Manchester by the sea


Proprio quando stavo iniziando a pensare che quest'anno agli Oscar non ci sarebbe stata molta gara, spunta Manchester by the sea. Nel quel di Torino, come ogni anno, le multisala hanno deciso di non distribuire i film candidati, se non naturalmente La La Land che qualche incasso continua a farlo anche a settimane dalla sua uscita. Ma fortunatamente ci sono i cinema che vivono di film indipendenti e su cui si può sempre contare, anche all'ultimo minuto. Che poi a me piace sempre, quando si può, lasciare il multisala di fiducia per queste sale antiche nel centro; sembra di entrare in un'altra dimensione. Avendo 22 anni sento particolarmente la differenza, sono due realtà completamente diverse in cui si mischiano diverse generazioni, ma la particolarità di questi piccoli cinema che ancora resistono è il cliente. Il suo cliente tipo ha un'età che va dai 55 ai 70 anni e non puoi non riconoscerlo, perché è particolarmente informato sul film da vedere, normalmente ha il coniuge al seguito che ha indottrinato negli anni di matrimonio, ma soprattutto, essendo questi cinema senza il posto a sedere assegnato, lui arriva giustamente con particolare anticipo per aggiudicarsi i posti migliori della sala e per attuare il suo piano malvagio: posizionare il suo cappotto e quello del relativo coniuge sulla poltrona affianco alla sua, lasciando anche un posto vuoto tra la moglie (perché spesso il nostro soggetto è di sesso maschile) ed un altro spettatore, perché naturalmente la moglie ha bisogno di privacy. Così, entrando nella sala, si noteranno le classiche poltrone vacanti qui e là, tutte singole, e che all'inizio del film, per mancanza di altri posti, le coppie stronze saranno obbligate ad occupare, passando sui piedi di terzi e guardando il film da soli.
Concluso questo divertente sproloquio sui cinema indipendenti di Torino, parliamo anche un po' del film.

Lee, custode tuttofare a Boston che conduce una vita solitaria, vive la perdita del fratello dalla quale assume la tutela del figlio adolescente.


Massachusetts, neve e pochi gradi. Pub in cui si guarda dello sport, appartamenti invivibili e barche da pesca. Uno scenario gelido per una storia triste che ha moltissimo cuore e tanta voglia di raccontare una storia nella sua umanità. Infatti Manchester by the sea è prima di tutto un film molto umano, veritiero, che tratta tematiche comuni in modo non convenzionale, ma nemmeno particolarmente rivoluzionario. Detta così sembra complicato, ma non lo è, qui di complicato c'è solamente la situazione di Lee e delle persone che lo circondano in questo pezzo di vita che ci viene raccontato silenziosamente, come se fossimo lì con loro ma sempre nascosti, tanto da percepirne sia il freddo di Boston, sia le situazioni glaciali che si vengono a creare.
Di film che parlano di tragedie e persone care che vengono a mancare è pieno, ma non è altrettanto facile parlare di elaborazione del lutto tanto bene da commuovere il pubblico senza impietosirlo con banalità. Lee è un personaggio scritto magistralmente, complesso, distrutto, tanto da essere diventato apatico, ma comunque cosciente della vita che conduce. La perdita del fratello è per Lee un punto di partenza, magari un modo per ricominciare, ma senza che lui lo sappia o l'abbia mai pensato. 

In tutto questo dolore, che può facilmente andare a toccare da vicino la maggior parte degli spettatori, si nasconde sempre un sorriso, una risata agrodolce dentro ogni scena, fatta di situazioni comuni, silenzi imbarazzanti, stanze in cui aleggia un'atmosfera tanto tesa da sembrare incredibilmente delicata, come se da un momento all'altro una parola di troppo potesse far venire giù il mondo intero.
Non è bellissimo quando un film così (apparentemente) semplice può far provare così tanto? Qui dietro si nasconde molto più lavoro della maggior parte delle grandi produzioni americane, piene di costumi fighissimi e luci sgargianti. Senza nulla togliere a quel tipo di film, che comunque occupano il loro posto all'interno del mondo cinematografico, non bisogna mai sottovalutare la fatica di creare un film come questo, che sembra piccolo ma che in realtà è enorme.

Era complicato proprio perché parla di vita comune, di persone comuni e situazioni accadute alla maggior parte delle persone. Semplicemente è la vita, nuda e cruda, dove purtroppo oggi ci sei e domani non lo sai. Mi è capitato di leggere che alcune persone lo hanno trovato estremamente deprimente, e mi dispiace che lo abbiano vissuto in questo modo, perché io sono uscita dalla sala sollevata. E' indubbiamente triste, ma il messaggio non è dei più banali, spesso si tende a dimenticarsi che anche nei momenti più brutti, quando tutto sembra ormai perso, la vita può avere in serbo per te qualcosa di magnifico, o magari anche solo una seconda possibilità, che insomma mai nulla è perduto davvero per sempre, anche se in alcune situazioni crederci è la sfida più difficile.


Casey Affleck. Avevo timore che non mi sarebbe piaciuto perché in passato non l'ho mai trovato troppo espressivo, esattamente come il fratello, ma un po' meglio, questo è certo. In questo film, francamente, non riesco a capire fino a che punto è se stesso e da quale inizi a recitare, ho come la sensazione che ci sia molto di suo e che non abbia dovuto fare uno sforzo immane per calarsi nella parte di Lee. Detto questo però, non posso negare che sia stato perfetto per la parte e che ci sono due o tre scene da brividi, veramente memorabili e che perciò qualche Oscar il film se o meriterebbe. Magari, visti anche gli altri nominati, Casey potrebbe anche portarselo a casa quest'anno. Però ssshh! Io non ho detto nulla, eh?! 
Abbiamo candidato anche il giovanissimo Lucas Hedges, non male una nomination agli Oscar a soli vent'anni. Non male nemmeno la sua interpretazione, che ha reso unica una delle scene di cui parlavo prima e che mi ha lasciata senza parole.
Trovo un po' meno giustificabile la nomination a Michelle Williams, la cui interpretazione è poco più di un cameo, comunque intensa ma sarà perché a me non dice molto lei come attrice probabilmente non la premierei.


Il mio consiglio è, che voi siate particolarmente appassionati di cinema o meno, che vi stiate preparando alla notte degli Oscar o meno, di andarlo a vedere in sala e di non lasciarvelo scappare. Non è un film facilissimo, non solo perché ci sono persone che non reggono alcuni argomenti al cinema, ma perché è facile trovarlo lento se si è abituati ad un altro genere di film drammatico. Insomma, non è uno di quei film che vola via senza rendersene conto, è pesante sotto molti punti di vista, ma talmente ben fatto da non poter non adorare almeno uno dei suoi mille volti.
Per il momento, tra i film che ho visto candidati, questo va dritto dritto a parimerito con La La Land. Completamente diversi ma allo stesso modo memorabili.

Commenti

  1. Non gli avrei dato due euro e invece si è conquistato un posto nel mio cuore, scaldandolo nonostante il freddo che imperversa nel film.
    Superbo Affleck, indispensabile e bravissimo il roscio, la Williams protagonista della scena più bella del film ma non vale l'Oscar, quello no e che diavolo, altrimenti alla Davis cosa diamo, il Nobel?

    Adesso parte il tifo per Affleck miglior attore e se questo Manchester arrivasse a conquistare la vetta al posto di La La Land, Moonlight o Arrival (gli ultimi due tra i miei preferiti quest'anno) ne sarei felicissima!

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    1. Anche io non ci contavo affatto, e mi sono anche informata poco proprio per avere più effetto sorpresa. Ho avuto la tua stessa reazione, davvero una bellissima scoperta.
      Barriere ancora non l'ho visto, spero di vederlo in settimana ma a me la Davis piace sempre xD anche se, spesso, la trovo un pelino esagerata, ma sono gusti.
      Sai una cosa? Mi sa che pure io tiferò Affleck. Non sto credendo alle mie parole xD e probabilmente anche io sarei felice se vincesse, anche se temo per Moonlight, altro che vorrei vedere prima di domenica.

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    2. Barriere è un dramma familiare molto "classico", interamente incentrato sulle performance degli attori (anche perché è tratto da un'opera teatrale). Il problema in questo caso sarà il doppiaggio, visto che sia Washington che la Davis sono molto particolari ed intensi.
      Anche Moonlight temo rischi l'appiattimento in fase di adattamento/doppiaggio, anche perché il linguaggio "nigga" è estremamente importante all'interno del film.

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    3. Avendo visto "Atlanta" in lingua originale nessuno potrebbe capire meglio questa cosa del "nigga" xD
      Comunque sia si, sapevo si trattasse di un film dalle caratteristiche molto teatrali, se riesco lo guardo in lingua che tanto ne vale sempre la pena, sai che lo preferisco.

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  2. La Davis in Fences è di altri mondi, però la Williams compare e spezza il cuore in una delle scene più toste. Affleck, secondo me, non vince: la denuncia recente influenzerà l'Academy, fatto di bigotti che non sanno scindere un ottimo attore da una brava persona.
    Tra quelli in gara, e finalmente li ho visti tutti, con tutto l'amore che ho voluto a La La Land, è il mio miglior film. Mi è vicino, per tante cose, e capisco che in questo caso come non mai la soggettività fa tanto.

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    1. Quella scena con Michelle è bellissima eh, nulla da dire, ma non è la mia preferita del film. Mi sono persa la questione Affleck!!!
      Concordo, ho letto in giro che gente appassionata si è alzata a nemmeno metà film. Dipende molto da che tipo di dramma si è abituati a vedere o da cosa piace, questo per me è l'ideale xD

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  3. Non il mio genere, ma anch'io ho trovato affleck perfetto nel ruolo!

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    1. Sembra nato per questo ruolo 0.0

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    2. Seonco me Affleck è così davvero :-D
      Non so se hai visto i discorsi per i vari premi vinti. Si vede che è di pochissime parole e schivo di suo. Fa strano, trattandosi di un attore abituato a stare sempre al centro dell'attenzione. :)

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    3. Proprio per quello dicevo che non so fino a che punto recitasse xD ha dato quella sensazione da sempre anche a me.

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  4. Una vicenda tristissima, tragica, eppure...
    come giustamente sottolinei tu: in tutto questo dolore, si nasconde sempre un sorriso.
    Ed è questa la forza di un film davvero speciale.

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    1. Esatto, ha una forza enorme eppure sembra piccolo piccolo ^^

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    2. Paradossalmente, La La Land, che pare un film enorme, mi ha donato di meno dal punto di vista emotivo.

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  5. Film bellissimo con un Casey Affleck superbo.
    D'accordo su Michelle Williams, brava nei 5 minuti in cui compare ma sempre di 5 minuti si tratta.
    Secondo me l'unica statuetta che si porta a casa è quella per la miglior sceneggiatura (almeno quella...).

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    1. Secondo me potrebbe guadagnarsi anche il miglior attore, anzi, speriamo!

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