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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

Zootropolis

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Parentesi riflessiva: Qualche mese fa mi sono strabiliata alla visione di Inside Out. Solamente qualche settimana dopo mi sono accorta di quanto poco mi avesse lasciato realmente.
Stanotte, con una caraffona di caffè per tenere le palpebre ben aperte, non tifavo per Inside Out. Lo so, chi leggesse la mia recensione entusiasta di qualche mese fa rimarrebbe un attimo interdetto, eppure nel corso del tempo mi sono dovuta ricredere. Anche in preparazione a stanotte, ho capito che Inside Out è un film davvero troppo piatto, da qualsiasi punto di vista; ha un solo vero messaggio, la grafica è abbastanza approssimativa se paragonato soprattutto ad uno degli altri film nominati o con quello di cui parlerò oggi, e la storia (una volta superato il gradino di incredulità del primo momento) è pressochè banale.
Quindi mi sono dovuta ricredere, e più ci penso e più questo mi fa provare un profondo senso di malinconia. Un giorno o l'altro modificherò il post della recensione con una postilla fi…

Il caso Spotlight

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Questa è la storia vera del 2001, quando la squadra giornalistica "Spotlight" del Boston Globe inizia ad indagare su una serie di casi di pedofilia dell'Arcidiocesi di Boston. Mettendosi contro la Chiesa, il team è determinato a portare alla luce un caso che le autorità e i media hanno tenuto nascosto per anni.

La tensione sale, la serata più attesa e scontata dell'anno sta per arrivare. Ogni anno le stesse delusioni, ogni anno le stesse risate, ma poi alla fine riesce sempre ad emozionarmi. Probabilmente perchè vedere quei volti familiari che percorrono il red carpet ha un non so che di nostalgico.
Un po' di corsa ma sto facendo del mio meglio per arrivare preparata.
Il caso Spotlight sembra essere uno dei favoriti come miglior film dell'anno, insieme a Revenant , ovviamente. Io su questo punto mi sento di dire con fermezza che non sono per niente d'accordo.
Ogni anno l'Academy sceglie film con importanti messaggi che smuovano parecchio i cuori sopra…

Anomalisa

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Michael Stone, oltre ad un apprezzato scrittore, è anche marito e padre che però sta vivendo un periodo della sua vita nel quale non riesce a vedere una via d'uscita.
Durante un viaggio di affari a Cincinnati, all'Hotel Fregoli nel quale alloggia, fa la conoscenza di due ragazze, una delle quali potrebbe diventare per lui ragione di rinascita.

Si può dire che per l'animazione la fine del 2015 e l'inizio del 2016 sia stato un periodo molto buono, e anche il futuro prossimo ha qualche ottima promessa.
In occasione degli Oscar di domenica 28 febbraio, ho avuto la possibilità di vedere questo singolare quanto intenso film candidato per la migliore animazione ma, purtroppo, facilmente messo in ombra da uno in particolare degli altri titoli i gara.
Se pensiamo all'animazione spontaneamente pensiamo ai bambini, alle risate e ai colori, alle storie con un messaggio chiaro e diretto o a buffi figuri animaleschi o meno con un'avventura pronta da intraprendere. Anomalisa

The Hateful Eight

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Da quando ho deciso di intraprendere questo viaggio cinematografico con serietà, e sembra ieri ma sono ormai già 6 anni fa, mi sono sempre imposta, nelle mie possibilità, di guardare più cose possibili. È naturale che iniziando da zero, con la conoscenza cinematografica che potevo avere a sedici anni, avevo bisogno di una formazione variegata; in poco tempo, dando il meglio di me, ho saputo iniziare a fare i miei piccoli collegamenti, a farmi una mia idea di un film. La regola della varietà ho sempre cercato di portarla avanti, ma è normale che, guardando molte cose, anche inconsciamente ognuno di noi nel suo cuore finisce con l'avere un debole per uno o più attori o registi o generi, è inevitabile. Ed è per questo motivo che anche io ho le mie debolezze. The Hateful Eight mi ha creato non poche difficoltà, perchè Tarantino è uno di quei pochi a cui tengo particolarmente e le motivazioni sarebbero plurime, ma la sua attesa è diventata quasi snervante culminando sabato pomeriggio …

Fargo - Seconda stagione

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Sono molto felice della piega che sta prendendo la televisione; ho sempre preferito la concezione del film per il fatto che non occupasse troppo tempo prezioso fino a qualche anno fa, quando ha iniziato a salire decisamente di livello superando anche molto spesso il livello del cinema, tanto che alcuni titoli non vengono fatti gareggiare con i film solo per una pura questione di necessità ma che potrebbero tranquillamente competerci, soprattutto le famose mini-serie che vanno di moda adesso.
In questa seconda stagione vediamo la tranquilla vita dei due coniugi, il macellaio Ed e la parrucchiera Peggy, prendere una grottesca ed improvvisa svolta che vedrà la loro tranquilla esistenza scontrarsi con quella delle due principali famiglie mafiose di Minnesota e Kansas.


La prima stagione é stata una scoperta assoluta, mi aveva lasciata completamente senza parole per i due meravigliosi protagonisti. Questa seconda é forse, secondo il mio gusto, ancora meglio della precedente ed il motivo é …

Io che amo solo te

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Chiara e Damiano stanno per sposarsi nel loro paese, Polignano a mare, ed il giorno del loro matrimonio è il momento in cui vengono a galla molte singole realtà tenute nascoste tra un famigliare e l'altro. 
Il prossimo lunedì finalmente toccherà a me xD Ma fino a quel momento non so a cosa posso andare in contro nei miei "lunedì cinema" di cui vi avevo già parlato.  I film all'italiana spaziano molto, eppure finiscono per somigliarsi tutti pur trattando argomenti completamente diversi. Non è un caso italiano quello che mi è saltato alla mente in questa circostanza, ma Io che amo solo te svolge con il suo nodo principale nella scena del matrimonio, molto centrale e teatrale, mi ha ricordato la scena finale di Indovina chi viene a cena?. I due film infatti hanno uno svolgimento, fino al fulcro della vicenda, molto rilassato in cui viene spiegata la situazione per poi culminare in una lunga scena in cui vengono svelati gli arcani e i vari segretucci, o, nel caso di Ind…

La ricompensa del gatto

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Penso a quanto siamo indietro per certe cose, più che indietro proprio distaccati da una parte del mondo. Veniamo bombardati dai grandi colossi del cinema che continua a colinizzarsi la sua parte di pubblico mentre alcune minoranze (considerate minoranze solamente per la nostra ignoranza) continuano ad essere proposte come "eventi" e a farci strapagare film anche di decine di anni fa per colpa di un tanto faticato doppiaggio costoso per il fatto che il film sia rivolto ad un'elite.
Ovviamente mi riferisco allo Studio Ghibli, che ha visto in sala nei giorni scorsi un film del 2002 e che propongono oggi come se fosse una novità.
Siamo sempre sui soliti discorsi perchè la situazione non cambia, e ho paura che non cambierà a breve. Io comunque mi sento di tifare per questa "minoranza" perchè penso che abbia molto della cultura orientale da donare alla nostra realtà cinematografica e umana.

Spin-off de I sospiri del mio cuore che rivede la figura del Barone, unico …

The Interview

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Tutto è nato perchè il lunedì sera in casa mia è "lunedì cinema", una mia malsanissima idea per avere la possibilità anche durante la settimana di recuperare qualcosa scegliendolo con la maggior cura possibile dalle piattaforme di cui disponiamo. Il fatto è che questo lunedì non penso ci sia proprio stato d'aiuto; mio padre (toccava a lui scegliere) era indeciso tra una delle mie amate commedie italiane oppure questo film qui che io nel 2014 non vidi ma avevo vaghi ricordi su alcune controversie di cui era responsabile. Fatto sta che, non ricordandomi di più, convenemmo che potesse essere in qualche modo istruttivo, data l'attualità della tematica. Serve a poco dire che ci sbagliammo, però, in fondo, è sempre meglio di una commedia italiana.
David Skylark, famoso intervistatore americano, e Aaron Rapoport sono i due creatori di uno dei talk show più famosi d'America. La loro storia si prepara a cambiare radicalmente quando riescono a garantirsi un'intervista…

Quattro mosche di velluto grigio

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E poi un sabato sera come altri ti ritrovi nel 1971, a dover fare i conti (forse per la prima vera volta) con il mostro sacro dell'horror italiano, ma oserei dire anche internazionale.  Ricordo che da piccola, assieme alle varie e care videocassette che avevo in casa, tra la montagna di VHS Disney e quelle sulle quali registrammo film alla televisione, come ad esempio The Nightmare Before Christmas (quella cassetta penso di averla distrutta a furia di vederla), ce n'era una che mi stonava rispetto alle altre. Ai miei occhi di bambina, anche se la farfalla non era molto grande, risaltava sul volto di donna che faceva da sfondo in copertina e rimase impressa nella mia mente. Chiesi a mia madre che film fosse e, dopo avermi spiegato che quella non era una farfalla ma una falena, mi disse che era un film che faceva paura, "per grandi", e continuai ad associare per gli anni seguenti la falena ai "film per grandi". Quello si può dire che fu il mio primo contatto…

Joy

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Joy era una bambina piena di sogni nei quali era determinata, un giorno, a diventare la donna dalle mille invenzioni che tutto il mondo avrebbe voluto vedere. Gli anni però sono passati, lei è cresciuta, e dovendo badare a due figli, il padre e la madre, i suoi sogni sono passati in secondo piano. L'unica ad incoraggiarla nel riprendere in mano i suoi sogni è la nonna, e sono stati i suoi consigli che l'hanno convinta a provare finalmente a realizzarli.

O. Russell ha scovato da qualche parte lo scheletro di questa storia sempreverde e ci ha visto uno spiraglio di vittoria. Mai tanto attuale, se pensiamo al messaggio che più o meno ogni anno le dive di Hollywood ribadiscono sul palco degli Oscar, e chi, meglio di Jennifer Lawrence, l'attrice del momento, poteva interpretarla?


Tutti ci hanno visto una fiaba in questa trama, io invece ci ho visto il contrario. Nelle fiabe La protagonista non ha a che fare con i mille problemi del mondo, con il mantenimento dei figli o con i …

Scoop

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A volte ce lo dimentichiamo, ma l'intrattenimento non è un semplice film, è un insieme di caratteristiche che in alcuni momenti ti strega, in altri ti spaventa e in altri ti scuote. Io nei film, come anche nella televisione e nella lettura, cerco qualcosa che mi emozioni o che mi faccia riflettere, e dal punto di vista cinematografico negli anni alcuni autori i cui film hanno avuto tutte queste caratteristiche ci sono stati. Adesso, dedicandogli un po' di tempo in piú anche prossimamente, cercherò di capire se Woody Allen è davvero il genio di cui molti parlano, e che fino ad ora è parso anche a me.

Sondra è una giornalista alle prime armi, impacciata ma sveglia, che riceve la soffiata di un giornalista defunto riguardo ad una famosa serie di omicidi. Sondra si trova, insieme ad un mago improvvisato, con un caso scottante in mano e sulla via di una vera e propria indagine per scoprire la verità sull'affascinante aristocratico Peter Lyman.


Mi ci devo ancora abituare al tip…

Recupero time: Contagious - Epidemia mortale

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Il 2015 è stato un po' l'anno degli zombie. Forse più che il 2015 è quest'ultimo decennio che ha rimesso in piazza le icone dell'horror del passato, poi trasformate ed utilizzate per scopi puramente commerciali ed in alcuni casi creando dei veri e propri mostri, dal punto di vista negativo e cinematografico del termine. Anche se me ne rendo conto, io personalmente ho poco di cui lamentarmi, dato che quando uscí il primo Twilight io ero in piena adolescenza, perciò non me ne persi uno.
Vampiri e zombie erano, e purtroppo sono ancora, tra i prescelti, basta vedere la quantità di film sfornati e per tutte le età di cui disponiamo, insomma, vanno alla grande. Sono ancora un po' frastornata dal remake zombiesco di Orgoglio e pregiudizio, ma sono sicura che prima o poi mi passerà. L'unica cosa inquietante è che questa tendenza per il momento si è attenuata ma non accenna ad una vera e propria morte, o non-morte, per rimanere in tema.

Scenario post-apocalittico, un v…