Un colpo da dilettanti - Per la serie "Le 50 sfumature di Anderson"


Saltellando qua e là arriviamo quindi al primo lavoro di Wes, 1996. 

Anthony esce da un ospedale psichiatrico depresso quanto prima se non di più e si ritrova senza un obbiettivo. Viene quindi contattato dal suo amico di sempre, Dignan, che gli propone di far parte ad una rapina che servirebbe per risollevare animi e portafogli. Ma da qua, come potete immaginare, gli eventi ai quali assisteremo saranno sempre più bizzarri.


Estrapolato dal primo cortometraggio di Wes, Bottle Rocket (nato nel mio stesso anno, tra l'altro *.*), è il primissimo lavoro del nostro protagonista. Già da qua potevamo capire quali sarebbero state le sue caratteristiche; prima di tutte, il profilo psicologico colmo di insicurezza dei protagonisti che sembrano affogare nel turbinio della vita. Secondo punto caratterizzante sono di sicuro i colori, sempre protagonisti e contrastanti l'uno con l'altro.
Ad aprire le danze sono i fratelli Wilson (<3), presenti anche nel cortometraggio, con un giovanissimo Owen da far venire i brividi, con il quale Wes ha scritto la sceneggiatura. 
La loro goffaggine nel cercare di avere successo durante le loro rapine completamente improvvisate crea quella comicità ironica e beffarda tipica del suo stile, arricchita poi da un'ancora più improbabile storia d'amore tra Anthony ed una cameriera paraguayana incontrata per caso sulla loro strada, e qui, ovviamente, c'è l'ostacolo della lingua a complicare le cose.
Questa pellicola è di sicuro un esperimento, da qualche parte tutti i registi devono partire, e per essere un esperimento delinea a meraviglia le sue caratteristiche sempre in primo piano.
Di certo non un capolavoro, però intrattiene con simpatia durante la sua durata di un'ora e mezzo e si può di certo considerare un debutto più che dignitoso.

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