Lost River


Bones vive con la madre, Billy, ed il fratellino in una casa fatiscente a Lost River che sta per essere restituita alla banca per vari arretrati della madre. Per riparare alla questione, il direttore della banca propone a Billy di esibirsi in un grottesco locale, lavoro che Billy accetta contro il volere del figlio.
Intanto, Bones cerca la verità nascosta sotto il nome del piccolo paese di Lost River, mentre smantella case abbandonate e sfugge all'ira di Bully, il bullo locale dalla tremenda fama.


Esordio alla regia di Ryan Gosling, uno degli attori a mio avviso con maggior carattere oggi in circolazione, e si butta sulla regia con moltissima foga di imparare e di creare.
Lost River è ovviamente da considerarsi come primo film di un attore abituato a stare fino ad oggi dall'altra parte della macchina da presa, ed in questo suo primo lungometraggio, già risalente al 2014, si respira l'aria di cinema d'autore ancora grezzo, molto influenzato dal cinema che ha fatto e visto, rischiando, come tutti i principianti, naturalmente, di mettere troppa carne al fuoco e di prendere la forma di qualcosa di ancora non ben definito.
In questo film c'è moltissimo di NWR, dai colori accesi, al sadismo, all'agrodolce di un amore giovanile fino alla colonna sonora e ai lunghi silenzi che fanno parlare i meravigliosi volti di Christina Hendricks (Drive, The Neon Demon), Saoirse Ronan (Grand Budapest Hotel, Brooklyn) e la stessa moglie di Gosling, Eva Mendez.
Naturalmente, ciò che Ryan non è riuscito a fare è trovarsi un proprio profilo individuale, puntualizzazione secondo me più obbligatoria che utile, perché quale regista ha mai iniziato la sua carriera senza ispirarsi al proprio gusto personale? Piuttosto si può dire che difficilmente un buon attore riesce anche ad essere un buon regista, i casi sono pochi ed isolati, ma per essere un primo lavoro con un budget modesto, Lost River non si può proprio definire un completo disastro.


In un'ora e mezza scarsa Gosling ci ha presentato un mondo buio, pieno di segreti, dove le case sono disabitate, le strade non si distinguono dai boschi o dai laghi, la natura prende il sopravvento sull'uomo e l'uomo si perde nelle proprie debolezze. Moltissime le identità nel film, forse troppe, l'amore che Bones non ha mai dichiarato all'amica Rat, forse spaventato del potersi vivere la sua giovane vita diversamente da come ha fatto fino al giorno prima, la frustrazione di Bully, probabilmente derivante dalla mancanza di amore, ed il direttore della banca che fa della lussuria la propria droga. Si respira la stessa identica atmosfera dei film di Refn, appunto, e questo non posso dire che mi dispiaccia.
Credo fermamente che Gosling debba crescere se vuole continuare su questo binario parallelo, facendo chiarezza in ciò che vuole raccontare per evitare si imbattersi nuovamente in una tale accozzaglia di casi umani, ma il mini mondo di Lost River che lui stesso ha scritto ha la capacità di stregare nel suo marcio più profondo. C'è del potenziale dietro quel bel paio di occhi azzurri, speriamo lo sfrutti.





Commenti

  1. Pieno di imperfezioni e confuso ma, qualche anno fa, mi era piaciuto.
    Ne ho un buon ricordo. :)

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    1. E ce l'avró anche io perchè comunque mi ha incuriosita, ma è molto pasticciato appunto.

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  2. film confuso ma non so perchè mi ha colpito a sensazioni, l'ho visto un po' di tempo fa ed ancora ricordo bene alcune scene...

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    1. Ha dato quella sensazione un po' anche a me, nel senso che ha molte difficolta ma comunque ci sono inmagini che rimangono impresse, e questa è una cosa del cinema che reputo fondamentale, la persistenza.

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  3. Mi hai convinto. Provo a vederlo ;)

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