Big Eyes


Io lo devo ammettere, non sarei sincera in caso contrario. Fin da quand'ero piccola ho adorato Tim Burton. Tim o lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo. Non è uno stile che piace a tutti e francamente posso anche capirle queste persone. Io, per esempio, reputo fermamente che Nightmare Before Christmas sia un capolavoro, mio padre, invece, quando lo ha accidentalmente visto durante le vacanze di Natale passate, mi ha chiesto se stessi bene nel reputarlo un capolavoro.
E' un insieme di cose a farmi pensare tutto questo; i suoi sono film che mi hanno accompagnata durante la mia infanzia, questo ha lasciato un enorme segno nel mio passato. Mi ricordo di una febbre in particolare che ebbi, quando ero un po' più piccola, che mi costrinse a letto per una settimana e, in quell'occasione, guardai La sposa cadavere ogni giorno, fino a sognarmelo la notte.
Ciò che mi attrae di più, in questo caso della sua animazione, era la pazienza e l'amore che dedicava alle sue creature. La tecnica del Stop-Motion, come anche la Cly-Motion, sono tecniche che richiedono una dose abnorme di pazienza e genio, doti che Tim possiede in quantità industriale, dovendo creare un intero film fotogramma dopo fotogramma.
Poi, alla fine dello scorso anno, è venuto fuori con quest'ultimo titolo, molto discusso, che sono riuscita a farmi scappare al cinema (c'era davvero troppa roba nelle sale a gennaio). Così sono riuscita a recuperarlo solo di recente.

Anni '50-'60.
Margaret, pittrice divorziata con una figlia, si trasferisce a San Francisco in cerca di un lavoro che non riesce a trovare e, tra i vari motivi, c'era anche il fatto che fosse una donna. 
Un giorno conosce Walter Keane, pittore esattamente come lei, se ne invaghisce e dopo poco tempo lo sposa. Ma Walter non è la persona che da a vedere; gli enormi occhi che Margaret ama dipingere spopolano tra il pubblico che inizia ad amarli e, in seguito, Margaret e Walter architettano una truffa che costringerà Margaret a tenere per sé un enorme segreto per anni.


L'ennesima, stancante, biografia del gennaio 2015.
La seconda biografia diretta da Tim Burton.
Non appena uscì, la gente iniziò subito a criticarlo, molta della quale a malapena conosceva l'esistenza del regista. Quelle critiche, invece, fondate delle persone che conosco e che se ne intendono del campo, le ho capite solamente adesso. "Che fine ha fatto Tim?" Fu la grande domanda che tutti quanti si sono posti, e io ero curiosissima di partire alla sua ricerca in questa pellicola.
Bè, è stato difficile, non lo nego, ma l'ho trovato! 
Ho ritrovato il Maestro prima di tutto nei grandi occhi che Margaret dipinge, nella sua ossessione per essi che la porta quasi alla pazzia. L'ho ritrovato, in secondo luogo, in due o tre inquadrature in particolare che mi hanno riportata al suo lato macabro e malato (che potete vedere nelle foto a lato).
Si è nascosto per bene, e questo non mi è piaciuto affatto, anche perché Burton è da sempre stato un regista che nei suoi film non d'animazione si è fatto riconoscere, quindi non capisco tanto questa scelta così anonima di stile. Le biografie non solo il suo forte, questo è chiaro. Come anche ho detestato Dark Shadows, pur non essendo una biografia. A Burton, le storie già esistenti, stanno strette, la sua natura è creare di sana pianta cose nuove.
Big Eyes è quasi come un tentativo di piacere a quella fetta di pubblico che non ama tanto vedere sangue o figure vagamente macabre, una sorta di commercializzazione, una caduta di stile da parte sua. Se a qualcuno fosse piaciuto, sappia che non è un amante di Tim Burton e che questo NON è Tim Burton. Fondamentalmente perché questo non è un bel film, eccessivamente lungo, spesso e volentieri noioso.
Ciò che si può maggiormente apprezzare di questo film sono le interpretazioni di Amy Adams e di Christoph Waltz, quest'ultimo in particolare con il suo sorriso davvero poco rassicurante è riuscito a convincermi di nuovo. Amy Adams sta diventando quasi una certezza, dove la metti lei calza a pennello e delle ultime interpretazioni non ce n'è una mediocre.
A mio avviso, questo è stato uno scivolone bello e buono, dal quale si dovrà di sicuro riscattare, magari con questo prossimo Dumbo? Chissà.


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Commenti

  1. Nonostante sia un film debole (cosa chiara a tutti) ci ho visto molto di Burton (ovviamente non nell'estetica) ma nel modo di delineare i personaggi, i loro rapporti, il contesto. Ma forse mi sbaglio. Di pareri discordanti su Big Eyes ce ne sono a profusione.

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    1. Io ho passato praticamente tutto il tempo a cercarlo, ma le uniche cose che ho visto sono quelle che ho elencato. Forse il discorso che fai tu l'ho rivisto in Waltz!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Il problema credo stia proprio nel "Che fine ha fatto Tim?". Burton ha uno stile così particolare e affascinante (durante l'adolescenza era uno dei miei registi di culto, lo adoravo, e "Big fish" e "La sposa cadavere" sono fra i miei film preferiti) che, per certi versi, finisce per rimanerne schiavo. Film quasi sempre uguali per estetica e tematiche che, alla lunga, mi hanno fatto desistere - dopo "Sweeney Todd", solo delusioni.
    Per certi versi, nella richiesta di produrre a iosa quei quadri, ci ho visto una leggera autocritica, oltre che una critica più ampia al pubblico e al mondo dell'arte. Peccato però che tutto rimanga in superfice...

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    1. Quello è un fatto di gusti. A me, per esempio, non ha mai stancato ed è riuscito a piacermi anche Sweeney Todd, del quale so le canzoni a memoria.
      A me principalmente, pensando che sia stato Burton a farlo, non mi ha fatto impazzire la trama, ha sbagliato nel sceglierla, dato che non è farina del sul sacco.

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    2. "Sweeney Todd" lo adoro pure io. Ho pure il poster in camera ^^'
      Anche lì dipende. Poteva essere una buona occasione per rinnovarsi, invece... la prova che per me è definitivamente bollito.
      Poi anche lì son gusti. Vedo che a certi è piaciuto molto.

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    3. Una parte di me continuerà a sperare che non sia bollito del tutto xD

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  4. Buffo, perché io invece ci ho visto molto Tim.
    E' un Tim che vuole tornare a fare le cose che gli piacciono, a celebrare i suoi miti, che vuole liberarsi dalla maledizione "gotica".
    Forse per questo Big Eyes mi è piaciuto molto :)

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    1. Io penso l'esatto contrario. xD Nel senso che per me Tim è gotico con la G maiuscola, e credo che questo sia solamente un contrattempo. In questa occasione ha cercato di sembrare qualcosa che non è.
      O magari mi sbaglio, non so. Io l'ho sempre visto così.

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