Non è un paese per vecchi


Llewelyn Moss, durante una battuta di caccia nel Texas degli anni '80, trova quello che si può chiamare il classico scambio finito male; un furgone con la droga e tutt'intorno uomini morti. Poco più distante trova anche i soldi destinati allo scambio, e, vedendo quanti fossero, non resiste alla tentazione e li prende. Questa sua sconsiderata azione ha dato il via ad un sanguinoso inseguimento tra lui ed un pericoloso e spietato killer.

A voler essere del tutto sinceri, ho dovuto vederlo due volte per essere certa di averlo capito fino in fondo, sia nell'intenzione dei registi sia nel messaggio finale. Non è affatto un thriller come molti altri, ma è anzi uno dei film più strani e congeniali che abbia visto nell'ultimo periodo e per questo non mi stupisce che abbia vinto 4 Oscar, anche se non è proprio il genere di film che l'Academy ama premiare solitamente. 


Avviso che da qua in avanti si tratta di una mia personale interpretazione, pertanto saranno presenti spoiler.

I Fratelli Coen hanno così rivisitato il romanzo di Cormac McCarthy mettendoci dentro anche tutto il loro stile, implacabile quanto il killer co-protagonista. Il personaggio di Javier Bardem, infatti, è il punto di forza del film; a mio parere, uno dei "cattivi" più ben realizzati di sempre, con questo suo sguardo sperso nel nulla, gelido, l'assurdo taglio di capelli quasi comico, la sua arma assolutamente fuori dal comune (e che non puoi non amare) ed i suoi dialoghi con le persone che sta per uccidere senza alcuno scrupolo, i quali inizialmente sembrano essere senza alcun senso, ma poi, riascoltandoli, capisci che sono tutto meno che insignificanti.
Ed è proprio questa una delle particolarità del film; questo sicario che prende il controllo della sua missione a sangue freddo, come se avesse avuto il piano chiaro fin da subito, è una figura singolare e caratterizzante. Come ho detto prima, i suoi dialoghi rasentano l'ironia sul filo del rasoio della morte, ma ancora di più è incoerente come lui non senta alcun tipo di dolore, quindi sembra essere immortale, ed invece alla fine per poco non perde la vita in un banale incidente stradale per un errore umano.
L'altra figura indispensabile alla riuscita del film è lo sceriffo, interpretato da Tommy Lee Jones, il quale, contemporaneamente alle vicende principali, indaga sulla fuga di Llewelyn per aiutarlo in qualche modo a sopravvivere alla caccia del killer, ma, vedendo gli accaduti e arrivando sempre troppo tardi sulle scene delle uccisioni del killer, capisce che quello in cui vive è ormai un mondo troppo estremo per lui, un mondo anarchico nel quale è difficile stare al passo con i cambiamenti di situazioni e persone. Dopo molte riflessioni dello sceriffo durante il film, capisci che a lui il mondo con il quale si sta battendo fa enormemente paura, proprio perché è impossibile pensare come le persone che hanno creato quella realtà e di conseguenza prevedere le loro mosse. In pratica si arrende alla vita, dandola vinta al male che, giorno dopo giorno, non potrà che crescere sempre di più.

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Commenti

  1. Visto anni fa assieme ai miei genitori e pur non avendolo compreso appieno ricordo che mi piacque molto! Interessante la tua interpretazione

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  2. Questo ancora non l'ho visto, purtroppo! :(
    La tua recensione, tuttavia, mi ha fatto tornare in mente "Fargo",e probabilmente non è un caso...
    Ho deciso: devo recuperarlo assolutamente!

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    1. Di sicuro non è un caso, non sembrano due persone che fanno le cose per caso xD
      Te lo consiglio caldanente ^^

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  3. Mi piacque un casino...
    Ma personalmente lo considero il secondo miglior film dei Coen

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  4. Ottima analisi, E ti dirò, quello sguardo finale di Tommy Lee Jones è la scena che mi ha inquietato più del film.
    Un film che comunque riamane una pellicola con cui ho un difficile rapporto... cosa tipica, da parte mia, coi film dei Coen.

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    1. Ti ringrazio tanto ^^ Effettivamente è un punto cruciale del film, per quanto anche io la maggior parte delle cose non le avrò capite, purtroppo. Però siamo intesi che sia un capolavoro xD quello è chiaro a tutti

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  5. Potremmo discutere sul mezzo r2d2 mancante per arrivare alla categorie "da oscar", ma mi limiterò a dire che lo ritengo uno dei film più belli del nuovo millennio e che la tua riflessione a riguardo è davvero interessante. Comunque tanta stima perché sui Coen spesso cascano anche i più bravi.

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    1. Non nascondo che mi ci sia voluto un po' di tempo per iniziare a capirlo, ma è un po' come Tarantino, questo film quando lo comprendi non puoi che amarlo. È immenso. Ti ringrazio ^^

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