Quo vado?


Quando arriva il periodo natalizio mi prende sempre un'enorme paura: la combinazione famiglia + cinepanettone, che sotto Natale è sempre rischiosissima, lì al varco che ti aspetta impreparato. 
Già il 25, girovagando per le strade di Torino, ero riuscita a scampare dal terribile film dei due cretini che di vedono sempre adesso in giro, e sono riuscita ad attirare l'attenzine dei miei su Irrational Man. 
Purtroppo però, il primo dell'anno non ce l'ho fatta, e la sorpresa me l'hanno fatta i miei, trascinandomi davanti al cinema parrocchiale (?) del mio piccolo paese a vedere l'ultimo film di Zalone (?, La coerenza della programmazione delle parrocchie, vabè).
Vecchi e bambini everywhere, i brividi, ma almeno ho pensato che non avrei sentito assolutamente nulla di un film che a prima vista pareva orripilante. 

Checco, che per tutta la vita ha sempre e solo sognato di raggiungere e tenersi ben stretto il suo posto fisso, viene messo alle strette e, rifiutando una tutto sommato generosa liquidazione, si ritrova a girare l'Italia, ma non solo.

E invece no, ahimè, la vera sorpresa me l'ha fatta Zalone. In due anni di lavoro, ha creato insieme al regista di tutti i suoi altri film, Nunziante, una storia che finalmente si reggeva in piedi da sola, con una buona comicità molto meno volgare sia della media in circolazione al momento che dei suoi film precedenti, ma soprattutto pieno di contenuti
Checco nel film rimane certamente il solito sempliciotto un po' ingenuo, ma molto più intraprendente. Quo vado? si presenta come un'immensa auto-critica dell'italiano medio e dell'Italia come Stato in cui, come sappiamo bene, il posto fisso fa comodo un po' a tutti, ma anche il rispetto per le regole che si avverte appena mettiamo piede in stati del nord ed uno stile di vita completamente diverso dal nostro con una mentalità molto più aperta, portando all'estremo (ma forse nemmeno poi così tanto) il volersi infinocchiare tra di noi, il classico comportamento dell'italiano, insomma. 


È di fatto più una critica che una commedia. Checco fa ridere, più del solito questa volta, ma ragionandoci su si giunge alla conclusione che tutto ciò che ha voluto ridicolizzare, purtroppo esiste veramente ed è all'ordine del giorno. I suoi film hanno sempre avuto l'obiettivo di ridere su alcuni comportamenti più o meno odierni, ma forse questa volta ha saputo centrare tanti argomenti e nessuno in particolare, facendo una satira un po' ironica che, a quanto pare, il pubblico ha gradito molto. Il film giusto al momento giusto diciamo, che sembra proprio calcolato nei minimi dettagli, tant'è vero che Zalone ha ironizzato in un'intervista quando il giornalista gli ha fatto notare di aver ampiamente superato gli incassi di Star Wars in Italia.
Parlando di cast, questa volta ha voluto avvalersi di un paio di volti noti nella televisione italiana e, tra l'altro, penso si potesse tranquillamente evitare la comparsa di Lino Banfi, qui protettore dei "posti fissi", che mi ha ricordato che nessuno soffre la mancanza del suo personaggio che ormai ha fatto il suo tempo. 
Niente da dire se non piacevole, niente di indimenticabile o indispensabile, ma è stata tutto sommato una gradevole sorpresa. Si è saputo alzare di livello radicalmente in poco tempo.

Commenti

  1. A me Checco Zalone fa anche abbastanza ridere, l'unica cosa che non tollero è il fatto che in un multisala da 14 sale, in un sabato sera, 8 su 14 siano occupate da lui, con uno spettacolo ogni mezz'ora.
    Per il resto penso di vederlo presto anche io e so che più o meno potrei divertirmi...

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    1. Eh lí una volta che il cinema vede che funziona ne approfitta, non è colpa sua. È successo cosí anche per Star Wars e continua a succedere.

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    2. Anche a noi è stato così. Su 10 sale 6 erano dedicate al film. Nemmeno ad Avatar arrivarono a tanto.

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    3. Si vede che Avatar era troppo di alto livello perchè gli italiani avessero la stessa reazione xD

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  2. La critica che faccio a Checco Zalone è una sola: sono quattro film che tratta gli stessi temi nello stesso modo. Basterebbe quell'osare un pochino di più.
    Per il resto mi sono divertito abbastanza...

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    1. Io trovo che abbia variato abbastanza, non li ho trovati cosí simili tra loro.

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  3. simpatico checco zalone mi fa ridere abbastanza, ma a posto di gudagnare 60 milioni di euro a botta, non potrebbe fare solo un film tv così da non occupare tutte le sale? :-)

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    1. Magari non rende allo stesso modo xD questa cosa delle sale non mi ha sconvolta cosí tanto, è un aspetto che avevo considerato fin dall'1 sera sentito il botteghino.

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  4. Uhm forse a me è andata peggio con i cugini che hanno insistito per vedere De Sica D:
    Mi ritengo fortunata invece per la percentuale di sale occupata dal fenomeno Checco Checco: 2 su 10. Il cinema locale era letteralmente sotto assedio! E i rimanenti otto spettacoli erano quasi tutti pieni. È sempre un piacere vedere famiglie e non solo al cinema :)
    Per 'Quo Vado' io però aspetto il passaggio in tv: ho dato la precedenza a Spielberg ;)

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    1. Sono d'accordo, anche se sono dell'idea che le famiglie italiane vadano al cinema troppo spesso per vedere delle scemenze simili piuttosto che un film dal quale si puó imparare qualcosa come ad esempio proprio Il ponte delle spie.
      E comunque hai fatto bene, anche io l'ho visto il 31 ^^

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  5. Zalone può diventare il nuovo Fantozzi: la sua comicità caustica e dissacrante ricorda molto quella del ragioniere più famoso della storia del cinema. Stessa capacità e stesso target da colpire: quello dell'italiano medio, prendendone i giro i (molti) vizi e le (poche) virtù. Per ora siamo su livelli più bassi, ma le risate comunuque non mancano...

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    1. Non sono molto pratica di Fantozzi. Questo genere di cinema italiano è sempre dedicato a quel tipo di pubblico, peró io penso che questa volta pur essendo su un livello sempre basso è riuscito a farsi riconoscere con una nota positiva nel marasma di banalità di cui disponiamo.

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  6. A me Zalone come comico non piace molto, ma non avendo mai visto i suoi film (non per spocchia, semplicemente non mi interessano - per dire, adoro Ale & Franz, ma i loro film sono stati abbastanza penosi) non posso esprimere giudizio.
    Piuttosto trovo ridicolo che, dopo venti anni di Berlusconi al comando, gli italiani si accorgono di essere un popolo di pecore solo perché i suoi film incassano molto.

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    1. Mmh Ale e Franz mi piacevano il primo periodo in cui furono a Zelig, dopo di che li ho trovati molto noiosi anche nei film.
      E per il secondo punto, credi quindi che lo abbiano capito adesso? Io non so, credo più che una parte che ne era già consapevole continui ad esserlo e chi invece lo ignorava (non per caso) continui a farlo. Non è Zalone che cambia la consapevolezza della gente, ecco. La gente che ignora la situazione dell'italiano medio non capisce nemmeno le batture di Zalone a riguardo xD

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  7. Io ho la puzza sotto il naso e quindi alla base sono fortemente contrario a questo genere di film.
    Sono pugliese, come Zalone, e vedere certi stereotipi mi rende ancora più contrario a questo genere di film. Quindi mi astengo dal vederli e dall'esprimere giudizi, altrimenti finisco in preda a qualche raptus omicida.

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    1. Anche io lo sono, mi devi credere, non amo le commedie italiane e se mi segui abbastanza te ne sarai reso conto, ma se gli ho messo la sufficienza è perchè il giorno dopo averlo visto avevo un ricordo gradevole.
      Detto questo, non sono contenta che abbia fatto un record di incassi in Italia, questo mi ricorda solamente il livello dell'italiano medio, e, purtroppo, alcuni degli stereotipi che descrive sono proprio veri.

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