Me and Earl and the Dying girl

O Quel fantastico peggior anno della mia vita
Ma io trovo decisamente più azzeccato il titolo originale.


Greg è un adolescente all'ultimo anno di liceo e (esattamente come me) preferisce rimanere nell'anonimato, cercando di andare d'accordo un po' con tutti ma continuando a tenere un basso profilo. Con il suo amico Earl, Greg passa il tempo a girare film amatoriali, divertenti parodie dei film che hanno fatto la storia. Tutto andava bene finche la madre di Greg non lo costringe a vedersi con Rachel, una ragazza della sua scuola che ha appena scoperto di essere malata di leucemia. 

Nella maggior parte dei casi la parola"drammatico" viene abusata, e spesso le persone pensano che si riferisca solo a film generalmente tristi, ma secondo me questa parola esprime il suo significato più ampio e perfetto quando si riferisce a film agro-dolci, un mix tra comicità e tristezza. Che poi sono anche i più belli, almeno secondo me.


L'anno scorso il Torino Film Festival, seppur con un solo film dati i miei impegni universitari, era riuscito a farmi uscire dalla sala in lacrime commossa per The Rover che mi colpì, devo dire. Quest'anno il tempo a disposizione se possibile è stato ancora di meno, perciò sono riuscita di nuovo a vederne solo uno, e, di nuovo, sono uscita in lacrime.
Cosa rende un film un bel film? La semplicità, è la prima cosa che mi viene in mente. Il segreto sono pochi ingredienti e questo film li possiede. 
Da subito si intuisce che la comicità sarebbe stata nuova, diversa. L'alternanza con alcune animazioni stop motion mi hanno ricordato molto Wes Anderson e così anche la regia in generale, e voi lo sapete che lo adoro. 
Non è una comicità stupida e insensata, e non è nemmeno di quelle comicità che fanno sbellicare, è di quelle che solleticano lentamente, un po' subdolo ma che da un senso di rinnovamento.


D'altra parte, si parla sempre di leucemia ed il binomio liceali + cancro viene spesso associato a Colpa delle stelle. Pur non avendo moltissimo contro quel film, mi rallegra il fatto che questo non fosse la sua brutta copia, ma piuttosto il nipote facente parte di una nuova generazione, una sorta di 2.0. Rachel non è la solita ragazza malata, Greg non è il solito ragazzo che si innamora, la situazione viene proprio trattata in modo diverso, ironizzando e a volte sembrando anche un po' macabra ma è molto delicata e raffinata, quindi il problema non si pone.
Ho davvero adorato la sottile comicità, in lingua originale è una bomba e riesce comunque a spaziare tra moltissime emozioni contrastanti ottenendo un risultato sorprendentemente fresco.
Approvato e in attesa di rivederlo!

Ps. Dai primi di dicembre nei cinema italiani.

Commenti

  1. A me, purtroppo, non è piaciuto. Stilisticamente mi ha ricordato Anderson - che odio a dir poco - e il Gondry peggiore, ossia quello di Be Kind Rewind. Poi le emozioni, per tutta la durata, hanno latitato: troppa forma, poco cuore. Carino, eh, ma troppo hipster. Pure per me. Il che è tutto dire. Aspetto, però, il libro dalla Einaudi: magari cambio idea e mi do ai confronti. ;)

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    1. Che peccato! Io adoro Anderson quindi il fatto che me lo abbia ricordato è stato un colpo al cuore. Invece ci ho trovato molto cuore, detto questo credo leggerò il romanzo ma in lingua originale, per farmi un'idea di quale fosse la base.

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