Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)


"La popolarità è la cuginetta stronza del prestigio, amico mio"

Parentesi Polemica: Mi dispiace quasi iniziare la recensione di questo film con una polemica, ma questa volta non ne posso fare a meno e farò anche nomi, dato che senza questi non avrebbe senso.
Abbiamo aspettato i titoli che, a fatica, sono usciti in Italia inerenti alle Nominations agli Oscar e ai Golden Globes per mesi, e alcuni non faremo nemmeno a tempo perché usciranno o dopo la notte del 22 febbraio o non usciranno proprio. Fatto sta che, finalmente, il giorno dell'uscita andai a guardare nella programmazione del mio solito cinema del circuito The Space e scoprii che non lo avevano ancora inserito. La sera stessa, siccome sono andata a vedere un'altro film, ho chiesto alla cassiera, la quale mi ha risposto che questo titolo, malgrado le centinaia di mega poster con cui hanno allestito i dintorni del cinema, non lo avrebbero proiettato del tutto. 
Sulla base del fatto che non solo a Torino questa catena ha deciso di non proiettarlo, adesso io mi chiedo, è il caso di tenere in programmazione 5-6 commedie (oscene), animazioni incluse, e non proiettare nemmeno un giorno un tale titolo in attesa da mesi? 
Posso capire che non sia un film per qualunque "Italiano-medio", ma se ogni tanto anche solo provassimo ad alzare la media dell'ignoranza del popolo italiano, male non farebbe.

Descriverne in parole povere la trama è quasi un insulto. Per quanto tu ti possa impegnare non gli farà mai giustizia. Ma ci proverò lo stesso.
Riggan Thomson è un attore amato dal pubblico per il suo ruolo di supereroe di nome, appunto, Birdman il quale ha intenzione di far capire a se stesso e al pubblico di cosa è realmente capace, rivisitando un'opera teatrale di Raymond Carver del '900, interpretandola in un teatro di Broadway.
Ad aggiungere carne al fuoco, entrano in scena anche Sam, la figlia appena uscita da un centro di disintossicazione, l'ex moglie ed un attore di grande talento che vorrà approfittarsi di lui.


Non userò mezzi termini, in quanto sarebbe davvero uno spreco trattandosi di questo film.
Lo abbiamo aspettato per tantissimo tempo, e a leggere dalle recensioni altrui sembrava il nuovo capolavoro destinato a grandi premi ai prossimi Oscar del 22 di febbraio. Infatti è proprio così.
Questo film, non è un semplicissimo film, racchiude centinaia di emozioni, circostanze, stati d'animo di ogni singolo attore che arrivano senza alcun problema allo spettatore.
Partendo dall'inizio, e avviso che potrebbero esserci piccoli SPOILER, mi ha lasciata di stucco già l'apertura; quasi tutto il film è accompagnato dal ritmo di una batteria, suonata da un ragazzo che si vede ogni tanto, la quale cambia a seconda dello svolgimento e dei vari stati d'animo. L'apertura, se non ricordo male, mostra la comparsa di una frase a gruppi di lettere ogni volta che la batteria suona. Lo so, non è semplice da capire in questo modo, ma per chi di voi lo avesse visto sarà piuttosto chiaro e sa a cosa mi riferisco. Quello è stato l'antipasto, dopo quell'intro avevo già capito che mi trovavo davanti a qualcosa di totalmente diverso dai soliti noiosissimi canoni, la stessa identica emozione che ho provato all'inizio della visione di Grand Budapest Hotel, e pensateci, sono pochi i film che dopo solo alcuni secondi ti fanno venire i brividi.
La gente guarda il trailer, le immagini e si auto convince del fatto che sia un film comico. Non lo è affatto. A volte cerca di strappare uno o due sorrisi (riuscendoci in pieno) per sdrammatizzare la situazione a dir poco disperata. Io, almeno, l'ho interpretato in questo modo; questa è la storia di un uomo in piena crisi di identità, schiacciato dall'assenza di autostima, odiandosi per il pessimo rapporto che ha instaurato con la figlia ex tossica, aggrappandosi ad un'amante temporanea che probabilmente non è nemmeno sicuro di avere. La cosa che probabilmente odia più di tutte è questa continua associazione che le persone fanno tra lui e Birdman, come se dietro alla maschera non ci fosse nessuno.


E poi emerge il mondo, crudele, senza pietà; i giornalisti che gli pongono le domande senza fare caso a ciò che lui realmente risponde, la cattiveria ed il cinismo dei critici del cinema talmente colmi d'odio da non vedere l'ora di scrivere pessime recensioni su un attore solo perché "lo odia", senza contare la sua esibizione. Come goccia che fa traboccare il vaso, arriva un attore al suo esordio, pieno di sé e totalmente sicuro di ciò che fa, colmo di talento ma che cerca di scanzonare Riggan impedendogli spesso di realizzare lo spettacolo secondo il suo volere.
Vi chiederete, "ma allora cosa significano quelle immagini che ritraggono Keaton con l'uomo uccello alle sue spalle?". Riggan, in tutta questa storia, è assillato dalla voce della sua parte "non umana", quasi come se fosse una coscienza, la quale gli sta vicino in ogni momento durante la preparazione di questo spettacolo.
Dalla parte opposta di tutto questo, è tangibile la bellezza di tutto questo mondo, una bellezza spaventosa, che vede mischiarsi l'immenso talento (di Riggan e dell'attore Mike Shiner) alla follia, indovinate cosa viene fuori? ARTE! Questa è la parte fondamentale del film, quella stessa arte che sul palco, attraverso le prove libere di due attori, sembra quasi che prenda vita. 
E' un continuo paradosso, un continuo alternarsi tra bene e male, la bellezza di quel mondo pieno di magia che è il mondo del cinema ma anche la malattia che sta dietro ad esso, la continua ricerca di approvazione che ti porta alla pazzia.
Infine, l'animo di Riggan, ad un passo dalla follia completa e all'abbandono di sé stesso, riesce a vedere il lato positivo, anche grazie all'aiuto della voce misteriosa che lo accompagna, Riggan riesce a mettere a posto i disordini della sua vita attraverso un gesto al limite della follia e della concezione di opera teatrale, facendo prendere vita a qualcosa di completamente nuovo. Grazie a lui, la sua vita inizia a prendere di nuovo forma e la gente scopre davvero chi è, il talento che si celava dietro al supereroe, proprio quando Riggan capisce di essere Birdman, e di non poterne fare a meno.
Questo capolavoro è un'intera metafora. La grandissima e spettacolare metafora della vita, della crudele vita del mondo dello spettacolo e della sua eterna bellezza, tra i superpoteri di Riggan che si svelano presto allucinazioni del suo alter ego, e la serenità che sembra regalarci con l'ultima, tanto chiacchierata, scena.


Se pensavate di aver visto interpretazioni eccezionali in passato, probabilmente non avete ancora visto questo film.
Sono venuti fuori tanti nomi che probabilmente in passato sono rimasti oscurati da nomi più grandi, lasciati quindi nell'ombra. Primo tra tutti, Michael Keaton. Scomparso praticamente da dopo la partecipazione amata da moltissimi in due film su Batman del visionario Tim Burton, Keaton è stato per me una scoperta gigantesca, anche sotto quella faccia da schiaffi che si ritrova. La sua è una delle esibizioni più belle dell'anno, che (ahimè) mette del tutto in ombra qualsiasi altra interpretazione di qualsiasi altro attore candidato agli Oscar 2015. Mi costa molto dirlo, ma mi sono dovuta ricredere solo dopo alcuni minuti dall'inizio del film. Quest'anno non ce n'è per nessuno, né per Benedict Cumberbatch, che io tanto amo, ne The Imitation Game, né per il novellino Eddie Redmayne in La Teoria del Tutto, tantomeno Bradley Cooper, per quanto mi riguarda. L'unico vero nome che potrebbe far paura è quello di J. K. Simmons di Whiplash, che a me ancora manca perché sarà nelle sale italiane verso la metà di febbraio, ma mi baso sui giudizi di altri colleghi. 
Keaton, insomma, ha interpretato una delle più belle parti degli ultimi anni, intenso e coinvolgente al tempo stesso irritante dall'inizio alla fine.
Questo, lo devo dire, aiutato moltissimo dalla regia. E' il caso di spenderci due parole, in quanto, esattamente come quella di Anderson, mi è sembrata rivoluzionaria; Alejandro Gonzàlez Inarritu è stato fondamentale, con l'utilizzo del piano sequenza realizza un film estremamente personale, che fa entrare noi stessi nell'intimità dei personaggi, creando addirittura sequenza lunghissime che non tolgono un attimo la presa dal viso degli attori, come se non ci fossero dei veri e propri cambi di scena ma come se fosse tutto un "buona la prima". Spero di aver reso l'idea.
Al fianco di Keaton, compare anche il nome di Edward Norton, vecchia conoscenza di Fight Club e dopo di che dimenticato dal mondo. Egli, in passato, lavorò moltissimo con Anderson (e si vede) crescendo a vista d'occhio. In questa particolare situazione, Norton compare quasi dal nulla, come un fantasma, indifferente e allo stesso tempo determinante per lo svolgimento della trama. 
Sorprendente, poi, Emma Stone. Snobbatissima, da me in primis, per interpretazioni del passato, che si rimette in piedi con tutte le forze in questo film. Come quasi tutti gli altri personaggi, lei è fondamentale per la salvezza di Riggan, e con il solo utilizzo dell'espressione del viso, nell'ultima scena, lascia il pubblico in sospeso, senza una risposta (poi nemmeno troppo importante per il film).


Una storia di vita vera, quindi, nessuna finzione, nessun super eroe, ve lo garantisco. 
La "pura e semplice" rappresentazione di amore, follia, talento e disperazione. Mai così attuale e mai così eterno.

Il mio rammarico: a due giorni dalla sua uscita, contando anche la poca adesione delle sale cinematografiche, il mio cuore ha sofferto per il ridicolo numero di persone che c'era nella mia stessa sala. Quindi io urlerò sempre più forte che QUESTA E' ARTE! Difficilmente vedremo capolavori di questo genere a breve, perciò approfittatene. 

Dovrò rivalutare assolutamente il mio pronostico in vista della notte nel 22. Aiuto.

Valutazione:


Commenti

  1. Questa cosa che i cinema lo snobbino perché reputato troppo complesso e poco adatto al pubblico è di una tristezza immensa.
    Un branco di pecoroni, loro e lo spettatore medio.

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    1. È davvero uno schifo! Il fatto che rappresenti qualcosa di nuovo dovrebbe invece essere un motivo aggiuntivo per spingerli!
      Invece preferiscono alimentare gli italiani di ignoranza!

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  2. Emma Stone ha stupito molto anche me!!!E mi unisco alla tristezza per le programmazioni dei multisala,che ti tengono tre sale per i cinepanettoni(ed equivalenti)e film simili non li programmano :/

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    1. Davvero una tristezza immensa! E quei pochi che lo hanno guardato non lo riescono ad apprezzare.

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    2. Comunque benvenuta ^^ non ti ho mai vista dalle mie parti!

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    3. Io ho gradito certe cose ed altre meno,ma comunque è da guardare!!!!Poi certo che se si imbocca il popolo con la solita foffa ipercommerciale,non si può sperare che si aprano le menti (forse proprio per questo lo fanno ^^)

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    4. Grazie mille!Sono fan di Cannibal kid e James Ford,ogni tanto faccio un giro anche dai compagni di commento ;)

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    5. Fai bene ^^ Ti ringrazio, stasera faccio un giro più approfondito anche da te! Tra le altre cose apprezzo anche il make up!

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  3. Film splendido, e, in quanto tale, esula dalla programmazione standard dei multisala, la cui politica non è garantire la qualità, ma assicurarsi gli incassi, possibilmente.
    Per quanto riguarda l'oscar, Michael Keaton e J.K. Simmons concorrono in due categorie differenti, quindi dovrebbe esserci giustizia per tutti! :)

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    1. Non ci ho fatto caso, ma tanto in questi giorni devo rivedere bene tutte le nominations visto che mi sono portata avanti con la visione dei candidati!

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  4. Hai fatto una recensione che gli rende pienamente giustizia! Complimenti!
    Il mio parere comunque lo sai... un film magnifico e che, per me, sarà inarrivabile per anni. Era da molto che una pellicola non mi sconvolgeva così.

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    1. Grazie mille Jean! lo apprezzo davvero molto.
      La penso come te, ed il termine "sconvolgere" è del tutto appropriato.

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