Di tutto un po' #6 La storia dei miei due normalissimi trovatelli

"Di tutto un po'" è una rubrica varia. Ho deciso di scriverci tutto ciò che mi viene in mente, anche perché, come dice lo slogan, qui non si parla per forza solamente di cinema. Ce n'è un po' per tutti, insomma.
Questo post nasce dalla lettura di una delle rubriche dell'amico blogger Bradipo che scrive, a mio avviso, di tanto in tanto dei bellissimi post sulla sua vita in ambulatorio veterinario. Quindi mi è venuto in mente di parlarvi un po' della banalissima storia dei miei due fratelli pelosi, condividendo con voi il mio amore nei loro confronti.


Eccoli qui. I due gatti più sornioni e normali che potreste trovare per strada. Eppure loro per me sono molto più di questo. Partiamo dal principio. Si chiamano Gino e Ugo, rispettivamente da sinistra verso destra. La loro storia parte dall'ottobre del 2006, potevano avere già 6 mesi/un anno quando li trovammo. Ma sarebbe meglio dire che loro trovarono noi. 
Io ho sempre voluto un cane, come ogni bambino che si rispetti. Per motivi di spazio e di impegni il cane non è mai arrivato, e non pensavo proprio ad un gatto, in quanto mio padre pensava di loro che fossero opportunisti e meschini. 
Ebbene, nei dintorni di casa mia girava sempre una micetta grigia, piccola e graziosa, con gli occhi verdi smeraldo. Per un periodo poi scomparve, qualche mese dopo capimmo che aveva dato alla luce una cucciolata di 3 mici splendidi, di cui non riuscivamo a capire il sesso. Scoprimmo della cucciolata perché, in un bel giorno di sole, il micio che vedete a sinistra della foto, venne davanti alla nostra finestra a miagolare. Era piccino e magro, e piangeva. Così, mia madre, avendo solo dello spezzatino del giorno prima in casa, gli diede un po' di quello. Il micio lo mangiò e se ne andò. Si vede che aveva gradito la cucina di mia madre, perché il giorno dopo tornò, ma non solo, in compagnia di suo fratello, il micio sulla destra. Il terzo gattino si allontanò fin da subito e lo vediamo qualche volta nei dintorni ma ha scelto un' altra strada. Dopo averli sfamati entrambi con il resto dello spezzatino e del latte, chiesi ai miei di poterne tenere uno, al che, mio padre, incredibilmente, mi disse "o entrambi o nessuno!"...E c'è anche da chiedere?
Fine. Ce ne innamorammo in meno di 24 ore. Li abbiamo portati a fare il loro primo giretto dal veterinario, che ci disse che erano due bei maschietti, li abbiamo fatti sterilizzare e vaccinare, e un attimo dopo aver messo la zampa in casa, erano già parte della nostra famiglia.
Ed ora, le dovute presentazioni.

Gino. Tra i due senza dubbio quello più elegante e raffinato. Ha due occhi che non finiscono più e un pelo splendido. 7 chili, come suo fratello. Sono un po' cicciottelli per via della sterilizzazione ma c'è da mettere in conto che sono proprio di misura due gatti di grandezza media. 
Come ogni coppia di fratelli che si rispetti, anche se non si direbbe mai, loro hanno due caratteri completamente diversi. Gino, qui, a prima vista è tra i due il gatto più...gatto. Se c'è troppa gente in casa preferisce isolarsi, se non è lui a venirti a cercare non gli piace tanto essere importunato. Ma col tempo ha imparato ad amarci a suo modo e ci ha regalato tanto, inaspettato, amore. Nessuno dei due è un gatto aggressivo, nemmeno quando ci giochiamo gli viene in mente di graffiare, mai. In 10 anni non è mai successo che graffiassero qualcuno nemmeno per sbaglio o che rompessero/rovinassero qualcosa in casa. Cosa che se la racconti ad altri possessori di gatti, non ci credono.
Gino, dicevo, ha imparato ad amare. Il suo cuoricino batte soprattutto per mia madre e per il mio ragazzo. Normale, perché lui lo vede solo una volta alla settimana, mentre con me tutti i santi giorni. Vabbè, come dargli torto...ha buon gusto almeno. Da me si fa fare le coccole soprattutto la mattina, o comunque negli orari di pasto. Gino è inquietante perché ti osserva, ogni volta con uno sguardo diverso, anche quando non te ne accorgi, lui è da qualche parte che ti osserva. Puntualmente, la mattina, mi sveglio, ancora assonnata mi dirigo verso la cucina per fare colazione e non è che mi metta ad osservare in giro, mi preparo da mangiare e mi siedo. La scena è inquietante perché alla sinistra della mia sedia ce n'è un'altra sempre vuota e spostata all'indietro. Mentre mangio, ad un certo punto, sento una presenza alla mia sinistra, un respiro misto a fusa, mi giro e lo spettacolo che mi trovo davanti è lo stesso che potete vedere nella foto qui a fianco. Capite che quando uno è ancora un po' stordito dal sonno, è tranquillo a fare colazione e improvvisamente si trova questo muso di fianco...è da provare, vi dico xD
Lo chiamiamo lo sguardo da mafioso. Lui sta lì a fissarti, se sposti la mano verso la tazza o per prendere un biscotto lui guarda la mano, ma non è per fame, come potrebbe pensare chiunque, nono, osserva solamente. 


E poi c'è Ugo. Potete immaginare che se l'altro, dei due, è quello più serioso e composto, lui è lo scapestrato del gruppo. Ugo, potrete non crederci, ma ha il libretto sanitario più scritto di tutta la storia dei gatti. Ne ha viste di tutti i colori; arriva spesso a casa con dei graffi sparsi, una volta un brutto ascesso e un'altra ancora, non sappiamo come sia successo, con la coda spezzata, tant'è che il veterinario ha dovuto amputargliela. Tutto questo perché lui non ha paura di niente e nessuno ed è curiosissimo, molto spesso entra in casa dei vicini se trova la porta aperta per cercare qualcuno che gli faccia le coccole. E' il Re della disinibizione, lui a chiunque entri in casa o incontri fuori fa le feste come se fosse un cane. Ti si butta contro, ti fa sentire i denti strusciandosi, miagola tanto da sembrare che stia urlando. Qualsiasi cosa tu gli faccia, annodarlo, farlo girare per terra, lui non dice assolutamente niente, ti guarda e sorride. Perché, vi giuro, che sorride veramente! Per non parlare dei suoi attacchi di panico. Penso di avere l'unico gatto al mondo che, quando si rende conto di essere in una stanza da solo e al buio, inizia a piangere urlando, cerca la prima coperta/maglia (ovviamente mia e pulita) la morde per non sentirsi solo e si calma solamente se vai da lui e lo accarezzi. 
Cose strane, eh?

Che dire, li amiamo per quello che sono e per l'amore che a loro volta ci regalano. Non è vero che i gatti sono opportunisti, basta conoscerli e sapere come prenderli ma soprattutto fargli capire che di te si possono fidare, e capirete che anche i gatti vi possono regalare molto.


Commenti

  1. Gli amanti dei gatti ameranno questo post :)

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  2. Che dolci!!!! *____*
    Io al momento ho "solo" due cagnolini, un maschio e una femmina trovati abbandonati per strada (lei aveva forse venti giorni di vita, pensa), ma da bambina ho sempre avuto gatti, almeno due o tre per volta... sono creaturine meravigliose! ^____^

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    1. Bè, anche due cagnolini danno il loro bel da fare xD

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  3. oh, ma che meraviglia di gattoni!!!!

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  4. Che meraviglie! E che fortuna hanno avuto!

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    1. Grazie!! Sono la mia piccola meraviglia! ^^ ah si, sicuramente. Ci firmerei per vivere una seconda vita come la vivono loro!

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  5. sono due micioni bellissimi e mi è piaciuta molto come hai raccontato la loro storia, mi è sembrato come se li avessi sempre conosciuti...e naturalmente grazie per la menzione...

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    1. Grazie mille! È grazie a te se l'ho scritta ^^
      Sono la mia gioia anche nei momenti piú tristi! Hanno come la capacità di risucchiare la mia negatività.

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