Steve Jobs


Con un sospiro di sollievo si va verso la fine di questa sessione invernale di esami che mi sta uccidendo molto lentamente, e andando avanti ci si avvicina anche alla notte degli Oscar, per la quale sto provando a prepararmi con tutte le forze recuperando o correndo al cinema a vedere i maggiori nominati. La sfida del momento è proprio far combaciare gli impegni universitari con questo evento annuale che, un po' anche senza grandi motivazioni, ci tiene sulle spine.

La storia del leggendario uomo che ha cambiato la concezione del computer e ha ampiamente aiutato a cambiare la nostra vita quotidiana si spalma su tre momenti della sua vita, ovvero le tre principali presentazioni dei dispositivi che hanno tirato le linee della sua carriera. Tra problemi dell'ultimo momento e quelli personali, Steve si svela un po' di più al pubblico.


Parto col dire immediatamente che se al mondo ci fossero più biografie come questa, sarebbe un mondo migliore. Qui ormai dire semplicemente che non è il solito ritratto banale, scontato e piatto non basta più, è esattamente il punto di partenza dal quale ogni regista che sta per affrontare le riprese di un biopic dovrebbe partire, motivo per cui avrei anche concesso la nomina a miglior regista a Boyle.
Mi ha piacevolmente colpita, infatti, perchè, a parte un meraviglioso Fassbender (che effettivamente è strabiliante), non mi aspettavo fosse un granché, forse influenzata dalle cattive voci sul film precedente su Steve, e invece è riuscito ad essere interessante nonostante sia basato solamente sui dialoghi. Dialoghi, dialoghi, dialoghi e ancora dialoghi.
La cosa davvero interessante è che si svolge in tre momenti della sua vita; le presentazioni del primo Mac, quella del Cube e ancora quella del primo iMac, ma mostrando solamente le preparazioni, i momenti più ansiogeni, quelli a cui pensi all'ultimo cambiamento o al problema tecnico che ti saluta con la manina poco prima dell'inizio. Tutto questo condito da problemi di lavoro e familiari. Il che mi ha riportata, e non poco, a pensare a Birdman anche con un po' di nostalgia.
Riesce a tenere un'alta tensione e attenzione dello spettatore dall'inizio alla fine senza calare mai, in certi momenti affrontando anche discorsi che fai fatica a seguire e rimani comunque rapito da un credibilissimo Fassbender che, se non fosse per la nomina di Leonardo, avrebbe molte possibilità di vincere l'Oscar, e se lo meriterebbe. E' stato a dir poco ipnotico ed è, insieme a Leo, l'unica interpretazione che in questo primo mese del 2016 mi ha davvero colpita.
Molto piacevole anche l'interpretazione di Kate Winslet, seppur non indimenticabile.


Non a caso è stato girato durante i momenti di preparazione, perchè sono quelli con più tensione,  trasmessa poi anche alle altre problematiche che si ritrovano a dover affrontare e al pubblico che cerca di starci dietro.
La figura di Steve, però, non mi è del tutto chiara. Io, naturalmente, ho avvertito l'immagine di Steve Jobs, come quasi tutti i miei coetanei, fino alla sua morte, e per ovvie ragioni, non prima. In 21 anni, da quando ho avuto le possibilità di interessarmi al suo operato e alla sua figura pubblica, l'ho sempre recepito come una persona si geniale, ma calma, umile e rispettosa verso il prossimo. Qui credo che i media abbiano sbagliato tutto, perchè se Steve è stato l'uomo che hanno rappresentato in questo film allora è il contrario di come lo dipingevano negli ultimi anni in televisione. E non parlo solo del periodo di malattia, durante il quale di sicuro avrà cambiato approccio, ma precedentemente. 
L'uomo che mi sono ritrovata nel film è completamente diverso, testardo (per essere fini), cafone, altezzoso, un po' il genio irrazionale della situazione che snobba il prossimo per non rimanerci coinvolto emotivamente, sicuro di sè e determinato nel raggiungere il suo obiettivo a qualsiasi costo. Sono sicura di non essere l'unica ad aver avuto questa immagine un po' mitizzata dell'uomo che stava dietro la mela, ma magari è stato solo un mio errore.

Altrettanto complesso il suo rapporto nei confronti della figlia, la quale è riuscito a riconoscere solo dopo molti anni, e con molta difficoltà, probabilmente spinto dal suo animo imprenditoriale e da una carriera ricca di risultati. Era un uomo eccentrico e molto ostinato principalmente nel rassegnarsi alla dolcezza che albergava nel profondo del suo cuore e che credeva lo avrebbe distratto dal suo sogno.
Una delle biografie più riuscite che abbia visto, per merito di un Michael straordinario e di una regia che ha saputo stupirmi. Semplice ed efficace.

Commenti

  1. Devo vederlo a breve, ma il ripassone pre-esame non mi lascia scampo. La voglia, però, è grande. Fassbender è bravissimo sempre e comunque - io, tanto, non tifo per DiCaprio da un pezzo - e la Winslet, in una clip (quella in cui fa una mezza scenata isterica contro Jobs), mi è semprata puntualmente all'altezza. Anche se tifo per la Vikander, della sua categoria. Vedrò e dirò la mia. ;)

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  2. Nemmeno io tifo per lui, è solo che non vorrei portare sfiga a Michael che sinceramente è stato impeccabile. Anche io tifo per la Vikander, ma se dovesse vincere Kate sarei comunque felice. Staremo a vedere insomma.

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  3. Ne stanno tutti decantando meraviglie. E io che non ci avrei dato due lire ^^'

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    1. Nemmeno io avrei detto che fosse tanto bello. Mi ha stupita xD

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  4. Ne parlerò domani.
    Per me un grandissimo film interpretato alla grandissima.

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  5. Per scarso interesse, me lo recupererò più in la...

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  6. Più che di un biopic si tratta di tre "istantanee" della vita di un grande personaggio, in corrispondenza del lancio di tre computer famosi, interpretato da un ottimo Michael Fassbender. Un film "ibrido", a metà tra cinema e teatro, imperfetto ma sicuramente da vedere.

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    1. Hai ragione! È molto teatrale, non ci avevo pensato. Anche se ha descritto solo tre momenti della sua vita li ha riempiti di aneddoti in cui è riuscito a spiegare le varie situazioni venutesi a creare, è stato molto particolare da quel punto di vista.

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  7. Anche per me un biopic parecchio interessante e riuscito.
    E pure io sono combattuto tra il tifo agli Oscar per DiCaprio e Fassbender...

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    1. Ma io tenderei più per Fassbender, perchè, come ho già detto, DiCaprio è molto bravo e lo è stato anche in Revenant, ma se lo meritava forse una volta l'Oscar, o c'è lo vedrei meglio per la carriera, perchè la sua interpretazione io riesco a vederla in modo corale, non trovo che ce ne sia una più meritevole delle altre.

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  8. Devo ancora guardarlo, lo farò per regia, sceneggiatore e interpreti...

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    1. Sisi, a prescindere dall'interesse per la tematica, penso vada visto per la sua personalità.

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