Acrid


Si pone in primo piano sulle donne iraniane, raccontate nella vita di tutti i giorni. Ambientato a Teheran, vede protagoniste quattro donne i cui destini si scoprono pian piano con lo sviluppo della trama. Soheila è un medico che lavora in una clinica per bambini malati, e ogni sera torna a casa da un marito che ha il vizio del tradimento e l'abitudine di assumere nel suo studio ginecologico solo segretarie nubili. L'ultima impiegata che assume è Azar che, pur di ottenere quel lavoro, nasconde al medico di essere sposata. La vita di Azar a casa però è un inferno, e mentre Azar aspetta il divorzio, il marito frequenta Simin, insegnante all'università. Per chiudere la storia, tra gli studenti di Simin c'è Masha. 


Non è un po' come viaggiare guardare i film?
Purtroppo non ci capita tutti i giorni di poter prendere il primo aereo e andare a scoprire terre sconosciute, attraverso i film però possiamo avvicinarci alle vite di altre persone e vedere realtà diverse dalla nostra, anche se non sempre sono piacevoli. 
Anche questo viaggio è finito, e ne sono reduce con il cuore spezzato, esattamente come quando lessi anni fa "Mille splendidi soli". Queste sono realtà che nessuno di noi vorrebbe mai che esistessero.
Quest'anno, più di altri, ma in generale nell'ultimo periodo, si sta provando ad emarginare la violenza sulle donne, nel mondo occidentale sono moltissime le donne e gli uomini che si battono per questa ingiusta realtà e durante ogni manifestazione, anche vicina al mondo cinematografico (basta vedere agli ultimi Oscar o a Cannes appena concluso) ci sono dei messaggi ben chiari a questo proposito. In occidente il problema esiste ancora purtroppo, ogni giorno sentiamo di relazioni concluse male e la maggior parte delle volte rimangono impunite, perché non si sa o non si vuole sapere la verità. In Oriente il problema è molto più grave, perché in quei paesi, come in molti altri come il Cile, la donna è ancora trattata come un oggetto di cui disporre a proprio piacimento, e storie come questa sono purtroppo all'ordine del giorno. Io credo fermamente che questa cultura, che in buona parte vuole rimanere nell'ignoranza e che si ostina a pensare alla donna come un essere inferiore, sia il male della società di oggi.


Questa pellicola riprende alla perfezione il nocciolo del problema. La donna che vive nel terrore di andare a lavoro o di tornare a casa o addirittura entrambe le cose, perché ci troverà uomini che abusano di lei e per se stessa, per la sua famiglia o a causa della società, non è in grado di ribellarsi, continuando a subire.
Più che violenza fisica, qui viene rappresentata la violenza verbale e psicologica che viene applicata su queste donne, e spesso tra le due non c'è molta differenza, come è poi un attimo passare alle mani. Vorresti essere in grado di aiutarle quelle persone, per poter scappare dal triste destino che le tormenta, ma sei solo lo spettatore di un film basato su una terribile e quotidiana realtà.
Per quanto riguarda il regista, di cui questo è il primo lungometraggio, ci sono due precisazioni; mi è piaciuta moltissimo la circolarità della narrazione. Da un personaggio e la sua storia si passava ad un secondo e poi ad un terzo per concludere con un dettaglio che alla fine ricollega tutte le storie, anche se non sembra presentare una vera e propria soluzione al problema, forse perché la soluzione al momento non esiste. E' stato coraggioso e anche motivante per quelle donne il fatto che abbia scelto in qualche modo di denunciare una realtà di cui si preferisce non parlare. E poi, anche se si tratta di una lingua che non conosco, è sempre piacevole vedere un film in lingua originale. Dall'altro lato non ho del tutto apprezzato le riprese ballerine alla Modern Family, per intenderci, ma per essere il suo primo lungometraggio è molto fluido e riesce a toccare le corde giuste.
Sperando che in qualche modo anche questo piccolo gesto possa aiutare a risolvere un giorno questa situazione, penso che sia un buon esercizio ed una buona partenza, oltre che al messaggio importante che racchiude.

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Commenti

  1. Finora ne hanno parlato tutti bene e, da risaputo femminista, dovrò dargli una chance :)

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    1. Secondo me più che femminista è un film che parla della poca umanità che hanno alcuni uomini, e che lí sembra che nessuno abbia. È un po' come il discorso di Bastardi senza gloria, non si può proprio stare dalla parte dei tedeschi, per principio.

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  2. Sembra interessante, ne parlano tutti bene e ovviamente dalle mie parti non lo proiettano. Levate una sala a quella schifezza di Jurassic World e metteteci questo, maledetti!

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    1. Ah ma io l'ho visto in anteprima, se no col cavolo. Anche da me non se lo sono cagato xD

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