Fury


Siamo nel 1945, fine della Seconda Guerra Mondiale. Don Collier, sopravvissuto ai precedenti tre anni di servizio, è, ancora una volta, mandato in Germania per fronteggiare linee nemiche. Don è a capo di un battaglione americano e, dopo aver perso un tiratore, reclutano Norman, un giovane soldato che fronteggia per la prima volta lo strazio della guerra. 

In generale, e fin da subito, non mi sono mai spacciata per una critica cinematografica, ma piuttosto una grande appassionata. A maggior ragione, se si parla di film storici e soprattutto di guerra, ne so meno del resto; non è uno dei miei generi preferiti e non ne ho visti abbastanza da poter paragonare questa rappresentazione ad altre.
Detto questo, metterò assieme come sempre il mio modesto parere. 


Oggi il cinema punta moltissimo sull'aspetto sentimentale dei personaggi. Parlando del genere horror, nella maggior parte delle pellicole c'è uno sfondo familiare o un rapporto d'amicizia che tanto o poco ti fa tenere le parti del personaggio, nei thriller o nell'azione si inizia sempre dando un quadro della situazione personale del protagonista raccontando qualche episodio tragico successo nel passato che riutilizzeranno per storcervi le budella in un secondo momento. Nei film di guerra invece oggi, da ciò che ho potuto notare, non si limitano a raccontare la tragedia della guerra, ma, come se non bastasse, creano tra i personaggi un rapporto di fratellanza che li lega tra loro e alla vita tanto forte da farti combattere dalla loro parte. In qualsiasi frangente tu ti possa trovare in pratica trovano sempre il modo per abbindolarti, commuoverti, ed il gioco è fatto, il pubblico è conquistato ed esce dalla sala soddisfatto. 
Questo è ciò che è successo a me oggi pomeriggio guardando Fury. La storia, per quanto la si possa in qualche modo arricchire, è la solita. Tutti conosciamo il finale e la morte che la guerra porta con sé l'abbiamo viste svariate volte in salse diverse. Però questo gruppetto di soldati orgogliosi di lottare per l'esercito Americano, che appena trova un po' di normalità la spreme fino all'osso prima di tornare in trincea, ci emoziona sempre. E' tutto qua il segreto del film; un cast equilibrato e preparato e la solita storia che funziona. Niente di nuovo, ed è qua che sta l'inghippo. Il ragazzino che a causa di un errore va al fronte, ignaro della violenza che dovrà vedere e commettere, ecco questo non funziona, o almeno con me non ha funzionato. Mentre alle persone probabilmente ha commosso, a me ha addirittura infastidito, ed il suo personaggio è il mezzo attraverso il quale raccontano la guerra, ma secondo me hanno esagerato, facendolo sembrare un bambino petulante che non vuole accettare la cruda realtà, mentre i problemi dei soldati erano ben altri. 


L'unico particolare che sono riuscita ad apprezzare per bene e a trovare stimolante è stata la figura del carro armato. Per quanto banale possa sembrare, il carro in questo singolare caso, rappresenta per questi ragazzi una casa mobile, alla quale fare affidamento nei momenti più difficili e con la quale abbattere il peggior nemico della storia. D'altronde, proprio come la guerra, il carro armato dissemina morte e travolge qualsiasi cosa passi per la sua via. In esso loro trovano morte e salvezza contemporaneamente.
Altro punto a favore è invece il cast. Vedere Brad Pitt in questo tipo di ruolo non è certo delle scelte più innovative, ma ha fatto di nuovo la sua sporca figura (e da parte mia guadagna sempre più punti pur non essendo una delle sue interpretazioni migliori). Subito dietro a lui vengono poi Shia LaBeouf che passo dopo passo si sta facendo meritatamente strada, Jon Bernthal che da dopo The Walking Dead non si toglierà mai più di dosso questo odioso personaggio senza cuore, e poi Logan Lerman, che prima con Percy Jackson e poi con Noi siamo infinito sta uscendo allo scoperto, ma per me potrebbe anche rimanerci perché non sarà lui a fare la differenza. Ah e non dimentichiamo una mini parte di Eastwood Jr., in tutta la sua smagliante bellezza.
In fin dei conti, e frecciatine a parte, è un film che si fa piacere, non annoia e trovo le scene di azione molto convincenti e ben riuscite ma, a mio avviso, assolutamente niente di esaltante per quanto piacevole possa risultare alla fine.

Valutazione:


Commenti

  1. D'accordo! Anche se mi sono concentrata primariamente su altri difetti. Per esempio il fatto che non si capisca che messaggio vuole lasciare questa storia, la sceneggiatura è superficialotta. Però anch'io ne ho apprezzato la fattura e le interpretazioni. Il carro armato poteva anche essere valorizzato di più :)

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    1. Il fatto del messaggio non lo ritengo un problema; i film di guerra raccontano una crudele realtà, fatti veri o verosimilmente accaduti,med il messaggio non penso sia rilevante in questo caso, se non interpretato come il senso di comune patriottismo. Non so, dovrei rifletterci un po'. Per la sceneggiatura, non penso sia un film dal quale mi aspettassi chissà quale tipo di dialettica e infatti i dialoghi sono ciò che mi aspettavo.

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    2. certo sì, un film di guerra può semplicemente presentare una realtà. :)
      in realtà intendevo che in questo con tutte quelle citazioni bibliche e frasette retoriche pare quasi che lo spettatore debba ricevere un messaggio, ma è retorico in maniera così ambigua che non è facile capire... come per una poca cura e quindi confusione nella sceneggiatura appunto

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    3. Si, hai ragione. Effettivamente le citazioni bibliche anche io le ho trovate un po' di troppo, ma le ho prese come un avvicinamento alla religione essendo così vicini alla morte in ogni momento. Un modo per accoglierla, quindi non mi sono fatta molte domande a riguardo. Comunque sei davvero molto attenta ^^ complimenti

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    4. eh non mi son fatta distrarre da Mr Pitt! :)
      Alcune erano abbastanza a sproposito... poi la scelta finale del ragazzo... anche quella non l'ho capita perchè andava un pelo in contraddizione con alcuni messaggi precedenti. C'erano molte note stonate che non sembravano volute insomma!

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    5. Anche io l'avrei fatto finire diversamente, ma al pubblico se non dai un po' di speranza non è contento.

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  2. Boh, su questo film ognuno ha un parere diverso dall'altro. E per intanto so solo che non mi interessa molto, per ora.
    Comunque come invecchia male il buon Brad?

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    1. Seh, mi sa che a molti piacerebbe invecchiare male come lui! ;-)

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    2. Non è malvagio in fin dai conti se vuoi dargli una possibilità. Comunque, io non volevo fare quella fissata, ma Brad è impressionante. Avere quel fisico lì così definito e magro a 52 anni...come dice Sam, avercene!!

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    3. verissimo, non ce la metteresti anche tu la firma Jean per il fisicaccio di Brad?? XD

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  3. Visto ieri anch'io, nonostante la prevedibilità mi ha convinto parecchio :)

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    1. Effettivamente preso nell'insieme non è malvagio.

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  4. a parte retorica e americanitudine, credo che il buon Brad col capello perfettamente sistemato anche in guerra mi irriterebbe parecchio....lo vedrò in homevideo quando arriverà da noi ^_^

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    1. Bè l'americanitudine è scontata in questi casi. Ti dirò però che Brad è una delle note positive, come sempre.

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  5. Va bene Eastwood Jr. ma la sfolgorante bellezza di Isaacs dove la mettiamo? >.<
    Scherzi a parte, con me il "trucchetto" del giovane ingenuo ha funzionato... anzi, forse il protagonista ha abbandonato troppo in fretta la sua innocenza. Anche io come te non amo troppo i film di guerra ma questo l'ho trovato bellissimo!

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    1. Eeeeh non è proprio il mio tipo xD in realtà nemmeno Scott lo è, ma è oggettivamente troppo perfetto.
      Mmh bellissimo io no, però sicuramente nem fatto e piacevole, quello si ^^

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