Quattro mosche di velluto grigio


E poi un sabato sera come altri ti ritrovi nel 1971, a dover fare i conti (forse per la prima vera volta) con il mostro sacro dell'horror italiano, ma oserei dire anche internazionale. 
Ricordo che da piccola, assieme alle varie e care videocassette che avevo in casa, tra la montagna di VHS Disney e quelle sulle quali registrammo film alla televisione, come ad esempio The Nightmare Before Christmas (quella cassetta penso di averla distrutta a furia di vederla), ce n'era una che mi stonava rispetto alle altre. Ai miei occhi di bambina, anche se la farfalla non era molto grande, risaltava sul volto di donna che faceva da sfondo in copertina e rimase impressa nella mia mente. Chiesi a mia madre che film fosse e, dopo avermi spiegato che quella non era una farfalla ma una falena, mi disse che era un film che faceva paura, "per grandi", e continuai ad associare per gli anni seguenti la falena ai "film per grandi". Quello si può dire che fu il mio primo contatto con un film horror, o meglio thriller dato che Il silenzio degli innocenti non è definibile come horror, e, come è normale che sia, se una cosa non la puoi avere suscita sempre molto interesse, perciò mentre crescevo la curiosità di avvicinarmi a quel genere c'è sempre stata. Seppure, col passare degli anni, vidi poi anche Il silenzio degli innocenti, di Dario Argento invece, pur sapendo della sua esistenza, e della sua fama non sono mai riuscita a prendere coraggio e vedere qualcosa di suo dall'inizio alla fine, non prima di sabato.

Roberto è un giovane ragazzo che una sera si imbatte in un uomo intento a spiarlo e, per legittima difesa durante una colluttazione, lo uccide. Poco dopo, però, scopre che una persona era presente nel momento dell'accaduto e lo aveva fotografato, così Roberto inizia a ricevere minacce di morte da questa persona senza mai chiedere nulla in cambio. Il suo scopo, Roberto capirà, è solo quello di ucciderlo.


I film horror di una volta sono proprio quelli che piacciono a me, altroché quelle trame inconsistenti e banali che vediamo oggi e che ci facciamo andare bene perché è il meglio che si può trovare. Una volta la tensione la creavi con poco; bastava un po' di penombra, una faccia poco rassicurante e la giusta colonna sonora e la gente, me compresa, salta su se stessa per niente. Ma non era da tutti, e Argento era di sicuro il maestro nel creare quella sensazione di paranoia e terrore anche in situazioni al limite della banalità, perchè di sicuro questa non è una delle trame più originali alle quali ho mai assistito ed in certi punti è anche abbastanza prevedibile, ma nonostante questo e a distanza di quasi cinquant'anni funziona ancora alla perfezione. Tutto merito di una semplicità che oggi si tende a scartare perchè considerata oltrepassata e monotona, mentre invece credo che oggi ci sarebbero molti più film horror degni di nota se somigliassero tutti a questo.


La paranoia e la tensione, che per tutta la durata del film regnano sovrane, è molto simile a quella di Shining; la situazione sta degradando, i protagonisti ne sono consapevoli, la fine è sempre più vicina, ma sanno anche che sono poche le vie di fuga e vengono salvati proprio dal senso di claustrofobia che li spinge a trovare un modo per sopravvivere sebbene in preda al terrore.
Quattro mosche di velluto grigio, quindi, con me ha funzionato. Ho apprezzato anche la semplicità della trama anche se nello specifico le trame estremamente piatte non sono le mie preferite, e di sicuro questo è solo una parte di quello che Argento è riuscito a dare al cinema. Mi chiedo allora cosa sia stato in grado di creare oltre a questo, la mia curiosità non ha potuto far altro che salire.
Per certi versi, quindi, è appurato che le cose migliori sono quelle di una volta, quando c'era meno di qualsiasi cosa. Quando c'erano meno film e più idee, meno tecnologia e più fantasia. Non è ben chiaro come, ma pare che Argento di fantasia ne avesse parecchia, è uno di quei personaggi, insieme a più o meno tutti i registi che preferisco, che se nella vita non avesse fatto il regista sarebbe stato senza dubbio un assassino psicopatico. Ma d'altronde, si sa, "i migliori sono matti".




Commenti

  1. Ho uno strano rapporto con Argento, ma questo mi è piaciuto, anche se è il film di Darione che ho visto meno volte, complimenti per il bellissimo post ;-) Cheers!

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    1. Grazie mille ^^ Io ho intenzione di scoprirlo piano piano, ma credo mi piacerà.

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  2. la cosa più bella è la scena iniziale del "videoclip" (girato meglio del 99,99% dei videoclip di ora con telecamere grandi un quinto e col triplo della risoluzione)...poi la tensione è ovviamente palpabile, senza però gli scossoni scassacosoni dei film di oggi, che son più martellate di adrenalina che film

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    1. Gli scossoni mi hanno fatto morire xD però purtroppo è vero, i film horror di oggi non puntano più molto sulla qualità, come se l'horror non fosse un vero genere!

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    2. oramai son tutti action-horror...se non c'è l'azione a 3000 non li producono più; e questo è un grande male

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    3. Si, c'è anche da dire che oggi al pubblico è quello che piace, è un genere che non viene piú preso sul serio nella maggior parte dei casi.

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    4. ovvio...il cinema va dove la gente vuole, un pò come tutto, finchè la gente andrà in sala e pagherà il biglietto continueranno a fare cinepanettoni e zalone come se non ci fosse un domani

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    5. Aspettano solo quello xD

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    6. non solo, ne parlano pure come grande cinema di gran classe...

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    7. Hahaha io l'unico film horror decente che ho visto nel 2015 è stato Babadook!! Fai tu.

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    8. io non ne vedo da tempo, ma tra cinogiappokoreani qualcosina c'è...

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    9. Non ne ho mai visto uno, ne vale la pena?

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    10. c'è tanta roba, di tutti i tipi e per tutti i gusti ^_^

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    11. Allora mi aggiornerò ^^

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  3. Questo mi manca ancora, ma Argento lo apprezzo particolarmente soprattutto perché nella maggior parte dei suoi lavori la soluzione... ti é stata letteralmente sbattuta in faccia alla prima scena.
    Non so se anche in questo vada cosí ovviamente...

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    1. Eh più o meno si xD è un po' la banalità della trama a cui alludevo. Effettivamente durante lo svolgimento parlando col mio ragazzo avevo spiegato secondo me come stavano le cose, e alla fine avevo ragione, però tutto sommato mi è piaciuto lo stesso.

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  4. L'ho visto parecchi anni fa ma non mi è rimasto particolarmente impresso, tolte un paio di "zampate" argentiane (l'omicidio nel parco, l'ossessione per le finestre) e alcune sequenze oniriche inquietanti e molto intelligenti.
    Nel complesso, l'avevo trovato molto trash, soprattutto per il lato comico/grottesco ben espresso dai personaggi secondari e da quel terrificante monologo finale del killer, davvero inascoltabile XD

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    1. È proprio vero!! Il monologo finale è indecente! Ma comunque nel complesso devo dire che mi è piaciuto. I personaggi secondari, soprattutto il detective, erano spassosissimi.

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