dire. Certo, non sarà il film dell'anno ma probabilmente non era sua intenzione. Si sta parlando comunque di un regista che sta ancora sperimentando perché ha fatto pochissimi lavori e in questo in particolare Robert Downey Jr ha donato molto di sé. 
È lampante il tentativo di inglobare il family drama e quindi di commuovere il pubblico riprendendo una tematica sempre molto attuale, e per quanto mi riguarda ci sono riusciti in pieno mentre la comicità di Robert riesce sempre a spezzare la tensione strappandoti un sorriso anche nei momenti più intimi.
Non vi aspettate il solito Robert "genio, miliardario, playboy, filantropo” di The Avangers ma un Robert che di quegli aspetti riesce a portare con sé solo quelli meno antipatici, se fosse in qualche modo possibile. XD


Non dimentichiamoci di parlare dell'interpretazione si Duvall! Anche se il suo non è stato il personaggio principale a mio parere è stato più complesso di quello interpretato da Robert in quanto ha dovuto entrare nella parte di un uomo di tarda età afflitto dall'imminente morte della moglie, un figlio con problemi mentali ed un colpo di scena che non posso rivelarvi. Tutto questo sottopone il personaggio ad uno stato mentale di autodistruzione, si percepisce in modo molto chiaro il conflitto interiore che viene a crearsi tra orgoglio, la situazione di amore/odio con il figlio Hank che lo pervade e viene incrementato appunto dalla morte della moglie. Durante la visione del film vedrete che alcune scene hanno uno sviluppo psicologico e di crescita del personaggio non indifferente per una trama così apparentemente leggera.
Non penso sia stato un disastro insomma, in questi casi il cast fa molto, se non quasi tutto, ma per essere una delle prime esperienze di Dobkin, anche se non è giovanissimo, direi che ha fatto davvero un buon lavoro. 



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