Selma - La strada per la libertà


Ormai ho perso il conto. E' iniziato da poco il 2015 e abbiamo già collezionato montagne di biopic, e questo è l'ennesimo che va ad aggiungersi alla lista.
Mi sono importa di vederlo principalmente perché è candidato come miglior film agli Oscar che si terranno tra una settimana e sinceramente, anche per questo fatto, avevo riposto in questa pellicola un po' di aspettativa.
L'ennesimo biopic, dicevamo. Si, ma come? Perché di biopic ce ne sono di due tipi; quelli magistralmente realizzati che emozionano anche se sai benissimo come andrà a finire, oppure quelli che non passano più, noiosi, banali, e questi ultimi sono davvero pericolosi. Sono i peggiori.
C'è bisogno di una trama da raccontare riguardo alla storia di Martin Luther King? Ma io spero proprio di no! 
E' candidato agli Oscar, vero. E' stato candidato ai Golden Globes appena passati, vero. Tratta di una tematica piuttosto delicata e altamente trattata dal cinema americano, stravero anche questo.
Eppure, secondo me, rientra nella seconda categoria.


Non mi è MAI successo prima d'ora. Ma proprio mai mai. Ieri, guardando questo film al cinema, per la prima volta nella mia vita, mi sono addormentata! A partire dal secondo tempo non riuscivo proprio a tenere gli occhi aperti. Io, che amo andare al cinema moltissimo, se mi addormento in sala significa che evidentemente c'è qualcosa che non quadra; o ero eccessivamente stanca (ma non credo), oppure Ava DuVernay deve aver sbagliato qualcosa.
Appena ho lasciato la sala un brivido mi ha percorso la schiena: davvero questo film gareggia contro BirdmanGrand Budapest HotelThe Imitation Game e Boyhood
Non ci volevo credere. So che ogni anno deve esserci candidato almeno un film sui diritti umani e uno sulla malattia (come piace all'Academy) ma così è davvero troppo.
Nemmeno guardando Jupiter mi sono annoiata tanto. Lascio a voi trarre le conclusioni.
Il film in questione ricorda Lincoln spesso e volentieri, con la piccola differenza che quello, che dura ben 2 ore e 30, non annoia mai, ti coinvolge, ti fa affezionare al suo personaggio e ti  appiccica la faccia allo schermo. Sono entrambi due film-documentario, non lo sto paragonando ad un film di Tarantino, eppure anche tra loro riescono ad essere diametralmente opposti. 
Il cast non aiuta. Questo giovane Hoyelowo, ingrassato di qualche chilo per l'occasione, non mi ha convinta. E' insipido, poi magari è solamente il doppiaggio a far risultare il tutto un po' troppo sgonfio ma questa è l'impressione che ha lasciato a me. Ciò che mi ha lasciato è stato una sonnolenza assurda.
La presenza, praticamente obbligatoria, di Oprah non mi sconvolge affatto e ormai passa anche un po' inosservata, per non parlare di Tim Roth che personalmente detesto, con la faccia da schiaffi che si ritrova. 
Se vi state chiedendo se assomiglia o ricorda anche solo The Butler la risposta è no. Benché il periodo sia lo stesso identico, a cambiare è tutto il resto. Potremmo quasi dire che si siano svolti contemporaneamente, potete immaginarvi Martin Luther King, dal suo lato, che combatte in prima persona per il diritto al voto di tutti i neri americani, dall'altra invece, c'è Cecil che combatte per le sue piccole soddisfazioni, la sua crescita personale, come padre e come uomo di colore nella società, andando ad ascoltare i discorsi incitanti di Martin nelle strade.
Sono praticamente allo stesso livello, sia come periodo storico sia anche come narrazione ed impegno. 
Selma non è un film completamente sbagliato, il problema più grande è che sia stato candidato a questi due premi. Non è al livello e perciò le persone si creano troppa aspettativa per un titolo che in realtà non merita quelle nomination.
La crudeltà di stasera l'ho detta, quindi posso anche dormire tranquilla.


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Commenti

  1. Pure io ho perso il conto dei biopic, motivo per cui non ero intenzionato a vederlo, Oscar o non Oscar. Però il fatto che l'abbia osannato Spike Lee me lo sta facendo odiare...

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    1. Io mi sono sentita in dovere, e poi mancandomi ancora Whiplash per motivi di non programmazione (strano) volevo vederlo per conoscerne uno in più in vista di domenica.
      Ahia peró...

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  2. Non l'ho visto volutamente, infatti non mi ispirava per nulla... il classico film 'politically correct' tipicamente americano, stereotipato e convenzionale. L'anno scorso c'era 'The Butler', quest'anno questo. Anche no.

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    1. Infatti è il classico "6 politico" con tanto di calcio in culo.
      Solamente perchè ci deve essere per forza, ma spero vivamente che sia lì come simbolo e che non lo prendano nemmeno in considerazione.
      Non ti perdi nulla!

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  3. Credo sia sbagliato considerarlo un biopic, in quanto è circoscritto solo ai fatti di Selma,
    A me è piaciuto, perché non è retorico, ma sicuramente il doppiaggio l'ha penalizzato come sempre, appiattendolo parecchio.

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    1. Io penso sia biopic perchè tratta comunque di un fatto realmente accaduto e principalmente della lotta di Martin Luther King.
      Il doppiaggio infatti penso abbia fatto la differenza, perchè a me non passava più.

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